Lettura del Giorno

21 gennaio (Voices of recovery): "A causa della natura della nostra dipendenza, facciamo attenzione a non toccare o abbracciare gli altri membri della comunità senza il loro permesso."

Sex Addicts Anonymous, pag. 18 (pag. 12 inglese)

Da bambino ho vissuto in un mondo senza confini. Nella casa dove sono cresciuto avevamo regole del tipo “niente porte a chiavi nei bagni” o “nessuna conversazione telefonica privata”. Da dipendente sessuale attivo il mio mondo sessuale senza regole sembrava eccitante e divertente. In realtà era spaventoso e definitivamente non sicuro.

Ero terrorizzato. Un giorno mi sentivo spaventato dalle persone; il giorno seguente cercavo disperatamente il contatto umano; l’indomani, non volevo essere toccato. La mia vita era un continuo via vai tra il terrore estremo e il bisogno. Infatti, quando sono arrivato in SAA ero così spaventato da essere venuto solo con un amico, cercando di nascondermi nella sua ombra.

Ero molto sollevato di trovarmi in un posto dove altri dipendenti sessuali in recupero erano fisicamente rispettosi nei miei confronti. Molti mi parlarono con cordialità e gentilezza senza farsi avanti verso di me. Molti mi chiesero se potevano abbracciarmi, facendo capire che potevo scegliere. E altri mi diedero gli abbracci più belli che abbia mai ricevuto perché ora ero libero dall’agire compulsivamente. Quegli abbracci mi hanno fatto sentire strano all’inizio ma, più importante di tutto, mi facevano sentire al sicuro.

Sono grato dei numerosi tipi di rapporti che oggi posso avere nella mia vita, e delle varie tipologie di connessioni fisiche che questi mi offrono.

20 gennaio (Voices of recovery): "La Sesta Tradizione identifica saggiamente i soldi, le proprietà e il prestigio come potenziali ostacoli per una diffusione efficace del nostro messaggio."

Sex Addicts Anonymous, pag. 108 (pag. 185 Libro Verde con Storie di recupero; pag. 86 inglese)

Prima di entrare in SAA, molti di noi definivano sè stessi e il proprio valore in termini di denaro, proprietà e prestigio. Molti di noi, se sono onesti con loro stessi, lo fanno ancora. La nostra tendenza a giudicare noi stessi e gli altri in base a ciò che hanno, invece che in base a chi sono, ci mantiene nell'ansia e nell'isolamento, preoccupandoci se stiamo "andando avanti" o chiedendoci se la nostra prossima interazione umana ci farà sentire in vantaggio o in difetto.

Com'è curativo, quindi, venire a una riunione di SAA - un gruppo che non possiede proprietà e di solito pochissimi soldi. Il prestigio, almeno come lo definisce il mondo esterno, qui non significa nulla. Eppure è nei nostri incontri che iniziamo a capire chi siamo veramente e ad apprezzare il nostro vero valore. Apprezziamo anche gli altri membri del nostro gruppo, anche se spesso non abbiamo idea di cosa possiedono o cosa fanno quando lasciano la stanza.

La nuova vita che scopriamo in SAA porta con sé nuovi valori. La cosa più importante è che impariamo ad apprezzare noi stessi e le persone nella nostra vita, senza riguardo allo status sociale o alla ricchezza. Impariamo a vedere e ad amare la persona che sta dentro.

Possa io imparare a vedere gli altri e me stesso in termini di valori spirituali.

19 gennaio (Voices of recovery): "Essere disposti a cambiare le abitudini che minacciano la nostra sobrietà ci aiuta a rimanere fuori dal nostro cerchio interno."

Strumenti di Recupero, pagina 14

Anche prima di entrare in recupero, ero consapevole di molte abitudini che alimentavano la mia dipendenza. Per ottenere l'astinenza, dovevo essere disposto a cambiare le mie azioni. Con l'aiuto del mio sponsor, ho fatto un elenco di quelle routines e poi ho preso provvedimenti per introdurre nuove abitudini ed eliminare quelle vecchie. La prima nuova routine è stata quella di iniziare la mia giornata mettendomi in ginocchio e chiedendo al mio Potere Superiore la volontà e la capacità di vivere questa giornata sobrio.

La maggior parte, se non tutte, le abitudini su cui ho lavorato all'inizio erano fisiche: persone, luoghi e comportamenti. Modificando queste routines, sono stato in grado di raggiungere l'astinenza.

Ma il vero recupero è l'astinenza unita alla crescita spirituale. Quando l’ossessione sessuale cominciò a svanire con l'astinenza, scoprii routine mentali ed emotive che minacciavano questa sobrietà. Le mie critiche mentali agli altri riflettevano aspri giudizi su me stesso, lasciandomi isolato, solo e vulnerabile agli errori. Per mantenere la sobrietà, ho dovuto cambiare anche queste routine, prima identificandole attraverso i miei risentimenti (Passi Quarto e Quinto), e poi lavorando il Sesto e il Settimo Passo su questi difetti di carattere.

Oggi sono più consapevole dei miei atteggiamenti verso me stesso e gli altri, e sono disposto a cambiare quelle routine del cuore e della mente che minacciano la mia sobrietà e serenità.

Questo è un programma d'azione. Concedimi di essere disposto a intraprendere nuove azioni, azioni che riflettono salute, coraggio e amore.

18 gennaio (Voices of recovery): "Il messaggio non è che ci sediamo passivamente ad aspettare che le cose accadano. Piuttosto è un cambiamento nel nostro atteggiamento in cui ammettiamo che non sempre sappiamo dove dovremmo andare o come dovremmo arrivarci."

Strumenti di Recupero, pagina 19

Da dipendente attivo, sentivo un bisogno compulsivo di decidere tutto e di controllare i risultati. I frutti inevitabili sono stati frustrazione e alienazione. Alla fine, questa mania del controllo nasce dalla paura che i miei bisogni possano non essere soddisfatti. Ammettere di non saper sempre cosa fare o come rispondere è un grande passo verso una vita serena e reale.

Nella mia esperienza, le forze in gioco in ogni situazione sono varie e potenti come una tempesta invernale, e posso gestire queste forze più o meno come potrei gestire una bufera di neve.

Nel recupero sono libero di lasciare andare la mia paura e il mio bisogno (di provare) di controllare situazioni che sono al di là del mio potere. Quindi posso permettere alla vita di andare a modo suo sapendo che i miei bisogni saranno soddisfatti. Forse ancora più importante, posso impegnare ulteriormente le mie energie in quelle cose su cui ho il controllo, come il mio benessere, le mie responsabilità e la mia vita.

Consentire alle cose di essere come sono non è necessariamente un segno di debolezza o passività. Può anche essere un segno di forza e di fiducia nel mio Potere Superiore.

Potere superiore, aiutami a capire di cosa devo prendermi cura e concedimi il coraggio di agire con grazia.

17 gennaio (Voices of recovery): "Nell'intraprendere il Decimo Passo, ci impegniamo a mantenere la casa in ordine, nel caso i vecchi fallimenti riappaiono o ne sorgono di nuovi, come inevitabilmente succederà."

Sex Addicts Anonymous, pagina 66 (p. 107 Libro Verde con Storie di recupero; p. 52 in inglese)

L'altro giorno in una riunione, il segretario è stato un po' invadente nel distribuire le letture. Un altro membro ha risposto un po' bruscamente; il membro era arrabbiato e il segretario era ferito, quindi uno di loro ne ha parlato come argomento dell'incontro. È stato un ottimo incontro.

La maggior parte di coloro che hanno parlato hanno ammesso di essere stati spesso su entrambi i fronti di questa esperienza, arrabbiati e feriti per molte piccole cose della vita quotidiana. Alcuni hanno notato che, se non stanno attenti, queste ferite e rabbia possono esplodere e rovinarci l'intera giornata. Uno ha detto che era come se una parte di lui stesse solo aspettando qualcosa per cui avrebbe potuto agitarsi. Lo chiamava la spazzatura in testa.

Sono rimasto sbalordito. Queste persone, molte con un decennio o più di solido recupero, raccontavano la storia della mia vita quotidiana. Sono stato sorpreso dal fatto che non sono l'unico che reagisce in modo eccessivo alle più piccole provocazioni.

Allora la saggezza del programma è venuta a galla. Faccio un inventario quotidiano per affrontare questa mia tendenza. La mia mente da dipendente può trovare cose per cui essere emotivamente turbata in ogni giornata. Il Decimo Passo è un modo quotidiano per eliminare ogni accumulo di spazzatura in testa.

Metto in ordine i miei pensieri ogni giorno, così posso rimuovere ciò che non funziona e mantenere la mia serenità.

16 gennaio (Voices of recovery): "In spirito di gratitudine, cerchiamo opportunità per servire Dio e altri membri della fratellanza. Il nostro percorso continua con il Dodicesimo Passo."

Sex Addicts Anonymous, pagina 73 (p. 122 Libro Verde con Storie di recupero; p. 58 in inglese)

Dopo un anno di sobrietà ho affrontato un periodo di ansia molto intensa. Non ero pronto. La mia malattia mi aveva stravolto e dilaniato per sei mesi. Continuavo a frequentare le riunioni, parlando apertamente con il mio sponsor e con gli altri. Ho preso talmente tante batoste che alla fine mi sono arreso. Riconoscendo l’ansia apertamente, ho realizzato che non era basata sulla realtà presente. Questo mi ha aiutato a viverla così com’era, senza cercare di nascondermi o fuggire. Ho letto la letteratura, ho pregato e meditato. A volte, emotivamente prosciugato, la preghiera mi ha tirato fuori dal mio straziante senso di inadeguatezza. Man mano che continuo ad aprirmi, si apre una piccola crepa nella mia armatura di odio per me stesso. Ho iniziato a praticare la gratitudine, specialmente la gratitudine di aprire la mia anima agli altri senza essere rifiutato.

Ho cercato di fare servizio, condividendo sinceramente con coloro che soffrono. Durante questo periodo, ho realizzato una verità fondamentale nel programma dei Dodici Passi: La miglior cura che posso offrire a me stesso è offrire la guarigione agli altri. Ho iniziato a fare servizio più spesso che potevo e, ogni volta che l’ho fatto, ho sperimentato l’amore. Ricevo sempre più di quanto io dia. Ora sono sobrio da un po', e lo devo alla lezione imparata dalla mia più grande angoscia.

Quando dono, vivo.

15 gennaio (Voices of recovery): "Possiamo anche fare una lista delle cose per cui ci sentiamo in colpa. Esaminiamo le cose che abbiamo fatto anche se sapevamo essere sbagliate, e che ora ci fanno provare rimorso."

Sex Addicts Anonymous, pagina 47 (pagina 36 inglese)

Confondevo la colpa con la vergogna, ma ora so che il senso di colpa, o il riconoscere un misfatto, può essere una cosa buona. La vergogna, il senso di sentirsi in difetto o di non essere all’altezza, non è salutare. Il senso di colpa è il segno che qualcosa dev’essere affrontato, come una spia del quadro strumenti della macchina. Così come il lasciar persistere un problema nel veicolo può causare danni costosi o perfino irreparabili, allo stesso modo rimandare il lavoro sui passi può recare sgradevoli conseguenze.

Lavorare i passi per i sensi di colpa mi tiene lontano dalla disperazione della vergogna, e mi fa entrare nella luce trasformatrice della grazia e dell’auto-accettazione. Rendermi responsabile delle mie azioni potenzia me e tutti gli altri. Smetto di essere una vittima man mano che ammetto la mia parte di responsabilità e faccio ammenda. Con l’aiuto, accetto ciò che non posso cambiare, e mi viene dato il coraggio di lasciare andare. Chiedo anche a Dio di guarire le mie ferite che si aggiungono al problema, e di aiutarmi a trovare la forza e il coraggio di fare la cosa giusta. Attraverso questo processo la mia colpa è rimossa e rimpiazzata con il perdono.

Dio, aiutami a non temere il senso di colpa, ma di riconoscerlo come un segnale di dover lavorare i passi.

14 gennaio (Voices of recovery): "Scopriamo che i principi spirituali possono guidarci nelle sfide quotidiane della vita e possono aiutarci ad affrontare anche la perdita, il dolore e la morte con forza e grazia."

Sex Addicts Anonymous, pagina 77 (pagina 61 inglese)

Mio padre è morto tre anni fa. La scelta delle foto per il suo servizio funebre è stato straziante, conoscendo la verità dietro ai momenti immortalati dalla macchina fotografica. Adesso mia madre sta morendo e la sua malattia manifesta sintomi che ricordano la mia dolorosa infanzia. Sento il mio stomaco rivoltarsi, come se la gravità non esistesse.

Il mio dolore spesso viene fuori come rabbia. Sorge dalla parte più profonda del mio stomaco, ansioso di essere sentito. Quando raggiunge il mio cuore, sento che devo buttarlo fuori o scomparirò. Lasciarlo uscire spesso lascia in giro macerie catastrofiche nelle mie relazioni. Come mi prendo cura di me stesso mentre mi prendo cura del mio genitore malato? Come posso essere la figlia modello per mio figlio? Prego: "Per favore, tieni il mio cuore aperto e aiutami a vedere la mia vera natura: gentile, amorevole, vulnerabile, premurosa".

Condivido il mio dolore negli incontri di SAA, credendo che le vostre vite siano più felici della mia. Vi dico che voglio che qualcuno si prenda cura di me o il potere di controllare le cose. Annuite e sorridete, mi invitate a prendere un caffè e vi assicurate che io abbia i numeri di telefono. Lavoro i passi con il mio sponsor e mantengo uno stretto contatto con Dio e la fratellanza di SAA. In mezzo al dolore e alla confusione, i miei piedi possono ancora trovare un terreno solido.

Dio, aiutami a provare le emozioni contrastanti dei cambiamenti della vita senza perdere il mio vero io. Aiutami a rimanere vulnerabile in modo che, quando sarà passato il dolore, io possa provare la gioia vera.

13 gennaio (Voices of recovery): "Posso fare un passo alla volta e avanzare gradualmente verso la salute spirituale"

Sex Addicts Anonymous, Personal stories n. 46 ‘Steps to freedom’, pagina 324 inglese (Storie di recupero n. 45 ‘ I passi verso la libertà’, pagina 451)

La religione della mia gioventù dava descrizioni molto precise di Dio e di come pregare. Dio era personificato nei leader della religione e io ho vissuto Dio come un abuso. Di conseguenza, il Terzo Passo è stato molto difficile da accettare e da lavorare. Anche se dice "come posso concepirlo", la mia concezione non era accettabile per me.

Lavorando con il mio sponsor, sono stato in grado di accettare l'idea di un Potere Superiore riconoscendo prima che molti poteri sono più grandi di me e ricordando momenti di impotenza anche prima di entrare in SAA. Ma avevo bisogno di trovare un potere che fosse amorevole, che permettesse un contatto cosciente e che fosse utile per il mio recupero.

Ho imparato che la spiritualità di solito è un'azione che mi connette a qualcosa di più grande. Ho scoperto che posso stabilire un contatto cosciente con i miei valori più elevati di onestà, gentilezza, servizio e compassione. Ho imparato che stare fermo e osservare la natura mi connette con qualcosa di più grande. Ho imparato il potere della gratitudine e ho sviluppato una pratica per migliorare la mia capacità di gratitudine. Una delle più grandi fonti di comprensione e sperimentazione del mio Potere Superiore è essere testimone dell'esperienza, della forza e della speranza delle mie sorelle e dei miei fratelli in recupero. Cerco di connettermi con gli amici del programma ogni giorno.

Sono grato per questo continuo risveglio spirituale.

12 gennaio (Voices of recovery): "Aprirsi agli altri è più facile per noi quando possiamo fidarci che la nostra stessa presenza e ciò che condividiamo saranno ascoltati in confidenza"

Strumenti di recupero, pagina 4

Al mio primo incontro di SAA, ero terrorizzato e sospettoso. L'anonimato mi ha assicurato che non ci sarebbe stata nessuna punizione e il rifiuto che associavo a qualsiasi discussione sulla sessualità. Ho ascoltato le storie di altri dipendenti dal sesso e ho capito che il giudizio più duro era il mio. I membri del gruppo non mi denunciano né tentano di mettermi in imbarazzo pubblicamente. Sono arrivato a vedere le mie paure sia come espressioni della mia vergogna per i miei comportamenti compulsivi, sia della mia grandiosità nel pensare di essere abbastanza importante da far sì che gli altri volessero farmi del male.

Parte della mia paura della punizione era giustificata, sia per il mio comportamento da molestatatore sessuale, sia come artefatto del background morale dei miei anni formativi. Non sapevo cosa fosse la sessualità sana e sto ancora imparando. L'anonimato mi ha fornito un ambiente emotivamente sicuro per ascoltare gli altri ed eventualmente porre le mie domande. Sono stato in grado di identificare coloro con cui ho potuto praticare il dono più raro: la fiducia. Sono stato in grado di chiedere aiuto.

La sicurezza creata dal principio spirituale dell'anonimato è stata fondamentale per il mio primo periodo in recupero, mi ha permesso di chiedere aiuto senza il timore di punizione o rifiuto. Mi ha permesso di iniziare ad avere la capacità di fidarmi degli altri, delle persone appropriate, e di essere aperto e onesto nel mio recupero.

L'anonimato fornisce la sicurezza di cui ho bisogno per praticare la fiducia e l'onestà.

11 gennaio (Voices of recovery): "Un motto che esprime una delle verità fondamentali del programma è 'Un Giorno alla Volta'"

Sex Addicts Anonymous, pagina 83 (pagina 65 in inglese)

C'è una specie di bambù che impiega quattro anni per germogliare dal momento in cui viene piantato. Tuttavia, deve essere annaffiato e curato regolarmente. Pensa ad alzarti ogni mattina per annaffiare un punto nel terreno contrassegnato da questo bambù, nemmeno un germoglio o un monticello di terra, sempre uguale senza segni di movimento o crescita anno dopo anno. Dopo cinque anni, un piccolo germoglio spunta dalla terra. Quindi, nelle sei settimane successive può raggiungere la maturità e arrivare fino a trenta metri di altezza.

Il mio viaggio attraverso i Dodici Passi è stato simile. Se sono disposto a fare tutto il necessario per rimanere sobrio, se ho la pazienza di mantenere le mie attività quotidiane, se lavoro sui Passi con il mio sponsor, se partecipo alle riunioni e condivido con la fratellanza arriverò a rendermi conto che le radici si sono formate e possono supportare un nuovo me. Potrei non notare nulla per molto tempo e, nel mio caso, non mi accorgo sempre dei germogli subito dopo la loro comparsa. Ma mi ritrovo gradualmente a crescere in una nuova vita.

Chiedi ai più anziani nel recupero come hanno ottenuto la loro medaglia dei cinque, dieci o venti anni di sobrietà. Ti diranno: "Un giorno alla volta".

Che io possa camminare oggi in sobrietà un giorno alla volta.

10 gennaio (Voices of recovery): "Spesso possiamo aver bisogno dell'aiuto di altri membri... un altro dipendente sessuale può riportarci sulla terra."

Sex Addicts Anonymous, pagina 81 (pagina 63 in inglese)

Di recente mi sono resa conto che più sono disposta a farmi guidare dal mio Potere Superiore e più porte mi si aprono di fronte. Sono grata di tutte le opportunità che ho avuto durante il recupero. Comunque la porta più importante è stata quella che ho varcato per partecipare alla mia prima riunione e non so se sarei riuscita a farcela da sola. Sono rimasta davanti la porta per quel che mi sembrò essere un'eternità. Ero catturata da una paura che in quel momento non riuscivo a capire.

Soltanto quando un uomo si fece avanti carico di scatoloni pieni di prelibatezze e mi chiese se stessi cercando AA, ho scosso la testa per dissentire. Stavo piangendo. Lui si avvicinò e chiese in un sussurro "SAA?"

Riuscivo a malapena a muovermi, ma io annuii con la testa e lui mi disse che era dietro quella porta, gesticolando con le spalle. Poi mi chiese se potessi aprirgli la porta. Era una richiesta semplice, quindi lo feci. E una volta che la porta fu aperta, dovevo solo entrare. All'inizio la paura mi impedì di sentire qualsiasi cosa. La paura si intensificò quando mi resi conto che ero l'unica donna nella stanza. Un uomo si sedette di fianco a me e mi dette il benvenuto porgendomi qualche opuscolo. Quel semplice gesto mi aiutò a placare la paura e ad aprire le mie orecchie.

Sapevo di essere a casa subito dopo aver sentito la prima testimonianza. So che il mio Potere Superiore aveva scelto quella riunione per me. Sono stata accolta a braccia aperte e non ho mai smesso di sentire l'amore e l'interesse genuino che quegli uomini nel mio gruppo condivisero con me.

Grazie, Dio, per tutte le porte che apri per me. Continua a guidarmi attraverso di esse.

9 gennaio (Voices of recovery): "Le saette di terrore che percepivo in quel momento, le riconobbi come scariche del Potere Superiore che riportavano il mio cuore in vita."

Sex Addicts Anonymous, Personal Stories n. 2: A phone call saved her life (Una telefonata le salvò la vita, pagina 33), pagina 114 inglese

Come medico ho assistito alla miracolosa capacità delle scariche elettriche di ridare la vita a pazienti che altrimenti potevano essere considerati morti. In quanto dipendente, sforzandomi compulsivamente di evitare il dolore a tutti i costi, ho progressivamente affievolito questa forza vitale. Alla fine Dio poteva raggiungermi solo attraverso i violenti shock che comprendevano il mio fondo e il mio punto di svolta.

La mia esperienza da quando sono entrato nel recupero è che l'amore del mio Potere Superiore è una corrente che permea ogni cosa. Con ogni incontro, ammissione, ammenda, preghiera e atto di servizio raschio via la ruggine che blocca questa corrente dal mio cuore. Stabilendo una pratica quotidiana di meditazione invito coscientemente la corrente del mio Potere Superiore come un flusso più continuo di vita e amore attraverso il mio cuore. È sempre qui, gratis, per tutti e per tutto. Non giudica. Tutto quello che devo fare è stare fermo, essere come e chi sono adesso ed essere aperto. Dio può gestire il resto.

Connettendomi con l'energia curativa del mio Potere Superiore posso accogliere con favore le ondate di energia (gioia, dolore, compassione, pace) che scaturiscono da questa connessione vivificante.

8 gennaio (Voices of recovery): "Quando mettiamo in pratica nuovi modi di agire e pensare, mostriamo che il programma funziona e offriamo speranzaa agli altri che cercano una nuova vita."

Sex Addicts Anonymous, pagina 76 (pagina 60 in inglese)

Quando sono entrato in SAA, non era per aumentare la mia autostima. Stavo pensando agli scontri con la legge e alla volta in cui sono corso fuori dalla porta perché il mio compagno di atti sessuali compulsivi, spinto dai rimorsi, stava cercando di uccidermi. Sono cresciuto pensando a me stesso nei termini della mia dipendenza. Credevo che tutto quello che avevo da offrire fosse il mio repertorio sessuale, sebbene si rivelasse continuamente insufficiente per mantenere le mie relazioni.

Quando ho creato i miei cerchi, per quelli interno e l’intermedio è stato facile, ma il cerchio esterno mi ha dato da pensare. Riuscivo a pensare solo ad attività che fossero espressamente legate al recupero: riunioni, preghiera, meditazione, servizio, ecc.

Il mio sponsor mi ha suggerito di ripensare al periodo precedente alla manifestazione della mia dipendenza. Questo mi ha aperto una porta. Ho passato in rassegna le attività creative della mia giovinezza e in seguito ho aggiunto nuove pratiche come l'esercizio fisico. Presto apparvero altre nuove attività, come adottare un animale domestico e tenere pulita la casa. Il mio cerchio esterno continua ad espandersi.

Dopo aver ottenuto un po 'di recupero e costruito il mio cerchio esterno, ho scoperto di avere molto di più che il sesso da offrire. Ho iniziato a scoprire i miei veri doni e a usarli. Prima pensavo di poter offrire solo comportamenti che mi mettessero realmente a rischio, ora ho la sensazione appagante di poter offrire il mio vero sé.

Gran parte della serenità e della felicità che provo ora nasce dall'essere in grado di offrire il mio vero sé agli altri.

7 gennaio (Voices of recovery): "Una parte importante del mio recupero è condividere la mia esperienza con altri sessodipendenti che stanno cercando di trovare una via per scappare dalla pazzia."

Sex Addicts Anonymous, Personal Stories n. 42 “Il dono della sobrietà” pagina 408 (The gift of sobriety, pagina 302 in inglese)

All'inizio del recupero, non potevo immaginare il giorno in cui avrei portato questo messaggio agli altri come suggerito nel Dodicesimo Passo. Oggi, tuttavia, se sono aperto, le opportunità di un Dodicesimo Passo si presentano abbastanza spesso. Devo essere disposto a ingoiare il mio orgoglio e la mia timidezza e ad agire. Dopo aver visto persone morire per la dipendenza, inclusa la dipendenza dal sesso, ho giurato che non avrei perso un'altra opportunità per portare il messaggio di recupero. Questo aumenta la mia determinazione.

Le persone sofferenti sono ovunque. Ho parlato del recupero attraverso i Dodici Passi a lavoro, in chiesa e in altre riunioni di recupero se penso che la nostra fratellanza possa aiutare qualcuno che ha problemi di sesso o intimità.

Dichiaro raramente di essere un dipendente dal sesso o un membro di SAA, ma parlo della mia paura dell'intimità e del suo effetto distruttivo nella mia vita. Dico di aver trovato utile parlare delle mie difficoltà con persone che hanno problemi simili e stanno trovando soluzioni. Condivido alcuni dei miei pensieri folli, quelli meno delicati. Credo di piantare semi ogni volta che sono disposto ad aprirmi.

Condividere il messaggio del recupero non è sempre comodo, ma mi connette sempre al mio Potere Superiore e agli altri. Donare guarigione è l’attività che più cura me. Ci vogliono coraggio e umiltà, ma credo che Dio me li fornirà se sono aperto e disponibile.

Le persone sofferenti sono ovunque. Aiutami a vedere e a cogliere le opportunità per piantare semi di guarigione.

6 gennaio (Voices of recovery): "Insieme alla consapevolezza spirituale arriva la responsabilità, il desiderio e la necessità di aiutare altri dipendenti che soffrono, nello stesso modo in cui noi siamo stati aiutati."

Sex Addicts Anonymous, pagina 74 (pagina 59 inglese)

Prima di iniziare il mio percorso di recupero ho dedicato poco tempo a qualcuno o a qualcosa che non fosse la mia dipendenza. Ho acquisito una nuova spiritualità e una nuova libertà rimanendo sobrio e lavorando sui Dodici Passi. All'improvviso, tutto il tempo speso per la mia dipendenza è diventato disponibile per la crescita spirituale e per lavorare con gli altri.

Il mio sponsor ha sottolineato fin dall'inizio che qualsiasi dipendenza indica una menomazione spirituale e che solo una soluzione spirituale può rimediare a un difetto spirituale. Mi ha insegnato a interiorizzare un atteggiamento di gratitudine mentre offrivo la mia esperienza e speranza agli altri partecipanti del programma.

Poiché gli altri mi hanno guidato disinteressatamente nella mia crescita spirituale, mi sforzo allo stesso modo di rendermi disponibile a coloro che cercano questa soluzione spirituale. Sono stato in grado di essere un po' meno egoista ed egocentrico uscendo da me stesso e rendendomi disponibile agli altri il che, a sua volta, mi permette di progredire nel mio percorso di recupero. Il miglior modo che ho per dimostrare gratitudine è semplicemente rendermi disponibile agli altri e condividere onestamente le difficoltà e le gioie che il recupero dalla dipendenza sessuale ha creato nella mia vita.

Sobrietà e recupero sono sinonimo di libertà. Quando sono veramente grato per questo dono posso essere un canale in cui il mio Potere Superiore può funzionare attraverso di me a beneficio di altre persone dipendenti dal sesso.

Dio, permettimi di dimostrare la mia gratitudine per il recupero condividendo ciò che mi è stato dato gratuitamente.

5 gennaio (Voices of recovery): "... il recupero non significa che smetti di avere problemi. Piuttosto, puoi avere problemi che non sono di natura sessuale."

Sex Addicts Anonymous, pagina 113 (inglese) - Personal Stories n. 1: Non voleva stare da solo (He did not want to be alone)

Quando agivo compulsivamente e la vita era difficile mi rivolgevo alla dipendenza come cura per mali che letteralmente non sapevo di avere. Non ha mai funzionato. Quando smettevo di agire compulsivamente i miei problemi erano ancora lì, a volte aggravati dalla mia compulsione.

Quando sono entrato nel programma il problema più grande che avevo era la mia dipendenza. Diventare sobrio è stato molto difficile. Ho imparato dopo un po' a fare affidamento su pratiche spirituali invece che su sballi sessuali. Sono anche arrivato a credere che, non importa quanto fosse difficile una situazione, il mio Potere Superiore era lì per me.

Una volta stabilite le pratiche per mantenere la mia sobrietà, sono venuti a galla altri problemi che non avevo ancora affrontato. Ho iniziato ad occuparmi della realtà sulle mie finanze e ho trovato un impiego dopo diciotto anni di lavoro autonomo. E quando ho avuto problemi a trovare un abito della mia taglia, ho capito che era ora di perdere peso. Non è che non avessi questi problemi prima, ma tra l'agire compulsivamente e il diventare sobrio avevo distolto completamente l'attenzione da essi. Ora che sono sobrio posso finalmente prendermi cura di me stesso in altri modi.

Oggi sono grato per i problemi della mia vita. Sembrano essere una nobile forma di grazia progettata per accrescere la mia accettazione, responsabilità e serenità. La mia sobrietà cresce ogni volta che scelgo i principi spirituali.

Non importa quanto sia difficile la situazione, il mio Potere Superiore è lì per me.

4 gennaio (Voices of recovery): "Prendere in considerazione le cose incontrollabili della nostra vita può aiutarci a riconoscere i nostri difetti quando capiamo quali sono le nostre responsabilità negli eventi dolorosi e fuori controllo."

Sex Addicts Anonymous, pagina 53 (pagina 41 inglese)

Mi sentivo veramente superiore quando ho iniziato il mio recupero. Credevo di essere al di sopra della media e stentavo a credere che anche io potessi avere dei difetti di carattere. L’arroganza e la superbia hanno formato una corazza protettiva contro il mio senso interiore di vergogna.

La mia vita era un disastro sotto molti aspetti. Tutto attorno a me era ingestibile e anche la mia più testarda negazione non serviva più a niente. Identificare gli eventi dolorosi della mia vita, ammettere la mia parte di colpa, e far emergere alla luce i miei difetti di carattere era tutto tranne che divertente. Ma in realtà era la prima volta che capivo cosa fosse veramente l’umiltà positiva, quanto onesti ci si sente.

Ho compreso la gioia nel capire il significato del “tutto” e cosa rappresentava per me l’essere “onesto verso me stesso e gli altri”. Accettare i miei sbagli e i miei difetti mi ha permesso di provare la felicità di essere umano.

Oggi ricorderò che essere pienamente disposti ad accettare l’aiuto di Dio mi permette di essere completamente umano e imperfetto.

3 gennaio (Voices of recovery): "Passavamo sempre più tempo tra le nostre fantasie, il che ci alienava dagli altri, e dalla percezione reale di noi stessi."

Sex Addicts Anonymous, pagina 88 (pagina 70 inglese)

Sembra che molte delle mie fantasie e intrighi, così come il mio agire compulsivo, servissero a soffocare un dolore che non comprendevo. Ho paura di scoprire chi sono veramente. I miei comportamenti e le mie fantasie hanno altrettanto nascosto agli altri qualcosa. E’ così orribile da doverlo nascondere ad ogni costo? Provo terrore al solo pensiero di dare un’occhiata sotto la maschera. Condividere con le persone dalle quali mi fido mi aiuta a vincere la paura. Cercare di comunicare con un Potere più grande di me mi spinge ad immaginare un’alternativa all’oscurità.

Il percorso a me familiare mi porta soltanto più solitudine, frustrazione e alienazione dagli altri. Ogni giorno divento un po’ più vecchio e un po’ più isolato. E se lasciassi da parte le distrazioni, se abbandonassi la bolla? Ho molto da guadagnare lavorando il programma: inclusione in una fratellanza che sostiene e, infine, in una società nel suo complesso. Potrei uscirne scioccato (nel senso buono del termine) scoprendo ciò che si cela nel profondo di me stesso.

Mi sforzerò di scoprire il vero me togliendo gli strati un passo alla volta.

2 gennaio (Voices of recovery): "Onestà, disponibilità, coraggio, umiltà, perdono, responsabilità, gratitudine e fede sono solo alcuni dei nomi che diamo ai principi spirituali che gradualmente guidano la nostra vita. Man mano che progrediamo nel programma, stabilendo un contatto cosciente con il Dio della nostra comprensione, diventiamo consapevoli di questi nostri principi interni, che sono come dei doni che sono sempre stati lì, ma che non sono mai stati aperti perchè non eravamo pronti a riceverli."

Sex Addicts Anonymous, pagina 76 (pagina 61 inglese)

Dopo una ricaduta, ho contattato diversi membri di SAA per essere onesto sulla mia situazione e per riconnettermi alla fratellanza e al programma. Un membro mi ha inviato un'e-mail con un messaggio breve ma profondo: ti voglio bene.

Come facciamo a sapere cosa è bene per noi? Non avevo mai desiderato essere un dipendente dal sesso. Durante il recupero, non ho mai desiderato una ricaduta. Eppure, nella peggiore delle mie paure, ho trovato la mia più grande forza e coraggio. E quando ho ammesso la spaventosa verità, ho trovato un amorevole Potere Superiore. In questo caso, si è espresso attraverso l'amore e la comprensione di altri dipendenti sessuali in recupero. Persino i miei dubbi sono diventati segnali del fatto che Dio, come io lo concepisco, è vicino. Quando ammettevo i miei dubbi, quella voce piccola, ma ferma, diceva: "Va tutto bene, sono qui".

Ci siamo tutti seduti nella paura e abbiamo rivelato la verità su ciò che abbiamo fatto. Nelle nostre convinzioni sconnesse, ci aspettavamo odio e rifiuto quando ci siamo rivelati. Invece, in mezzo alla fratellanza di Sex Addicts Anonymous, sperimentiamo amore e accettazione.

Il mio Potere Superiore mi ha fornito un luogo sicuro in cui praticare l'onestà: le stanze di SAA.

1 gennaio (Voices of recovery): "Continuando ad applicarli quotidianamente, ci manteniamo spiritualmente in forma e cresciamo nel recupero."

Sex Addicts Anonymous, pagina 76 (pagina 61 inglese)

Quanto segue è stato attribuito a molti musicisti diversi: “Devo esercitarmi quotidianamente. Se perdo un giorno, posso sentirlo nel mio modo di suonare. Se perdo due giorni, la band può sentirlo. E se perdo tre giorni, il pubblico può sentirlo ".

La mia pratica di recupero include: partecipare alle riunioni, pregare, leggere la letteratura, chiamare gli altri durante il recupero, lavorare sui Passi (incluso il mio inventario quotidiano del Decimo Passo) e impegnarmi nel mio cerchio esterno. Se salto la mia pratica di recupero per un giorno, posso sentirlo. Sono più vulnerabile a piccole irritazioni e tentazioni, semplicemente non sto bene. Se salto due giorni, sono incline all'impazienza e alla fantasia. Se salto tre giorni, comincio a sviluppare risentimenti e sono fuori di testa con piani e schemi compulsivi. Non sono mai sicuro di quanto gli altri notino, ma in tutti i casi, sono più lontano dalle persone della mia vita, non vivo più in serenità e torno al caos della mia vita di dipendenza.

Per me il recupero è un dono artistico per il mondo. Mi permette di creare una bellissima musica dal vivo. Rendo il mondo migliore praticando il mio piano di recupero quotidiano.

Posso fare un regalo a me stesso e al mondo praticando il mio recupero oggi.

31 dicembre (Voices of recovery): "Oggi hai fatto un passo coraggioso varcando la soglia e sosteniamo la tua ricerca del recupero"

"Un benvenuto speciale alla nuova arrivata donna"

Quando avevo paura il mio sponsor diceva: "Il coraggio è la paura che ha detto le sue preghiere". Io mi arrabbiavo. Pregare non sembrava aiutare e io volevo sollievo! Per me il coraggio significava assenza di paura e non vedevo come avrei potuto continuare ad andare avanti se ero così spaventata.

Di recente ho sentito un discorso che mi ha aiutato a mettere le cose nella giusta prospettiva. Per il relatore il Sesto Passo è un passo d’azione; lui prega per essere libero e per avere il coraggio (quello che il mio sponsor stava cercando di dirmi!), e poi fa l'opposto di quello che faceva prima, quando i suoi difetti di carattere erano presenti. In questo modo dimostra di averli rimossi completamente.

Io soffro di ansia sociale, una profonda manifestazione della mia paura egocentrica. Ho il terrore di trovarmi in conversazioni, riunioni o altre situazioni sociali. La mia vergogna mi dice che sono un imbroglione e temo che anche gli altri lo scoprano e ci credano.

La mia soluzione è pregare per essere liberata dalla mia paura egocentrica, quindi mettermi in situazioni che la mia paura mi farebbe evitare. Ciò significa pregare molto e vivere al di fuori della mia zona di comfort per lunghi periodi di tempo. La cosa sta diventando gradualmente più facile e sono cresciuta enormemente. E a quanto pare è questo il coraggio, anche se spesso non ci si sente coraggiosi.

Prego per avere il sollievo dai miei difetti di carattere e per avere il coraggio di trasformare le mie preghiere in azioni.

30 dicembre (Voices of recovery): "Vediamo che stiamo diventando persone migliori e iniziamo a sperimentare un nuovo senso di autostima. Ci sentiamo liberi di vivere nel presente e goderci le nostre vite, non dovendo più portare un carico di disperazione, risentimento e paura."

Sex Addicts Anonymous, pagina 65 (pagina 51 in inglese)

Mi piace guardare un programma televisivo in cui le persone portano degli oggetti per essere valutati da esperti. Qualcuno porta un oggetto non conoscendone il valore e talvolta credendo che valga poco o niente. Potrebbe essere stato tramandato per generazioni o acquistato in un mercatino delle pulci. I periti indagano sull'oggetto e comunicano al proprietario ciò che hanno appreso. Di solito il proprietario è sorpreso dalle informazioni ricevute e spesso è sbalordito dal valore attribuito al proprio tesoro. La loro gioia e le loro lacrime mi commuovono.

Attraverso i Dodici Passi di SAA ho portato il mio oggetto polveroso, consumato e graffiato (la mia vita) al massimo estimatore: Dio. Sentivo che la mia vita era inutile e volevo abbandonarla. Dio l'ha presa e mi ha parlato delle sue origini e del suo vero scopo. Queste rivelazioni mi hanno sbalordito. Sono stato ulteriormente scioccato dal valore dato alla mia vita: Dio mi ha definito impagabile!

Vedo il mio valore anche negli occhi dei miei fratelli e sorelle SAA. La loro gioia nel rivedermi mi sbalordisce. Provo sentimenti di umiltà dallo stupore quando ascoltano attentamente ciò che condivido. La loro amicizia non ha prezzo. Ho un valore. Questa è la serendipità al suo meglio.

Quando dicono: “Continua a tornare! Il programma funziona se lo lavori, e ce lo meritiamo! "- è la verità.

29 dicembre (Voices of recovery): "In sostanza, è importante che la nostra esperienza comune con questo Potere, sia l'amore e la cura."

Sex Addicts Anonymous, pagina 37 (pagina 27 in inglese)

Dopo molti anni di sobrietà e recupero, quando sento “la cura di Dio” mi viene da pensare al “controllo di Dio”. Quando arreco danni a causa del risentimento, dell’autocommiserazione, o di altri difetti di carattere, a volte tentenno prima di ammettere la colpa perché sento di dover fare così per piacere a Dio. Questa situazione nasce dalla vergogna, dal credere di dovermi guadagnare l’amore di Dio e dal credere di non meritarmelo così come sono. E’ la vecchia credenza che Dio sia un genitore controllore da appagare in modo da mantenere la pace in casa.

Un giorno, il mio sponsor mi disse che lei pensava a questo come affidare la sua volontà e la sua vita all’amore. Ad un tratto tutto cambiò per me. Mentre la parola di Dio può far scattare in me vecchi sentimenti come vergogna e paura, l’amore è qualcosa di cui posso fidarmi. L’amore è sicurezza e interesse, gentilezza e forza.

Inizio a comprendere e accettare che affidare la mia vita a un Potere Superiore, fare l'inventario e fare le ammende non sono cose che devo fare per guadagnarmi l’amore, ma azioni amorevoli che faccio per me stessa perché mi portano molta pace e gioia in questa vita. Dio mi accetta e mi ama così come sono, che io faccia o meno le azioni descritte nei Dodici Passi, ma Dio mi incoraggia con gentilezza a seguire questo percorso di recupero perché è l’atto di amore più grande che io possa fare.

Solo per oggi posso affidare la mia volontà e la mia vita all’amore.

28 dicembre (Voices of recovery): "Successivamente rivediamo la lista dei rancori, esaminiamo ogni episodio, e ci domandiamo come abbiamo contribuito alla situazione. Dobbiamo assumerci la nostra parte di responsabilità, per quanto essa sia piccola. In alcuni casi, come i risentimenti sviluppati durante l'infanzia, concludiamo che non vi è nessuna responsabilità da parte nostra."

Sex Addicts Anonymous, pagina 45 (pagina 34 in inglese)

Ho scritto i risentimenti che nutrivo verso mio padre durante il Quarto Passo. Si trattavano di tutti gli abusi verbali, fisici e sessuali che ho dovuto subire da lui nella mia infanzia. Ho lasciato vuote le caselle relative alla mia parte di responsabilità; come avrei potuto avere una parte di responsabilità se ero una bambina?

Durante una riunione ho condiviso i miei traumi infantili e i miei sentimenti di vittima. Non avevo realizzato il potere che ancora avevano su di me. Poi un’altra persona condivise i propri traumi infantili subiti da un suo genitore e i risentimenti che ne scaturirono. Lei condivise come percepiva la sua parte di responsabilità nel non aver superato il trauma da grande.

La violenza c’è stata, mi ha ferito nel profondo e ha influenzato negativamente il resto della mia vita. Ma oggi posso fare delle scelte. Sono tornata al mio Quarto Passo e ho aggiunto “mancanza di accettazione” nella mia parte di responsabilità nei risentimenti. Mi sentivo incoraggiata a rendermi responsabile per le mie azioni. Posso reclamare la mia infanzia e la mia vita arrendendomi al trauma senza cedere al vittimismo da adulto.

Oggi sono disposta a capire che, tenendosi stretti i traumi vissuti, si diventa prigionieri del passato. Con la resa, sto imparando a lasciar andare e ad andare avanti.

Oggi la mia vita mi appartiene. Posso fare delle scelte.

27 dicembre (Voices of recovery): "Eravamo così abituati alla sconfitta e alla disperazione che avevamo perso ogni speranza."

Sex Addicts Anonymous, pagina 38 (pagina 28 in inglese)

Entrando in SAA, sapevo di essere malato e avevo i documenti per dimostrarlo. Sono rimasto sobrio per molto tempo in un'altra fratellanza, lavorando sui passi più volte ma senza mai trovare la trasformazione sperata. Nel Secondo Passo, ho detto: "Bene, Dio può fare qualsiasi cosa, quindi immagino che Dio possa farlo", mentre pensavo, "No. La sanità mentale non è un'opzione; miseria e disperazione sono il mio destino. "

In SAA, questo approccio al Secondo Passo si è concluso con una ricaduta. La volta successiva, il mio sponsor mi ha fatto scavare in profondità. Nel Primo Passo ho capito che ero anche impotente su Dio. Avevo cercato di manipolare Dio per riportarmi alla mia definizione di sanità mentale, alle mie condizioni.

Allo stesso tempo, scrivevo lettere a Dio e scrivevo risposte da Dio. Una sorella sobria ha osservato che sembravo arrabbiato con Dio. Mi ha suggerito una lettera arrabbiata, così ho lasciato che fluisse. Ho inveito contro Dio per tutto quello che avevo fatto per diventare sano di mente, finendo con "Che succede Dio ?!" La semplice risposta del mio Potere Superiore mi fece tacere e mi cambiò la vita: "Chi sei tu per definire la felicità?"

In quel momento, ho capito. Riconoscendo e accettando che non so cosa sia sano o felice, non ho più dovuto forzare un costrutto artificiale. Mi sono arreso alla mia sanità mentale e alle mie definizioni di sanità mentale. Quando ho lasciato che Dio stabilisse le condizioni, la mia sanità mentale è stata rapidamente ripristinata, molto più di quanto avessi mai sperato o immaginato.

Lasciar andare le mie vecchie idee impraticabili apre la strada a una nuova vita.

26 dicembre (Voices of recovery): "Molti di noi hanno scoperto che nei momenti difficli, se guardiamo cosa sta succedendo attorno a noi e come ci comportiamo, di solito possiamo constatare una crescita positiva."

Strumenti di recupero (Tools of recovery), pagina 31

Una volta ero a una riunione in cui l'argomento era "Progresso, non perfezione". È stato un grande incontro condotto con un formato a rotazione (round robin). Quando è arrivato il mio turno, ho parlato dei cambiamenti positivi che il programma aveva operato nella mia vita e di alcune delle difficoltà che stavo avendo con i Passi e con la vita. Ho concluso dicendo: "La maggior parte delle sere ora, quando vado a letto, i piatti sono lavati".

La condivisione andò avanti nel giro intorno al grande tavolo finché non arrivò a una donna che non conoscevo. Ha condiviso i suoi progressi e le sue difficoltà e ha concluso dicendo: "E alcune notti, quando vado a letto, i piatti non sono lavati".

Non credo di aver riso ad alta voce, ma so di essere rimasto seduto lì a ridacchiare in silenzio per il resto della riunione. Questo bellissimo programma non definisce il nostro recupero da specifiche circostanze esterne. Non esiste un quadro unico del progresso. Il progresso sta nel modo in cui tratto me stesso e coloro che mi circondano. Come dicono i veterani, è un lavoro interiore.

Lavare i piatti, non lavare i piatti: il progresso è nel mio cuore.

25 dicembre (Voices of recovery): "La nostra volontà di entrare in contatto con un Potere più grande di noi e il desiderio di lasciare che Dio si prenda cura della nostra vita, sono più importanti delle parole esatte che usiamo nelle preghiere."

Sex Addicts Anonymous pagina 41 (pagina 30 in inglese)

Nel chiedere aiuto al mio Potere Superiore mi immagino in una piccola barca a vela, usando un remo invece della vela. Posso fare progressi con molto impegno e persino provare un senso di controllo, ma faccio costantemente fatica a rimanere sulla rotta privandomi di una risorsa illimitata a mia disposizione. Tutto quello che devo fare è issare la vela e il vento è lì.

Quando chiedo aiuto al mio Potere Superiore dimostro disponibilità e mente aperta. Sto attingendo a una forza enormemente più potente di qualsiasi altra cosa io abbia. Quella risorsa è sempre lì, ma devo impegnarmi nel chiedere aiuto o il vento scivola via. Sono comunque ancora responsabile dei miei pensieri, parole e azioni, ma ogni vela che isso apre direzioni e possibilità oltre la mia visione limitata e l'influenza del mio piccolo remo.

Prego per il desiderio di chiedere aiuto, di accettare e utilizzare quell'aiuto con grazia.

24 dicembre (Voices of recovery): "Possiamo cominciare ad aprirci a questa idea considerando le forze chiaramente più potenti di noi, quali la natura, la società o addirittura la nostra dipendenza. Quando riconosciamo che il nostro potere è limitato, possiamo più facilmente riconoscere la possibile esistenza di un Potere Superiore."

Sex Addicts Anonymous pagina 36 (pagina 26 in inglese)

Quando ho letto questo passaggio i Passi Uno e Due sono diventati perfettamente chiari. Esiste un potere più grande di me? Ovviamente! La mia dipendenza ne è la prova. Se fossi stato più potente della mia dipendenza il mio matrimonio, la mia carriera e la mia autostima non sarebbero andati in pezzi. Non ho più bisogno di perdere tempo a chiedermi se esista un Potere più grande di me.

Questo riguarda anche il Primo Passo perché la mia dipendenza è la prova che la mia vita è fuori controllo. Se fossi stato effettivamente in grado di gestire la mia vita non avrei dovuto appoggiarmi al sesso in primo luogo per sentirmi amato, padrone di me o di avere un senso. Avrei avuto da solo tutto ciò di cui avrei potuto aver bisogno. Ovviamente non è così.

L’evidenza parla chiaro che sono impotente nei confronti della mia dipendenza sessuale e sono incapace di gestire la mia vita, e che ci sono forze molto più grandi di me. Sono grato a questo passaggio per aver aperto la mia mente a un nuovo modo di comprendere i Passi Primo e Secondo e il mio stesso recupero.


Se oggi ho bisogno di prove della mia impotenza, ingestibilità e bisogno di Dio, devo solo ricordare la mia vita prima del recupero.

23 dicembre (Voices of recovery): "Per rimanere sobrio mi assicuro che, un giorno alla volta, agire compulsivamente non rientri nelle opzioni."

Sex Addicts Anonymous pagina 288

Prima che mi rendessi conto che dovevo smettere di agire compulsivamente trascorsero otto anni di recupero dalla dipendenza sessuale. Credevo che frequentare le riunioni fosse sufficiente. Nonostante le riunioni, la mia vita stava diventando sempre più vuota e dolorosa ed ero disperato. Volevo qualcosa di più o avrei preferito morire.

Poi ho sentito parlare una persona con tredici mesi di sobrietà. Abbiamo sentito tutti in silenzio la sua storia commovente. Dopo otto anni di riunioni, sono riuscito a sentire le altre persone annunciare la propria sobrietà e volere ciò che loro avevano. Finalmente mi sono reso conto di dover smettere i miei comportamenti. Agire compulsivamente non rientrava nelle possibilità. Ero finalmente pronto a rischiare tutto pur di rimanere sobrio.

Ho frequentato nove riunioni la settimana per due anni e mezzo. Ho preso uno sponsor e ho lavorato i passi. Ogni mattina facevo un esame di coscienza e, se sentivo che agire compulsivamente era una possibilità, andavo alle riunioni, facevo delle telefonate del programma e a volte pregavo in un edificio di culto finché il sentimento non se ne andava. Questo è il dono più grande che mi fossi mai concesso perché, un giorno alla volta, non ho più agito compulsivamente. Mi sono reso conto che non avrei mai potuto capire questa cosa prima di essere pronto. Grazie alla consapevolezza ho ricevuto in dono la sobrietà.

La chiarezza arriva quando deve arrivare, non un minuto prima. Allora tocca a me passare all’azione.


22 dicembre (Voices of recovery): "Per alcuni di noi credere in un Potere Superiore può essere difficile, perchè è possibile che si arrivi al programma di SAA con una fiducia che è stata in qualche modo danneggiata."

Sex Addicts Anonymous pagina 36 (pagina 26 in inglese)

Mio figlio aveva una tosse che non lo lasciava dormire bene. Quando ho provato a dargli uno sciroppo per la tosse lo sputò immediatamente. Il sapore era troppo sgradevole per lui per poterlo sopportare. Non importava il fatto che la medicina fosse esattamente ciò di cui aveva bisogno per stare meglio; lui era troppo piccolo per poter capire. Dopo svariati tentativi di fargli ingerire la medicina, l’ho mischiata con un po’ di latte e lui l’ha bevuta quasi tutta senza fare storie.

Ho capito che, per me, credere in un Potere Superiore che potesse aiutarmi con la dipendenza sessuale e l'anoressia era più o meno così. Anche se sapevo grazie alle riunioni e alla letteratura di SAA che la mia unica speranza di recupero fosse trovare e credere in un Potere più grande di me, non sapevo come fare. Le mie credenze religiose e i miei trascorsi con Dio erano tanto sgradevoli quanto la medicina per mio figlio. Le sputavo immediatamente. Ma frequentando le riunioni di SAA, lavorando i Dodici Passi di SAA con uno sponsor, ed essendo paziente con me stesso ho sviluppato gradualmente un rapporto personale con Dio come posso concepirlo. Conoscere Dio attraverso SAA è stato come diluire la medicina di mio figlio nel latte con gentilezza e delicatezza, e per questo io sono molto grato.

Solo per oggi mi permetterò di sperimentare Dio come posso concepirlo ed accettarlo.

21 dicembre (Voices of recovery): "Possiamo lavorare il Decimo Passo anche attraverso il contatto con il nostro sponsor o con altri membri della fratellanza, oppure facendo un resoconto scrupoloso e rigoroso di noi stessi durante i gruppi."

Sex Addicts Anonymous pagina 67 (pagina 53 in inglese)

Ho lottato per anni per fare un Decimo Passo quotidiano, pensando che doveva essere fatto quotidianamente, perfettamente e in un certo modo. Ora so che ci sono molti modi diversi in cui altri nella fratellanza lavorano il loro Decimo Passo. L'ho imparato parlando con gli altri durante il recupero.

Quello di cui non mi ero reso conto (fino a quando non ho letto il Decimo Passo in un recente incontro, apparentemente per la prima volta) era che ogni volta che ho contattato un amico del programma, fatto il check-in con il mio sponsor o parlato onestamente dei miei punti di forza e di debolezza in una riunione , in effetti, stavo lavorando a quel passo al meglio delle mie capacità. Continuo a pregare per ottenere la volontà di dedicarmi un po' di più a questo lavoro, ma sono felice dei miei progressi e della mia consapevolezza.

Dio, per favore aiutami a rivedere la mia giornata in qualunque modo tu ritenga adatto a me.

20 dicembre (Voices of recovery): "Il Secondo Passo ci dà la speranza che la sanità mentale sia possibile, e allo stesso tempo implica che, nella nostra dipendenza, siamo stati malati."

Sex Addicts Anonymous pagina 36 (pagina 25 in inglese)

Quando ho letto questa frase per la prima volta, ho dovuto fare una pausa e chiedermi se fossi veramente malato. Il primo passo mi ha richiesto di ammettere che sono un dipendente dal sesso e un'anoressica sessuale, che sono impotente nei confronti di queste malattie e che la mia vita è ingestibile. Dal momento che credo di essere una dipendente dal sesso e un'anoressica sessuale, significa che ho una malattia della mente, del corpo e dello spirito che reagisce in modo molto negativo a tutti gli stimoli sessuali. Per me, stimoli sessuali malsani possono portare a comportamenti sessuali che creano dipendenza e gli stimoli sessuali sani, come l'intimità sessuale con mio marito, possono portare all'elusione sessuale o comportamenti sessuali che creano dipendenza.

Ma essere dipendente dal sesso significa anche avere un'ossessione mentale per gli stimoli sessuali di ogni tipo. Per me, è come se qualcuno con un'allergia alle arachidi avesse un'ossessione mentale per trovare e mangiare noccioline. Non definirei malata quella persona? Sì, lo farei. Quindi significa chiaramente che sono, in effetti, malata.

Senza Dio e il programma di SAA, il mio desiderio innato è di farmi del male con comportamenti sessuali che creano dipendenza e privarmi di una sessualità sana. Credere che Dio possa riportarmi alla sanità mentale significa credere che Dio cambierà il mio intero essere in modo che non desideri più stimoli sessuali dannosi e non eviti più di nutrire stimoli sessuali, un giorno e un passo alla volta.

Che oggi io possa io essere disposto a fare di tutto per essere riportato alla sanità mentale.

19 dicembre (Voices of recovery): "Usavamo le fantasie sessuali quando avevamo a che fare con emozioni e situazioni che non volevamo affrontare"

Sex Addicts Anonymous pagina 11 (pagina 5 in inglese)

Ho avuto dei seri problemi con le fantasie sessuali, ma non ho mai concepito una connessione tra fantasia e compulsione. Col tempo ho capito che la fantasia si comportava come una droga stupefacente. Quando "assumevo" la fantasia ero molto più propenso a passare alla droga sessuale più pesante della compulsione. Per me la fantasia è una reazione a una crisi con una logica conseguenza.

Ho messo le fantasie nel mio cerchio intermedio. Poi applicavo i principi dei Passi nei momenti in cui iniziavo a fantasticare. Comincio ammettendo a Dio di alienarmi nelle fantasie e chiedo a Dio di liberarmene e di mostrarmi la verità sulla situazione. Quindi ne parlo con i miei amici del programma.

Ho scoperto che spesso le fantasie mascherano sentimenti di insicurezza, inadeguatezza, paura, ecc. In questo modo i miei pensieri e le mie attività sessuali agivano come una droga per attenuare i sentimenti di disagio. Nel recupero ho imparato ad abbracciare quei sentimenti spiacevoli come messaggeri e ad imparare da loro, tessendo nel frattempo una relazione più stretta con il mio Potere Superiore.

Ho scoperto che i Passi sono un'arma potente contro questo problema. Ora dedico raramente il mio tempo a fantasticare e l’azione compulsiva non è la potente tentazione di una volta.


Se tratto le mie attività del cerchio intermedio come segnali di pericolo, posso stare lontano dal mio cerchio interno e posso aprire la porta a una libertà ancora maggiore.

18 dicembre (Voices of recovery): "Per la maggior parte di noi, quei momenti di accettazione, in qualunque momento o in qualunque modo essi avvengano, sono stati seguiti da periodi di dubbio e diniego"

"Primo Passo in recupero"

Sono stato dipendente dalla pornografia da quando avevo cinque anni. Mio padre era un dipendente. All'inizio erano raccoglitori nascosti dentro a scaffali o negli armadi. Ma all’inizio della mia pubertà divennero schedari con etichette fittizie sui cassetti.

Venticinque anni dopo mi stavo recuperando in altri programmi, ma ero riuscito ad alienare con successo questa parte della mia vita in modo che non interferisse con il lavoro sui passi. Alla fine ho installato Internet a casa, e la prima domanda che ho fatto all’amico che mi aveva installato il computer era come trovare della pornografia; era lo stesso computer che usavo per lo studio e le mie ricerche.

Molti di noi sanno cosa ne seguì: tentativi per fermarsi, cancellazione delle immagini, promesse di starci solo trenta minuti, ecc. Poi un giorno il computer si bloccò per via della memoria piena di pornografia. Senza pensarci, ho acquistato dischi di archiviazione esterni e ho iniziato a spostare e archiviare le mie immagini. Nel mentre, ebbi la nauseabonda e demoralizzante consapevolezza di essere diventato mio padre. Avevo sviluppato metodi di archiviazione particolari per gestire il mio porno. Ci vollero ancora alcuni anni prima che trovassi SAA, ma questo fu uno dei mille colpi che mi prepararono ad essere istruito quando sarebbe arrivato il momento. Ora mi rendo conto che questi colpi sono stati il ​​mio amorevole creatore che cercava di mostrarmi la verità in modo che potessi trovare il mio vero io.

Ci vuole quello che ci vuole, e ringrazio Dio per tutte le lezioni che mi hanno portato qui.

17 dicembre (Voices of recovery): "Sono stati i migliori pensieri a causarci problemi prima di tutto."

Sex Addicts Anonymous, pagina 80 (pagina 63 in inglese)

“Amico, non si tratta di sesso!” è una delle prime cose che ho sentito nel recupero. Certo, il sesso riguardava il sesso, o no? O invece si? Stentavo a crederci. Allora di cosa si trattava? Era più una medicina alla propria insicurezza, senso di inadeguatezza e ai sentimenti scomodi come la paura e l’ansia. Si trattava di affrontare situazioni scomode come discutere col mio partner o giornate difficili al lavoro.

Era stato sconvolgente! Se il sesso non riguarda il sesso, di cosa si trattano le altre cose di cui credevo sapere? Potevo fidarmi di quello che avveniva tra le mie orecchie? Questo modo di vedere le cose ha cambiato la mia vita. Se mi sentivo spinto ad agire compulsivamente, potevo chiedermi cosa stesse realmente succedendo. Ho iniziato a pregare il mio Potere Superiore di mostrarmi la verità. Quella semplice preghiera mi aiuta a calmarmi, distinguendo il turbinio dei miei pensieri ed emozioni da una parte, e le mie azioni dall’altra.

Ho iniziato a ricostruire la mia vita dalla preghiera, l’aprirsi con gli amici di programma, la letteratura e cercando nuovi comportamenti. Ho iniziato a percepire lentamente i sentimenti da cui ero fuggito per tanto tempo. A volte si sente come un pugno nello stomaco, ma se chiedo aiuto ogni volta che affronto un sentimento scomodo e pratico la pazienza, posso uscire da quell’esperienza un po’ più forte e un po’ più leggero. Ora c’è un adulto pronto a proteggere e prendersi cura del bambino spaventato che ho dentro: me stesso.

I sentimenti non sono fatti; non mi uccideranno. Da essi posso imparare cose su me stesso, sapendo che, in questo momento, sono al sicuro.

16 dicembre (Voices of recovery): "Questo impulso scaturisce dall'amore altruista e dalla gratitudine."

Sex Addicts Anonymous, pagina 75 (pagina 59 in inglese)

Ero membro di un’altra fratellanza da molto tempo quando arrivai in SAA. Credevo di sapere qualcosa sul recupero. Grazie al mio Potere Superiore ho imparato diversamente.

Ho trovato uno sponsor, ho lavorato i passi e ho sponsorizzato altri. La sobrietà era una lista di cose da fare: controllare, controllare e andare avanti. Dopo poco più di un anno di sobrietà, sono ricaduto. Sono riuscito a malapena a tornare nel gruppo, ma quando l’ho feci, il dono arrivò.

Ho smesso di sapere cose. Mi sono regalato il dono di diventare un nuovo arrivato. Ho ascoltato. Ho fatto domande. Ho ricevuto. Da quel regalo di niente, mi sono concesso un nuovo inizio, un nuovo recupero, una nuova vita, un nuovo me, un me che potessi conoscere, che potessi amare, che potessi condividere.

Quando la sobrietà consisteva in una lista di cose da fare con obiettivi predefiniti, rimanevo confinato nei miei stessi pensieri: barriere della dipendenza, limitazioni e obblighi. Quando sono divenuto vuoto e semplicemente mi sono arreso al processo, ho sperimentato la pienezza fino a traboccare.

Man mano che lavoravo ogni passo col cuore e la mente di un principiante, ho ricevuto dei doni; doni che non mi sarei mai immaginato.

Ora lavoro i passi, sponsorizzo altri e faccio servizi, ma il mio cuore è diverso. Ora agisco, non perché devo altrimenti ricado, ma per amore e gratitudine. Voglio che gli altri ricevano e scoprano i loro doni che non si sono mai immaginati. Per me è importante che gli altri abbiano le stesse opportunità di un nuovo inizio e una vita che ne valga la pena.

Col pensare di essere qualcuno, sono diventato nulla.

Col diventare nulla, mi è stato offerto tutto.

15 dicembre (Voices of recovery): "Per i dipendenti sessuali la vergogna è un'esperienza comune. Essa è la sensazione che ci fa sentire non abbastanza bravi, inadeguati e persone cattive."

Sex Addicts Anonymous, pagina 14 (pagina 8 in inglese)

Prima di entrare nella fratellanza e lavorare alla soluzione, non avevo altra scelta che continuare ad agire compulsivamente per sedare il dolore. Questo ha perpetrato ancora di più sentimenti di vergogna, colpa e rimorso.

Ricordo a me stesso che quando seguo i Passi, entro in una relazione che è incondizionata, amorevole e premurosa. Il mio creatore ha fatto l'impossibile. Fu solo quando non avevo altra via d'uscita che la grazia mi abbracciò e sussurrò: "Ho capito. Ti amo. Ti perdono."

Il sentiero è largo abbastanza. Sta a me percorrerlo.

14 dicembre (Voices of recovery): "Grazie all'applicazione dei Dodici Passi di Sex Addicts Anonymous con la guida di uno sponsor, i nostri gruppi e il nostro Potere Superiore, il sesso e le relazioni prendono lentamente il loro giusto posto nelle nostre vite"

"Recupero dall'elusione sessuale compulsiva" (Recovery from Compulsive Sexual Avoidance)

Ho affrontato le dipendenze della mia famiglia diventando chiuso, silenzioso ed educato. Gli adulti mi consideravano ben educato. Anche allora, tuttavia, a volte mi sono comportato in modo impulsivo. Dietro il mio placido aspetto esteriore si stava preparando una tempesta.

Quando ho scoperto i comportamenti sessuali compulsivi, ho pensato di aver finalmente trovato un modo per soddisfare le mie esigenze. Ho sviluppato una specie di doppia personalità. Ma il mio bisogno di intimità non veniva realmente soddisfatto. Quindi, i miei comportamenti sono diventati più gravi finchè alla fine mi sono messo in guai seri.

Sono stato incoraggiato a provare un programma dei Dodici Passi. Con questo e con la terapia ho avuto successo in tutte le aree tranne che nello stabilire una relazione intima. Il mio attuale terapista mi ha suggerito il gruppo SAA. Certo, avevo problemi sessuali, ma quel programma sembrava essere per altre persone. Tuttavia, ho iniziato ad andare alle riunioni, ho trovato uno sponsor e ho lavorato sui Passi.

Ho guardato attentamente la mia tendenza a fantasticare. La fantasia si frapponeva tra me e ogni relazione significativa. Una connessione romantica era fuori questione finché vivevo in una specie di bolla in cui potevo sognare il sesso ogni volta che sentivo il bisogno di essere confortato. Oggi ho molti buoni amici e vado d'accordo con le altre persone nella mia vita. Anche se mi sento ancora timido in varie situazioni sociali, la mia forza nel mettermi in comunicazione con le persone cresce ogni giorno.

Sono aperto a una vita basata nel mondo reale.

13 dicembre (Voices of recovery): Durante tutti questi alti e bassi, ho avuto una grande benedizione ... ho avuto l'amorevole sostegno della fratellanza di SAA "

Sex Addicts Anonymous, pagina 157

Dopo essermi unito a SAA e aver smesso di agire compulsivamente, ho scoperto una profonda fame di connessione. Sono sicuro che sia sempre stata lì. Nonostante la mia insicurezza e il mio imbarazzo, ho gradualmente raggiunto gli altri all'interno della fratellanza. A volte sbocciava una grande amicizia. A volte un'amicizia non funzionava e mi sentivo profondamente scoraggiato, temendo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Comunque, la mia fame di connessione non è svanita, quindi ho deciso di continuare a mettermi in contatto con gli altri.

Mi sono fatto grandi amici in questo modo. Se non fossi stato disposto a rischiare il rifiuto e a sopportare qualche sentimento spiacevole lungo la strada, sarei ancora isolato, solo e incapace di avere relazioni significative. Non vivrei, ma semplicemente sopravviverei, proprio come prima di entrare in programma.

Sono grato per gli amici che mi sono fatto e sono colmo di stupore per le tante brave persone in questo programma le cui strade hanno incrociato anche solo brevemente le mie. Credo che tutte queste amicizie siano doni di Dio, doni che dovevo essere presente per ricevere. Mi viene in mente il detto: "Grazie Dio, ora so che le spine hanno le rose". Le rose delle mie amicizie valgono le spine delle difficoltà e dei momenti dolorosi che ho vissuto lungo il cammino.

Concedimi il coraggio di contattare qualcuno oggi. Le spine delle mie insicurezze possono portare allo sbocciare di un'amicizia.

12 dicembre (Voices of recovery): Gli strumenti del programma che ti vengono offerti sono gli stessi che hanno mantenuto sobrio il tuo sponsor e possono mantenere sobrio anche te"

"Ottenere uno sponsor"

Sono grato per le persone che hanno percorso questo sentiero prima di me e hanno aperto la strada al mio recupero. Uno sponsor è in grado di farmi conoscere questi preziosi doni e di accompagnarmi nel mio viaggio di guarigione. Gli strumenti che hanno funzionato per il mio sponsor possono funzionare anche per me. All'inizio avevo bisogno di accettare questa dichiarazione sulla fiducia. In seguito ne ho constatato la verità attraverso la mia esperienza, sono stato riportato alla ragione e ho trovato la gioia attraverso questi strumenti. Nei giorni in cui non provo questa gioia, ricordo l'acronimo Y.E.T. (“you’re eligible, too”) "Hai diritto anche tu".

Gli strumenti del programma sono tutti a mia disposizione oggi perché il mio sponsor ha scelto di usarli e di trasmetterne il beneficio e la saggezza. Grazie a Dio qualcuno è andato avanti e ha tracciato questo percorso per me e innumerevoli altri! E grazie a Dio ora è il mio turno di trasmettere la mia esperienza, forza e speranza agli altri che oggi arrivano nella fratellanza.

Una volta ho sentito la frase: "Prendi uno sponsor, usa uno sponsor, sii uno sponsor". Questo slogan riassume il mio programma di oggi. Non posso tenere il dono del recupero tutto per me, devo darlo via per conservarlo.

Dio, grazie per il mio sponsor e per gli altri che hanno percorso questa strada prima di me. Aiutami a dare come mi è stato dato.

11 dicembre (Voices of recovery): Siamo grati per l’opportunità di condividere il prezioso dono del recupero con altri fratelli e sorelle in prigione."

"Lettere ai Carcerati” (Writing to Prisoners).

I carcerati condannati per crimini sessuali, desiderosi di smettere i propri comportamenti sessuali compulsivi attraverso il programma di SAA, sono di solito i membri dimenticati della nostra fratellanza. So questo per esperienza personale. Molti anni fa ero un “consumatore di servizi correzionali” frutto della vittimizzazione e del dolore arrecato ad altri per via della mia malattia. Conosco gli intensi sentimenti di vergogna, colpa, solitudine, ostracismo, paura, autocommiserazione e disperazione che inghiottiscono i sesso dipendenti incarcerati. Una volta fuori, veniamo spesso stigmatizzati dalla nostra cultura per il nostro passato, alimentando quegli stessi sentimenti. La prigione può prendere molte forme.

Ho visitato e sponsorizzato via posta alcuni carcerati. Offro loro incoraggiamento attraverso la mia esperienza, forza e speranza; e guido il loro lavoro attraverso il lavoro sui Dodici Passi. Ci sono molte sfide nel mantenere la corrispondenza con i carcerati, ma sono gestibili. Mi impegno in questo felice compito perché ne beneficia il mio stesso recupero e mi permette di condividere il dono del recupero con coloro che sono desiderosi di riceverlo.

Nonostante il mio passato, e per causa di esso, ho molto da dare. Dammi la compassione e il coraggio di mettermi in comunicazione con gli altri.

10 dicembre (Voices of recovery): La storia non deve ripetersi per forza nella mia vita. Ho una scelta! "

Sex Addicts Anonymous, pagina 128

Quando agivo compulsivamente, usavo la scusa di avere un gran desiderio sessuale. Avrei anche giustificato i miei comportamenti sociali inaccettabili dicendo a me stesso di essere estremamente aperto di mente in campo sessuale. In realtà, stavo impedendo me stesso di avere un vero rapporto sessuale con un altro essere umano e garantendo la mia solitudine e isolamento. Le frasi “gran desiderio sessuale” e “aperto di mente” facevano sembrare la cosa come se io avessi il controllo. Ma era la droga della mia dipendenza sessuale ad avere il controllo, forzandomi a ripetere comportamenti distruttivi e spingendomi più in fondo nel mio mondo di dolore. L’unica cosa che sembrava portare luce in quel mondo di dolore era agire più compulsivamente.

Finalmente, ho toccato il fondo di roccia, sono entrato in SAA e ho ricevuto i principi dei Dodici Passi nella mia vita. Sono stato catapultato fuori dall’inferno nel quale stavo vivendo. Ho trovato più di un sostituto efficace ai miei comportamenti compulsivi: i Dodici Passi, il mio gruppo e il servizio. Ho scoperto la vera libertà sessuale: andare ad un appuntamento e apprezzare di essere con un altro essere umano, la libertà di sperimentare la gioia dell’intimità, di sperimentare la vera amicizia con altri. Cose del genere non sarebbero state possibili prima di SAA, ero intrappolato dalla mia cosiddetta natura sfrenata. Poi, nella disciplina della sobrietà, ho trovato la vera libertà.

Accettando i confini della mia astinenza e l’altruismo dei Passi, sono libero di godere della bellezza delle altre persone.

9 dicembre (Voices of recovery): Cerchiamo di isolare e di riconoscere ogni singolo sentimento, al meglio delle nostre capacità. Infatti proviamo ad accettare tutte le nostre emozioni invece di negarle o temerle."

Sex Addicts Anonymous, pagina 46 (pagina 35 in inglese)

Attraverso un Quinto Passo ho scoperto che ero capace di auto-accettazione. Ma la consapevolezza di un difetto non materializza un interruttore della luce che posso spegnere a piacimento. Inoltre, mi biasimo per questi difetti e per la mia incapacità di spegnerli. Allora cosa devo fare? Avevo appreso le tre "a" che possono aiutare (tre A in inglese: awareness, acceptance, action). In ordine, sono: consapevolezza, accettazione e solo allora azione. Posso avere consapevolezza, ma senza l'accettazione è improbabile che intraprenda un'azione appropriata o efficace.

Ho pregato, non per l'auto-accettazione, ma per accettare che non accetto me stesso. Una volta che ho potuto accettare la situazione così com'è, ho potuto iniziare il lavoro sui passi. Significava condividere apertamente durante le riunioni, raggiungere gli altri e formare relazioni oneste e aperte. Per come la vedo io, se il sesso è l’argomento, cosa non lo è? Se quello di cui mi vergognavo maggiormente è oggetto di discussione, cosa c'è da nascondere?

Ogni volta che mi metto in gioco e stabilisco una vera connessione, faccio un buco nel setaccio che trattiene l’immagine del mio sè. A poco a poco, conversazione per conversazione, relazione per relazione, sto guarendo.

Non posso costringermi ad accettare me stesso. Credo che ciò avvenga lavorando questo programma e nelle relazioni con gli altri e con il mio Potere Superiore. Ma posso pregare per accettare la situazione così com'è. Quindi, le azioni appropriate possono diventare più chiare.

Chi sono e dove sono, sono ottimi punti di partenza per iniziare il viaggio di oggi.

8 dicembre (Voices of recovery): Quando ammettiamo la nostra impotenza, lasciamo perdere l’idea di poterci controllare e diventiamo più aperti a ricevere l’aiuto di cui abbiamo disperatamente bisogno”

Sex Addicts Anonymous, pagina 33 (pagina 23 in inglese)

Per me, tutto il nostro programma si basa su questo primo passo. Quando ripenso a quando ho letto il mio Primo Passo in una riunione di SAA, mi rendo conto che stavo appena cominciando a capire cosa significa essere impotente. Man mano che continuo il mio recupero, capisco sempre di più cosa l'impotenza sia, e non sia, per me.

L'impotenza non è la stessa cosa dell'incapacità. L'impotenza non è un'accettazione che soccomberò sempre alla dipendenza, ma piuttosto è una consapevolezza che non posso trattarla da solo. Sono impotente nei confronti della mia dipendenza; ma il mio Potere Superiore, i Dodici Passi e gli altri dipendenti in recupero possono darmi gli strumenti per vivere la vita alle condizioni della vita.

In quanto dipendente in recupero, ho dovuto abbracciare l'impotenza, non come qualcosa che può essere condensato in uno slogan semplice e banale, ma come uno stile di vita. Vivo quotidianamente l'impotenza pregando, meditando, chiamando gli altri dipendenti in recupero, partecipando alle riunioni, essendo onesto nella condivisione e lavorando sui Dodici Passi con il mio sponsor. Faccio queste cose, non solo come esercizi di arricchimento personale, ma perché sono veramente impotente. In cambio, mi viene data una libertà che non avrei mai saputo potesse essere mia.

L'impotenza è la pietra angolare del mio recupero.

7 dicembre (Voices of recovery): "“Impariamo gradualmente ad essere onesti riguardo ai nostri sentimenti verso gli altri, essendo aperti anche ai loro sentimenti. Nel processo, impariamo a esprimere il nostro affetto piuttosto che cercare potere e controllo."

Sex Addicts Anonymous, pagina 91 (pagina 72 in inglese)

Oggi, mentre scrivo, sono abbastanza depresso. L'attività per la quale ho lavorato per anni sta fallendo. Se le cose continuano ad andare come stanno andando, tra poco chiuderà.

La parte più dolorosa di questo processo è vedere come ferisce le persone a cui tengo. Ho lavorato, pianificato, riso e sono invecchiato con queste persone. Adesso sto imparando a piangere con loro. Sto imparando anche altre lezioni. Mi viene in mente che la mia posizione, il mio titolo e i miei beni materiali sono di poca importanza in confronto con i rapporti che ho con i miei cari. Quando tutto il resto sarà finito, avrò ancora quei rapporti. Non mi amano per il mio titolo o per quello che ho realizzato. Mi amano per quello che sono.

Le persone nel mio gruppo si preoccupano di me per quello che sono, non per quello che faccio. In effetti, molti non sanno cosa faccio per vivere. Non ne abbiamo mai parlato. Siamo concentrati su altre cose come il recupero, la spiritualità e le emozioni. Queste sono le cose che rimarranno, indipendentemente dal destino della mia attività. Queste sono le cose che contano per me.

Grazie a SAA posso avere legami reali con le persone. Penso che si chiami amore.

6 dicembre (Voices of recovery): "Abbiamo cercato esperienze più intense, dimenticando che uno sballo più grande alla fine porterà a sofferenza e ingestibilità ancora più grandi".

"Sobrietà sessuale e Internet"

La mia vita da dipendente sessuale è riassunta nella citazione sopra. Ogni volta che agivo seguendo la compusione, cercavo di trovare una soluzione a un problema che non sapevo di avere. Ho utilizzato uno strumento, il sesso, per risolvere tutti i miei problemi.

Se ero stressato al lavoro, la pornografia era la risposta. Se ero maltrattato a casa, rifugiarmi in un negozio di materiale pornografico era la risposta. Se mi sentivo trascurato o indesiderato, la risposta era la prostituzione. Tanto i problemi diventavano più grossi, tanto cresceva la mia compulsione, e così, a mia insaputa, il rischio di essere scoperto. Alla fine, ovviamente, fui colto in flagrante e la mia vita in recupero ebbe inizio. All'inizio ci furono grandi sofferenze, il divorzio, persi la casa e i miei figli. Ma il mio sponsor era lì e mi diceva che dovevo essere disposto a perdere tutto per guadagnarmi tutto. A poco a poco ho iniziato prendermi la responsabilità della mia vita.

Ora ho molti strumenti per risolvere i miei problemi. I Dodici Passi definiscono l’ossatura della mia nuova vita. Se sono stressato al lavoro, la meditazione può essere la risposta. Se mi sento trascurato o indesiderato, andare ad un gruppo è la risposta. Se le mie esigenze non vengono soddisfatte, il mio sponsor è lì. Se sono solo, posso chiamare un amico nella fratellanza.

Non cerco più modi per intensificare le mie esperienze. Ora cerco modi per essere presente nell’esperienza.

5 dicembre (Voices of recovery): "Quando stiamo in silenzio, siamo più ricettivi a ricevere saggezza non acquisibile in altro modo”.

Sex Addicts Anonymous, pagina 71 (pag. 57 in inglese)

Sono stato licenziato da un lavoro che mi mandava in crisi ma che non ho mai avuto il coraggio di lasciare. Ero terrorizzato dal licenziamento, ma mi sono reso conto ben presto che era anche un grande dono. Tuttavia, ogni mattina, i miei occhi si aprivano ad un muro di ansia e domande come: “Cosa si suppone che dovrei fare? Perché sono qui?”.

Ho praticato, attraverso il recupero, la preghiera e la meditazione. Eppure, durante questo periodo, i muscoli della mia fede erano tesi sotto il peso di un futuro incerto. La preghiera e la meditazione divennero vitali per affrontare la mia giornata.

Ho imparato attraverso i passi a conoscere i miei gusti, ciò che non mi piaceva e i miei desideri. Ho imparato a riconoscere il modo in cui mi blocco e come essere produttivo e utile. Sto iniziando a vedere il potenziale con il quale il mio Potere Superiore mi ha creato. E’ disonesto negare questa verità e vivere nella paura. La mia risposta alla paura è stata per molti anni il blocco o la fuga. La sobrietà e il recupero riguardano il vivere nel mondo come parte di un tutto più grande.

La paura e il terrore si sono dissipati nella quiete. Sono venuti a galla pensieri chiari recando speranza, allegria e, più sorprendente ancora, energia che mi spinge verso l’azione. Ho iniziato a correre rischi benigni come dire a qualcuno le cose che penso di fare bene, quando richieste. Ho cercato aiuto nel momento opportuno e ho sentito la guarigione ad ogni passo.

Non posso mercanteggiare l’assaggio di libertà che sento ora per la sicurezza che reca un’esistenza priva di passione. Sarebbe un tradimento del mio Potere Superiore.

Eccomi, Dio. Dove andiamo oggi?

4 dicembre (Voices of recovery): "Scopriamo che essere sessualmente attivi è un modo che abbiamo per poter soddisfare i nostri bisogni e desideri sessuali, invece di vederlo come un modo per affrontare l’ansia, automedicarsi o evadere.”

Sex Addicts Anonymous, pagina 91 (pagina 72 in inglese)

Prima di diventare sobrio in SAA, avrei trascorso gran parte della mia giornata a cercare delle opportunità per agire compulsivamente con il sesso. La mia vita era un completo disastro, piena di rabbia, paura e caos. Ho usato il sesso come un mezzo per evitare tutti i miei sentimenti.

Quando sono entrato in SAA, mi è stato suggerito un periodo di castità, libero da ogni attività sessuale includendo quella con me stesso, per consentirmi di sperimentare l’astinenza. Durante l’astinenza, ho lavorato i Dodici Passi di SAA e ho sviluppato una relazione con il mio Potere Superiore. Con mia sorpresa, il desiderio di agire compulsivamente con il sesso era completamente sparito.

Come risultato del confidare in Dio, lavorare i Dodici Passi di SAA, e portare il messaggio di SAA a coloro che ancora soffrono, ho trovato che la mia rabbia, le paure e i disturbi emotivi ricevevano le cure di cui avevano bisogno. E questo permise alla mia mente di riorganizzarsi. Oggi sperimento il sesso come non l’avevo mai sperimentato in passato. Quando oggi scelgo di essere fisicamente intimo so che è con una mentalità sobria. Mi domando sempre “Ciò che sto per fare è egoista o no?”, e posso fidarmi del mio nuovo sesto senso il quale, mi è stato detto, è la coscienza di Dio. Chi l’avrebbe mai detto che una persona potesse crescere e passare dal sesso centrato su sé stesso al sesso centrato su Dio?

Ringrazio Dio per aver guarito la mia vita in modi che non avrei mai creduto possibili.

3 dicembre (Voices of recovery): "La visione distorta di noi stessi ci ha portato a non prenderci la responsabilità per le nostre azioni."

Sex Addicts Anonymous, pagina 43 (pag. 32 in inglese)

Ricordo chiaramente che il mio sponsor mi disse di tirare fuori il mio biglietto da visita e di scrivere sul retro: "Se non sono io il problema, non c'è soluzione". Poi mi ha incaricato di tenere quel biglietto in mano fino al nostro prossimo incontro. Ho accettato con riluttanza e poco dopo mi sono lamentato dei metodi del mio sponsor con chiunque volesse ascoltare.

Quando racconto quella storia oggi, sorrido e rido di me stesso. Ricordo come mi sono persino lamentato di non poter tenere in braccio i miei figli con "quella carta" in mano. Ricordo anche come giunsi ad accettarlo dopo che un amico in recupero mi disse che gli piaceva l'idea, che era come una preghiera.

Ovviamente, la scritta non aveva lo scopo di generare un senso di colpa ossessivo e debilitante o di condurmi a delle riflessioni morbose. Invece, gradualmente instillò la visione vitale che le mie percezioni distorte mi stavano mantenendo nel martirio perpetuo. Forse questo dipendente aveva imparato ad amare il proprio vittimismo. Ora credo che il mio sponsor stesse solo cercando di imprimere in me che nulla cambia se non cambia nulla. Sono responsabile delle azioni necessarie per cambiare e solo io posso fare quelle scelte. Tenere in mano quel biglietto era un atto di apertura mentale e volontà, un esercizio benigno d'umiltà tanto necessaria alla ricerca della vitale onestà con sé stessi. Tutte le grandi cose hanno un piccolo inizio e il piano spirituale del mio sponsor per trasformare la mia vita è iniziato con una singola frase su un piccolo biglietto.

È possibile un grande cambiamento se sono aperto e volenteroso.

2 dicembre (Voices of recovery): "Col tempo, stabiliamo una relazione con un Potere più grande di noi, ognuno con una propria idea personale di Potere Superiore."

Sex Addicts Anonymous, pagina 30 (pag. 21 in inglese)

Sono cresciuto con un Dio onnisciente e onnipotente; un giudice sempre presente, sempre pronto a condannarmi per il mio comportamento errato. Anche i miei pensieri mi hanno condannato. Quando sono diventato più grande, ho sentito che Dio era lì solo per negarmi qualsiasi divertimento nella vita, specialmente dopo che ero stato ritenuto inadatto alla guida dalla comunità religiosa in cui ero cresciuto. Ero determinato a fargliela vedere a tutti, incluso Dio, e continuai a cercare riscatto per i successivi venticinque anni. Dieci anni fa, Dio ne aveva avuto abbastanza e mi ha buttato giù dal mio orgoglioso trespolo.

Poi sono tornato a Dio come un rifugio dai miei persecutori e un conforto dalla vergogna e dal degrado che erano diventati la mia vita. Dio mi ha portato in SAA e ai Dodici Passi verso il recupero. Lavorando questi Passi sono giunto a una relazione personale con un Dio amorevole e misericordioso che si prende cura di me così come sono e che mi tiene sulla strada giusta nel mio recupero.

Siamo oltre sette miliardi in questo mondo e possiamo formare un rapporto efficiente e amorevole con un Potere Superiore in oltre sette miliardi di modi diversi. So che il mio Potere Superiore sarà con me finché rimarrò umile e aperto alla guida.

Grazie, Dio, per avermi accolto come sono.

1 dicembre (Voices of recovery): "Ci recuperiamo come individui ma non ci recuperiamo da soli. Ci recuperiamo insieme. Ci recuperiamo aiutando gli altri e venendo aiutati dagli altri ... E in questo, il recupero dello sponsee è promosso tanto quanto quello dello sponsor ".

"Ottenere uno sponsor"

La sponsorizzazione, per me, è un onore, un privilegio e una straordinaria responsabilità, qualcosa da non prendere alla leggera. Attualmente sponsorizzo un certo numero di persone in SAA e lo faccio da anni. Sono sempre onorato e riportato all’umiltà quando qualcuno mi chiede di essere il suo sponsor. Può essere che vedano in me integrità nei miei impegni e coerenza nel vivere i Passi, forse rappresento per loro la speranza del recupero.

La sponsorizzazione è anche un privilegio per me, poiché riesco a nutrire un'intima collaborazione con un'altra persona e sono testimone mentre lavoriamo insieme per eliminare, strato dopo strato, i segreti, gli inganni, le ferite, il senso di colpa e la vergogna che fanno sì che questa malattia continui a proliferare nelle nostre vite. È la più intensa forma di onestà e responsabilità che ci sia! Sono sempre commosso nel vedere e aiutare qualcuno a sbocciare in chi è veramente.

Infine, la sponsorizzazione è una forma di responsabilità davvero benvenuta. Oltre a mettermi a disposizione per un altro dipendente, sono spinto a mantenere uno standard più elevato quando sponsorizzo qualcuno, dando nuova vita al mio recupero con rinnovata onestà, responsabilità e coerenza. Vengo aiutato aiutando gli altri. Che regalo!

Ricevo il dono del recupero quando lo dono agli altri

30 novembre (Voices of recovery): "Fare telefonate, anche senza un motivo particolare, renderà più facile farlo quando avrai bisogno di supporto. Se stai attraversando una giornata difficile, prova ad usare il telefono per fare servizio. "

Strumenti di recupero (tools of recovery), pagina 10

Come molti, ho fatto fatica a mettermi in contatto con gli altri quando stavo male, non volevo essere di peso a nessuno. Sono stato sobrio in recupero per diversi anni, attivo nel lavoro sui Passi e nel servizio; ma venne una sera in cui stavo per crollare. Stavo camminando su e giù per la stanza nel mio piccolo appartamento, come su una ruota per criceti, stavo facendo un solco nella moquette. Non ero abbastanza in me da chiamare il mio sponsor o chiunque altro. Ero, come si suol dire, in sbornia secca.

Il telefono squillò. Era un ragazzo che veniva ai gruppi. Lo conoscevo a malapena e non c'era un grande rapporto tra noi. Disse che il suo sponsor gli aveva detto che doveva chiamare una persona diversa ogni giorno, e oggi aveva chiamato me. Ho detto qualcosa del tipo: "Oh. Allora, come va?" Mi ha risposto, in breve. Io non credo di avergli parlato delle mie difficoltà; Non ho avuto il coraggio. Fu uno scambio breve e civile, se non addirittura piacevole.

Dopo aver riattaccato, mi resi conto di essere tornato sulla terra, tra i vivi. La sua chiamata mi aveva strappato dalla mia spirale. So che il mio Potere Superiore mi ha fatto chiamare quel giorno perché ero troppo lontano per cercare aiuto. Prendendosi cura di se stesso, quel fratello mi ha salvato.

È giusto chiamare qualcuno quando ho bisogno di aiuto o anche solo di una voce amichevole, e non so mai a chi potrei salvare la vita.

29 novembre (Voices of recovery): "La mia vita non è per niente perfetta, ma gli strumenti che ho ricevuto dal nostro programma mi hanno dato la fiducia e il coraggio di raggiungere i miei obiettivi che non avrei mai creduto possibili”

Sex Addicts Anonymous, pag 214

La preghiera e la meditazione possono prendere molte forme. In alcuni casi, posso trovare molto sollievo e forza in una rapida visualizzazione nella mia mente: sono seduto sulla panchina, in divisa, riscaldato e aspettando. La mia squadra è sul campo di gioco; voglio giocare anch’io. Nella visione, dico “Coach, fammi entrare. Oggi voglio giocare”.

Quella scena mi mantiene focalizzato, sereno, paziente e alla ricerca di essere d’aiuto al mio Potere Superiore e alle persone che oggi incontrerò. La mia volontà è passata dal concepire il mondo così come dovrebbe servire me, a come il “Coach” può farmi entrare nel gioco della vita per ottenere il massimo per la nostra squadra oggi. Sono meravigliato ogni volta che vedo questo video mentale.

Oggi sono radicato nella mia decisione di affidare la mia volontà e la mia vita alle cure del mio Potere Superiore. La fiducia e sicurezza dall’essere perfettamente allineato mi fa riflettere sulla volontà del mio Potere Superiore per me in ogni circostanza. I risultati includono la gioia durante gran parte della giornata, la pazienza nel traffico o verso autisti eccentrici, la capacità di ascoltare attentamente e una curiosità incline a svelare sorprese, opportunità e bivi lungo la strada.

Oggi pazienterò perché si sveli la volontà di Dio per me. Sono tutte delle opportunità.

28 novembre (Voices of recovery): "Molti di noi vivono un periodo di intenso sconvolgimento emotivo e disagio fisico quando interrompono i propri comportamenti sessuali compulsivi. Questo lo chiamiamo astinenza.”

Sex Addicts Anonymous, pag 84 (66 in inglese)

Una crisi mi ha portato a SAA, ma il pensiero di vivere senza la mia droga preferita era terrificante, e l’astinenza era tosta. Quelli con più esperienza mi hanno promesso che il dolore sarebbe passato, ma che soltanto io potevo percorrere questo arduo sentiero. Loro hanno aggiunto che sarebbero rimasti al mio fianco lungo il percorso.

Sono stato d’accordo nel fare un periodo di castità all’interno del mio matrimonio. All’inizio sembrava forzato e spaventoso, ma di nuovo, il programma mi ha offerto speranza. Il mio sponsor mi ha guidato con gentilezza attraverso le lacrime e le paure con la saggezza di fare un giorno alla volta, un’ora alla volta. Lui ha detto che le emozioni travolgenti erano un buon inizio per una vita emotivamente sana. Quando la dipendenza mi sussurrava che non sarei mai riuscito a rimanere sobrio, mi confortavo attraverso il lavoro del cerchio esterno. Non appena ho iniziato a lavorare i passi, ho sentito l’aiuto di un Potere più grande di me. Ho iniziato incredibilmente ad apprezzare il dono della castità, e a confidare che sarei potuto stare bene. I sintomi dell’astinenza hanno iniziato a scemare e la mia mente è diventata più limpida.

Questo principio si applica perfettamente ad altre esperienze. Se mi mantengo sobrio e mi sforzo di imparare dalle difficoltà, ne uscirò più sano e felice. Grazie a questo programma posso essere più gentile con me stesso nel cammino verso la guarigione, l’apprendimento e la crescita.

Sono io a dover percorrere questa via, ma non devo farlo da solo.

27 novembre (Voices of recovery): "'Vivi e lascia vivere' ci ricorda che la tolleranza è una qualità importante da sviluppare. Ci libera dall'essere alla mercé del comportamento di altre persone ".

Tools of Recovery (Strumenti di recupero), pagina 33

Mi sono sempre vantato della mia tolleranza verso gli altri, ma mi dà fastidio quando mia moglie è intollerante nei miei confronti. Sono passati più di tre anni da quando ho avuto una ricaduta e lei conosceva la mia dipendenza da vent'anni. Perché non riesce a superarlo? Sto lavorando al mio recupero attraverso il programma come lo vivo io, non come lo immagina lei. Vorrei che riconoscesse i progressi che ho fatto piuttosto che essere frustrata dalle mia imperfezioni. Non sono l'unico che sta soffrendo. La mia dipendenza le ha causato un grande dolore e forse anche un trauma. Io non posso decidere come o quando sarà guarita più di quanto possa farlo lei con me.

Ricordo di aver sentito dire da qualche parte che chi ha più bisogno viene prima. Se sono veramente tollerante verso gli altri, posso iniziare a casa mia con compassione e pazienza per il dolore e la guarigione del mio coniuge. Se lei soffre, posso praticare la pazienza e l'accettazione e cercare di alleviare la sua sofferenza se vuole aiuto. Se è violenta, posso definire con delicatezza dei confini sani. Come vorrei essere trattato quando sono in difficoltà? Come reagirei alle difficoltà degli altri se io stessi bene e non avessi paura?

Porto la tolleranza nella mia vita praticandola.

26 novembre (Voices of recovery): "I Passi sono la soluzione spirituale per la nostra dipendenza – ci conducono non solo ad una vita libera da comportamenti compulsivi, ma anche ad una vita piena, volta al servizio dei nostri fratelli e sorelle in recupero e molto altro”.

Sex Addicts Anonymous, page 126 (pag. 99 in inglese)

Quando sono entrato per la prima volta attraverso le porte di SAA, avevo toccato il mio fondo, ma speravo ancora che ci fosse un modo in cui avrei potuto continuare nei miei comportamenti senza dover cambiare completamente. Speravo che i miei nuovi amici in SAA potessero mostrarmi come potevo continuare a utilizzare tutti i miei vecchi trucchi, ma senza l'ingestibilità, il dolore e le conseguenze. Speravo di poter imparare a controllare la mia dipendenza senza rinunciare a nulla. Non era questo il motivo del recupero?

I miei nuovi amici mi hanno detto di continuare a tornare, di prendere uno sponsor, di lavorare sui passi e di fare servizio. Mi hanno consegnato il format in modo che potessi guidare la riunione e mi hanno suggerito servizi da svolgere, come aprire la stanza o aggiornare l'elenco dei membri per il nuovo venuto. Quando fui pronto, mi invitarono a riunioni e ritiri di intergruppo.

Ho scoperto che il piano del mio Potere Superiore per me è molto più grande del mio vecchio sogno illusorio di gestire la mia dipendenza. Lavorando sui passi e facendo servizio, ottengo una vita piena di amore e con uno scopo, degli amici e vera intimità. Essendo un nuovo arrivato, pensavo che questo programma non offrisse altro che un modo per godersi l'euforia del sesso senza conseguenze. Ho scoperto che il dono più grande del programma è l'amore.

Ringrazio Dio per i miei amici in recupero e per l'opportunità di essere al servizio degli altri.

25 novembre (Voices of recovery): "Non giudichiamo i membri che hanno delle ricadute, perché sappiamo che tutti noi siamo impotenti nei confronti di questo problema".

Sex Addicts Anonymous, pagina 85 (in inglese 67)

Recentemente ho capito perché giudico costantemente gli altri e mi metto a confronto con loro. Viene dalla paura. Una parte di me crede che se riesco a scoprire in che modo sono diverso o migliore rispetto a qualcun altro, sarò protetto da qualunque difficoltà stiano affrontando. Ovviamente non ha senso. È un'abitudine estremamente radicata, però, e ci casco in molte occasioni.

Non molto tempo fa, un fratello in recupero ebbe una ricaduta. Mi sentivo come se avessimo camminato insieme sull'acqua, rimanendo sobri un giorno alla volta per grazia di Dio. Ma le ondate della dipendenza hanno riportato indietro il mio partner. Sono stato paralizzato dalla paura per diversi giorni. Le voci della mia stessa malattia mi dicevano: "Tu sei il prossimo".

Ho iniziato a giudicare e fare confronti tra me e il mio amico, cercando di capire l'errore fatale che lo aveva portato alla ricaduta, un difetto che io non possedessi per sentirmi al sicuro da quel destino. Non sono riuscito a trovare nulla di diverso in me per spiegare come mai io fossi ancora sobrio e il mio amico no. Proprio come tutti gli altri, sono umano, suscettibile a tutte le cose umane e impotente davanti alla mia malattia. Mentre non spetta a me giudicare gli altri, forse dipendere un po' di più da Dio è ciò che mi aiuta a rimanere sobrio.

Per oggi, accetterò la mia umanità e troverò guida e coraggio nel mio Potere Superiore.

24 novembre (Voices of recovery): "L'autonomia va di pari passo con il rispetto per sé stessi e un nuovo senso di libertà, quando ci assumiamo responsabilità per i nostri gruppi e per la diffusione del nostro messaggio".

Sex Addicts Anonymous, pagina 104 (in inglese 83)

Come dipendente attivo, pensavo molto a me stesso, impettito come se fossi il re del mondo. Ero così convinto di avere il controllo che pensavo di dover controllare gli altri. Ho trascorso innumerevoli ore a fantasticare sulla mia ascesa al potere politico. Ho scritto programmi politici, manifesti e persino decreti.

Due matrimoni falliti e quindici anni dopo, attraverso il programma di Sex Addicts Anonymous, sto imparando soltanto ora cosa sia veramente il controllo, e non è il controllo degli altri. Quando ho affidato la mia volontà e la mia vita a Dio, stavo prendendo per la prima volta il controllo della mia vita. Mi è stato detto che non sono responsabile della mia dipendenza, ma che sono responsabile del mio recupero. In Sex Addicts Anonymous, i Passi non mi vengono imposti; vengono offerti come dei suggerimenti che hanno funzionato per molti altri. Poiché ho visto il mio recupero rafforzarsi e crescere attraverso il lavoro dei Passi, ho imparato a conoscere la libertà e ho acquisito un autentico rispetto verso me stesso.

Con la Quarta Tradizione come guida, lo stesso vale per i nostri gruppi di SAA. I'ISO di SAA (l'Organizzazione Internazionale per la Normazione di Sex Addicts Anonymous) non obbliga i gruppi a operare secondo un protocollo specifico, sebbene possa condividere l'esperienza di altri gruppi. I nostri gruppi si formano e operano in modo autonomo. Quando il gruppo porta il messaggio di recupero, sperimenta anche la libertà e il rispetto di sé.

Siamo uniti nello scopo e liberi di servire in modi diversi.

23 novembre (Voices of recovery): "Confidavamo che Dio non ci avrebbe dato più quanto avremmo potuto sopportare.”

Recupero dall’Astinenza Sessuale Compulsiva (Recovery from Compulsive Sexual Avoidance)

Ero sopraffatta quando iniziai il mio recupero. Avevo divorziato di recente da mio marito a causa della sua infedeltà. Non credevo di potercela fare senza il suo aiuto, specialmente perché genitore di un bambino con necessità particolari. La prima notte, nostro figlio rimase la notte da suo padre nel suo nuovo appartamento. Io presi un uomo e lo portai a casa. Sono stata scoperta da mio marito e da mio figlio di sei anni perché mio figlio aveva avuto un attacco di asma, e la sua medicina era rimasta a casa mia.

Diventai sempre più depressa. Smisi di prendermi cura di me stessa e di mio figlio. Perdetti quasi la sua custodia. Credo che Dio si sia preso cura di me. Una mia amica educatrice sessuale mi ascoltò condividere il mio panico sui miei comportamenti compulsivi e le mie responsabilità. Lei mi suggerì di iniziare un recupero dalla dipendenza sessuale e mi presentò la donna che poi sarebbe diventata il mio sponsor.

Il mio sponsor mi suggerì di scrivere la Preghiera della Serenità e di chiamarla giornalmente. Lavorammo insieme per sedici anni prima che lei morisse di cancro. La mia vita è migliorata, così come quella di mio figlio. Mio figlio dice che il mio sponsor gli ha salvato la vita, perché ha salvato la mia.

Ho fede che il mio Potere Superiore non mi darà più di quanto io sia in grado di sopportare. Oggi confiderò che il mio Potere Superiore si prenda cura di me.

22 novembre (Voices of recovery): "Come persone afflitte da una dipendenza, siamo spesso propensi a sfuggire alle responsabilità permettendo ad altri di prendersi cura di noi, sistemare le conseguenze dei nostri errori, e occuparsi dei nostri bisogni primari. Nel programma impariamo invece ad essere responsabili di noi stessi e del nostro recupero.”

Sex Addicts Anonymous, pag 109 (in inglese p. 87)

All’inizio del mio recupero ero convinto che la Settima Tradizione fosse la tradizione dei soldi. Tuttavia va oltre i soldi; infatti non menziona nemmeno i soldi.

Tutti arriviamo alla fratellanza con dei doni e dei talenti. Condividerli con SAA consente ai gruppi e all’Organizzazione nel suo insieme di essere completamente autonomi. I gruppi locali hanno bisogno dei membri della fratellanza per condurre, allestire le stanze, preparare il caffè e dare il benvenuto ai nuovi arrivati. Gli intergruppi hanno bisogno di un membro della fratellanza che li aiuti a creare e gestire il proprio sito internet. Le conferenze e i ritiri richiedono seminari e oratori, nonché un’abbondanza di opportunità per servire, come addetti alla manutenzione, receptionist e sponsorizzazione dal vivo.

I gruppi e l’Organizzazione hanno per forza bisogno di soldi per funzionare. Quando il cestino (delle offerte)* fa il giro, mi ritrovo spesso a non offrire quanto avrei potuto. Due domande mi hanno aiutato in questo processo: 1- Quanto mi costerebbe se stessi ancora praticando la mia dipendenza? 2- Quanto vale la pena la vita che sto conducendo ora?

Ogni atto di servizio consente a un gruppo o evento di operare senza aiuti esterni, e questo permette al messaggio di SAA di essere condiviso con i dipendenti che ancora soffrono.

Onorerò la Settima Tradizione con il mio tempo, i miei talenti e i miei tesori.

21 novembre (Voices of recovery): "Abbiamo bisogno di fede e forza per portare a compimento la volontà di Dio, perché non sappiamo sempre vedere i risultati delle azioni che sentiamo di intraprendere, o non siamo in grado di tenere in considerazione tutti i possibili effetti".

Sex Addicts Anonymous, pagina 73 (pag.58 in inglese)

Si dice che dobbiamo alzarci dal posto del conducente e lasciare che Dio prenda il volante. La mia esperienza descrive una versione diversa di quell'analogia per il mio viaggio spirituale.

Per me, Dio è sul sedile del passeggero con l'itinerario e le mappe. Sono al posto di guida in attesa della prossima opportunità e di un suo suggerimento. Devo guardare la strada, guidare il veicolo e controllare lo specchietto retrovisore. Tuttavia, Dio promette di dirigermi e condurmi, una svolta alla volta, in un luogo che è buono per me, e promette di non scendere mai dal mio veicolo. Dio mi incoraggia anche a godermi la vista che scorre davanti a me. Dio mi dà l'opportunità di dare un passaggio ad altri viaggiatori finché non trovano la loro macchina, e mi mostra quando rallentare per lasciare che gli altri mi sorpassino o si svoltino davanti a me.

In quanto dipendente, preferisco parcheggiare la macchina, interpretare le indicazioni stradali per capire dove sto andando e quando ci arriverò. Altrimenti potrei persino salire sulle auto degli altri e dire loro come guidare. È un comportamento che preclude qualsiasi avanzamento e fa sempre arrabbiare gli altri guidatori! Quando torno al mio posto, avvio il motore e ascolto le indicazioni di Dio, sono nel posto giusto.

Devo guidare la mia macchina, ma per oggi lascerò che il mio Potere Superiore sia il navigatore in questo viaggio.

20 novembre (Voices of recovery): "Significa che sei una donna pioniera nel recupero dalla dipendenza sessuale."

"Un benvenuto speciale alla donna nuova arrivata"

Sarebbe stato difficile fino a qualche anno fa trovare più di qualche donna qua e là nel nostro programma. Questo sta cambiando rapidamente. Tuttavia, è ancora abbastanza comune che una o due donne partecipino a una riunione e sì, può essere spaventoso, soprattutto all'inizio.

Tengo presente che la dipendenza sessuale è una malattia per le pari opportunità, che colpisce tutti i sessi e ogni ambito della vita. Sia gli uomini che le donne nella stanza sono lì per uno scopo comune: il recupero. Tengo anche a mente che non c'è nulla tra me e la porta e se sento innescarsi la compulsione o se mi sento spaventata, minacciata o in qualche modo a disagio, sono libera di uscire.

Tuttavia, trovo che, nella norma, almeno un uomo nel gruppo si sforza per farmi sentire benvenuta e al sicuro. Presto arriverà un'altra donna e io potrò essere lì ad accoglierla a braccia aperte.

Dio, mantienimi forte in situazioni ignote e fa che io sia una benedizione per gli altri quando posso.

19 novembre (Voices of recovery): "Alcuni suggeriscono di chiamare tre persone ogni giorno per creare e mantenere un sistema di supporto".

Strumenti di recupero (Tools of Recovery), pagina 10

Quando sono entrato per la prima volta nel programma, non capivo perché ci fosse una tale enfasi sulle telefonate. Ho pensato: chi ha il tempo per farlo? Non è sufficiente andare alle riunioni? E comunque chi vorrebbe avere mie notizie?

Fortunatamente, ero così distrutto che ero disposto a fare qualsiasi cosa. Così ho iniziato a fare le tre chiamate del programma al giorno: una al mio sponsor e altre due agli amici nel programma, persone in difficoltà o nuovi arrivati.

Sorprendentemente, ha funzionato! L'atto stesso di prendere il telefono e chiamare qualcuno scoppia la bolla e stabilisce una connessione con qualcun altro. Allontana i miei pensieri, che possono diventare vicini pericolosi. E spesso, inaspettatamente, mi permette di essere utile.

Nonostante le mie paure iniziali, nessuno mi ha mai chiesto perché chiamo. Le mie chiamate sono accolte ogni volta con compassione e gratitudine. Ho perso il conto delle persone che mi hanno detto: "Avevo davvero bisogno di una chiamata. Grazie."

Per me è importante fare le chiamate del programma ogni giorno, anche quando le cose vanno bene. È come se stessi allenando un muscolo, preparandolo per i giorni in cui sono sedotto dall'agire compulsivamente. Quelli sono i giorni in cui le telefonate sono più intense.

Il recupero è un gioco di squadra. Facendo chiamate, posso contare sui miei fratelli e sorelle nel recupero e permettere loro di contare su di me.

18 novembre (Voices of recovery): "È normale che di tanto in tanto sarai infastidito dalle persone sia dentro che fuori SAA."

Strumenti di recupero (tools of recovery), pagina 32

I miei due figli molte volte dicono: "Mi dà fastidio!" La mia risposta preconfezionata è sempre stata: "Solo tu puoi permettere di sentirti infastidito". Tuttavia, spesso trovo che io stesso non accetto questo consiglio.

Ho trovato utile, se non essenziale, ricordare che non posso controllare le azioni degli altri. Posso solo controllare la mia reazione alla situazione (Dio, concedimi la serenità ...) La prima preghiera SAA che ho imparato è spesso la prima che dimentico quando ho a che fare con la vita nei termini della vita.

Quando ricordo di usare la Preghiera della Serenità, a volte ottengo chiarezza immediata su ciò che mi preoccupa. Anche quando non ottengo quella chiarezza immediata, spesso scopro di aver superato una situazione difficile con la mia serenità ancora intatta.

Dio, aiutami ad ascoltare la saggezza dietro la Preghiera della Serenità e fai che non sia solo qualcosa che recito alla fine degli incontri.

17 novembre (Voices of recovery): "Continuare a mettere in pratica il Decimo Passo ci aiuta ad accrescere l’accettazione di noi stessi, l’autocomprensione e una rigorosa onestà.”

Sex Addicts Anonymous, pag. 69 (55 in inglese)

Mia moglie ed io avevamo deciso di cambiare città. Abbiamo affrontato questo evento diversamente e cozzando occasionalmente. Lei organizzava e impacchettava attentamente ogni scatola. Io buttavo le cose in una scatola finché non era piena, caricavo in macchina e via. Posso organizzarli nella nuova casa. Per me, lei rende questo lavoro ancora più pesante. Ci siamo scontrati di nuovo sabato mattina per poi dirigermi nella vecchia casa per l’altra roba.

Una volta da solo in macchina, zittii i miei pensieri per riconoscere la frustrazione nei suoi confronti, nei miei e nella situazione. Chiesi aiuto al mio Potere Superiore e, in un baleno, ho realizzato di colpo che lei non stava cercando di minare niente. Lei sta cercando l’approccio più scrupoloso per questo lavoro logorante. Poi capii che la mia impazienza e intolleranza non facevano che rendere questo compito veramente sgradevole, per noi, per me e soprattutto per lei. Ero io a renderlo così stressante!

Questo programma mi ha insegnato che non ha importanza chi è nel giusto. Se mi sono atteggiato malamente o con sconsideratezza, ne sono responsabile e ho bisogno di fare ammenda. Io smisi di lavorare quando lei arrivò a casa. Riconobbi la sua premura e mi scusai per averle arrecato stress. Seguii i suoi sforzi con tolleranza e sostegno. Probabilmente fu la cosa migliore che abbia mai fatto durante un weekend.

Tra parentesi, ho caricato tre scatole per ogni scatola che lei ha caricato, ma non sono in grado di trovare niente!

Solo per oggi aiutami ad essere aperto, e aiutami a pensarci su due volte prima di reagire.

16 novembre (Voices of recovery): "Noi dipendenti dal sesso spesso razionalizziamo un comportamento dicendo che stiamo facendo del male solo a noi stessi... Innanzitutto, devi chiederti perché dovrebbe andarmi bene?"

"Astinenza"

Mi sono chiesto molte volte: "Appartengo davvero a SAA?" La scusa principale che uso per dimostrare che non vi appartengo è che non sto ferendo male a nessuno tranne che a me stesso. Sono single e non ho famiglia. Nessuno conosce i miei segreti; quindi non esistono. Non è vero.

Io vi appartengo. I miei segreti mi fanno male. Quando entro nel gruppo e condivido i miei segreti, mi rendo conto del potere che hanno avuto sulla mia vita. Vedo più chiaramente il dolore causato dalla mia dipendenza. Quando vado alle riunioni e parlo con altri sessodipendenti, mi rendo conto di quanto la mia natura spirituale sia stata danneggiata dall'agire compulsivamente.

Ho sentito dire che se un cuore non ha un posto dove può spezzarsi diventa più duro. Condividere apertamente con altri dipendenti dal sesso ammorbidisce il mio cuore e mi ricorda dove appartengo.

Oggi contatterò qualcuno nel programma, perché vi appartengo.

15 novembre (Voices of recovery): "Il potere di questo passo sta nel chiedere, non nel risultato. Chiedere è un atto molto potente: esprime una resa sempre più profonda da parte nostra ".

Sex Addicts Anonymous, pagina 56 (pag. 44 in inglese)

Ho aiutato molti sponsorizzati a lavorare sul Settimo Passo. Chiedo loro di scrivere la propria preghiera del Settimo Passo. Quasi ogni volta scrivono una bella preghiera che tralascia una parte importante: la domanda. Sono sempre scioccati quando faccio notare che si sono dimenticati di chiedere a Dio di rimuovere i loro difetti. A volte lo scrivono di nuovo e di nuovo si dimenticano di chiedere.

In passato, ho chiesto a Dio di aiutarmi a sbarazzarmi dei miei difetti di carattere, o ho accennato descrivendo il grande dolore e la sofferenza che i miei difetti stanno causando, ma non chiedevo mai semplicemente al mio Potere Superiore di rimuoverli.

Ora, quando me lo ricordo, chiedo semplicemente a Dio di rimuovere i miei difetti di carattere e confido che accadrà, forse mentre dormo. Immaginarlo in questo modo mi permette di lasciare me stesso e il mio potere fuori da esso. Ricordare che la rimozione è un'azione di Dio, non mia, mi aiuta anche a essere più disponibile affinché il mio Potere Superiore lo faccia.

Perché la domanda è così difficile e così potente? Forse perché esprime una resa sempre più profonda da parte mia. Poiché tendo a riprendermi le cose, di solito devo chiedere più di una volta. Allora qual è la mia parte? Cosa devo fare dopo aver chiesto a Dio di eliminare i miei difetti? Mi arrendo al risultato passando all’Ottavo Passo.

Oggi chiederò, semplicemente. Niente di più, niente di meno.

14 novembre (Voices of recovery): "Quando mi vengono pensieri ossessivi, ho imparato a ripetere la preghiera della Serenità o i primi tre passi più e più volte, come un mantra."

Sex Addicts Anonymous, pagina 296

Di recente, mentre guidavo in una piccola città, ho ricevuto una multa per eccesso di velocità. Non avevo distrattamente visto il limite di velocità indicato. Immediatamente, ho provato imbarazzo e vergogna e ho iniziato a darmi addosso emotivamente per essere stato così stupido. Sulla strada per la mia destinazione, ho ripetutamente pregato la preghiera della Serenità, cercando di lasciar andare il fardello. Ha aiutato, ma sapevo che stavo ancora portandomi dietro un po 'di quella vergogna.

Quando sono arrivato, i miei ospiti hanno chiesto come era stato il viaggio. Volevo solo dire “tutto bene” così non avrebbero saputo cosa era successo. Tuttavia, ho finito per dire: "Bene, tranne un incidente", e ho condiviso la multa per eccesso di velocità. Hanno condiviso un'esperienza simile che avevano vissuto. Non mi vergognavo più del mio segreto. Invece, mi sono sentito connesso e affermato. Recitare la preghiera della Serenità e condividere ciò di cui mi vergognavo con gli altri, mi ha aiutato a lasciar andare la vergogna tossica che avrebbe potuto sabotare il mio recupero. Sono grato che nel programma SAA, ho un ambiente sicuro per condividere la mia vita e quindi spezzare il ciclo della vergogna che mi ha tenuto legato per tutti quegli anni.

Se mi sento bloccato, oppresso o intrappolato, la preghiera della Serenità è un buon punto per iniziare il percorso verso la libertà.

13 novembre (Voices of recovery): "Ammettere i nostri errori a Dio apre le porte del cambiamento. Dio ci aiuterà a trovare il coraggio e la sincerità necessaria per lavorare su questo passo "

"Sex Addicts Anonymous, pag. 49 (p.37 in inglese)

Passando dalla dipendenza attiva al recupero, ero spaventato dall'idea di essere onesto sulla natura esatta della maggior parte delle cose su di me, figurarsi sui miei errori. L'esperienza ha insegnato che essere onesti nel Primo Passo porta doni come la fiducia, la trasparenza, la resa e persino un po' di coraggio: coraggio per continuare l'esplorazione.

Lavorare al quinto passo con il mio sponsor mi ha aiutato a distinguere le cose che avevo fatto dal mio vero io. Ho fatto quelle cose e ne sono responsabile, ma quelle azioni non sono il mio vero io e non derivano da esso. Piuttosto, sono un riflesso della parte malata in me. Vedere le cose che avevo fatto distaccate dal vero me mi ha dato la speranza che il cambiamento fosse davvero possibile. Attraverso questo processo ho ricevuto in dono maggior coraggio, il coraggio di continuare il viaggio verso la comprensione e la crescita.

Lavorare quotidianamente il Decimo Passo mi aiuta a vedere ancora più cose che faccio che non sono in linea con i miei valori o il mio recupero. Vedere la natura di questi errori mi aiuta a scegliere altre azioni, incluso il Settimo Passo. Di conseguenza, riflettendo, vedo ancora più coraggio nella mia vita, il coraggio di vivere la vita nei termini della vita.

Potere Superiore, aiutami a trovare il coraggio di aprirmi al cambiamento.

12 novembre (Voices of recovery): "Elenchiamo anche le persone che abbiamo danneggiato nella nostra negligenza, non essendo presenti nelle nostre vite".

"Sex Addicts Anonymous, pagina 60 (pagina 47 in inglese)

I miei difetti di carattere mi avevano portato a comportamenti che non avrei mai ritenuto possibili, guardandoli da persona sana. Molti di questi comportamenti hanno coinvolto una vittima, direttamente o indirettamente. LOttavo Passo mi ha chiesto di creare un elenco di coloro che avevo danneggiato. Nel Nono Passo, con la guida del mio sponsor, un giorno avrei fatto ammenda con il cuore, faccia a faccia, in una lettera o indirettamente senza che la parte lesa lo sapesse.

Mio figlio era tra quelli nella mia lista di ammende dirette. Ricordo che la mia mano tremava di vergogna mentre scrivevo il suo nome completo. Anche se non avevo perso tutta la sua infanzia, ricordo chiaramente le molte delusioni causate dalle mie assenze, ero assente quando agivo compulsivamente. Con l'incoraggiamento del mio sponsor e dei miei fratelli dipendenti in recupero e della presenza sincera di un Dio amorevole, ho completato un elenco che era onesto nonostante il dolore di scriverlo.

Più avanti, mi trovai di fronte a un giovane robusto che era cinque centimetri più alto di me. Ho immaginato che l'ombra che proiettava non fosse quella di un uomo, ma del bambino il cui padre era assente per troppi giorni. Ho riconosciuto la mia parte e ho espresso il mio rammarico e il mio sincero desiderio di rimediare. Non ho potuto trattenere le lacrime mentre ci abbracciavamo e gli ho detto quanto fosse importante la nostra relazione.

Mostrando agli altri che io non sono i miei vecchi comportamenti, posso guarire vecchie ferite e riguadagnare la più grande componente della vita: le mie relazioni con gli altri.

11 novembre (Voices of recovery): "Mentre lavoravamo il programma dei Dodici Passi, abbiamo sperimentato il ritorno dell’integrità personale e abbiamo trovato un nuovo scopo nelle nostre vite.”

"Sex Addicts Anonymous: A Pathway to Recovery

Sin da quando ho memoria, ho sempre sentito di dovermi preparare per qualche minaccia imminente in futuro, qualche sorta di destino in cui mi vedevo come l’eroe, un mondo da salvare, una guerra da combattere, un nemico da sovrastare. Forse stavo guardando troppi film d’azione o leggendo troppi fumetti. Forse stavo sfuggendo alla realtà di un padre alcolista che picchiava regolarmente mia madre. In ogni caso, avevo un pressante bisogno di prepararmi per questa battaglia futura di proporzioni epiche.

Ora mi trovo nella riunione come un dipendente dal sesso completamente arreso, e un giorno questa realtà mi travolse come una ruspa. Era questa la battaglia di cui avevo anticipato. E’ questo ciò che ha previsto il mio subconscio. Dopo trent’anni, i miei occhi vedono il mio scopo su questa terra. Generazioni di dipendenti e una storia familiare di vergogna e repressione sono culminati in questo momento di chiarezza.

La mia grande battaglia è fermare questa lunga serie di odio verso me stesso e vergogna. E’ una lotta interiore più difficile e più spaventosa di quanto avessi potuto anticipare. Il ciclo si interrompe con me, qui, ora. Mentre non avrei potuto pianificare questo momento, sono spiritualmente pronto per vedere il mio destino fino alla fine. Tutte le risorse elementari di cui ho bisogno sono in SAA. Cosa c’è di più nobile del fermare questo ciclo di vergogna?

Sono disposto a scegliere qualsiasi cammino il mio Potere Superiore abbia in serbo per me.

10 novembre (Voices of recovery): "Con [il Primo Passo] riconosciamo di avere una malattia e non una semplice debolezza o difetto di carattere, e che siamo impotenti di cambiare questo fatto.”

Sex Addicts Anonymous, pag 32 (23 in inglese)

Sono entrato nel programma stordito e confuso. Non riuscivo a capire perché non riuscissi a smettere i miei comportamenti compulsivi che, come minimo, minacciavano di rovinarmi la vita e, nella peggiore delle ipotesi, di uccidermi. La mia mente stava impazzendo e il mio corpo sembrava andare avanti col pilota automatico. I miei pensieri migliori mi trascinarono in altri problemi. I miei pensieri peggiori cadevano sulla vergogna e i sensi di colpa, confermando ciò che credevo di me stesso. Dov’era la mia forza di volontà? Dov’era la mia forza interiore? Perché non riuscivo a fermarmi?

Man mano che iniziavo a comprendere la natura della mia malattia, pensavo tra me e me, “I pazienti di cancro non si affidano alla forza di volontà o alla forza interiore. Seguono un trattamento prescritto e fanno di quel programma la loro massima priorità in modo da rimanere in vita.” Vorrei fare la stessa cosa, pensavo. Ho visto altri che ce l’hanno fatta; i “Superstiti dalla Dipendenza Sessuale” li chiamavo.

Allo stesso modo di altre persone affette da malattie mortali, non era colpa mia se ero malato. Trattare la malattia era comunque la mia responsabilità. Il mio percorso nel recupero ebbe inizio accettando di essere impotente davanti a questa malattia. Ma in quella impotenza trovai un Potere più grande di qualsiasi altra cosa avrei potuto immaginare.

Tratto questa malattia come tratterei qualsiasi altra malattia mortale. Seguo il programma di trattamento e mi recupero.

9 novembre (Voices of recovery): "Grazie al fatto che abbiamo provato la cura di Dio e l’amore e la cura che si trovano nella fratellanza di SAA, abbiamo imparato l’importanza di essere gentili con noi stessi."

Sex Addicts Anonymous, pagina 83 (pag. 65 in inglese)

Quando amo i miei amici in recupero e le loro imperfezioni, a volte mi viene ricordato, magari in maniera fastidiosa, che loro potrebbero, in effetti, amare me e le mie imperfezioni. Anche dopo anni con queste persone, continuo a distogliere lo sguardo mentre metto a nudo i miei errori e i miei difetti. Ma sempre, quando ritorno con lo sguardo sui loro volti, trovo in loro quello che ancora faccio fatica a trovare in me stesso.

Sono orgogliosi di me e della mia onestà. Comprendono il mio dolore. Non mi perdonano per la mia debolezza, i miei difetti o le mie mancanze; mi amano, incondizionatamente e senza riserve. Semplicemente, per ciò che i miei amici rappresentano, devo accettare questo amore come verità. Non posso più continuare a convincermi del fatto di essere amato a causa di obblighi familiari o per ciò che faccio; non posso più liquidare le parole di sostegno e affetto perché non genuine. Queste persone non hanno alcun obbligo di prendersi cura di me e non hanno motivo di farlo, ma lo fanno.

È meraviglioso essere amati, ma è anche doloroso. Sapere che gli altri mi amano più di quanto io possa amare me stesso è un balsamo agrodolce, un altro apparente difetto che non posso negare. Ma sapere di essere amato, anche se le mie debolezze sono esposte, mi dà speranza che un giorno mi amerò tanto quanto amo i miei amici.

Amando gli altri, e lasciandomi amare da loro, apro la porta per amare me stesso.

8 novembre (Voices of recovery): "Ci sono alcuni comportamenti che, se non affrontati, alla fine ci ricondurranno al nostro cerchio interno. Li chiamiamo "comportamenti limite" (boundary behaviors). "

"Tre cerchi"

Quando prego ogni mattina che mi venga mostrata la volontà di Dio per oggi, invoco il mio Io superiore e mi consulto con un Potere più grande di me. La preghiera e la meditazione fanno parte della mia routine dal risveglio e posso portarle con me per tutta la giornata.

Quando incrocio una persona o una situazione sull mio cammino, posso scegliere di rispondere con il mio recupero o di reagire con la mia malattia. Imparare a conoscere i miei comportamenti limite è un processo continuo e mi viene amorevolmente mostrato come riconoscere queste vecchie abitudini di cui non ho più bisogno nella mia vita. Se qualcuno flirta con me o si avvicina troppo fisicamente, posso fermarmi e mantenere la mia connessione spirituale. Quando emergono pensieri che, in passato, sembravano una buona idea, posso connettermi al mio Potere Superiore per chiedere se oggi fanno per me.

Usare la preghiera e la meditazione durante la mia giornata per rimanere in contatto spirituale offre a Dio un'opportunità costante di comunicare con me. Le persone sono il linguaggio di Dio e il mio Potere Superiore mi parla attraverso coloro che mi sfidano, così come tramite il mio sponsor e gli altri membri del programma. È possibile che qualcuno sul mio cammino, che sembra un ostacolo, possa essere un regalo inviato per aiutarmi a conoscere meglio i miei confini.

Potere superiore, per favore mostrami ciò che vuoi che veda, dimmi ciò che vuoi che io sappia, sfidami dove vuoi che cresca e portami attraverso tutto ciò che faccio mentre attraverso questo giorno.

7 novembre (Voices of recovery): "Non posso riportarmi alla sanità, quindi la mia guarigione e la mia vita dipendono da una combinazione di resa, impegno e grazia. Dio mi dà l’ispirazione nella mia vita se la cerco ".

Sex Addicts Anonymous, pagina 178

Pensavo che, se solo avessi potuto far andare alcuni aspetti della mia vita nel modo in cui volevo, avrei potuto controllarla per intero. Fortunatamente, quell'illusione mi ha portato nelle stanze di SAA e ha aperto la porta a un nuovo modo di vivere. Entrare nel mio primo gruppo è stato l'inizio di un percorso che non mi ha mai deluso.

Ho iniziato in preda alla disperazione. Ora la mia esperienza e il mio desiderio di un nuovo modo di vivere rafforzano il mio rapporto con un potere amorevole e molto superiore. Quando sono disposto a rinunciare alla percezione del controllo e all'insistenza nel conoscere le risposte o il futuro, ricevo in dono la libertà.

Oggi, confido che Dio abbia le risposte.

6 novembre (Voices of recovery): "Non è sempre facile capire quando siamo nel torto oppure no. Spesso non scopriamo la verità sulle nostre azioni se non col passare del tempo."

Sex Addicts Anonymous, pagina 68 (54 in inglese)

L'impulsività, una componente subdola della mia dipendenza sessuale, si manifesta in vari modi. Pertanto, è fondamentale che passi in rassegna ciascuno dei miei giorni con il mio sponsor o con un altro membro della fratellanza perché posso cambiare un comportamento potenzialmente dannoso solo se sono consapevole della sua presenza.

Mettere in parole le azioni e le decisioni della mia giornata con un'altra persona consente di portare alla luce qualsiasi comportamento del cerchio intermedio. Alcune delle buone idee della giornata, sulla base delle quali ho agito, possono rivelarsi sciocche una volta condivise ed analizzate con un amico fidato nel programma.

Le azioni che intraprendo ogni giorno mi portano verso la vergogna o verso la grazia. Accetto il fatto che farò degli errori lungo la strada ma, attraverso l’uso attento dell'inventario del Decimo Passo, posso prontamente modificare e reindirizzare il mio percorso. Con l'aiuto del mio Potere Superiore e la guida dei fratelli nel programma, sto imparando ad essere onesto, di mentalità aperta e disposto a ricevere riscontri. Sto progredendo verso la grazia, la serenità e il recupero.

SAA mi ha fornito un incredibile kit di strumenti. Oggi farò uso di questi strumenti.

5 novembre (Voices of recovery): "Invece, arriviamo ad accettare che fare errori è parte della vita ed è anche una parte essenziale del nostro processo di recupero. Il Decimo Passo dice “quando ci siamo trovati in torto” e non “se fossimo stati nel torto”

Sex Addicts Anonymous, pag. 69 (55 in inglese)

Forse non c'è un passo più semplice tra tutti i Dodici passi. Ci viene chiesto di ammettere rapidamente di aver sbagliato quando si sbaglia. Siamo tutti essere umani. Faremo tutti degli sbagli. Abbiamo cercato la perfezione ma, al tempo in cui siamo giunti a questo passo, il mito della perfezione è stato sfatato. Sbagliare, riconoscere i propri errori, imparare da essi e cercare seriamente di non commettere gli stessi sbagli in futuro è ciò in cui ci sforziamo ora. E se commettiamo lo stesso errore di nuovo? Ci rallegriamo del fatto che siamo esseri umani, ripetiamo i passi sopra e continuiamo a muoverci innanzi.

La libertà di sbagliare e l’abilità di ripulirli subito sono pratiche che impariamo nel recupero. Che dono! Che dono meraviglioso essere più sani, più responsabili, contribuiamo produttivamente alla società. E sappiamo che, quando sbagliamo, abbiamo questo straordinario strumento con cui pulire il nostro pasticcio, che sia grande o piccolo. A questo punto, il recupero non può fare altro che andare di bene in meglio.

Non posso essere perfetto, ma posso lavorare il Decimo Passo al meglio delle mie capacità.

4 novembre (Voices of recovery): "Il Primo Passo è una questione di onestà e franchezza - nelle ombre della solitudine finiremmo per addentrarci e seppellirci nella vergogna”

Primo Passo del Recupero.

Dopo aver riconosciuto di essere un dipendente e aver iniziato il recupero, ho pensato che i miei anni di disonestà fossero finiti. Eppure dopo una scivolata, l’orgoglio della mia reputazione e la paure del fallimento mi trattennero dal dire la verità. Nel corso dell’anno successivo, ho mentito sulla mia sobrietà e ho agito compulsivamente in segreto. Più agivo compulsivamente in segreto più dovevo lavorare per salvare la faccia. E ho provato di tutto per porre rimedio alle bugie tranne che con l’onestà: lavorando i passi, parlando nelle riunioni, sponsorizzando e frequentando ritiri e convenzioni. Ho trovato conforto nell'approvazione altrui, ma il problema era (ed è sempre stato) che, nel profondo non approvavo me stesso.

Man mano che la vergogna di agire compulsivamente cresceva, temevo infine di fallire nella vita più che rovinare la mia reputazione. Grazia alla mia disonestà nel programma ho scoperto cosa vuol dire una onestà rigorosa: dire la verità al mio sponsor a prescindere dalle conseguenze, onorare la fiducia e l’amore degli altri, non distorcere la realtà per guadagnare affetto e approvazione.

Quando sono tornato pulito, non sono stato espluso dal programma né abbandonato dal mio sponsor e gli amici nel recupero. E’ stato doloroso condividere la mia disonestà, ma oggi posso tenere la testa alta nelle riunioni perché la mia lavagna è pulita.

Meglio essere coraggiosi riguardo le mie bugie che codardi sulla verità.

3 novembre (Voices of recovery): "Con l'anonimato come base, dedichiamo i nostri sforzi a qualcosa di molto più grande di ognuno di noi."

Sex Addicts Anonymous, pagina 119 (96 in inglese)

Un motivo per cui l'anonimato è importante è per evitare il culto della personalità. Ho scoperto che alcune persone tendono a mostrare qualità di leadership, mentre altre tendono ad essere seguaci. Questa dinamica può portare al dominio di alcune personalità con altre che seguono.

L'anonimato può aiutarci a evitare di formare tali cricche o gruppi. Quando nessuno nel gruppo è un leader o quando la guida delle riunioni viene ruotata attraverso l'appartenenza al gruppo, la gerarchia viene appiattita.

Ho anche visto tentativi di ottenere uno status annunciando nelle riunioni chi è uno sponsor, come se potessimo raggiungere un livello più alto di recupero con uno sponsor popolare. A volte vengono effettuati confronti tra le persone con l'astinenza continua più lunga come metodo per raggiungere un rango.

Sebbene possa essere interessato a sembrare più esperto, o ad avere tutte le risposte, è importante per me ricordare che sono un dipendente dal sesso proprio come gli altri presenti alla riunione. Come tutti noi, ho bisogno di abbandonare il mio ego e la grandiosità e chiedere aiuto. Lo spirito di anonimato e di umiltà forniscono una mezzo per lasciare le trappole dello status e dell'ego alla porta della sala riunioni.

Il nostro scopo principale è ottenere l'astinenza dal nostro comportamento sessuale compulsivo. Tenendo il mio ego fuori dal messaggio, fornisco un messaggio più chiaro di recupero.

2 novembre (Voices of recovery): "Mi aprii e questo per me risultò essere il segreto per la mia spiritualità."

Sex Addicts Anonymous, pagina 123 (Storia n. 3: Diventare un tutt’uno)

Il mio Potere Superiore non mi ha mai abbandonato. Me ne sono andato perché era il meglio che potevo fare. Non sapevo che stavo girando in tondo, tornando al mio Potere Superiore.

La gente era sconcertata dal fatto che alcuni aspetti della mia vita fossero in un tale caos mentre altri erano ordinati e convenzionali. Dubito che sapessero che non riuscivo a dare un senso a ciò che sembrava così naturale agli altri, che la mia vita era in un tumulto insondabile e che ero paralizzato davanti al cambiamento. Sapevo di essere impotente prima di sapere che il nome di ciò che aveva potere su di me era dipendenza dal sesso.

In SAA, ho trovato il coraggio e il sostegno per unire le mie vite frammentate in una vita unica, aperta e onesta. Consentendo al mio Potere Superiore di entrare, affermo che io non sono solo molecole, sono un essere spirituale, creato per amare ed essere amato.

Mi hanno sentito dire: "Sono pronto a scavare e combattere la dipendenza!" Il mio sponsor sorride e mi invita gentilmente a lasciar andare invece di combattere. Ho mai vinto una battaglia contro la dipendenza? Invece, uso l'amore del mio gruppo, del mio Potere Superiore e del mio sponsor per far brillare delicatamente una luce così brillante che non ci sono ombre. Questo è uno dei modi in cui divento aperto e permetto ai frammenti sparsi del mio essere di unirsi.

Per la prima volta nella mia vita, le persone mi conoscono e questo rende il loro amore ancora più potente.

Essere onesto e vulnerabile mi permette di amare ed essere amato per quello che sono.

1 novembre (Voices of recovery): "Quando lavoriamo sul Primo Passo, ammettiamo che la dipendenza ci sta distruggendo e che siamo incapaci di smettere.Ci arrendiamo, alziamo la bandiera bianca e accettiamo che la battaglia è persa”

Sex Addicts Anonymous, pag 32 (22 in inglese)

Molti di noi hanno cercato a lungo un rimedio per i loro comportamenti compulsivi prima di esserci arresi. Eravamo convinti che, se avessimo trovato la soluzione, avremmo fatto qualsiasi cosa per liberarci dalla nostra dipendenza. Avevamo soltanto bisogno di farla diminuire un po’ in modo che essa non invadesse completamente la nostra vita. Molti di noi hanno trascorso anni preziosi cercando di controllare i loro comportamenti compulsivi. Questi tentativi di controllo ci hanno portato in un labirinto di esperimenti falliti e ci hanno intrappolato nel folle tentativo di provare ripetutamente le stesse cose con gli stessi risultati fallimentari.

Il giorno in cui mi resi conto che la forza di volontà e la conoscenza avevano poco o nulla a che fare con la sobrietà fu il giorno in cui scoprii l’impotenza. La sobrietà non era qualcosa che potevo acquisire da solo. Ero costretto a cercare aiuto al di fuori di me. La sobrietà è un dono di misericordia e grazia che riceviamo dal nostro Potere Superiore soltanto perché il nostro Potere Superiore ci ama. Non ho fatto nulla per meritare questa misericordia e grazia. Anzi, ho fatto di tutto per non meritarle; eppure le ho ricevute. E, ricevendo immeritate misericordia e grazia, ho imparato qualcosa su quel Potere Superiore che avrei imparato a conoscere meglio.

Non ho bisogno di sapere come, quando o perché o per quanto tempo… La grazia del mio Potere Superiore è sufficiente.

31 ottobre (Voices of recovery): "Mentre il cerchio interno riguarda i comportamenti che ci mantengono in costante isolamento e nella fantasia, il cerchio esterno fa riferimento ai comportamenti che ci aiutano ad aprirci al mondo reale.”

I Tre Cerchi

All’inizio non pensavo di appartenere a SAA. Portavo con me tanti pregiudizi negativi ed ero imbarazzato quando iniziava il giro di condivisioni per la stanza. Dopo svariati mesi e con l’aiuto del mio sponsor, iniziai a metabolizzare. Ora non vedo l’ora di frequentare le riunioni e mi sento vuoto quando ne manco una.

Ogni volta che ammetto i miei comportamenti del cerchio interno e il modo in cui hanno influito sulla mia famiglia, sento un senso profondo di rimpianto per il dolore che ho recato loro. Siccome non mi nascondo più da questa malattia e dei suoi effetti, sono libero di stabilire delle controparti positive per quei comportamenti: il mio cerchio esterno. Ho sprecato veramente tanto tempo ed energie agendo compulsivamente. Ora mi focalizzo sul mio cerchio esterno con una rinnovata consapevolezza del suo potere.

Per me, i passatempi che preferisco mi danno piacere e un senso di completezza. Scrivere i miei pensieri ha portato a galla delle abilità da tempo sotterrate e dimenticate. Conversazioni più oneste mi avvicinano significativamente al mio partner. La preghiera e la meditazione rivelano che la vita è bella. Riconoscere entrambi i cerchi interno e intermedio mi mantiene cosciente.

Quando mi impegno nel mio cerchio esterno, ottengo nuovi risultati e possibilità.

Solo per oggo vivrò nel mio cerchio esterno.

30 ottobre (Voices of recovery): "Potremmo, spinti da una sincera preoccupazione per la fratellanza, voler controllare ciò che accade nei nostri gruppi e nei comitati di servizio.”

Sex Addicts Anonymous, pag 101 (80 in inglese)

Man mano che osservo i miei comportamenti, rimango colpito dalla mia completa mancanza di autoaccettazione insieme a un'incredibile arroganza. Com’è possibile? Visto che mi sento così inadeguato e insicuro, la mia dipendenza mi spinge a compensare con comportamenti negativi come l’ipocrisia e la presunzione di sapere cosa dovrebbero fare gli altri della propria vita e del loro recupero. Non smetto mai di sorprendermi.

Ho osservato che più sono sicuro di essere nel giusto più devo stare attento nel dire qualsiasi cosa. Cerco di tenere in mente che ognuno di noi ha un Potere Superiore e che io non sono Lui! Il gruppo, nel suo insieme, ha la guida di un amorevole Dio, così come viene concepita nella coscienza di gruppo. Se riesco ad aprire me stesso alla guida di un amorevole Potere Superiore e al processo della coscienza di gruppo, la mia mania di controllo si dilegua. Dopo essermi placato, spesso capisco la saggezza della coscienza di gruppo. Vedo che le cose finiscono bene, di solito per il meglio.

Mantenere una connessione con un amorevole Potere Superiore porta serenità e porta alla sobrietà emotiva. Dal momento che agire compulsivamente è un modo di affrontare i sentimenti scomodi, mantenere una sobrietà emotiva mi aiuta a mantenere una sobrietà sessuale.

Quant'è importante? Bella domanda!

29 ottobre (Voices of recovery): "In quanto dipendenti, siamo abituati a cercare una gratificazione immediata. Ma durante il recupero, la maggior parte di noi sperimenta un miglioramento graduale piuttosto che trasformazioni improvvise ".

Sex Addicts Anonymous, pagina 57 (pagina 44 in inglese)

Parte dell'umiltà nel chiedere al mio Potere Superiore di rimuovere i miei difetti è la disponibilità a praticare la pazienza quotidiana e la completa fiducia. Appendere un cartello che dice: "Credi con tutto il cuore", mi ha aiutato a ricordare e ad affermarlo.

Come dipendente mi sento a mio agio pensando nei modi a me familiari: bianco e nero, tutto o niente, ora o mai più. Essere disposti a sperimentare passi piccoli piccoli di crescita richiede disponibilità, fiducia, una mente aperta e arrendersi. Ho bisogno di praticarli quotidianamente e con cadenza oraria. Sto imparando ad adottare nuovi modi di pensare, quelli che funzionano davvero.

In questo processo vedo l'infinita misericordia e l'amore del mio Potere Superiore. La gentilezza di Dio mi insegna che oggi sono rispettato, degno e meritevole di fiducia. Mi sto divertendo e mi fido del passo, del tempo e del ritmo del mio Potere Superiore.

La gentilezza di Dio mi insegna che oggi sono rispettato, degno e meritevole di fiducia.

28 ottobre (Voices of recovery): "SAA è aperto a tutte le persone indipendentemente da età, razza, religione e sesso o preferenza sessuale."

Introduzione a Sex Addicts Anonymous, pagina 8 (pagina 3 in inglese)

Speravo di superare la mia dipendenza sessuale quando sarei cresciuto. Voglio dire, i livelli ormonali più bassi devono aiutare, giusto? E i ragazzi non mi guardano più come una volta, il che a volte è un sollievo, quando sono in modalità evitante, comunque.

Ma ne è bastato uno, ed ero fuori di testa. Anoressia? Cos'è quello? Livelli ormonali più bassi? Non lo diresti. Anche alla mia età avanzata, sono riuscito a entrare in una delle relazioni più malsane della mia vita. Lì ho incontrato alcuni dei miei peggiori difetti di carattere riflessi nel mio aspirante partner. Proprio in faccia.

Quindi ok, ho capito. Non sarò mai abbastanza grande per superare o respingere la mia dipendenza. E negare la mia sessualità mi spinge solo più in profondità nell'isolamento sessuale, emotivo e sociale dell'evitamento. E giusto per essere chiari, l'isolamento è molto diverso dal mio sé introverso, naturale e sano.

La dipendenza sessuale non rispetta l'età più di quanto rispetti qualsiasi altra caratteristica umana. Non sono troppo grande per essa, non posso sfuggirla, ma posso essere in recupero da essa.

Dato che sono un dipendente dal sesso, per oggi scelgo il recupero.

27 ottobre (Voices of recovery): "Quali bugie hai detto per nascondere la tua attività sessuale?"

"Primo passo in recupero"

Mantenere la mia dipendenza di solito mi portava a coprire le mie tracce mentendo alla mia famiglia, ai miei colleghi e agli amici. Mentre la natura compulsiva della mia dipendenza sessuale ha inghiottito la mia vita, ho costruito bugie sopra le bugie precedenti. Alla fine, quando ho dimenticato i dettagli specifici nella catena delle bugie, ho avuto difficoltà a separare i fatti dalla finzione e ho toccato il fondo. Fu allora che decisi di essere onesto a riguardo della mia condotta e delle mie parole.

Mentre lavoravo i Passi con il mio sponsor, ho imparato la rigorosa onestà mentre rafforzavo il mio rapporto con il mio Potere Superiore. Con la guida del mio sponsor, ho imparato, un passo alla volta, ad assumermi la responsabilità di me stesso. Ho notato che anche la mia coscienza, quella "voce quieta e sommessa", è diventata più forte. Sono diventato responsabile verso me stesso, il mio sponsor, il mio gruppo, la mia famiglia e i miei amici. Altri, che fino a quel momento soffrivano per le mie bugie, videro lentamente la mia crescita nella verità e iniziarono a fidarsi di me. Imparerò l'onestà attraverso la pratica e mi stupirò di quanto migliora la mia memoria!

Oggi eserciterò l'onestà come sostegno del mio recupero totale.

26 ottobre (Voices of recovery): "Durante questo processo, esaminiamo con attenzione le nostre motivazioni, bilanciando sempre la volontà di assumerci la piena responsabilità dei nostri torti con cura e attenzione per il benessere di coloro che abbiamo ferito. "

Sex Addicts Anonymous, pagina 64 (pagina 50 in inglese)

Sono entrato in recupero in un’altra fratellanza. Nel mio primo Ottavo Passo, tre ex partners erano in cima alla lista. La cosa che a quel tempo credevo giusta era che la mia ammenda sarebbe stata di stare fuori dalle loro vite. Vent'anni dopo, in SAA, il mio attuale Ottavo Passo era piuttosto breve. Il mio nuovo sponsor mi ha chiesto se ci fossero dei precedenti Ottavi Passi per cui ancora non avevo fatto ammenda. Ho subito citato i tre ex partners. Il mio sponsor mi ha suggerito di iniziare a scrivere lettere per loro. Ho acconsentito, aggiungendo però: "Ma bruceremo le lettere e getteremo le ceneri nell'oceano, giusto?"

La sua risposta è stata: "Beh, in realtà, stavo pensando che potresti provare a ottenere i loro recapiti mentre stai scrivendo le lettere." Rimasi esterrefatto e sentii crescere dentro di me una forte resistenza. Tuttavia, ero stato in recupero abbastanza a lungo da sapere che la resistenza era la malattia che parlava. Avevo anche imparato, nel modo più duro, a seguire l'esempio del mio sponsor in tutte le ammende.

Accettai e iniziai, esitante. Ho iniziato con le lettere: era emotivamente più facile. Non ho avuto contatti con queste brave persone per quasi vent'anni. Nel corso del mese successivo, con uno di loro sono entrato in contatto tramite un sito Web di cui sono socio fondatore e gli altri due mi hanno contattato! Non ho dovuto cercare le informazioni per contattarli: mi sono state date. Inutile dire che, con la guida del mio sponsor, ho fatto ammenda con gratitudine.

Hanno ragione: i miracoli accadono. Tutto quello che devo portare è la volontà e una mente aperta.

25 ottobre (Voices of recovery): "Un modo in cui l'amore di Dio è stato evidente è tramite il sostegno che ho ricevuto da amici con i quali sono stato onesto."

Sex Addicts Anonymous, pagina 269 (in inglese)

Ho sempre avuto difficoltà con le figure autoritarie e, da qualche parte nella mia mente, Dio è la figura di massima autorità. Quando penso a tutte le sofferenze di questo mondo, mi viene da chiedere: "Dov'è Dio?" Quindi ho anche problemi di fiducia con Dio.

Tuttavia, grazie al recupero, ho sviluppato un senso di gratitudine. Sono particolarmente grato per le relazioni di recupero che ho imparato ad apprezzare. Questi amici mi accettano, non importa quanto io sia pazzo in quel momento. Mi ascoltano senza giudicare e si fidano che io faccia lo stesso con loro. Condividiamo esperienza, forza e speranza; e guariamo.

Gli amici del programma sono doni di Dio. Tutto quello che devo fare è aprirmi alle opportunità, accettarle con gratitudine, presentarmi ed essere onesto. Ecco la prova tangibile che Dio vuole vedermi guarito ed è disposto a usarmi per aiutare a guarire gli altri. Di quale altra prova ho bisogno per capire che Dio mi ama veramente? Dio vuole la guarigione, e la guarigione nasce da una bellissima danza tra me e i miei amici.

Quando sono aperto ai doni che Dio mi sta presentando, sperimento la guarigione e scopro la gratitudine. Sono grato di essere grato.

24 ottobre (Voices of recovery): "Essere ricondotti alla ragione vuol dire riscoprire la natura spirituale che abbiamo sempre avuto ma che è stata nascosta dalla irragionevolezza della nostra malattia".

Sex Addicts Anonymous, pagina 36 (in inglese 26)

Ho scoperto che la mia impotenza è molto più profonda del mio agire compulsivamente, che i comportamenti sono solo un sintomo di una malattia spirituale molto più grande. Pensavo di essere autosufficiente, ma l'autosufficienza è un mito, la più grande bugia di tutte. Per decenni ho inconsapevolmente reso il sesso la mia più alta fonte di potere, affidandomi ad esso per conforto, soddisfazione, valore, significato, sicurezza, controllo, tutto e di più. Sostituire il mio creatore con qualcosa creato come il mio Potere Superiore è la malattia spirituale che ha alimentato l'agire compulsivamente e l’acting-in che ha creato il caos e la miseria della mia vita.

La mia vita ha dimostrato che sono progettato per dipendere da un Potere Superiore. La mia unica scelta è a quale potere mi rivolgerò. La sessualità è una parte importante dell'esperienza umana e un dono del mio Potere Superiore, ma il sesso non è mai stato concepito per risolvere i miei problemi. Lavorare il programma di SAA, in particolare i Dodici Passi, mi dà gli strumenti e la libertà di scegliere di dipendere dal Potere Superiore come io lo concepisco.

Dopo tanti anni al servizio di un'ossessione compulsiva, posso facilmente ricadere in quel modello se non riesco a mantenere la mia condizione spirituale. I sintomi sicuramente riaffioreranno e si azioneranno e rovineranno di nuovo la mia vita. Soffro di una malattia spirituale. Fortunatamente ha una soluzione spirituale.

Oggi scelgo la dipendenza, non da un'ossessione, ma dal mio creatore.

N.d.T. : acting-in = evitamento compulsivo della sessualità.

23 ottobre (Voices of recovery): "Sono incoraggiato a concentrarmi non tanto sul non agire compulsivamente, o addirittura sull'evitare comportamenti del cerchio intermedio, quanto sulla pratica di un nuovo modo di vivere che porti completezza e integrità a tutto ciò che faccio".

Sex Addicts Anonymous, pagina 135 (in inglese)

Il primo compito del mio recupero era eliminare i comportamenti e i pensieri sessuali che danneggiavano me e coloro che mi circondavano. Ho passato il mio primo anno di recupero dicendomi spesso di no. Con l'aiuto del mio sponsor e del mio gruppo sono riuscito a smettere di agire compulsivamente. Dopo un po’ non era più una lotta restare entro i miei confini. Nonostante avessi una relazione, ho deciso di essere casto. Ho imparato a dire di no del tutto al sesso. È stata una lezione importante e sono contento di averla imparata. Poi ho capito che dire di no non era la risposta al mio problema.

Sebbene fossi casto, ero ancora una persona sessuale. La mia lezione successiva fu imparare a dire di sì a pensieri e comportamenti sessuali sani. Lo trovai più difficile che non fare sesso. Non ero nemmeno sicuro di cosa fosse una sana sessualità. Ho parlato, pensato e meditato molto. Dovevo anche essere disposto a correre dei rischi e fare degli errori. Dopo un po' ho ridefinito i miei confini in termini di ciò che è bene per me e ciò che è male per me.

Oggi mi ricorderò di dire di sì alle cose sane.

22 ottobre (Voices of recovery): "In questi ultimi due anni, mi sono sentito più ferito che in qualsiasi altro momento della mia vita. Ma non sento il senso di colpa, la vergogna e la mancanza di controllo che nascono dal vivere attivamente la mia dipendenza ".

Sex Addicts Anonymous, pag 305

Ho usato la mia dipendenza dal sesso per scappare da sentimenti, situazioni e una vita in generale difficili. In retrospettiva, mi rendo conto di aver evitato le emozioni sin dalle elementari. Quindi, in molti modi, ho passato anni zoppicando, somigliando, emotivamente, a un bambino.

Tutto ha iniziato a cambiare durante il recupero. Dopo un po 'di tempo, ho iniziato a sentire il mio Potere Superiore che mi spingeva a correre dei rischi salutari, anche se spaventosi, per progredire nel mio recupero. Come esercizio di buona volontà, ho intrapreso queste azioni intimidanti.

Uno di questi era il lavoro di servizio. Sebbene io sia bravo in alcune cose, l'interazione umana non è mai stata il mio forte. Il lavoro di servizio ha portato rapporti e talvolta conflitti con altri dipendenti. Ero, e spesso sono, ansioso. Le cose non andavano sempre bene. Ho commesso degli errori ea volte mi sentivo terribilmente a disagio. Ho dovuto crescere.

Mi sono presto reso conto che questa faccenda di crescere non sarebbe stata facile o indolore, specialmente per questo adolescente emotivo. Infatti, guardando la parola "crescita", ho notato che "ow" si trova proprio nel mezzo di essa!

(n.d.t. "ow" è nel mezzo della parola "growth" che significa crescita in inglese. È un gioco di parole in cui "ow" indica un gemito di dolore)

Sembrerebbe che lo slogan usato nell'allenamento sportivo "nessun dolore nessun risultato" (n.d.t. no pain no gain) si applichi anche al recupero.

Ne vale assolutamente la pena. Ora ho buoni amici, un senso di comunità e una relativa accettazione e sono a mio agio nell'essere me stesso come sono oggi.

Accetterò il "ow" (n.d.t. il dolore) nella crescita piuttosto che nascondermi dalla vita ogni giorno.

21 ottobre (Voices of recovery): "Quando eravamo attivi nella nostra dipendenza, era difficile fermare le nostre preoccupazioni sessuali."

Sex Addicts Anonymous, pag 5

La mia compulsione ha degradato la mia vita e ferito coloro a cui tengo, ma penso che la più grande perdita causata da questa malattia siano anni di tempo prezioso. La mia vita è ricca e non ci sono mai abbastanza ore al giorno per fare tutto ciò che voglio fare. Quando ero nella mia dipendenza, c'erano le stesse opportunità, ma solo una minima parte, o addirittura nessuna di esse, ha mai ricevuto la mia attenzione. Ero preoccupato per il sesso: pianificare, agire compulsivamente, rimpiangere, temere di essere scoperto, inventare bugie, evitare persone e luoghi, chiedermi perché non potevo smettere, incolpare gli altri, ecc

Ho calcolato il tempo che ho trascorso solo a scaricare porno (senza pianificare, cancellare, usare o preoccuparmi), ed è arrivato a ben più di un anno della mia vita, un anno a inseguire compulsivamente qualcosa che ha danneggiato gli altri, e me stesso, nella sua creazione, ricerca e possesso. Se aggiungo il tempo passato a preoccuparmi e ad essere ossessionato, si tratta di anni, molti anni miserabili.

Grazie al mio Potere Superiore e al programma di SAA, ora posso essere presente in questo momento. Questo momento presente e fugace è tutto ciò che ho veramente, un dono. Se guardo dentro di me e intorno a me, ci sono opportunità di gratitudine, riflessione, apprendimento, amore, creazione, condivisione, accoglimento... l'elenco è infinito. Tutto quello che devo fare è scegliere di essere qui, ora, e chiedere l’assistenza del mio Potere Superiore.

Questa è una bella giornata, se chiedo consiglio e faccio quello che posso.

20 ottobre (Voices of recovery): "Il Nono Passo può essere un progetto di grande portata”

Sex Addicts Anonymous, pag 62 (in inglese 49)

Nel mio Nono Passo a mia moglie ho assunto la responsabilità dettagliatamente di tutti i danni e pericoli che avevo causato. Con mio figlio e mia figlia, allora ventenni, sono stato meno specifico. Con mia moglie temevamo che questa rivelazione potesse danneggiarli.

L’anno scorso venni a sapere che mia figlia aveva scoperto che frequentavo delle prostitute. Lei mantenne il segreto per anni. Ecco altro danno che avevo recato, danno che mai mi sarei immaginato: lo shock che lei avrà subito, l’incertezza e il dolore di tenere un segreto per così tanto tempo. Sapevo di dover fare ammenda con lei, di nuovo. Ho fatto ammenda con lei sperando che capisse che non aveva alcuna parte in tutto ciò, che tutto era per causa mia. Tutt’ora non conosco la portata del suo dolore perché scoppiò in lacrime e singhiozzi durante tutta l’ammenda.

Mi resi conto di dover fare ancora ammenda a mio figlio. O lui sapeva, e quindi dovevo fare ammenda, o non sapeva, e il resto di noi avrebbe mantenuto un segreto che avrebbe corroso la fiducia nella nostra famiglia.

Mio figlio rispose immediatamente alla mia ammenda. Era arrabbiato. Ero combattuto. Perché non era contento di sentire la mia sincerità? Perché mia moglie non gli aveva detto quanto bella fosse la nostra relazione ora?

Mi aiuta il ricordare che una ammenda di successo si misura dall’onestà, dalla sua completezza e dalla premura per il prossimo e non dalla reazione degli altri.

Con il mio Potere Superiore e l’aiuto del mio sponsor mi prendo le mie responsabilità in questo progetto di grande portata.

19 ottobre (Voices of recovery): "Per esempio, il lavoro potrebbe richiedere l’utilizzo di Internet o un membro di SAA potrebbe vivere insieme ad altre persone che usano un servizio online. Se abbiamo un legittimo bisogno di accedere a Internet, condividere le nostre difficoltà con un membro della nostra fratellanza sessualmente sobrio potrebbe essere utile.”

"Sobrietà Sessuale e Internet” (Sexual Sobriety and the Internet).

Un filtro internet, impostare una password, accedere a Internet soltanto in pubblico; sono questi alcuni dei metodi che usavo per controllare l’utilizzo sessuale compulsivo di Internet. Ho imparato che, fino a quando la compulsione di agire non fosse stata rimossa, c’era sempre un modo per aggirare questi controlli.

Alla fine, la risposta ai miei comportamenti compulsivi attraverso Internet era la stessa che per le altre compulsioni: un’esperienza spirituale che mi rimuove la mia compulsione. L’esperienza spirituale ebbe inizio quando ammisi la mia impotenza e confidai la mia dipendenza ad un potere più grande di me.

La vittoria arriva dopo una sconfitta completa.

18 ottobre (Voices of recovery): "Indirizziamo la nostra condivisione a tutto il gruppo, non a uno o più individui".

Sex Addicts Anonymous, pagina 12

Crosstalk (parlare ad una sola persona in condivisione): un po' vagamente definito, spesso turbante, a volte ben intenzionato. In una riunione ho condiviso una difficoltà che stavo passando, ponendo concludendo la mia condivisione in modo autocritico. Subito dopo, qualcuno ha condiviso che era solito criticare sé stesso parlando con gli altri, ma che una ragazza, quando lo aveva lasciato, lo aveva criticato facendoglielo notare, senza dubbio in mezzo ad altri difetti. La persona lo prese a cuore, e ora non lo faceva più, e accidenti se ne era grato! Mi fece vergognare.

Si trattava di crosstalk? Di sicuro a me è sembrato così. Non ha mai fatto riferimento direttamente a me, ma sembrava chiaro di chi stesse parlando e che tutti gli altri lo sapessero. Per mesi in seguito, mi sono sentito a disagio ogni volta che io e lui eravamo nella stessa stanza. Quando condividevo, stavo attento a non dargli alcun motivo per prendermi di nuovo di mira. L'ironia, però, è che sono diventato più consapevole del mio comportamento autodistruttivo e ho iniziato ad affrontarlo.

Quindi, si trattava di crosstalk? È stato dannoso? È stato certamente doloroso e inquietante, ma alla fine ne è venuto fuori qualcosa di buono. Mi ha anche dato un nuovo apprezzamento dei potenziali effetti - positivi e negativi - del crosstalk.

Anche con le migliori intenzioni, se finisco nel crosstalk, posso mettere a rischio la sensazione di sicurezza degli altri. Mi assicurerò di condividere solo la mia esperienza.

Sono io il soggetto delle mie condivisioni. Aiutami a moderare quello che dico con il rispetto e la considerazione.

17 ottobre (Voices of recovery): "Ogni gruppo dovrebbe essere autonomo tranne che per questioni che interessano altri gruppi o SAA nel suo insieme".

Sex Addicts Anonymous, pagina 77 (pagina 104 in italiano)

Ogni riunione a cui partecipo è autonoma, con formati diversi, letture diverse e metodi di condivisione diversi. Ogni riunione, tuttavia, è distintamente identificabile come una riunione SAA, seguendo chiaramente i Passi e le Tradizioni di SAA.

Poiché abbiamo l'autonomia per sviluppare i nostri incontri in modi diversi, ogni gruppo può soddisfare le esigenze individuali e collettive dei suoi membri. Mentre frequento vari gruppi, mi meraviglio di come la varietà di formati possa ancora massimizzare gli obiettivi di recupero di ciascun membro nel quadro più ampio di SAA. Il mio gruppo di appartenenza è il veicolo base del mio recupero, oltre al lavoro sui Passi con il mio sponsor e gli sponsorizzati. Finché manteniamo la nostra adesione ai principi spirituali del programma di recupero, ogni membro troverà un percorso di recupero appropriato.

All'interno dei principi spirituali dei Passi e delle Tradizioni SAA, ringrazio Dio per avermi fornito una moltitudine di formati per raggiungere la mia sobrietà sessuale e per portare il messaggio ad altri dipendenti sessuali che ancora soffrono.

16 ottobre (Voices of recovery): "Le emozioni sono una parte importante della mia vita oggi. Mi aiutano a capire me stesso e il mio rapporto con il mondo. "

Sex Addicts Anonymous, pagina 212 (storia 23 Crescere)

Uno dei fattori più tossici che alimentavano la mia dipendenza era il mio modo di evitare le emozioni, specialmente quelle spiacevoli. Ho evitato le emozioni dolorose perché temevo che non sarebbero mai andate via, ma ho anche evitato le emozioni positive perché temevo che non sarebbero durate. Mi sono detto che è meglio essere cinici in modo da non essere deluso, e ho sedato tutto con la mia compulsione. Ora, notare quali emozioni ho provato durante il giorno mi aiuta a capire la mia vita emotiva più profonda.

Nel recupero ho imparato ad accettare tutte le mie emozioni, sapendo che passeranno tutte. Ho anche imparato che i sentimenti non sono fatti, ma possono mostrarmi come percepisco il mondo. Lo strumento fondamentale per me è riconoscerli e condividerli con qualcun altro, qualcuno che potrebbe capirmi o almeno accettarmi per come sono.

Posso condividere i miei sentimenti nelle riunioni, trovando altri che capiscono e hanno anche loro affrontato tali sentimenti. Posso chiamare il mio sponsor e trovare supporto, incoraggiamento e un punto di vista diverso affrontando e condividendo le mie emozioni. Posso chiamare altri membri del programma che hanno speranza e forza da condividere. Quando lo faccio, pratico la sobrietà emotiva e divento più connesso alla persona che ho perso nella mia dipendenza: me.

Accetto tutti i miei sentimenti, confidando di poter affrontare quelli dolorosi e godermi quelli piacevoli.

15 ottobre (Voices of recovery): "Impegnarci nella nostra sobrietà giusto per un’ora nei momenti particolarmente difficili è ciò di cui potremmo aver bisogno per non arrenderci alla compulsione”

Strumenti di Recupero (Tools of Recovery), pagina 11

Circa sei mesi nel recupero in SAA mi trovavo sulla mia bicicletta lungo un canale. L’esercizio fisico era diventato una parte integrante nel mio programma di recupero, ma dopo sei mesi non stavo più cavalcando la cosiddetta nuvola rosa del recupero. Stavo per essere messo alla prova.

Il mio percorso in bicicletta mi portò vicino ad un locale per adulti che frequentavo durante la mia dipendenza. Ad un tratto ebbi l’impulso fortissimo di fermarmi ed entrarci. Sapevo che entrando sarei inevitabilmente caduto del cerchio interno. La compulsione era viscerale, potente e terrificante. Mi risultava impossibile resistere, cosicché chiesi a Dio di aiutarmi.

Quando chiesi aiuto a Dio, ricevetti il suggerimento di continuare il mio percorso in bicicletta per altri quindici minuti. Se per allora avessi avuto ancora l’impulso così forte sarei potuto tornare dov’ero, il che mi ci avrebbe voluto altri quindici minuti, e vedere come mi sentivo.

Quando trascorsero i quindici minuti, anche la compulsione se ne andò. Dio mi sollevò dalle mie smanie. Questo fu un punto di svolta per il mio recupero. Ho imparato che con l’aiuto di Dio le mie bramosie sarebbero passate, che non sarei dovuto essere il loro schiavo. Quei quindici minuti in cui Dio separò l’agire compulsivamente dall’azione sono diventati uno strumento fondamentale del mio recupero e mi hanno salvato dal ricadere in tante occasioni.

Dio, concedimi la volontà di fermarmi e chiedere aiuto prima di agire compulsivamente.

14 ottobre (Voices of recovery): "Essere intimi significa lasciare andare il controllo e iniziare ad avere fiducia: fiducia in un'altra persona, fiducia in noi stessi e fede in un Potere Superiore."

Sex Addicts Anonymous, pagina 91 (pagina 72 in inglese)

Mentre colleghi, compagni di classe, cugini e vicini di casa stringevano amicizie per tutta la vita, io mi tenevo fuori dal campo delle relazioni come uno spettatore e guardavo. La mia paura del rifiuto e la profonda sfiducia verso gli altri e me stesso mi paralizzavano, quindi trovai scuse per rimanere distante e disconnesso. Mi sentivo in colpa per il fatto di voler entrare in contatto con gli altri e quando ho perso delle opportunità di creare relazioni intime, mi sentivo in colpa perché il fatto di sentirmi solo. Non avrei mai potuto vincere a quel gioco . Alla fine, ho optato per qualcosa di meno dell'intimità: sesso compulsivo disumanizzante e anestetizzante che mi ha lasciato più isolato, vuoto e solo di prima.

Non ho iniziato a partecipare alle riunioni del SAA per avvicinarmi a un gruppo di dipendenti sessuali. La vita mi ha spinto in queste stanze e, anche se ho iniziato a vedermi in altri membri, ho resistito all'idea di aprirmi e creare un rapporto con gli altri o accettare i loro tentativi di mettersi in relazione con me.

Ma ho continuato a tornare. Molto lentamente, ho iniziato ad avere voglia di vedere i miei amici e sentire delle loro difficoltà, i loro progressi e le loro emozioni. Ho imparato ad ascoltare senza giudicare e ad aprire il mio cuore senza far vergognare gli altri o me stesso. Queste abilità non solo mi hanno aiutato a connettermi durante le riunioni, ma mi hanno permesso di trovare la strada che porta a qualcosa che ho passato la mia vita a inseguire ed evitare contemporaneamente: l'intimità.

Quando raggiungo gli altri nel programma e loro mi accettano, mi ricordano che sono degno di accettazione e intimità.

13 ottobre (Voices of recovery): "Le ammende più efficaci sono quelle disinteressate e sincere, quelle che facciamo senza secondi fini."

Sex Addicts Anonymous, pagina 49 (pagina 63 in italiano)

Il lavoro di servizio e gli atti d'amore sono ammende viventi che sono anche incredibili conferme per il mio spirito. Posso portare gioia e amore nella vita degli altri come ammenda al mio passato in cui le mie azioni piene di paura hanno portato sofferenza e dolore.

Quando ho fatto un'accurata pulizia della casa e so nel mio cuore che le mie azioni sono fondate sull'amore, posso dedicare liberamente il mio tempo come mezzo per assistere qualcuno lungo il percorso del suo viaggio di vita. Il vantaggio aggiuntivo per me è una spinta nel mio spirito, un maggiore grado di autostima, una connessione più forte con i miei simili e, in definitiva, una connessione più forte con il mio Dio.

Oggi mi impegnerò in almeno un atto anonimo di gentilezza per amore.

12 ottobre (Voices of recovery): "Per lo scopo del nostro gruppo esiste un’unica autorità principale: un Dio amorevole, che si manifesta nella coscienza di gruppo”

Sex Addicts Anonymous, pagina 99 (in inglese 79)

Se, prima che fossi nel recupero, qualcuno avesse detto che avrei incontrato Dio in una stanza piena di dipendenti sessuali, avrei pensato che fosse pazzo. Ma il linguaggio della Seconda Tradizione rende chiaro che la coscienza dei nostri gruppi è un modo in cui il nostro Potere Superiore esprime amore per noi.

Qual è la nostra "coscienza di gruppo?" In superficie, significa le decisioni che i nostri gruppi prendono insieme, dopo discussioni e considerazioni. Ma la coscienza di gruppo ha anche un significato più ampio. Si riferisce alla saggezza, alla forza e alla compassione collettive che sorgono quando ci uniamo.

Certamente ognuno di noi ha le proprie opinioni, punti di vista e idee. Proprio come ogni membro ha sperimentato la dipendenza dal sesso in un modo unico, il programma di recupero di tutti ha un aspetto diverso. Tuttavia, quando ci incontriamo, provo qualcosa di molto più grande. Quel qualcosa è una volontà condivisa di diventare persone più sane e più felici, insieme. C'è un impegno condiviso a sostenerci e accettarci a vicenda, proprio come noi stessi abbiamo bisogno di sostegno e accettazione. Lavoriamo insieme per rendere le nostre riunioni un luogo sicuro, amorevole e di guarigione.

Quindi, quando guardo oltre la superficie, incontro direttamente un amorevole Potere Superiore nel mio gruppo, sempre lì ad accogliermi, affermarmi e guidarmi.

Possa io vedere Dio più chiaramente nell'amore e nel sostegno del mio gruppo.

11 ottobre (Voices of recovery): "Quando ci prendiamo il rischio di raccontare la nostra storia, permettiamo agli altri di conoscerci”

Sex Addicts Anonymous, pagina 35 (in inglese 25)

Sono uno specialista nel correre rischi, qualcosa che condivido con gli altri in SAA. Siamo andati coraggiosamente dove chiunque altro, dotato di lucidità mentale, non avrebbe mai pensato di andare. Nella mia dipendenza attiva praticavo giornalmente questa abilità, mettendo me e altri in pericolo, avvolto da un manto di bugie e segreti. Allo stesso tempo nascondevo il vero me per paura di espormi e di diventare vulnerabile.

Notai che, dopo anni di recupero riuscito, la sobrietà era diventata interconnessa con l’evitare il rischio. Di recente sono venuto alla scoperta di un principio spirituale: L’universo non spreca niente. Dio, come posso concepirlo, non spreca niente. Ho assimilato questa idea nella mia vita, ma significava che dovevo unire questa nuova convinzione con l’azione in modo da renderla vera.

Da quel momento cominciai a correre rischi in maniera sana. Ho corso il rischio di tornare a innamorarmi di mia moglie e persino dire “ti amo”. Che bel modo di uscire allo scoperto! Ho lasciato la professione di una vita e mi sono ritrovato con le persone intorno a me che insistevano per restituirmela. Sono sostenuto nel lavoro che faccio, anche se a volte è frustrante, quando vedo tutto l’insieme come parte di un rischio sano. Cerco nuove idee e approcci e non temo più di commettere sbagli. Ho imparato anche a lasciar andare le sconfitte e i successi, e ad abbracciare il momento.

Correre rischi sani aiuta a costruire la fiducia.

10 ottobre (Voices of recovery): "E quando condividiamo il nostro recupero offriamo speranza e dimostriamo che esiste una via d’uscita dalla dipendenza che ci accomuna.”

Sex Addicts Anonymous, pagina 75 (in inglese 60)

Prima di arrivare in SAA, non credevo che il recupero fosse possibile per me. Credevo, da dipendente, di essere drasticamente unico. In SAA ho capito che quest'idea è egocentrica e che vi è un risveglio spirituale in serbo per me se seguo i Dodici Passi.

Bisogna che ci sia qualcuno per portarmi il messaggio. La prima riunione a cui partecipai era vuota; non c’era nessuno. Fortunatamente non mi sono arreso e trovai una meravigliosa rete di persone e altre riunioni. E, fortunatamente, la persona a cui chiesi di sponsorizzarmi disse di si! Sono eternamente grato a lei per aver condiviso il messaggio del recupero in parole ed esempio.

Ora ho il privilegio di portare il messaggio di recupero ad altri dipendenti sessuali. Che bel lavoro! Ieri sera ho parlato con il mio primo sponsorizzato. So che è imperativo che porti il messaggio a lei, non per il suo bene, ma per il mio. Lavorando il primo passo con lei mi ricordai di come ci si sentiva e, così facendo, ricordai che non importa quanto a lungo io sia rimasto sobrio, posso agire compulsivamente in un lampo perché sono un dipendente sessuale. Portare il messaggio mi tiene sobrio e aiuta il dipendente che ancora soffre a trovare una soluzione. Che programma ingegnoso!

Sono pieno di gioia e di meraviglia nel portare il messaggio ad altri dipendenti sessuali che soffrono ancora. Grazie Dio per questa benedetta opportunitá!

9 ottobre (Voices of recovery): "Le nostre relazioni più intime possono essere le sfide più difficili che la nostra onestà, compassione e integrità possano affrontare, ma spesso siamo ricompensati oltre le nostre aspettative.”

Sex Addicts Anonymous, pagina 76 (in inglese 61)

Oggi una sorella in recupero mi chiamò per dirmi che stava mantenendo il contatto con un uomo col quale conviveva. In passato lei aveva chiesto al gruppo e a me di aiutarla a stare lontana da quest’uomo. Ho paura quando qualcuno al quale tengo si comporta in modi che gli hanno già fatto male in passato.

Lei non chiamò per chiedere permesso; non ne aveva bisogno. Sa che il programma che noi seguiamo richiede una rigorosa onestà. Sa che, se il gruppo è un possente strumento nel suo recupero, lei ha bisogno di essere onesta.

Lei sapeva anche quale sarebbe stata la mia reazione. L'onestà è una strada a doppio senso. Se devo essere d’aiuto al suo recupero e al mio, ho bisogno di essere onesto con lei. Le dissi con molto tatto che avevo paura che si stesse mettendo nelle condizioni di farsi del male e ricadere. Le ricordai anche che, a prescindere dal risultato, mi importava di lei e sarebbe sempre stata la benvenuta alle riunioni. Forse la sua relazione sarebbe andata diversamente questa volta, forse no. Ma so che, se l’angoscia torna, lei avrà un posto sicuro e delle persone che ci tengono a lei da cui tornare. So anche che, se questa relazione dovesse diventare piacevole, ci saranno persone che festeggeranno con lei.

Oggi ricorderò l’importanza dell’onestà intrisa di umiltà.

8 ottobre (Voices of recovery): "Nessuno può giudicare se una qualcuno è o non è un dipendente sessuale, o decidere se qualcuno può o non può far parte di SAA. Per poterne far parte, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è il desiderio di interrompere i nostri comportamenti compulsivi. Poiché il "desiderio" è del tutto soggettivo, non può essere determinato da nessuno da qualcun altro ma solo da noi stessi. "

Sex Addicts Anonymous, pagina 102 (in inglese 81)

Iniziai il mio viaggio sapendo cosa c'era di sbagliato ma non come rimediare. Qualcosa mi spinse a cercare online "dipendenza sessuale". Il primo sito web era SAA. Qualsiasi altro numero di siti avrebbero potuto apparire, ma qualcosa di più grande di me mi portò lì.

All'inizio ero scettico, certo che ci fosse qualche requisito che avrebbe reso la risposta irraggiungibile. Pensai: "Sicuramente dovrò credere in una religione specifica. O forse era solo per quelli che stavano peggio o meno afflitti di me." Ma no, eccolo lì, stampato in bianco e nero: erano tutti accettati, e questo includeva anche me. Non importava in quale Potere Superiore credessi, né come avessi agito. Tutto ciò che importava era che sapessi di essere una dipendente sessuale e che avessi il desiderio di smettere.

O, Potere Superiore, mostrami la via per accettare la tua saggezza e tutti coloro che arrivano nel programma prima e dopo di me.

7 ottobre (Voices of recovery): "Nel lungo periodo, il modo più efficace per riparare ai torti che abbiamo fatto agli altri o a noi stessi è impegnarci nel recupero".

Sex Addicts Anonymous, pagina 65 (in inglese, pag 51).

L'intervallo di tempo tra il momento in cui ho toccato il fondo e il momento in cui ho pronunciato l'ultima parola delle mie ammende a una persona cara è stato di nove lunghi anni. Ricorderò sempre la sera in cui ho pronunciato per la prima volta una confessione delle mie azioni attraverso un velo insormontabile di dolore e rimpianto. Ho condiviso il peggio della mia dipendenza e riuscivo a malapena a stare in piedi e guardare la faccia in lacrime di fronte a me.

Sostenuto da un Dio amorevole, anni di recupero e con l'aiuto del mio sponsor, ho rivelato a una persona cara il rimpianto che avevo provato per le mie azioni e quanto volevo che la mia vita riflettesse i cambiamenti che cercavo.

Il programma poi mi ha fatto doni che non avrei potuto prevedere. Dopo la mia spiegazione dei sentimenti, della speranza e del desiderio di una continua crescita spirituale, era tempo che ascoltassi la condivisione della persona a me cara. Quello che ho ricevuto è stata, all'inizio, una dura onestà. Dolore, delusione e tradimento sono le parole usate che mi hanno trafitto con la rovente lama della verità. Ma ho anche sentito le parole cambiamento, guarigione e persino orgoglio.

Ora mi trovo in grado di accettare parole positive di affermazione e incoraggiamento da altri. Dare e ricevere rispetto, amore e gratitudine è diventato naturale da quando ho iniziato a percorrere un sentiero di ammenda.

Un'ammenda vivente continua a circondarmi dolcemente con la serenità - un dono del programma e del mio Potere Superiore.

6 ottobre (Voices of recovery): "Le vere paure della vita che non avevamo affrontato - perdere un lavoro, l’insicurezza economica, la morte di una persona cara, il rifiuto da parte di qualcuno di importante nella nostra vita - sembravano lontane, molto lontane."

"The Bubble - La Bolla"

Lo slogan "Dalla Vergogna alla Grazia" è usato molte volte nella nostra letteratura e stampato sui nostri medaglioni. Questo processo è quello che continuerò a praticare tutti i giorni della mia vita. Quando ero giovane, sedare le emozioni spiacevoli era un'abilità di sopravvivenza che ho portato nell'età adulta sotto forma di evitamento, negazione e procrastinazione. Credo che questa abilità fosse necessaria per superare le profonde emozioni di paura, rabbia e vergogna della mia giovinezza. Ogni giorno, con il sostegno della fratellanza di questo programma, acquisisco sempre più fiducia che Dio come posso concepirlo mi darà la guida di cui ho bisogno per passare dalla vergogna alla grazia. La mia parte è la volontà.

Dio, concedimi il potere e la forza per affrontare le mie paure, sia reali che immaginarie, un giorno e una paura alla volta.

5 ottobre (Voices of recovery): "Abbiamo bisogno di fede e forza per eseguire la volontà di Dio, perché non possiamo sempre prevedere i risultati delle azioni che siamo portati a compiere, o prendere in considerazione tutti i possibili effetti. La nostra convinzione che il nostro Potere Superiore sappia cosa è meglio per noi e che ci farà scoprire sempre dell'altro, cresce man mano che lavoriamo in questo Passo ".

Sex Addicts Anonymous, pagina 58

L'idea di impotenza spesso mi sfuggiva finché non ho raggiunto l'Undicesimo Paso. Prima, ero terrorizzata dalla mia mancanza di potere personale e avevo poca fiducia che ci fosse un potere più grande della mia compulsione sessuale. Man mano che rimanevo astinente e lavoravo attraverso i precedenti Passi di SAA, iniziai lentamente a risvegliarmi e a trovare una connessione con un Potere più grande di me. Insieme a ciò ho trovato la forza dentro di me di scegliere sempre più di vivere in sobrietà. Man mano che quel potere cresceva dentro di me, così aumentava il livello e la profondità della mia sobrietà.

Mentre continuo la mia pratica spirituale attraverso la preghiera, la meditazione e il servizio, sono pieno di un senso di utilità e di chiarezza riguardo al corretto uso della mia volontà. Ci sono così tante scelte a mia disposizione che prima non erano evidenti. Sono consapevole che tutto questo proviene dal mio Potere Superiore e che la mia vita è un’opera in fase di realizzazione.

Attraverso la pratica, mi apro al potere di eseguire la volontà di Dio.

4 ottobre (Voices of recovery): "Non possiamo recuperare noi stessi da soli."

Sex Addicts Anonymous, pagina 98 (in inglese) 78

Ho speso molto tempo e sforzi cercando di smettere comportarmi compulsivi e pensieri ossessivi. Ero convinto che se avessi provato abbastanza, se l'avessi voluto abbastanza, sarei stato in grado di smettere. Ho persino pensato che, se avessi avuto la religione, sarei stato in grado di smettere. Così mi sono tuffato: ho iniziato un decennio di studi religiosi.

Tuttavia ero ancora solo. Ero da solo nei miei pensieri e isolato nella mia religiosità. Da solo, ho definito il percorso religioso, e persino Dio. Riconoscendo che non ero ancora in grado di smettere, ho aggiunto misticismo e meditazione alla mia religiosità, convinto di aver solo bisogno di un'esperienza di illuminazione.

Quello di cui avevo bisogno era un risveglio spirituale, d'accordo. Il problema era che stavo cercando di farlo da solo e di definire il risveglio da solo. Durante i miei studi religiosi, una volta ho letto che "un prigioniero non può liberarsi da solo". Non posso liberarmi dalla prigione della mia dipendenza. Toccando il fondo e cercando il programma di Sex Addicts Anonymous, ho trovato il recupero nell'unità di una fratellanza impegnata per il benessere comune di ogni dipendente.

Aiutare gli altri è il fondamento del mio recupero, non esigere che il recupero, o gli altri, siano conformi ai miei desideri, opinioni e preferenze. Il mio recupero personale è legato al recupero degli altri, e me ne rendo conto in una fratellanza unita.

Sono disposto a riporre il mio recupero personale nel recupero degli altri?

3 ottobre (Voices of recovery): "Un altro dono del programma è l'enfasi sullo sviluppo di un nuovo modo di vivere attraverso un risveglio spirituale."

Sex Addicts Anonymous, pagina 135 (in inglese)

Recentemente ho letto i Dodici Passi in una riunione. Li ho letti un centinaio di volte, ma il Passo Dodici mi ha parlato in un modo di cui avevo disperatamente bisogno quella notte.

Dopo mesi di libertà, stavo di nuovo lottando con l'ossessione e la compulsione. Certo, mi ero appena trasferita dall'altra parte del paese, ho comprato una nuova casa, cambiato lavoro (genitore casalingo) e recentemente sono rimasta incinta di due gemelli! La gravidanza era faticosa e avevo interrotto gradualmente alcuni farmaci per la salute dei bambini. Ma stavo lavorando la mia pratica quotidiana, partecipando alle riunioni e utilizzando gli strumenti. Allora, cosa stavo facendo di sbagliato?

Quando ho letto il Dodicesimo Passo quella sera, mi sono resa conto che esso promette un risveglio spirituale come risultato del lavoro sui passi. Non dice "non proverai mai più ossessioni o compulsioni, non affronterai mai sfide alla tua sobrietà e la tua vita sarà facile e spensierata". No, non dice niente di tutto questo.

Allora cosa significa per me? In questo momento, il mio risveglio spirituale significa che il mio Potere Superiore è con me ogni secondo, fornisce tutto ciò di cui ho bisogno per vivere sobria nella realtà, non importa cosa, e mi ama e mi accetta esattamente come sono. Sono abbastanza brava, possiedo abbastanza e faccio abbastanza, sempre. Punto. Quelle verità fondamentali mi permettono di attraversare tutto ciò che la vita porta con forza, coraggio e speranza.

Oggi posso impegnarmi nella mia vita grazie al risveglio spirituale che ho trovato attraverso i Dodici Passi.

2 ottobre (Voices of recovery): "Ci sentiamo vittimizzati. E ogni volta che riviviamo l'evento nella nostra mente ci risentiamo nuovamente delle vittime. Spesso da questo vittimismo passiamo ad avere un atteggiamento del "tutto mi è dovuto".

Sex Addicts Anonymous, pagina 45 (in inglese 34)

I risentimenti sono contaminazioni del passato che bloccano scelte sane nel presente. I ricordi degli abusi persistono e possono essere trasferiti alle interazioni odierne con persone che non hanno abusato di me in passato. A volte conservo questi risentimenti come dei trofei di vecchie battaglie. A volte mi chiedo se questi risentimenti non siano i miei beni più preziosi, perché posso trattenerli anche quando perdo molte altre relazioni o beni preziosi.

La frase "solo per oggi" può ricordarmi che ho bisogno di lavorare il mio recupero solo per questo giorno piuttosto che per tutto il resto della mia vita. Può anche ricordarmi di non modellare e visualizzare le scelte di oggi e le interazioni personali in base alle peggiori esperienze del mio passato. Lasciando andare i risentimenti, posso liberarmi dalla contaminazione del passato in modo da poter essere una persona amorevole oggi in tutte le mie interazioni con gli altri.

Piuttosto che rendere i miei risentimenti il ​​mio bene più prezioso, posso lasciare che le mie relazioni e le interazioni quotidiane mi forniscano ricordi preziosi e relazioni che sono amorevoli e gentili.

Lasciar andare i risentimenti non è una perdita, ma piuttosto una libertà di essere nel presente.

1 ottobre (Voices of recovery): "Se non ti senti a tuo agio a parlare alle riunioni, ti incoraggiamo caldamente a parlare faccia a faccia con un membro dopo la riunione, per ottenere uno sponsor e per avere i numeri di fratelli da chiamare tra le riunioni. Ricorda: hai il diritto di parlare. "

“A Special Welcome to the Woman Newcomer” (Un benvenuto speciale alla nuova arrivata donna)

Fin da piccola ho imparato a essere vista e non ascoltata. Ho iniziato a mettere a tacere i miei sentimenti con la mia compulsione sessuale. Nella mia dipendenza, la mia vergogna mi ha tenuto ancora più zitta e isolata. Alla fine, ho dimenticato di avere una voce e il diritto di usarla.

Nel recupero, trovo la voce che ho perso tanto tempo fa. Quando condivido in riunione, incoraggio un nuovo arrivato o chiamo il mio sponsor, sto usando la mia voce e mi piace come suona. In recupero, posso parlare ed essere ascoltato.

Oggi ricorderò che ho il diritto di parlare.

30 settembre (Voices of recovery): "Nel recupero, riscopriamo il nostro lato creativo".

Sex Addicts Anonymous, pagina 65

La mia creatività è il miglior regalo che Dio mi ha fatto. Usarlo mi rende più autenticamente me stesso. Usare il mio tempo in questo modo significa permettere che l'investimento di Dio in me sia messo a frutto. Quando posso essere creativamente al servizio dei miei simili in questo programma, sto partecipando alla trasformazione, non solo della mia vita, ma anche di quella degli altri. Quale privilegio più grande potrebbe esserci!

Lascia che la mia creatività continui anche oggi per aiutarmi a mettermi al servizio. È quello per cui sono stato creato.

29 settembre (Voices of recovery): "La nostra esperienza ci ha insegnato, ad ogni modo, che la vergogna e la compulsione associate alla dipendenza sessuale possono essere meglio risanati tramite una condivisione aperta con persone che capiscano e ci accettino così come siamo”

“A special Welcome to the Woman Newcomer” (Un benvenuto speciale alle nuove arrivate)

Avendo preso la decisione di entrare dalla porta, sedermi nel cerchio e affrontare quattordici uomini, non ero pronta a condividere la mia storia come dipendente sessuale. Non fraintendere, sapevo di essere nel posto giusto, ma non sapevo come condividere la mia vergogna e la mia colpa. Così rimasi in ascolto. Ciò che ho sentito fu che, nonostante il sesso o i comportamenti particolari, questi uomini avevano gli stessi sentimenti di disperazione, rimpianto e rimorso che avevo io. Ma ancora più importante, loro avevano la speranza che, tramite il programma, i Dodici Passi e la condivisione, sarebbero rimasti sobri un giorno alla volta. Iniziava tutto con una dichiarazione: “Sono un dipendente sessuale” e venivo accolta e accettata.

Per me, il recupero è un dono artistico al mondo. Mi permette di condurre una vita musicale bellissima. Fa del mondo un posto migliore attraverso la pratica di un piano di recupero giornaliero.

Sin da allora ho trovato la mia voce e ho condiviso nelle riunioni. Condividendo i miei pensieri e sentimenti che avrebbero potuto condurmi ad agire compulsivamente, li portavo fuori dagli abissi della segretezza verso la speranza e il rafforzamento del gruppo. La condivisione aperta mi aiuta ad essere responsabile verso il gruppo e verso il mio Potere Superiore. Condividendo la mia esperienza, forza e speranza, posso offrire ai nuovi arrivati la stessa accettazione che io ho ricevuto.

Potere Superiore, aiutami a ricordare di essere degno dell’accettazione dei miei fratelli e sorelle nel recupero e che, tramite la condivisione, posso aiutare me stessa e gli altri.

28 settembre (Voices of recovery): "Soprattutto, ora vedo la mia vita e le esperienze come dei doni. Il mio passato, così brutto come fu, è uno strumento che può aiutare gli altri con problemi simili ai miei”

Sex Addicts Anonymous, pagina 212

Quella dichiarazione mi ricorda la prigione e quanto lontano mi abbia portato la dipendenza sessuale. All’inizio del mio recupero, usavo la consapevolezza per costruire del risentimento verso me stesso in modi sempre più distruttivi. Volevo sapere come e perché mi fossi ammalato così tanto e fossi completamente privo di controllo. Il fatto è che questo non aveva importanza. Ciò che contava era cosa fossi disposto a fare oggi riguardo a quello.

E’ stato solo tramite il lavoro sui passi e il mettere in pratica i principi del programma che sono riuscito a perdonare me stesso per aver toccato quell’orribile fondo fatto di prigione e insanità che era diventato così familiare persino dopo aver iniziato il programma. Adesso quel sentimento di prigionia e l’esperienza che ciò mi ha dato hanno un potere completamente diverso. Li adopero per il mio recupero. Lo condivido con i nuovi arrivati in modo da avvertire loro e me stesso di come la malattia degenera senza il programma di Sex Addicts Anonymous nella mia vita.

Posso essere grato di quegli orribili ricordi del mio passato. Loro mi aiutano a ricordarmi perché sono qui e che essi possono aiutare me e altri.

27 settembre (Voices of recovery): "È la sensazione che non siamo mai abbastanza bravi, che ci sia qualcosa che non va in noi, che siamo persone cattive. La vergogna ha avuto un ruolo nel ciclo della dipendenza, minando la nostra resistenza ad agire compulsivamente. "

Sex Addicts Anonymous, pagina 8

A volte, dopo un appuntamento deludente o una festa in cui mi sentivo fuori posto, sentirei un senso di vuoto in tutto il corpo, a volte accompagnato da pensieri come "Sono solo" o "Non appartengo a nessun posto". Di solito chiamavo questo sentimento solitudine, non il dolore lancinante di sentire la mancanza di qualcuno o la nostalgia di casa, ma una sorta di paura intollerabile che immaginavo mi avrebbe fatto a pezzi o dissolto nel nulla.

In quanto dipendente sessuale, sembrava ovvio che la soluzione a questa sensazione di "solitudine" fosse cercare compagnia, tramite un incontro sessuale o una fantasia assistita dalla pornografia. Dopo tutto, ho pensato spesso, non era il "cercare compagnia" la risposta alla solitudine?

Ora credo che la sensazione di paura che provo quando mi sento rifiutato o isolato non sia tanto la solitudine quanto la vergogna: un senso di essere socialmente e personalmente difettoso. Agire compulsivamente con il sesso non poteva alleviare questa sensazione; potevo distrarmi solo per un breve periodo prima che la vergogna tornasse più forte che mai.

Lavorare quotidianamente al programma di SAA in recupero con i miei fratelli mi ha permesso di sperimentare un nuovo senso di valore. Guardo la traiettoria delle mie interazioni quotidiane - più compassionevole e sempre più responsabile - e posso sentire l'iceberg della mia vergogna ingiustificata iniziare a sciogliersi.

Potere Superiore, aiutami a vedere me stesso non come temo, ma come sono oggi: un lavoro in corso, un accettatore di grazia e una persona disposta a cambiare.

26 settembre (Voices of recovery): "Possiamo vivere la vita alle condizioni della vita, senza dover cambiare o sopprimere i nostri sentimenti."

Sex Addicts Anonymous, pagina 61

A volte il momento presente sembra troppo fastidioso, troppo noioso, troppo solo, troppo vuoto. A volte si accumula una tensione senza che me ne accorga, e poi tutto quello che so è che qualcosa deve cambiare, e deve cambiare ADESSO! Al momento giusto, la mia immaginazione compulsiva si fa sentire, promettendo un sollievo immediato dalla tensione, o uno spettacolo veloce ed emozionante per allontanarmi da tutto questo. Se scelgo di usare gli strumenti del programma - chiamare un amico in recupero, leggere letteratura , ripetere uno slogan, fare i primi tre Passi - sono spesso sollevato dall'impulso di dipendenza, almeno per il momento. E sembra un miracolo.

Ma onestamente, il presente può ancora essere riempito con la stessa tensione o tristezza che aveva innescato l'impulso di dipendenza in primo luogo. Un diverso tipo di immaginazione può fare capolino a a quel punto, un'immaginazione che assume le sembianze della cura di sé, ma che in realtà è solo un altro disperato tentativo di cambiare come mi sento. Posso, con grande sincerità, chiedere nuovi modi di pensare e di agire, per la rimozione dei miei difetti di carattere, per un risveglio spirituale. Qualsiasi cosa! Ma quello che voglio veramente è cambiare il modo in cui mi sento attualmente. Che per qualche motivo non posso sopportare.

Ho sentito una saggia amica in recupero da molto tempo dire che quando i suoi sentimenti sono troppo, alza le mani e prega: "Potere superiore, per favore sii con me, proprio qui quando provo questi pessimi sentimenti". Il solo sentirla dire questo mi ha fatto rilassare. Ho messo in pratica il suo suggerimento e, a poco a poco, la disperazione è diminuita. Ho trovato una crescente accettazione e pace intorno al mio presente, qualunque siano i sentimenti che può contenere.

Il mio amorevole Potere Superiore non si allontanerà mai da me a causa di come mi sento.

25 settembre (Voices of recovery): "Il Sesto Passo si basa sul riconoscere che la nostra malattia ha radici che vanno più in profondità del nostro comportamento compulsivo".

Sex Addicts Anonymous, pagina 40

Sapevo da molto tempo che qualcosa non andava in me, ma non riuscivo a individuare cosa fosse. Volevo che la mia vita fosse diversa, ma più approfondivo la mia dipendenza dal sesso, meno ero disposto e in grado di guardare la mia parte. Naturalmente, la mia vita ha continuato a peggiorare. Tuttavia, una volta entrato in recupero, istintivamente sapevo che c'erano problemi di fondo che non avevo mai affrontato. Sapevo anche che, se li avessi affrontati adesso, avrei trovato l'aiuto di cui avevo bisogno e forse un po 'di serenità.

Confido che il programma (cioè Dio) mi aiuti ad affrontare ciò che ho scoperto su me stesso facendo i passi Quarto e Quinto con il mio sponsor. Per quanto scomodo fosse, ho visto il dolore che avevo causato e sapevo che non potevo più scappare dai miei problemi. Affidandomi al processo, dovevo essere disposto a fare cose diverse per ottenere risultati diversi.

Scendere alle cause e alle condizioni mi aiuta a cambiare la mia vita in meglio. Oggi non ho più l'illusione che la mia vita migliorerà perché lo desidero o se smetto di agire compulsivamente. Oggi so che ho bisogno di un cambiamento fondamentale nella mia vita per trovare la felicità e la serenità che cercavo così disperatamente quando sono entrato per la prima volta nel programma.

Aiutami ad affrontare me stesso, affinché io possa affrontare questa vita come il dono che è.

24 settembre (Voices of recovery): "Lo stigma per le donne dipendenti dal sesso può essere anche maggiore di quanto non lo sia per i dipendenti maschi, proprio come lo era per le donne alcoliste nei primi anni di AA."

"A Special Welcome to the Woman Newcomer" (Un benvenuto speciale alla nuova arrivata donna)

È il caso o è Dio? La mia compulsione era rivolta prevalentemente verso gli uomini, ma mi sono ritrovata l'unica donna a un ritiro e a una conferenza di SAA. È stato uno spazio di recupero gioioso e profondamente pacifico per concentrarsi e connettersi con il mio programma e la fratellanza. Tutte le persone (uomini) erano accomodanti e ragionevolmente amichevoli, e mi sono identificato con ogni condivisione, storia e seminario che ho vissuto.

La mia guarigione dalla dipendenza sessuale è guidata da Dio. Chi se non Dio avrebbe escogitato un'opportunità così potente? Avere così tanti uomini con cui condividere questo percorso di recupero insegna un nuovo modo di connettersi agli altri che guarisce e che supera qualsiasi cosa avrei potuto immaginare io stessa.

Sono grata per l'opportunità di sperimentare e formare relazioni basate sul nostro reciproco desiderio di rimanere sessualmente sobri e di crescere spiritualmente.

23 settembre (Voices of recovery): "La paura non riconosciuta è spesso presente quale aspetto pervasivo del nostro pensiero e comportamento compulsivo".

Tools of Recovery (Strumenti di recupero), pagina 21

Ogni volta che mi trovo a non sapere come fare la prossima cosa davanti a me, sento subito il bisogno di affogare il pericolo nella pratica della dipendenza. Potrei temere la noia di lavare i piatti. Oppure, posso temere la mia stessa stupidità, non sapere come risolvere un compito, che in realtà non ho nemmeno ancora definito, per carità! Il rinvio è l'indumento che indosso per far fronte all'emergenza - e poi un altro rinvio e poi un altro - finché non sarò soffocato sotto il peso di tutti loro. Anche il sonno, il divertimento e certe evasioni virtuose funzionano. Ma, per questo dipendente, il modo ideale per eludere la paura era la dipendenza dal sesso. È stato eccitante, divertente e richiedeva molto tempo.

Se inizio la mia giornata con uno sguardo sobrio, mi siedo e faccio visita a Dio, prego per le cure di Dio, chiedo benedizioni per gli altri e faccio un paio di chiamate agli amici in programma, allora trovo l'energia per permettermi di respirare. Trovo l'energia potente e attiva della serenità. In breve, scopro di poter rimandare la procrastinazione. Scoprio di poter camminare verso le mie paure. E quando lo faccio, quelle paure spesso non sono affatto draghi, ma vermi, o meno. Posso leggere la mia giornata mentre si svolge, mentre le sue pagine si voltano, come realmente è; e sto bene.

Il programma mi aiuta a smettere di rallentare e ad iniziare a camminare a grandi passi, a testa alta.

22 settembre (Voices of recovery): "Impariamo ad accettare che la realtà non è adattabile alle limitazioni dell'ego, e che la difficoltà e la perdita fanno parte della vita tanto quanto la gioia e il piacere”.

Sex Addicts Anonymous, pagina 58 (in italiano pag. 78)

Nella mia dipendenza, ho pensato che l'universo mi avesse fatto un torto permettendo che soffrissi prove e perdite più di quanto pensavo fossi in grado di sopportare. Questa concezione mi mantenne lontano dalla soluzione per anni. Nel recupero ho trovato accettazione. Chi sono io per determinare che le prove e le perdite sono giuste?

Nel recupero ho visto una benedizione che non mi sarei mai immaginato. Le difficoltà e le perdite sono ponti che mi hanno portato gli strumenti e la serenità necessari per aiutare coloro che stanno attraversando momenti simili. Il dolore mi permette di confortare gli altri. L'abbandono mi ricorda di essere presente per coloro che amo. Essere un dipendente sessuale mi dà la capacità di aiutare coloro che ancora soffrono, e ricorda loro che il recupero è possibile attraverso il lavoro sui Dodici Passi. Le nostre prove e le nostre perdite, paradossalmente, alla fine possono recare gioia a noi stessi e agli altri.

Abbracciando le mie prove e i miei dolori, e aiutando gli altri, ho portato un altro dono ancora più grande. Ho trovato una connessione con qualcosa che avevo sepolto e dimenticato per molti anni: il mio cuore.

Oggi posso abbracciare le prove e le perdite come un maestro, preparandomi a fare del bene a coloro che incontrerò in futuro, incluso me stesso.

21 settembre (Voices of recovery): "La gratitudine è un atteggiamento che scegliamo per vivere bene".

Tools of Recovery, pagina 23

Il mio benessere generale include il potere risanatore del tornare indietro al momento presente. Che io sia attratto da un luogo o da una paura riguardo al futuro o dalla vergogna per il mio passato, essere completamente circondato dai doni del presente mi aiuta a tornare al posto nel quale vivo veramente: il qui, l'adesso.

Lo strumento che utilizzo per tornare indietro ad oggi è la lista delle gratitudini. Che io scriva o mediti tutti i doni della sobrietà oggi, vivere con gratitudine è uno dei modi più spirituali e gratificanti di vivere il presente. Essere connesso con il mio Potere Superiore, i miei amici nel recupero, la mia famiglia, con me stesso o con un completo sconosciuto possono essere doni che posso celebrare oggi.


Oggi ricorderò di ringraziare il mio Potere Superiore per tutti i doni della sobrietà. Sono grato.

20 settembre (Voices of recovery) : "Il recupero, nel pieno significato della parola, passa attraverso la pratica dei principi delineati nei Dodici Passi".

Tools of Recovery, pagina 2

Ho scoperto che, per me, l'umiltà è sentirsi uguale al resto delle persone, limitate e umane, che stanno cercando di fare ed essere il meglio che possono. Non sono meno di chiunque altro; Non sono più di chiunque altro. Accetto i miei limiti umani, cercando di allinearmi con la volontà del mio Potere Superiore per me.

Significa anche accettare che non posso fare alcune cose da solo, e questo significa accettare di essere amato ed essere degno di chiedere aiuto a questo Potere più grande di me. Chiedo aiuto al mio Potere Superiore e lascio andare il risultato, qualunque esso sia, senza ingannarmi pensando di poterlo controllare e confidando che sarà sicuramente il meglio per me. Questo sembra più rischioso di molti dei rischi distruttivi che ho corso nella mia dipendenza perché implica una profonda fiducia.

Questo atto di fiducia mi porta alla mia "intimità, alla parte profonda del mio cuore" dove nessuno è stato autorizzato ad entrare per decenni. Pensavo che questa stanza sarebbe stata per sempre fuori portata, ma mi rendo conto che i Passi sciolgono le serrature, scrollano via la polvere e lucidano delicatamente quei luoghi arrugginiti nel mio cuore attraverso la guarigione, la speranza e la grazia.

Oggi sono disposto a cercare di rimanere aperto, onesto, vulnerabile, ben disposto, ricettivo agli insegnamenti, paziente, pieno di fede, fiducioso e ad assumermi dei rischi positivi.

Dio, dammi il coraggio di correre il rischio più grande: imparare a fidarmi di nuovo. Se ti va bene, inizierò da te.

19 settembre (Voices of recovery) : "Lasciando andare la nostra dipendenza a un Potere Superiore, riceviamo il dono del recupero, un giorno alla volta."

Sex Addicts Anonymous, pagina 1

Quando ho toccato il fondo, ho provato una vergogna straziante. Era una sensazione disperata di essere intrappolato, distrutto e che non ci fosse via d'uscita. Mentre partecipavo alle riunioni, imparavo dai miei fratelli dipendenti, lavoravo i Passi e accettavo l'aiuto e la guida del mio sponsor, ho imparato ad arrendere la mia dipendenza al mio Potere Superiore.

Giorno dopo giorno la mia vita è migliorata. Ho imparato a essere presente, a godermi il momento e ho scoperto che il peso dell'infelicità e della sventura era stato scaricato dalle mie spalle. Ho imparato ad amare me stesso e ad avere una vera intimità con mia moglie. Giorno dopo giorno, ricevo il dono del recupero e trovo la pace.

Mi sento fortunato che, un giorno alla volta, il mio Potere Superiore mi dia questo dono di una vita migliore.

18 settembre (Voices of recovery) : "Dio come posso concepirlo richiede che agisca. Il semplice fatto di presentarsi non era più sufficiente. Era ora di crescere, di mettere i piedi per terra e di non essere più una vittima. Ancora una volta, più facile a dirsi che a farsi. "

Sex Addicts Anonymous, pagina 243

Quando sono arrivato all’Ottavo Passo, ho pensato che avrei semplicemente cominciato. Al contrario. Avevo motivi per rimandare, incidenti e infortuni. Un anno dopo, sinceramente non avevo nemmeno iniziato.

Cosa mi stava fermando? In una parola, risentimento. Credevo di aver messo da parte i miei risentimenti, ma non era così. Dovevo diventare sinceramente pronto a lasciar andare ogni scusa, guardando solo a quello che avevo fatto, non al motivo per cui l'avevo fatto.

Questo è stato il lavoro preparatorio per l’Ottavo Passo. Fino a quando non sono diventato disposto a farlo, non ho nemmeno iniziato l’Ottavo Passo. La disponibilità era la chiave. Una volta che fui disponibile, tutto fluì da lì.

La disponibilità è la chiave.

17 settembre (Voices of recovery) : "Finché possiamo essere onesti, anche solo un po ', possiamo andare avanti nel nostro recupero".

Sex Addicts Anonymous, pagina 23

A causa della mia dipendenza, ho passato la maggior parte della mia vita a mentire, negare e vivere una vita segreta. Era conveniente essere onesti quando si adattava ai miei scopi. La mia motivazione principale era continuare ad agire compulsivamente e mantenere segreta quella parte della mia vita. Quando quel modo di vivere è crollato intorno a me, ero spaventato, solo e non avevo idea di come salvarmi la vita. SAA e i Dodici Passi sono stati la scialuppa di salvataggio che mi ha salvato. Tutto ciò che era richiesto era il desiderio di fermare il mio comportamento sessuale compulsivo e l'onestà.

Il mio impegno nei Dodici Passi era sincero, ma il mio desiderio e la mia onestà non erano completi. Dopo una vita di comportamenti compulsivi, ho messo in dubbio, persino temuto, come sarebbe la vita senza la dipendenza. Ho ammesso e accettato la responsabilità delle mie azioni, ma ho trovato ragioni per spiegarle o razionalizzarle. I Dodici Passi sono in ordine per un motivo. Il recupero è un processo e sono migliorato man mano che progredivo. Così è con l'onestà, soprattutto con me stesso. Ci vuole tempo per rinunciare alle vecchie razionalizzazioni e all'autocommiserazione. Ogni giorno ero il più onesto possibile, anche se solo un po'. Ogni giorno l'onestà cresceva, soprattutto con me stesso.

Dio aiutami a essere gentile con me stesso mentre cresco nel recupero.

16 settembre (Voices of recovery) : "L'anonimato è il fondamento spirituale di tutte le nostre tradizioni che ci ricordano sempre di mettere i principi prima delle personalità."

Sex Addicts Anonymous, pagina 95

Quando sono disposto a staccarmi da tutti gli elementi che identifico come parte di me stesso - il mio lavoro o professione, il mio guardaroba, l'auto che guido, il mio status nella comunità, il mio bisogno di avere ragione - posso stare in solitudine con il mio Potere Superiore nella resa assoluta. In questo stato provo un'onestà che è pura.

Essere un lavoratore tra i lavoratori o avere compassione per i miei fratelli dipendenti che ancora soffrono, porta una sensazione di connessione e completezza. Un anonimo che si unisce agli altri. L'appagamento che desidero arriva con questa resa. Ho una nuova percezione di ciò che è importante e trovo il mio cuore pieno di gratitudine.

Oggi posso lasciar andare il bisogno di conferme di me stesso basate sull'ego e sperimentare l'unità della fratellanza, se sono disposto a lasciar andare.

15 settembre (Voices of recovery) : "Non abbiamo bisogno di essere esperti della vita, o anche della dipendenza, per sponsorizzare qualcuno. Condividiamo semplicemente la conoscenza e l'esperienza che abbiamo acquisito lavorando i Dodici Passi e utilizzando gli strumenti del programma, e trasmettiamo la saggezza che abbiamo imparato dal nostro sponsor e da altri membri della fratellanza. "

Sex Addicts Anonymous, pagina 14

I nostri sponsor condividono con noi la loro esperienza, forza e speranza, ci mostrano con l'esempio come vivere con sobrietà e, soprattutto, ci guidano attraverso i Dodici Passi. Spesso, incontriamo per la prima volta i nostri sponsor quando condividono contenuti alle riunioni. Ci identifichiamo con loro. In un momento di coraggio, chiediamo loro di essere il nostro sponsor. Questo potrebbe essere il nostro primo atto di fiducia in un altro essere umano. Nel tempo, forse per la prima volta nella nostra vita, creiamo un rapporto di fiducia con un'altra persona. I nostri sponsor ci incoraggiano e iniziamo a imparare il nostro vero valore.

I nostri sponsor ci incoraggiano a trasmettere questo dono ad altri dipendenti sessuali in via di guarigione. Quando qualcuno ci chiede di essere il loro sponsor, diciamo di sì perché è quello che i nostri sponsor hanno fatto per noi. Condividiamo liberamente con i nostri sponsorizzati e li guidiamo attraverso i Dodici Passi. Doniamo il programma di recupero e manteniamo la nostra astinenza sessuale. In ogni cosa, ricordiamo che siamo affidati alla cura di Dio come noi possiamo concepirlo.

Cerco di imparare dall'esperienza e dalla speranza del mio sponsor? Sono disposto a essere uno sponsor? Come ho condiviso le mie conoscenze ed esperienze con altri dipendenti sessuali in recupero?

14 settembre (Voices of recovery) : "Per la maggior parte di noi, giungere a credere è un processo graduale."

Sex Addicts Anonymous, pagina 26

All'inizio del recupero, ho avuto una crisi del Secondo Passo. Avevo difficoltà a lasciare una relazione. Andarsene significava lasciare la casa, l'auto e il luogo in cui svolgevo i miei affari. Non riuscivo a vedere come avrei potuto ricevere le cure di cui avevo bisogno se me ne fossi andato. Ero ancora in procinto di arrivare a credere che un Potere più grande di me potesse riportarmi alla sanità mentale. Anche se ho detto che il mio Potere Superiore ha creato l'universo, non vedevo come questo Potere potesse risolvere i miei problemi abitativi, di trasporto e di lavoro. In qualche modo, pensavo che i miei piccoli problemi fossero troppo grandi per Dio.

Arrivando a credere che un Potere più grande di me potesse riportarmi alla sanità mentale, ho dovuto arrendermi e abbandonare il mio ego. Dovevo capire che non sono né peggiore né migliore di chiunque altro nella fratellanza o sul pianeta. Soprattutto, non sono così potente da essere al di là del potere di Dio. Dio, come potevo concepirlo, ha creato l'universo; quanto arrogante è da parte mia pensare che questo fantastico potere non possa risolvere i problemi della mia vita!

Oggi la mia convinzione che il mio Potere Superiore possa riportarmi alla sanità mentale è più di una convinzione. È una profonda conoscenza, basata su molte esperienze, nel corso del tempo, di essere riportati alla sanità mentale, un giorno alla volta, un problema alla volta.

Quando vedo il potere di Dio all'opera nella vita degli altri, gradualmente arrivo a credere che Dio possa riportarmi alla sanità mentale. I miei problemi non sono né troppo grandi né troppo piccoli per un Potere Superiore amorevole e premuroso.

13 settembre (Voices of recovery) : "Possono aiutarci a vedere le mancanze che non siamo stati in grado di riconoscere da soli".

Sex Addicts Anonymous, pagina 44