Lettura del Giorno

14 giugno (Voices of recovery): “Eppure lasciare andare il controllo, anche solo un po', ha instillato la paura in molti dei nostri cuori."

"Recupero dall'evitamento sessuale compulsivo"

Grazie per aver condiviso. Mi hai davvero colpito quando hai detto: "Ero seduto sul pavimento con l’elenco telefonico aperto alle pagine dei counselor, incapace di chiedere aiuto". Anch'io ho guardato le Pagine Gialle ma non ho potuto chiamare. Chissà perché giallo? Forse per riflettere la mia paura di ciò che potrebbe accadere se dicessi la verità a qualcuno, figuriamoci se la dicessi a me stesso.

Sono anche passato davanti alle stanze dei gruppi. Ho visto gente fuori, davanti al gruppo, e sapevo che eravamo collegati a un livello profondo. Ho visto a che gruppo appartenevo, ma non potevo unirmi. Non potevo chiedere aiuto. Era troppo difficile, impossibile vincere l’orgoglio. Ho usato la paura, la rabbia, la codardia e la vergogna per rimanere imprigionato, lontano dal mio vero io.

Era più facile inseguire il brivido che prometteva il sollievo, anche se solo per un momento. Ancora una volta ho rinunciato alla mia libertà per un momento insignificante, e troppo presto il mio fardello era tornato. Tornai quindi all'isolamento della mia vergogna, più pesante del telefono che non riuscivo a alzare.

Grazie a Dio per il momento in cui, disperato e indifeso, non potevo più sopportare questo dolore, eppure in qualche modo sapevo che meritavo di vivere, era il momento in cui finalmente ho chiesto aiuto.

Avresti mai potuto immaginare che saremmo stati qui tutti insieme in questo momento?

13 giugno (Voices of recovery): “Tramite l'esperienza impariamo nuove cose e troviamo nuove soluzioni a vecchi problemi. Il frutto principale di queste soluzioni è il programma spirituale di riabilitazione chiamato Dodici Passi. Seguire questi passi conduce ad essere liberi da comportamenti sessuali compulsivi, a guarire mente, corpo, spirito, relazioni e sessualità."

Sex Addicts Anonymous, p. 7 (p. 2 edizione inglese)

Sono venuto per la prima volta in SAA alla ricerca di una soluzione, ma non ero sicuro di cosa stessi cercando. All'inizio cercavo l'identificazione, empatizzando con i comportamenti compulsivi di altri sessodipendenti . Ho smesso di agire compulsivamente, ma l'ossessione è rimasta. Alla fine, dopo molta frustrazione, ho accettato di essere impotente rispetto alle azioni compulsive, e ho capito che dovevo provare ad applicare i principi di tutti i Dodici Passi alla mia dipendenza sessuale. L'ho fatto e mi sono messo al servizio dei nuovi arrivati ​​e di Sex Addicts Anonymous.

Con mia immensa gratitudine ho trovato una visione per il mio futuro attraverso i Dodici Passi di SAA: libertà dalle azioni compulsive nel corpo e nella mente, uno strumento per ridurre drasticamente la paura e il risentimento nel Decimo Passo, un Potere Superiore a cui mi avvicino attraverso l’Undicesimo Passo, e una libertà che culmina nella pratica del Dodicesimo Passo: lavorare con altri dipendenti dal sesso. Improvvisamente, quello che originariamente per me era un problema segreto e vergognoso è diventato il cuore di una soluzione che potevo offrire ad altri abbastanza disperati da voler smettere. I Dodici Passi hanno cambiato la mia vita e mi hanno dato un futuro.

Se sento che manca qualcosa nel mio recupero, posso chiedermi: "Sto cercando di crescere praticando tutti i principi dei Dodici Passi?"

12 giugno (Voices of recovery): “Fare il Terzo Passo vuol dire essere disposti ad agire in base alla nostra convinzione, ovvero che un Potere Superiore può soccorrerci dalla nostra dipendenza e riportarci alla ragione."

Sex Addicts Anonymous, p. 52 (p. 28 edizione inglese)

Pensavo che se avessi smesso di agire compulsivamente sarei stato bene. Ma quando ho interrotto il mio comportamento sessuale dipendente, è stato allora che è iniziato il vero divertimento! Dovevo comunque convivere con me stesso. Ho dovuto iniziare il mio viaggio del Terzo Passo con la consapevolezza che, in un certo senso, il mio problema era davvero il mio pensiero folle.

La scienza ci dice che la mente di un dipendente è in realtà mappata in modo diverso. Ma la scienza non ha trovato un modo per riprogrammare i miei percorsi di pensiero. Nella mia esperienza, solo Dio può riportare la mia mente a pensare correttamente.

Parte delle mie preghiere quotidiane a Dio includono la richiesta di libertà dalla schiavitù dal mio pensiero contorto. Oggi so che il problema non è il sesso; il problema sono io. Con l'aiuto di Dio sto migliorando!

Penso che lascerò che un Potere più grande di me gestisca i miei pensieri, solo per oggi.

11 giugno (Voices of recovery): “Impariamo a non usare mezze verità per manipolare gli altri. Accettiamo la responsabilità delle nostre azioni e delle nostre vite."

Sex Addicts Anonymous, p. 132 (p. 63 edizione inglese)

Prima di entrare in SAA, credevo sinceramente di essere onesto. Ho lavorato al Settimo Passo e avevo una lunga lista di difetti di carattere, ma la disonestà non era tra questi. Ci sono voluti una scivolata e diversi giorni senza rivelarlo al mio sponsor prima che mi rendessi conto che la disonestà era il mio difetto di carattere più profondamente radicato. Era il difetto caratteriale su cui facevo affidamento quando ero più a rischio, in particolare quando temevo la rabbia degli altri e quando avevo bisogno di proteggere il mio comportamento compulsivo. Quando ammisi la scivolata al mio sponsor, gli dissi che ora riconoscevo la disonestà come un difetto di carattere.

Ho iniziato a includere la domanda "sono stato disonesto oggi?" nel mio inventario serale. Come riconosco la mia disonestà ogni giorno? È facile: dove sono ansioso? Nel miscuglio trovo spesso della disonestà. Sono rimasto stupito dalle molte forme che la disonestà assume nel mio comportamento: tenere per me certe informazioni, ritardare la comunicazione su qualcosa di importante ma difficile e, soprattutto, essere quasi onesto come un modo per nascondere qualcosa che temo possa minacciare la mia sicurezza.

Riconoscere la mia disonestà è un dono. È un pietra miliare dalla quale posso abbandonare la mia vergogna e intraprendere un percorso di onestà, un percorso lungo il quale trovo il mio Potere Superiore e altre persone in recupero.

Dammi il coraggio di fermarmi, guardare e ascoltare. Posso abbandonare la mia vergogna e scegliere una strada migliore.

10 giugno (Voices of recovery): “Chiedere aiuto ci libera dall'isolamento velenoso che alimenta la nostra dipendenza."

Sex Addicts Anonymous, p. 44 (p. 25 edizione inglese)

Ero in ginocchio in un centro di recupero con la testa fra le mani, singhiozzando le dolorose parole "sono così solo", quando mi sono reso conto di quanto fossi privo di contatti umani significativi. Certo, avevo le mie azioni compulsive, una serie di immagini che mi tenevano isolato in una vergogna infinita, ogni giorno più estrema. La follia di fare le stesse cose con il vuoto giuramento "sarà meglio questa volta" che risuonava nelle mie orecchie mi ha portato alla disperazione culminata in un tentato suicidio.

Quel giorno mi sono preso l'impegno di contattare gli altri. Ho chiamato e mandato messaggi a delle persone. Ho invitato le persone a cena prima del gruppo o per un caffè dopo. Vivo a un'ora e quaranta minuti dal più vicino incontro a faccia a faccia. Ciò richiede un livello di impegno e pianificazione che prima non ero disposto a dedicare al mio recupero. Altri membri hanno notato questo impegno. Hanno iniziato ad avvicinarsi e a parlare con me. Raramente sono stato toccato da bambino e gli abbracci che ho ricevuto mi hanno davvero colpito.

Ora ho numerosi sponsorizzati. Ho impiegato tempo e sforzi nell'uso degli strumenti di recupero e ho aperto il mio cuore alla meravigliosa comunione che posso avere con il mio Potere Superiore e con un altro essere umano. Ho persino imparato a connettermi con me stesso. Ho amore da offrire e lo donerò. Sto imparando ad accettare l'amore quando mi viene offerto.

Ho amore da offrire. Oggi donerò amore.

9 giugno (Voices of recovery): “L'importante è considerare con onestà la nostra dipendenza, e abbandonare l'idea di controllare il nostro comportamento con la forza di volontà o di gestire la nostra vita senza aiuto."

Sex Addicts Anonymous, p. 44 (p. 25 edizione inglese)

Una volta, dopo un incontro, qualcuno mi chiese: “Ti capita di provare la sensazione della sobrietà?”. Sentii una scossa, come uno schiaffo in faccia, eppure era completamente precisa. Avevo agito compulsivamente per settimane con l’illusione di fregare tutti e di non ferire nessuno. Certamente questo modo di pensare fa parte della malattia.

Fatta l’affermazione, ho realizzato che non stavo fregando nessuno affatto. Le persone sapevano quel che facevo pur coprendo le tracce delle mie azioni. Anche io lo sapevo. Cominciai a capire che l’inganno più grande era verso me stesso. Le bugie che mi raccontavo erano le basi della distruzione attorno a me.

Penso spesso a questa conversazione, e ringrazio profondamente quella persona. Potrebbe non essere stato facile da dire, e compresi che fu detto per amore. Un buon amico è quella persona che ti dà una svegliata, che fa una dichiarazione coraggiosa, che rimuove il vetro dell’inganno. Sono così grato di far parte di un’organizzazione che offre supporto incondizionato, il quale può includere un’onestà scomoda. Il vero amore non è un concetto nuovo, ed è vitale per il mio recupero.

Uno dei doni scaturiti dal frequentare le riunioni è l’onestà alla quale assisto e, in cambio, inizio a mettere in pratica l’onestà nella mia vita.

Se so essere onesto, allora sono sulla giusta strada.

8 giugno (Voices of recovery): “Se affrontiamo i nostri problemi con onestà, e siamo disposti a cambiare, i Dodici Passi di SAA ci porteranno ad avere una consapevolezza che ci permetterà di vivere una nuova vita secondo principi spirituali."

Sex Addicts Anonymous, p. 33 (p. 20 edizione inglese)

La volontà è un fattore essenziale per il dipendente alla ricerca del recupero. Con la disperazione in una mano e la speranza nell’altra, solitamente la volontà deve precedere le azioni suggerite nei Dodici Passi.

Potremmo essere motivati a compiere determinate azioni, ma potremmo non essere disposti per via della paura, di un costo anticipato, o altre circostanze. La volontà è la forza motrice che trasforma un’idea, un concetto, un desiderio o un’intenzione in un’azione; alimenta la resa, le credenze, le decisioni, e le azioni che prendiamo lavorando i Dodici Passi alla ricerca del nostro recupero.

Il programma di recupero dei Dodici Passi potrebbe essere pensato come una doppia pista: un lato in ingresso e un lato in uscita. La volontà è la porta che conduce al lato d’ingresso; alimenta le nostre azioni. E’ l’elemento scatenante di ciò che bisogna fare per poter sperimentare il recupero.

La seconda è il lato in uscita. E’ la trasformazione che solo Dio può darci. Possiamo essere volenterosi. Possiamo lavorare i Passi. Ma è nella fiducia in Dio per il risultato che possiamo trovare un risveglio spirituale che sfocia nel vero recupero.

Quando sono disposto a percorrere qualsiasi distanza, per fare quel che posso fare, Dio farà per me ciò che non sono riuscito a fare da solo.

7 giugno (Voices of recovery): “La risposta positiva o negativa, di una persona in particolare, non è un metodo di misura per capire se stiamo facendo bene le nostre ammende. Il successo sta nella nostra onestà e precisione che usiamo nel riparare i torti fatti."

Sex Addicts Anonymous, p. 99 (p. 49 edizione inglese)

Oggi ho ricevuto una lettera dai miei. È un miracolo che io e i miei genitori comunichiamo, poiché la mia infanzia è stata piena di abusi sessuali, spirituali e fisici dilaganti. Ho passato un decennio senza parlare con loro. Inutile dire che ho dovuto affrontare e lasciare andare i miei risentimenti e le mie paure. Anche adesso sono ancora accusato di aver infranto il segreto di famiglia, di aver gettato vergogna sulla famiglia. Sono incasellato come la proverbiale pecora nera.

Mentre lavoro attivamente ai Dodici Passi, faccio continuamente ammende viventi. Da ragazzo osservavo gli uomini costruire un ponte sul fiume Ohio. Per un periodo di sei mesi ho guardato con stupore come due squadre su lati opposti costruivano rampe di terra, gettavano i piloni e si incontravano abilmente nel mezzo per completare il ponte.

Le ammende sono così per me. Sono responsabile solo della costruzione della mia metà del ponte. Poi mantengo continuamente la mia metà, indipendentemente dal fatto che l'altra persona costruisca la sua metà o meno. Penso che sia mia responsabilità tirare a lucido la mia metà del ponte, in modo che, se mai prenderanno in considerazione l'idea di iniziare la loro metà, sapranno che non sono state solo parole da parte mia. Sapranno che lo intendevo perché lo sto vivendo.

Sto costruendo il mio lato del ponte o aspetto che altri gettino il primo pilone?

6 giugno (Voices of recovery): “Così invece di lottare contro le difficoltà della nostra vita come se fossimo da soli cercando di cavarcela senza aiuto, condividiamo i nostri pensieri ed emozioni con il nostro Potere Superiore."

Sex Addicts Anonymous, p. 116 (p. 56 edizione inglese)

A volte possiamo essere ostacolati nell'accettare e compiere la volontà di Dio per noi perché ci sentiamo indegni, proviamo vergogna o ci sentiamo in difetto. Il nostro comportamento da dipendenti ha rafforzato il nostro senso di vergogna e indegnità. A loro volta, queste convinzioni negative ci hanno reso più vulnerabili a scivoloni o ricadute.

Sono incline alla vergogna e ho passato molto tempo a prendermi a calci per i miei errori. Altre persone mi dicono che ho talento e che mi vedono come una brava persona, ma trovo difficile accettare le loro parole.

È più facile per me consegnare questi pensieri e convinzioni negativi su me stesso quando li porto nella preghiera. Poiché queste convinzioni sono profondamente radicate e cariche di emozioni, cerco di procedere lentamente, una convinzione alla volta. Ad esempio: "Dio, sono arrivato a credere di essere difettoso e di non poter mai essere all'altezza degli altri. È vero? Cosa vorresti che sapessi?"

A volte non mi viene niente. Se mi vengono dei pensieri, cerco di scriverli senza analizzarli o giudicarli. Mentre rileggo ciò che ho scritto, diventa più chiaro se i miei pensieri sono venuti dal mio Potere Superiore, da me stesso o da una combinazione di ciascuno di essi. Spesso sono sorpreso e sollevato da ciò che scrivo e mi ritrovo a tornare su queste parole nei momenti di sconforto.

Oggi permetterò a Dio di dire la verità ad alcune aree del mio pensiero negativo.

5 giugno (Voices of recovery): “Molti di noi hanno capito che è meglio fare degli interventi automatici invece che provare a valutare se siamo a rischio di ricaduta. Possiamo fare una telefonata ogni volta che ci troviamo davanti ad un trigger, indipendentemente dal fatto che ci sentiamo di agire compulsivamente oppure no"

Sex Addicts Anonymous, p. 146 (p. 68 edizione inglese)

Prendere l'abitudine di rimanere in contatto attraverso l'uso regolare del telefono può essere una risorsa enorme nella mia cassetta degli attrezzi per il recupero. Con un'abitudine consistente nelle telefonate ad alcuni membri in recupero, sviluppo una rete di supporto di cui ho bisogno nella mia vita recuperata. Durante le situazioni difficili sarò più propenso ad alzare il telefono, fare una chiamata e a cercare il supporto di cui ho bisogno per impedirmi di entrare in comportamenti da dipendente a causa di una situazione innescante (trigger).

Oggi mi impegnerò a fare tre telefonate ai membri della fratellanza.

4 giugno (Voices of recovery): “E' una pratica comprovata, tramandata da generazioni, che il recupero dalla dipendenza possa avvenire solo con gli altri."

Trovare uno Sponsor (Getting a Sponsor)

In recupero ho imparato che raramente le emozioni improvvise e intense riguardano il presente. Qualcosa ora sta innescando una ferita del passato. Ci sono state anche volte in cui erano garantite delle azioni protettive, ma il mio radar non le percepiva. Fortunatamente, mi sto recuperando e sto imparando dalla mia esperienza.

Il mese scorso, un collega ha detto qualcosa di denigratorio e falso su di me a una riunione di squadra. Sono rimasto scioccato ma non ho detto niente. Sapevo che si rifletteva più su di lui che su di me, ma il mio dolore e la mia rabbia non si placarono. Quando è uscito a fine giornata, ho iniziato a seguirlo fino al parcheggio. Dopo solo una ventina di passi, la voce della ragione suonò: “Niente di quello che farai là fuori finirà bene. Fermati!"

Ho riconosciuto subito la verità. Mi sono girato, sono tornato in ufficio, ho aspettato, sono andato a casa e ho chiamato il mio sponsor. Il mio sponsor provvedette con una soluzione dinamica. Non era qualcosa che avrei scelto anche se ci avessi pensato, ma era appropriato e ha dato a tutte le persone coinvolte la possibilità di essere un adulto decente. Il risultato è stato più risanatore di quanto avessi mai potuto immaginare.

Molte delle mie emozioni appartengono al bambino ferito che è in me. Se agisco in base a loro, potrei benissimo agire in modo infantile. Quando agisco da adulto, offro a quel bambino un posto sicuro in cui guarire. Per me, questo di solito richiede un'assistenza esterna.

Ringrazio Dio per il mio sponsor e le generazioni di sponsor che mi rendono possibile una vita dignitosa.

3 giugno (Voices of recovery): “Con questo passo riconosciamo di avere una malattia e non una semplice debolezza o difetto di carattere, e che siamo impotenti di cambiare questo fatto."

Sex Addicts Anonymous p. 39, (p. 11 dell'edizione inglese)

La vergogna mi dice che ho il potere di controllare la mia dipendenza, ma che non uso quel potere perché sono una persona cattiva, garantendo un circolo vizioso senza fine.

Il Primo Passo è l’inizio della fine della mia vergogna. Ammettendo di essere impotente sfato la bugia che potrei controllare la mia dipendenza soltanto se fossi una persona migliore. L’impotenza mi consente di vedere la verità: la mia dipendenza è una malattia progressiva che influenza la mia mente, il corpo, e lo spirito. Non posso controllare la malattia con la sola forza di volontà più di quanto lo possa fare una persona col cancro o il Parkinson. Nessuno li giudica per non riuscirci. La mia malattia porta via la mia facoltà di scegliere quando si tratta di pensieri sessuali, sentimenti e comportamenti.

L’impotenza permette di cambiare il paradigma da quello di essere una persona cattiva che ha bisogno di essere brava, a quello di essere una persona malata che sta guarendo attraverso i Dodici Passi di Sex Addicts Anonymous. La malattia non è mai rimossa, ma un giorno alla volta i sintomi (comportamenti sessuali nocivi) sono sollevati, e posso cominciare a vivere una vita significativa, una vita nella quale non sono più solo.

Non sono una persona cattiva, indegna o debole. Sono soltanto un essere umano con una malattia. SAA offre un rimedio a quella malattia se sono disposto a usarlo.

La medicina è proprio qui.

2 giugno (Voices of recovery): “Come dipendenti dal sesso, siamo particolarmente inclini all'isolamento. Molti di noi hanno agito da soli o in segreto."

Sex Addicts Anonymous, p. 11 dell'edizione inglese

Mia moglie mi ha chiesto molte volte "Perché non hai amici?" Tentavo di depistarla dicendo che i miei amici non abitavano vicino. Erano i miei amici del college di vent'anni fa. Vivevano in continenti diversi, sulle isole del Pacifico o ne avevo perso le tracce. Le mie prove erano le cartoline di Natale o i calendari che alcuni di loro mi avevano inviato.

La verità era che mi sentivo più a mio agio da solo o con il mio cane. Durante il mio recupero, ho iniziato a notare che stavo rifiutando gli inviti degli altri a fare cose che avevamo in comune, come fare una gita fotografica. Quando mia moglie programmò un evento familiare, scoprii di essere pieno di ansia e di non voler andare con lei. Riflettendo, mi sono chiesto se avessi perso la capacità di stringere nuove amicizie.

Come iniziai a recuperarmi, una parte di me si è svegliata dal coma solitario. Ho iniziato a desiderare di creare amicizie, di uscire di casa e di allontanarmi dall'ipnosi della TV. All'inizio è stato imbarazzante e scomodo per me provare questi nuovi comportamenti, ma grazie all'amorevole fratellanza di SAA e agli strumenti che mi hanno insegnato ora ho nuovi amici.

Uno dei risultati del mio recupero è l'inversione dell'isolamento. Questo beneficio inaspettato mi porta gioia e serenità perché ora posso condividere la mia vita con gli altri.

1 giugno (Voices of recovery): “La dipendenza sessuale è una malattia che colpisce mente, corpo e spirito. E' progressiva, i suoi comportamenti e le sue conseguenze tendono a diventare più gravi con il passare del tempo."

Sex Addicts Anonymous, p 9 (p. 2 dell'edizione inglese)

Ogni mattina cerco di contare le mie benedizioni e di pensare per cosa devo essere grato in questa vita. In cima alla lista troverai sempre SAA e la sobrietà sessuale. La mia sobrietà è il dono di un'opportunità: l'opportunità di vivere una vita normale. Tuttavia, la mia gratitudine per la mia astinenza va ben oltre questo. Perché, proprio come la mia sobrietà sessuale contiene i semi di una vita normale e persino gioiosa, così il mio agire compulsivamente conteneva i semi della sua natura progressiva. Se non mi fossi fermato quando l'ho fatto, chissà come sarebbe progredita la mia malattia.

Sono uno dei fortunati. Ho trovato SAA e mi sono dedicato a questo semplice programma. Senza di essa, sarei un individuo isolato, probabilmente con inclinazioni suicide, ai margini della società e odiandomi per quello che ero diventato, con uno spirito e una mente malati, e forse un corpo malato. Ma il paradosso di SAA è che, dalla sconfitta totale, può arrivare la vittoria, grazie al Primo Passo e agli undici passi successivi. Proprio come la mia malattia sarebbe progredita, così ora la mia gratitudine può progredire. Ogni anno mi allontano sempre di più dalla persona che ero diventato: l'unico requisito è cercare di applicare alcuni semplici principi spirituali.

Aiutami a ricordare che l'astinenza è un dono del mio Potere Superiore e tutto ciò che devo fare è arrendermi. Aiutami a essere grato di essere sessualmente sobrio solo per oggi.

31 maggio (Voices of recovery): “Quando mi succede, mi fermo un attimo, faccio un bel respiro profondo e penso, <<Oh giusto, non si tratta di me>>. In questo modo, posso ricominciare la mia giornata ogni volta che voglio."

Sex Addicts Anonymous, p 456 Storia n. 45 "I passi verso la libertà" (p. 326 dell'edizione inglese)

Prima ancora di inginocchiarmi stamattina, mi sono reso conto di che la mia testa era già partita, a correre sulla vecchia pista della mia mente. Nel tempo che c’è voluto per preparare un caffè, far uscire il cane e iniziare la mia preghiera, avevo usato due volte la regola dei tre secondi, avevo ripassato mentalmente gli eventi di ieri e avevo iniziato a ossessionarmi. Ero già concentrato su me stesso: i miei problemi, il mio ego, a modo mio.

Delicatamente, ho sentito Dio che mi chiamava di nuovo sulla linea di partenza. Va bene, una falsa partenza. Proviamo di nuovo. Ho pregato: “Aiutami a fissare i miei occhi su di te. Aiutami a correre questa corsa chiamata vita secondo la tua volontà e non la mia. Metti le cose che contano al primo posto nella mia mente e nel mio cuore. Lascia che l'amore sia il mio carburante oggi. " Sono diventato "aperto a fare nuove scelte ... alla luce dell'amore e della cura trasformanti del mio Potere Superiore ... una strada di gentilezza e compassione".

Poi ho chiesto come farlo oggi. Il messaggio era semplicemente quello di essere più presente con la persona con cui mi trovavo. Ho letto un passaggio familiare sull'amore, che mi ha ricordato l'inventario del Quarto Passo. Anche se non ero ancora lì, sapevo che il mio Potere Superiore stava già iniziando a guidarmi in questa nuova gara fuori pista - una corsa di lunga distanza, di resistenza, non uno sprint - qualcosa di molto meglio di qualsiasi cosa potessi immaginare. Con Grazia, posso far sì che oggi funzioni. Ho bevuto l'amore come carburante ed ero fuori di testa.

Dio, nella corsa che mi è stata proposta oggi, mostrami come gestirla a modo tuo, sulla via dell'amore.

30 maggio (Voices of recovery): “Possiamo accettare e utilizzare questo Potere Superiore, per trovare la libertà dalla dipendenza, anche se non lo comprendiamo totalmente. La nostra convinzione che il recupero sia possibile ci dà la forza di agire, e quindi siamo pronti per il Terzo Passo."

Sex Addicts Anonymous, p 51 (p. 28 dell'edizione inglese)

Quando ho sentito per la prima volta il concetto di sanità mentale nel Secondo Passo, ero scettico. Non riuscivo a comprendere l'idea di poter essere riportato a qualcosa che ero abbastanza sicuro di non aver mai avuto e di non poter definire.

Lavorare formalmente al Secondo Passo, più volte (dopo ogni ricaduta) e praticare regolarmente questo Passo, mi ha dimostrato che ciò che ritenevo complicato e improbabile è davvero molto semplice quando accetto quanto segue come vero:

1) Dio esiste davvero.

2) Dio si interessa davvero di me.

3) Dio è in grado di riportarmi alla sanità mentale.

4) Dio vuole riportarmi alla sanità mentale.

5) La sanità mentale è possibile in questo mondo.

6) Sono degno di essere riportato alla sanità mentale.

7) Sono disposto a credere e disposto ad essere riportato alla sanità mentale.

Sono grato oggi. Sono ancora un’opera in divenire (work in progress), ma a causa del Secondo Passo, vengo riportato alla sanità mentale da un amorevole Potere Superiore.

Ho motivo di essere grato oggi.

29 maggio (Voices of recovery): “Guardare dentro di me e accettare le diverse parti (a volte frammenti) di me stessa invece che vedere quello che gli altri pensano di me, è stato un processo importante. So di essere spiritualmente stabile quando sono in grado di essere me stessa ed essere presente sia con i miei sentimenti sia con ciò che mi si presenta, non importa che cosa sia. In quei momenti i miei pensieri vedono me stessa come una cara amica."

Sex Addicts Anonymous, p 66 Storia n. 5 "I suoi sogni diventano realtà" (p. 130 dell'edizione inglese)

L’Undicesimo Passo ci incoraggia a meditare. Ci sono molti modi per meditare, ma coloro che meditano ci dicono che è un fondamento per la salute spirituale e il percorso verso la vera pace e felicità.

Meditare significa essere connessi e presenti in una realtà vicina. Niente fantasie, per favore. Nessuna grandiosa delusione su quanto sono potente. Nessuna conclusione auto-giudicante sulla vergogna dell’azione compulsiva.

La meditazione è una pratica, un comportamento. Il suo potere non deriva da ciò che faccio, ma dall'essere immobile e aperto a ciò che è: un mondo molto lontano dalle convinzioni e dalle paure che hanno guidato la mia dipendenza. E hanno ragione; posso trovare pace.

La dipendenza è un'azione insensata. La meditazione è una quiete piena di significato.

28 maggio (Voices of recovery): “Nel valutare il nostro programma, in definitiva ci chiediamo se il recupero è la nostra più alta prorità."

Sex Addicts Anonymous, p. 144 (p. 68 dell'edizione inglese)

Non c’è bisogno di aspettare una ricaduta per rivalutare il nostro programma. In qualsiasi momento, l’autocompiacimento potrebbe stabilirsi come una nuvola, lasciando i nostri pensieri alla deriva. Forse potremmo essere vittime del tran tran quotidiano e perdere di vista quello di cui abbiamo bisogno per essere produttivi.

In ogni caso, persino il minimo tentativo di diventare più centrati e grati, mentre chiediamo al Dio della nostra concezione cosa dovremmo fare oggi per continuare a migliorare il nostro recupero, ci porterà indietro nel posto dove Dio e il nostro programma hanno la massima priorità.

Oggi chiederò onestamente al mio Potere Superiore se sto facendo del mio programma la massima priorità e attenderò l’amorevole e onesta risposta.

27 maggio (Voices of recovery): “I comportamenti che scriviamo all'interno dei cerchi non rimangono lì per sempre."

Sex Addicts Anonymous, p. 25 (p. 16 dell'edizione inglese)

Una volta, mentre ero seduto tranquillo a pregare aspettando una qualche sorta di risposta, mi sono reso conto di essere inquieto per il messaggio che avrei potuto ricevere. Le mie preghiere riguardavano comportamenti che stavano diventando un problema nella mia vita e il cambio di atteggiamento nel mio recupero di cui avevo bisogno per affrontarli.

Ho passato in rassegna i miei cerchi con il mio sponsor. Sembrava strano che io dovessi rivederli. La mia reazione emotiva a quell’idea era la resistenza; potrebbe richiedere del lavoro.

All’inizio del mio recupero, ero disposto a fare dei cambiamenti che mi avessero sollevato dal dolore che provavo. Le conseguenze peggiori della mia dipendenza diminuirono quando divenni astinente dai comportamenti del mio cerchio interno; ma senza gli imminenti disastri che hanno motivato i miei cambiamenti precedenti, diventai compiacente. Man mano che la mia consapevolezza cresceva, dei comportamenti che non avevo messo nel cerchio interno diventarono discutibili alla luce degli effetti che essi stavano avendo.

La mia prima azione fu di dare un nome a quei comportamenti e riconoscendo quelli che, per lo meno, sollevavano degli interrogativi. Ho pregato a riguardo e poi ho sollevato la questione col mio sponsor man mano che rivedevamo i miei cerchi. Rivedere i miei cerchi con lo sponsor è un modo per avere delle indicazioni sui quei comportamenti in dubbio, e il processo li porta fuori alla luce del giorno.

Sarò onesto col mio sponsor. Condividerò quei comportamenti che mi sollevano dubbi.

26 maggio (Voices of recovery): “Cambiare le vecchie routine associate alla nostra dipendenza è uno strumento importante per rimanere sobri."

Strumenti del Recupero (Tools of Recovery), p. 13 edizione inglese

Una volta che inizio ad agire compulsivamente, sono nella parte rettiliana del mio cervello, la parte egoista che vuole solo ciò che vuole. È impossibile fermarsi. Prima di iniziare, tuttavia, ho ancora una possibilità. In quel momento, devo riconoscere la bugia che agire compulsivamente mi darà quello che voglio. La verità è che non mi piacerà l'atto, o me ne pentirò profondamente in seguito, o entrambi.

Quando ero sobrio per la prima volta, mi esercitavo a ricordare quanto mi faceva sentire male agire compulsivamente. Di solito, la prima cosa che facevo prima di agire compulsivamente era chiudere le veneziane, quindi mi esercitavo a farlo mentre pensavo agli effetti negativi della mia dipendenza. Alla fine l'abbinamento di queste due attività ha dato i suoi frutti. Non appena pensavo di chiudere le tende, lo collegavo agli effetti della mia azione compulsiva.

Non è una cura, ma è uno strumento. Mi dona un prezioso momento di lucidità prima di una mossa potenzialmente insensata e pericolosa. Il desiderio di agire compulsivamente potrebbe manifestarsi per il resto della mia vita. Non ho il controllo sui pensieri che mi vengono in mente, ma posso scegliere se credere o intrattenermi con quei pensieri.

Oggi non credo più alla voce del dipendente nella mia testa. Invece mi rivolgo al mio Potere Superiore, ai miei amici nel programma e alla mia stessa saggezza.

25 maggio (Voices of recovery): “Il cambiamento avviene secondo i tempi di Dio e non i nostri.”

Sex Addicts Anonymous, p. 88 (p. 44 dell'edizione inglese)

Appena completato il Sesto Passo, sono rimasto lì con la mia lista di difetti di carattere in mano, che mi fissavano come se fossero veleni di cui non potevo liberarmi tanto velocemente. Mi sono inginocchiato e ho chiesto al mio Potere Superiore di rimuovere questi difetti. Ho chiesto loro di essere rimossi in modo che potessi essere al servizio degli altri. Mi alzai sulle ginocchia e andai avanti con la mia giornata.

La mattina successiva, ho pregato di nuovo che questi difetti fossero rimossi e ho continuato a ripetere il processo ogni giorno. Entro una settimana, ho notato che alcuni difetti di carattere non erano una grande difficoltà, mentre altri mi affliggevano ancora quasi quotidianamente. Presto, ho iniziato a dubitare di come avrei potuto essere utile a qualcuno mentre lottavo così tanto con i miei difetti di carattere. Perché il mio Potere Superiore non li stava rimuovendo tutti?

Poi un giorno, onestamente, ho condiviso con uno sponsee queste difficoltà. Questo ha aperto la conversazione a un dialogo molto vulnerabile. Ho imparato una lezione molto importante. Posso portare il messaggio lavorando al mio programma e rimanendo sobrio. Ma a volte posso essere utile proprio grazie alle mie difficoltà, non perché le ho superate.

Oggi posso ammettere i miei successi e le mie difficoltà in modo da poter essere veramente al servizio degli altri.

24 maggio (Voices of recovery): “Per grazia di Dio, non devo più ricadere sui miei vecchi modi di pensare.”

Sex Addicts Anonymous, p. 369, storia 37 (p. 284 dell'edizione inglese)

Troppo a lungo, in ogni caso.

Posso stancarmi di essere un adulto responsabile. Voglio rinunciare a prendere decisioni per me e per gli altri. Voglio che qualcun altro mi dica cosa fare. Non è che ci sia qualcosa di sbagliato. E’ soltanto che mi stanco. E poi, potrei precipitare in un buco. Ma io sono un dipendente dal sesso e quando cado in quel buco, la mia dipendenza si rinvigorisce. Comincio a fantasticare, a mangiare troppo, a perdere la mia concentrazione spirituale e a ridurre le chiamate in programma e il lavoro sui passi.

Nel buco sono tentato di usare la forza di volontà per costringermi a uscire, ma non funziona. Semplicemente ricado dentro. Ho dovuto imparare ad arrendermi e lasciare che il mio Potere Superiore mi guidasse fuori.

La resa inizia ammettendo a me stesso la mia stanchezza nell’essere adulto (lasciando andare il mio giudizio personale). Quindi riconosco le mie emozioni “del buco”: tristezza, solitudine, disperazione e paura (lascio andare l’evitamento di me stesso). Alla fine, chiedo al mio Potere Superiore di insegnarmi e guidarmi attraverso questo buco (lasciando andare l’autosufficienza). A quel punto trovo la mia giusta dimensione e presto ritorna la mia maturità.

I buchi sono delle opportunità che ha il mio Potere Superiore di insegnarmi e rieducarmi sul lasciar andare, lezioni che ho trasmesso ad altri nel recupero.

Anche se cado in un buco, può essere un passo verso l'apprendimento e verso la guarigione.

23 maggio (Voices of recovery): “Scegliamo di stare in compagnia di persone che ci rispettano, si prendono cura di noi e ci trattano bene. Iniziamo a vedere la vita in termini di crescita, cambiamento e trasformazione.”

Sex Addicts Anonymous, p. 124 (p. 59 dell'edizione inglese)

Il mio viaggio in SAA è stato, nonostante le sue numerose difficoltà e le sue apparenti battute d'arresto, una riscoperta della fede e della speranza. La verità è che io, che ho rinunciato a un dio benevolo e personale molto tempo fa, ora credo nella promessa e nel potere di una miracolosa redenzione.

Prima di entrare nel programma di SAA, giudicavo i predatori sessuali senza pietà. Meritavano, pensavo, solo la punizione più dura e assoluta. Poi una sera, un uomo, un gentiluomo in ogni senso della parola, che aveva distribuito medaglie di sobrietà al mio gruppo SAA, condivise che aveva sistematicamente molestato sua figlia. Sono rimasto a bocca aperta. Quest'uomo, che ero arrivato ad ammirare come una specie di nonno in SAA, ora era amato e ammirato da quella figlia e da me. In quel momento sono giunto a credere che la redenzione e persino i miracoli fossero possibili.

In seguito, ho appreso che storie di crescita e trasformazione così fantastiche sono all'ordine del giorno in SAA. In effetti, un altro ex molestatore sessuale è un membro del mio gruppo di feedback settimanale. È un mio mentore e un mio amico. Se tali miracoli e redenzione sono possibili per gli altri, allora forse lo sono anche per me. Sono sbalordito e tanto grato per la le persone che frequento oggi.

Oggi posso credere nei miracoli e nella redenzione. La prova è nelle persone che frequento oggi.

22 maggio (Voices of recovery): “Mettevamo spesso la nostra dipendenza al primo posto ed il resto in secondo piano.”

Sex Addicts Anonymous, p. 45 (p. 25 dell'edizione inglese)

Dio è sempre stato il mio Potere Superiore di riferimento. Durante la mia adolescenza sono giunto a credere che Dio non fosse esattamente ciò che qualunque religione mi aveva portato a credere, e che questa conoscenza fosse qualcosa unicamente mia. Tuttavia, dopo essere entrato nel programma mi ci volle un po’ per realizzare che, anche se avevo questa credenza radicata, il mio Potere Superiore spirituale è stato per molti anni e persino decenni la mia dipendenza.

Come iniziai a lavorare i Passi e a capire come applicarli nella mia vita, ho iniziato a vedere come la mia dipendenza avesse lavorato sodo per nascondere l’esistenza del mio vero Potere Superiore. L’elemento chiave del Secondo Passo è sempre stato “possa ricondurci alla ragione”. I miei altri poteri superiori professavano e possedevano l’abilità di fare tante cose, ma mi facevano impazzire, perdere e ammalare.

Anche se ho fatto progressi considerevoli nel riconnettermi al mio centro spirituale, so di avere molta strada da fare. Non sono da solo e non ho bisogno di affrontare le difficoltà della vita senza alcun supporto. Al mio viaggio si aggiungono l’esperienza, la forza e la speranza dei miei fratelli e sorelle nel recupero. Sono più disposto ad arrendermi perché la mia esperienza personale mi ha dimostrato che l’unico modo per superare la mia malattia è lasciar andare.

So che fidandomi di un Potere più grande di me posso trovare un nuovo e miglior modo per affrontare la vita.

21 maggio (Voices of recovery): “Ottenere e mantenere l'astinenza dai comportamenti compulsivi del cerchio interno sono le fondamenta sulla roccia di tutta la crescita personale che ne seguirà.”

I Tre Cerchi

L’unico requisito per appartenere a SAA è il desiderio di smettere i propri comportamenti compulsivi. Ad ogni modo, il motivo per cui mi unii a Sex Addicts Anonymous era proprio per smettere di agire compulsivamente. Nei primi giorni, Io come tanti altri, ebbi parecchie scivolate. Comunque, man mano che il tempo passava, ho acquistato l’astinenza dalle attività del cerchio interno tramite i Dodici Passi di SAA.

Lo slogan “Progresso, non perfezione” parla della mia crescita spirituale attraverso i Passi. Non è un modo occasionale per razionalizzare se agire compulsivamente nel corso degli anni. Essere gentile con me stesso non significa deludere me stesso. Un’astinenza duratura è raggiungibile, un giorno alla volta, attraverso i Dodici Passi di SAA. Senza questa astinenza non ho alcuna sicurezza; sono tuttora un dipendente sessuale che soffre in attesa di recuperarsi.

Avendo lavorato i Dodici Passi, conosco una libertà e una sicurezza che non mi sarei mai immaginato. Per me, questo sarebbe stato impossibile senza le solide fondamenta che mi sono state date dal raggiungere e mantenere l'astinenza dalle compulsioni del cerchio interno.

Sono onesto con me stesso sul Primo Passo? Ho ammesso di essere impotente di fronte alla compulsione e di dovermi arrendere definitivamente, un giorno alla volta? O mi sto illudendo che in qualche modo, un giorno, sarò in grado ancora una volta di farla franca con i comportamenti compulsivi?

20 maggio (Voices of recovery): “Una nuova capacità di vivere nel presente abbandonandosi alle cure di Dio, ci dà il coraggio di andare avanti nel recupero.”

Sex Addicts Anonymous, p. 58 (p. 31 nell'edizione in inglese)

Non hai la chiglia. Devi svilupparne una per affrontare le vicissitudini della vita senza capovolgerti e affondare.” Questa era la mia diagnosi? Stordito e infuriato, ho respinto la metafora del professionista; non conosceva il vero me! È stato nove mesi fa. Ora sono in SAA, sto lavorando al Terzo Passo con il mio sponsor. Guardando indietro, vedo che la valutazione è stata generosa e gentile.

Ho studiato le chiglie e sono rimasto sgomento. La chiglia è la parte della barca attorno alla quale è costruito il resto. Fornisce stabilità, convertendo le forze laterali del vento e delle onde in movimento in avanti. La mia "barca" era stata costruita sull’autosufficienza; il mio mantra non era mai cambiato dalla prima infanzia: posso farcela da solo. Chiaramente non posso. Ma come si costruisce una chiglia una volta costruita la barca? Come trovo un centro dopo anni sulla scia devastante della mia dipendenza?

Le chiglie sono solitamente fatte di materiale pesante e resistente, che mi parla di sostanza spirituale. Nel Secondo Passo siamo arrivati ​​a credere che un Potere più grande di noi potesse riportarci alla sanità mentale - forse, montare la chiglia? Ora, la mia sfida nel Terzo Passo è decidere di affidare la mia vita e la mia volontà, la mia barca, alle cure di Dio. Solo una soluzione spirituale, di peso ed eterna sarà sufficiente. Solo un Dio amorevole e premuroso è abbastanza sicuro perché possa affidargli un tale processo di trasformazione della mia vita.

Grazie, Dio, per il nuovo corso che sta prendendo la mia vita.

19 maggio (Voices of recovery): “All'interno dei gruppi impariamo che ci sono strumenti specifici che aiutano a cambiare le nostre abitudini, che interrompono il ciclo della dipendenza compulsiva sessuale e la disperazione.”

Sex Addicts Anonymous, p. 17 (p. 12 nell'edizione in inglese)

Molti nuovi arrivati​​ chiedono quanto tempo devono lavorare con questo programma prima di guarire. I veterani sorridono e annuiscono e dicono al nuovo arrivato di continuare a tornare. La mia esperienza supporta anche l'idea che la malattia della dipendenza sia incurabile. C'è ancora una cosa: sono sempre in movimento.

Un segno della dipendenza è una spirale costante e discendente in cui nulla migliora mai. Ho visto amici che praticano azioni compulsive riferire direttamente o indirettamente che le loro vite sono: "un altro giorno, stessa roba". Ho ancora problemi, ma sono problemi nuovi e migliori.

Recupero significa cambiamento. Se sono sobrio e sono presente nella mia vita, il mio sé spirituale, emotivo, psicologico e intellettuale è in costante cambiamento, adattamento, adozione, crescita, reazione, azione e talvolta apprendimento. Ogni decisione che prendo e azione che intraprendo mette in moto altri eventi. Non c'è destinazione; è tutto un viaggio. La domanda allora diventa: in quale direzione voglio muovermi?

La mia definizione del cerchio esterno è semplice: è qualsiasi azione che mi allontana dall'agire compulsivamene. Può essere quasi qualsiasi cosa: preghiera, servizio, cucinare del buon cibo, tenere la porta per qualcuno, fare il mio lavoro, concedermi una pausa o un regalo, piegare il bucato, suonare musica, portare a spasso il cane, godermi la compagnia di amici o una bella giornata o una potente tempesta, o gli atti molto difficili di praticare equilibrio e coraggio.

Ho sempre delle opzioni. In quale direzione sto andando adesso?

18 maggio (Voices of recovery): “Quando andiamo (alle riunioni), aiutiamo a creare un luogo in cui gli altri possono trasmettere il messaggio di recupero, anche se non diciamo nulla.”

Sex Addicts Anonymous, p. 126 (p. 60 nell'edizione in inglese)

Faccio fatica a credere che la mia presenza conti qualcosa. Fin dall'infanzia, i miei genitori mi consideravano una bambola, piuttosto che una persona reale. Non sono solo. Molti dipendenti che conosco hanno ricevuto lo stesso messaggio in vari modi: attraverso abusi fisici, sessuali o emotivi; o per negligenza o abbandono.

Nella mia dipendenza attiva, non credevo che le mie azioni avessero effettivamente influenzato le altre persone. Dopotutto, non ero davvero quella persona. Come altri nel programma, mi consideravo una persona sana e buona, nonostante comportamenti che indicherebbero il contrario. Ho reso invisibile la parte dipendente di me, anche a me stesso.

La verità è che sono sempre visibile. Tutte le mie azioni, e anche la mia energia, contano. Hanno un effetto su altre persone, che io lo sappia o no. Io non sono Dio; Non posso controllare ciò che gli altri possono fare o pensare. Ma io sono un prezioso figlio di Dio; la mia presenza è sempre importante. Ciò è particolarmente vero durante le riunioni. Tutti quelli che si presentano creano una nave, settimana dopo settimana, su cui le persone possono fare affidamento. Il mio stare seduto lì in silenzio può aiutare un altro dipendente a rimanere sobrio per un altro giorno. Quando partecipo a una riunione, è un atto di servizio agli altri, anche mentre sto aiutando me stesso.

Oggi ricordo che la mia presenza e le mie azioni contano sempre.

17 maggio (Voices of recovery): “Qualsiasi piccolo sforzo noi facciamo per fermarci ad ascoltare è un passo in avanti che ci connette con il nostro Potere Superiore, un passo che nel tempo porterà i suoi frutti.”

Sex Addicts Anonymous, p. 72 (p. 57 nell'edizione in inglese)

Ci ho provato spesso, ma non riuscivo a trovare il mio Potere Superiore. Nessuno in passato è riuscito a dirmi dove o cosa fosse. Sapevo che non sarei riuscito a trovarlo al di fuori di me.

Ho cominciato a pregare molto tempo prima di iniziare a meditare, quindi pregare era facile. Dovevo sapere dove stessero andando le mie preghiere? Non era importante.

Mi ci volle un po’ per capire che l’unico posto dove trovare Dio come posso concepirlo è nel momento presente. La porta verso il momento presente era la calma dello spirito e del corpo.

Seduto in un posto tranquillo, inspirando ed espirando lentamente, osservando i miei pensieri e le mie emozioni, prima come un film d’azione, poi scivolando lentamente nel melodramma e finendo in una storia d’amore. E poi solo un silenzio immobile.


Senza vivere nel passato né nel futuro, mi permetto di essere dove sono.

16 maggio (Voices of recovery): "Per lo scopo del nostro gruppo esiste un'unica autorità principale: un Dio amorevole, che si manifesta nella coscienza di gruppo. I nostri leader non sono altro che servitori di fiducia: essi non governano"

Sex Addicts Anonymous, p. 169 (p. 79 nell'edizione in inglese)

Il mio primo incarico di servizio mi ha insegnato l’umiltà. Ero impaziente nell’attendere la coscienza di gruppo perché in alcuni casi Dio potrebbe essere stato troppo lento per me. Quando mi concentravo sui principi spirituali e lasciavo perdere i bisogni e i desideri personali, trovavo un Dio amorevole disposto a guidare il mio gruppo verso una decisione più potente e una soluzione più inclusiva che soddisfasse l’intero gruppo.

La coscienza di gruppo esaudisce i bisogni e i desideri del gruppo e mi soddisfa in modi che nessun altra autorità decisionale potrebbe fare.

Non si trattava di giusto o sbagliato; si trattava di lasciare che la guida e i tempi di Dio ci guidassero verso una decisione che trascendesse il mero consenso. Lavoro tuttora per capire la volontà di Dio per la mia vita e per l'esperienza del mio gruppo. Esercito la resa quando prendo posizione come servitore. Man mano che mi arrendo, il cerchio della fiducia si allarga.

La coscienza di gruppo produce migliori decisioni di gruppo perché avvengono nei tempi di Dio, non necessariamente nei miei tempi.

15 maggio (Voices of recovery): "Scopriamo anche che i nostri difetti di carattere possono diventare strumenti nelle mani di Dio."

Sex Addicts Anonymous, p. 90 (p. 45 nell'edizione in inglese)

Da dipendente attivo, mi sono trovato impotente di fronte ai forti sentimenti come la rabbia o la paura, e di fronte ad azioni come mentire. Sono stato ricolmo di rabbia repressa o paura che, col tempo, sono diventate risentimento, poi compiacimento, disonestà e delusione. Spesso mi ritrovo in diversi punti di questo processo allo stesso tempo!

Da dipendente in recupero, riconosco e ammetto a me stesso i difetti di carattere che ho. La rabbia, la paura, la disonestà e il risentimento sono solo alcuni dei difetti di carattere che ho dissotterrato. Più spesso, questi difetti sono dei segnali che mi indicano il vero lavoro e il vero me. Solo quando accetto questi sentimenti, e sono onesto con me stesso su che cosa sto provando nel profondo del mio cuore, posso sperimentare il miracolo. Questo è il miracolo che converte la rabbia nella scoperta dei sentimenti che si celano dietro la rabbia. Magari il sentimento sottostante è la paura perché i miei limiti sono stati violati o perché mi sento indegno.

Quando uso la paura come un indicatore di opportunità sottostanti, sono sorpreso di trovare un coraggio guidato dalla ragione. Molto lentamente, ma costantemente, i miei difetti di carattere diventano i miei alleati, aiutandomi ad avanzare nel cammino della vita. Sono grato di essere chi sono, grato di avere la vita che ho vissuto finora, e guardo avanti per il resto di essa.

Ricorderò che i miei difetti di carattere non sono miei nemici. Quando li accolgo, avviene il vero cambiamento. Prima che me ne accorga, i miei difetti diventeranno una risorsa.

14 maggio (Voices of recovery): "Il cerchio intermedio non è un posto dove passare il tempo."

Strumenti di recupero (Tools of recovery), p. 8

Durante il recupero, il mio nuovo computer è diventato la mia fonte di informazioni, notizie, intrattenimento e persino appuntamenti. Ho iniziato a passare più tempo sui siti di incontri. I siti che ho visitato consentivano tutti i tipi di immagini nei profili. Ogni volta che visitavo quei siti, venivo stimolato e ottenevo la botta che cercavo. Dopo un po ', la finzione di cercare un appuntamento svanì; Stavo andando lì solo per guardare le foto.

Andare in questi siti ha prodotto un effetto imprevisto: ne volevo di più. Ho iniziato a cercare siti che mi avvicinassero ancora di più alla mia dipendenza. Sono stato più assente con il mio sponsor e con i miei amici in recupero. Alla fine, temporeggiare nel mio cerchio intermedio mi ha portato al mio cerchio interno e alla ricaduta.

La strada di ritorno dalla ricaduta mi ha insegnato che il cerchio intermedio è una rete di sicurezza, non un posto dove parcheggiare e nascondersi. Identificare il mio cerchio intermedio fornisce un punto di riferimento dove posso fermarmi e tornare al mio cerchio esterno. Parlare regolarmente con il mio sponsor delle caratteristiche del mio comportamento nel cerchio intermedio mi aiuta a riconoscerlo e ad uscirne. Controllo i siti in cui vado, esattamente quello che vedo, quanto tempo ci sto e cosa faccio. Condividere nelle riunioni le mie esperienze del cerchio initermedio mi libera dalla preoccupazione per la mia immagine, permettendomi di stare apertamente alla luce del giorno.

Stare fuori dal mio cerchio intermedio lascia più tempo per il mio cerchio esterno e per la vita.

13 maggio (Voices of recovery): "Tuttavia, i passi sono molto più di una serie di esercizi, essi ci offrono principi fondamentali per vivere. Molti di noi trovano quotidianamente opportunità per mettere in pratica uno o più passi attraverso le sfide della vita."

Sex Addicts Anonymous, p. 37 (p. 22 edizione inglese)

Camminando su per una ripida collina verso la sua nuova casa, un mio amico rimase deluso nel trovarsi senza fiato, i muscoli delle gambe in fiamme, mentre il suo coinquilino correva su per la collina, apparentemente senza sforzo.

"Questa collina sarà sempre ripida", disse il suo amico, "ma diventerai più forte".

Questa è una grande metafora per il mio recupero. Essere sessualmente sobri non significa che la mia vita sarà sempre liscia e divertente. Tuttavia, ho accesso a un Potere più grande di me che mi aiuta nei momenti difficili e mi mostra come rispondere alle sfide in modi nuovi e sani. Avrò ancora problemi, la collina potrebbe essere ancora ripida, ma vivere la vita secondo principi spirituali trasforma le mie difficoltà in esercizi di potenziamento e opportunità di scoperta.

Dio, aiutami a vedere i miei ostacoli come trampolini di lancio, come le opportunità che sono.

12 maggio (Voices of recovery): "Quando ci liberiamo delle nostre cattive abitudini, non sappiamo ancora che cosa le sostituirà, speriamo solo che sia qualcosa di meglio."

Sex Addicts Anonymous, p. 52 (p. 28 edizione inglese)

Il Terzo Passo è quello della resa e dell'impegno cosciente. È un'azione piccola ma misurabile per cambiare i miei atteggiamenti. È qui che corro il rischio di riporre la mia fede e la mia fiducia in qualcos'altro, non nella mia dipendenza, non in me stesso, non nei miei amici o nella mia famiglia. Questa è l'umile promessa che chiede che sia fatta la volontà del mio Potere Superiore, non la mia. È il difficile compito di lasciare andare le redini. Un membro può riassume i primi tre Passi come segue: Ho un problema e trovo aiuto, se sono disposto a chiederlo.

Il Terzo Passo è dove ammetto consapevolmente di voler essere guidato da qualcuno o da qualcos’altro su una strada migliore. Molti lottano con l'idea di Dio come possono concepirlo, ma questo programma chiede e permette a ciascuno di noi di scoprire un Potere Superiore che opera nella nostra vita. Può assumere molte forme, includendo la coscienza di gruppo, la natura, l'universo e una dei buoni consigli da seguire. Il programma consente tutto questo e altro ancora.

Ciò che conta è che crediamo, per quanto in quantità infinitesimale, che qualcosa al di là di noi abbia un'idea migliore di dove dovrebbe portarci la nostra strada.

Se posso accettare che forse non sono il padrone del mio destino e arrendermi a ciò che non posso controllare, la mia vita può andare in una direzione diversa e più positiva.

11 maggio (Voices of recovery): "I comportamenti pericolosi sono cose che facciamo che ci espongono a ciò che innesca la dipendenza. Potrebbero non essere sessuali di per sè stessi, ma ci mettono a rischio di agire compulsivamente."

"Astinenza" (opuscolo SAA)

Quando guido attraverso la parte della città in cui agivo compulsivamente, devo concentrarmi sugli affari legittimi per cui mi trovo lì o evitare di andarci del tutto. Il mio sponsor mi ha raccomandato di essere "geograficamente creativo" nella pianificazione dei miei viaggi in modo da evitare quei posti dove agivo compulsivamente. Ho trovato percorsi alternativi per viaggiare verso la mia destinazione.

Ho scoperto nuovi quartieri in città che finora mi erano sconosciuti. Per puro caso, ho persino trovato una caffetteria su una delle nuove rotte attraverso la città dove hanno un caffè tostato scuro unico che ho imparato ad amare. Ora faccio di tutto per usare il nuovo percorso. Sono convinto che Dio mi abbia ricompensato perché ho scelto un percorso alternativo, un percorso ancora più desiderabile di quegli itinerari scivolosi.

Oggi chiedo al mio Potere Superiore di guidarmi verso sentieri sicuri, che risultano essere più piacevoli dei sentieri scivolosi del passato.

10 maggio (Voices of recovery): "Molti trovano beneficio nello stilare una storia sessuale personale, includendo l'esplorazione della sessualità nella propria famiglia d'origine."

Il Primo Passo del Recupero (First Step of Recovery)

Quando ero giovane, mio fratello mi toccava in modi che mi facevano sentire formicolante e calda. Se protestavo, mi teneva ferma e continuava. Sapevo che era sbagliato. Ho provato a dirlo a mia madre, ma le parole non mi uscivano dalla bocca. Poi un giorno non l’ha più fatto. Mi sentivo mortificata di volerlo ancora. Mi sono sentita abbandonata. L’ho odiato per anni.

Quando scrissi il mio Quarto Passo, mi sono resa conto di dover includere la parola “molestie”. Era dura da ammettere, persino alla mio sponsor. Ho odiato che mio fratello mi avesse tolto l’innocenza. Avevo tantissime domande senza risposta. Tuttavia, sono andata avanti, e alla fine era l’ora di fare il Nono Passo.

La mia prima ammenda è stata verso mia madre. Siamo andate a parare sull’argomento di mio fratello, e mi raccontò che lui aveva subito abusi da una donna che gli aveva detto di fare pratica a casa. Lui l’aveva fatto su di me e poi era andato dalla mia sorella che stava entrando nella pubertà. Ecco perché mi aveva abbandonata.

Anche se mi ha disgustato sentire queste cose, hanno cambiato il mio cuore. Mi sentivo dispiaciuta per mio fratello e mia sorella. Provo compassione ed empatia per il mio aggressore. Poi, ero pronta a fare ammende per le cose che io avevo fatto a lui. Il mio fardello fu sollevato. E’ stato doloroso esplorare questo capitolo della mia vita, ma ne è valsa la pena. La mia serenità ne vale la pena.

La serenità è una scelta che posso fare in qualsiasi momento.

9 maggio (Voices of recovery): "Toccare il fondo significa raggiungere un punto così basso - mentalmente, fisicamente, emovitamente e spiritualmente - che porta a superare la negazione."

Sex Addicts Anonymous, p. 15 Libro verde vecchia ed. (p. 8 edizione inglese)

Uno dei fondatori dei programmi dei Dodici Passi ha riferito ai dipendenti di ricordare il proprio fondo ogni giorno. Così semplice come questa guida, i particolari cambiano da persona a persona. Per molti si tratta delle dolorose conseguenze (rapporti o lavori persi, arresti, malattia o umiliazione pubblica) che scaturiscono dall’agire compulsivamente. Per me, i punti fondamentali erano più interni.

Quando toccai il fondo, stavo facendo una carriera incredibile e comprai una nuova macchina e una nuova casa, avevo appena avuto un bambino, e stavo ricevendo un sacco di approvazione pubblica. Dall’esterno tutto sembrava procedere bene. Dentro, però, stavo cadendo a pezzi. Ero solo e disperato, terrorizzato di essere scoperto ed essere stravolto dalla vergogna della mia dipendenza. Ero una bugia, un bel disastro. Perché dovrei ricordare tutto quello?

Ognuno dei Passi, dall’accettare la mia impotenza al portare il messaggio, mi portano a rivedere i mie punti più bassi. Ricordando, non solo affronto i fatti, ma rivivo le emozioni di quei tempi, e divento più vulnerabile e disponibile a livello emotivo e spirituale. Sembra che questa apertura crei uno spazio per il mio Potere Superiore per lavorare su di me. I doni della resa (un altro giorno di astinenza, un piccolo passo in più nella crescita spirituale, un mezzo per essere di servizio, una più sentita gratitudine per la mia vita) ora fluiscono da questi ricordi.

Il ricordo di cosa mi ha portato qui, diventa un canale tramite il quale il mio Potere Superiore fornisce speranza e forza.

8 maggio (Voices of recovery): "La nostra malattia ci ha impedito di essere pienamente presenti quando facevamo sesso [...] Molti di noi riconoscono una sessualità più sana quando provano qualcosa di veramente diverso da ciò che conoscevano nella propria dipendenza."

Sex Addicts Anonymous, p. 152-153 (p. 71 edizione inglese)

Quando mangio un pezzo di pane, di solito non penso a chi ha coltivato il grano, cosa è servito perché il grano diventasse pane, o in quante mani è passato prima di atterrare nelle mie. Sono disconnesso da tutta questa serie di eventi e non provo molta gratitudine e apprezzamento per quello che mi è stato dato.

Allo stesso modo, mi sono perso così tanto quando sono stato sequestrato dalla mia malattia. Ho perso la vera connessione con il mio partner non essendo presente durante il sesso. Come quell'atteggiamento di cui i filmati sessualmente espliciti sono un esempio, ero disconnesso dal significato più profondo di quelle interazioni, non lasciando nient'altro che una lontana ombra di vera intimità. Quei comportamenti non mi aiutano.

Nel recupero pratico la presenza mentale rimanendo fermo e osservando ciò che i miei sensi mi dicono. Mi permetto di provare le mie emozioni senza giudicarle, negarle o seppellirle. Sto cominciando ad accettare l'affetto amorevole del mio partner e a permettermi sia di dare che di ricevere nutrimento sessuale mentre sono pienamente presente nel momento. Questo porta un significato e una connessione più profondi nella nostra relazione e una maggiore soddisfazione nelle nostre esperienze sessuali. Essere presente consente in qualsiasi momento di aprire strade ricche e gratificanti, sia che stia mangiando un toast o connettendomi con il mio partner.

Potere Superiore, per favore aiutami a essere presente e consapevole in tutto ciò che faccio oggi.

7 maggio (Voices of recovery): "Come fratellanza, il nostro obiettivo è il benessere comune dei dipendenti sessuali ovunque essi siano. La Prima Tradizione chiarisce che il recupero di ogni membro dipende da quanto intensamente si lavorat su questo obiettivo."

Sex Addicts Anonymous, p. 168 (p. 79 edizione inglese)

Amo e odio questa tradizione, proprio come ho un rapporto di amore-odio con il recupero. Amo il fatto che la mia dipendenza mi porti a un nuovo modo di vivere, con la promessa di una trasformazione spirituale, ma odio il fatto di essere impotente e limitato dalla mia dipendenza. Odio non poter guarire da solo, ma amo sperimentare l'unità di questo programma. Se potessi farlo da solo, non avrei mai il privilegio e il potere di condividere in quell'unità. E posso sperimentare quell'unità ad ogni riunione quando preghiamo insieme.

Siamo uniti da un problema comune, per un obiettivo comune e nella fede comune che un Potere più grande di noi possa riportarci alla sanità mentale. Nella ricca diversità di esperienze, credenze, opinioni, valori e preferenze nella nostra fratellanza, trovo un potente principio spirituale nell'unità di questo programma. Questa tradizione mi ricorda che il mio benessere individuale dipende dal nostro benessere comune. Il mio impegno deve essere quello di "coltivare la tolleranza e la buona volontà", per lasciare che lo spirito di unità abbia la meglio sui disaccordi. Senza questa unità, perderò il mio recupero e mi ritroverò "isolato e solo ... spiritualmente vuoto". Un'esperienza che ho già fatto.

Ho bisogno di noi così posso trovare una nuova vita. Possa io essere consapevole di ciò che condividiamo.

6 maggio (Voices of recovery): "Il Quinto Passo ci aiuta ad alleviare il peso dei nostri segreti, a uscire dal nostro isolamento e ad affrontare noi stessi, in maniera così onesta che da soli non saremmo riusciti a fare. Con il Quinto Passo, veniamo allo scoperto."

Sex Addicts Anonymous, p. 72 (p. 37 edizione inglese)

Il Quinto Passo è stata una grande sfida. Discutere con il mio Potere Superiore della natura esatta dei miei torti, i problemi sottostanti e i fattori determinanti, ha richiesto molto coraggio e comprensione dei miei comportamenti passati e presenti. Ma in quel processo, ho acquisito maggiore consapevolezza di me stesso e sono stato anche in grado di iniziare a vedere i miei torti da una prospettiva più sana. Questa azione ha iniziato ad allentare il potere e il controllo che i miei torti avevano, di tenermi ammanettato alla mia dipendenza.

Condividere questa storia con un'altra persona è stato qualcosa di simile a fare un Primo Passo, ma con più profondità ed emozioni più variegate. È stata una conversazione ragionevolmente lunga, della durata di diverse ore. Alla fine di tutto, un altro enorme peso è stato sollevato dalle mie spalle e so di aver posto le basi per perdonarmi in quel processo.

Considero il Quinto Passo come cancellare una lavagna, un'opportunità per lasciar andare molte ferite e torti che mi hanno tenuto legato al passato. Mi permette di balzare in avanti con rinnovata energia e concentrarmi nel mio recupero.

Esprimendo la natura dei miei torti e della mia rabbia, i risentimenti e il dolore del mio passato, rinuncerò a quei fardelli che mi tengono bloccato nella mia dipendenza.

5 maggio (Voices of recovery): "Se continuiamo ad agire compulsivamente in maniera sistematica, è possibile che non siamo completamente disposti ad ammettere la nostra impotenza nei confronti della nostra dipendenza."

Sex Addicts Anonymous, p. 146 (p. 69 versione inglese)

Per anni ho continuato ad agire compulsivamente, poi andavo alle riunioni e dicevo di voler essere sobrio. La ricaduta continua mi ha portato disperazione e autocommiserazione. Ci sono stati momenti in cui ero pronto a smettere con il programma. Questa disconnessione è stata finalmente riconciliata quando ho ammesso che non sapevo se volevo essere sobrio. In verità, non volevo ammettere di essere impotente. In fondo alla mia mente, pensavo ancora che un giorno sarei stato in grado, in qualche modo, di controllare la compulsione.

La bellezza dei Dodici Passi è che, se ho il desiderio di smettere di agire compulsivamente, posso ricominciare il recupero oggi. La bellezza delle Dodici Tradizioni è che, finché ne ho il desiderio, posso appartenere a questa fratellanza. Il mio Potere Superiore deciderà quando la compulsione se ne andrà, ma spetta a me applicare l'azione al mio desiderio di recupero. Solo io posso ammettere di essere impotente su questa compulsione e quindi rinunciare a qualsiasi pensiero di controllo. Da lì posso iniziare il viaggio verso una nuova vita attraverso i Passi, la sponsorizzazione, le riunioni, l'amicizia, la preghiera, il servizio e le attività del cerchio esterno.

La vittoria può iniziare ora con la mia completa resa.

4 maggio (Voices of recovery): "Ogni gruppo non ha che un unico solo scopo principale: portare il messaggio al dipendente sessuale che ancora soffre."

Sex Addicts Anonymous, p. 181 (p. 84 versione inglese)

Man mano che percorro il recupero, è facile dimenticare il nostro scopo primario. Ci sono dei giorni in cui il mio cerchio intermedio mi seduce come la canzone di una sirena a dormire negli abissi del mio cerchio interno, attraendomi ad agire compulsivamente. Ci sono anche giorni in cui mi sento coinvolto nei miei doveri come segretario del mio gruppo locale. Altri giorni mi ritrovo coinvolto nelle attività e progetti del mio intergruppo.

Mi immergo così tanto nel mio recupero o nelle attività quotidiane da dimenticare lo scopo primario: portare il messaggio al dipendente sessuale che ancora soffre. Non vorrei che nessun altro dipendente patisse la devastazione che mi ha soggiogato per anni.

Nelle riunioni ho sentito dire che il nuovo arrivato è la persona più importante nella stanza. Periodicamente ho bisogno di soffermarmi e chiedermi se sto rendendo il messaggio di recupero di SAA comprensibile e accessibile ai nuovi arrivati. Ho anche bisogno di contribuire ad un'atmosfera accogliente che faccia desiderare ai membri di restare, condividere, ritornare ogni settimana, lavorare i Passi con uno sponsor e impegnarsi nel proprio recupero.

Cosa posso fare oggi per tendere la mano ad altri sesso dipendenti in cerca di aiuto?

3 maggio (Voices of recovery): "Accettare la nostra dipendenza sessuale porta speranza, grazie all'accettazione della verità e inizia un percorso spirituale nel recupero dei Dodici Passi."

Per Cominciare (Getting Started), p. 8

All’inizio in SAA, durante il mio Primo passo, ho cercato di pensarla a modo mio. Ero consapevole della mia impotenza e ingestibilità, e credevo che l’accettazione fosse sufficiente. Tuttavia, non mi stavo disintossicando. Allora un anziano nel programma mi spiegò che “abbiamo ammesso” va oltre il mero “pensare”. Significa impegnare tutto me stesso nella verità sulla mia dipendenza.

“L’ammissione” giunse quando lasciai cadere tutte le mie difese e sentii la colpa per ciò che avevo fatto. Sono caduto a terra, singhiozzando ininterrottamente per un’ora. Ero nudo e sentivo addosso tutto il peso della mia dipendenza. Dopo aver finito le lacrime, una voce dentro di me disse: “Rimani collegato a questi sentimenti”.

Ho cercato di rimanere connesso a quei sentimenti ogni giorno tramite la preghiera, la musica, la scrittura sul diario, la lettura; qualsiasi cosa che aiutasse. Successero due cose incredibili. La prima, l’impulso di agire compulsivamente svanì; secondo, mi sono ritrovato sollevato da quella fossa ogni giorno sempre di più. Dopo aver agito compulsivamente per vent’anni, il mio Potere Superiore mi stava ricostruendo senza la mia dipendenza. Ora, con decenni di astinenza, sto crescendo ancora.

C’è un detto: “Nominalo, reclamalo e poi lascialo andare”. Dovevo reclamarlo per poter toccare il fondo emotivamente devastato e rimanere in contatto con esso, in modo da permettere al mio Potere Superiore di liberarmi e ricostruirmi. Fa male, e mi addolora ancora un po’, ma la mia nuova vita vale ogni grammo di dolore.

Toccare il fondo è l’accesso alla mia nuova vita nel recupero.

2 maggio (Voices of recovery): "Il recupero dalla dipendenza dal sesso avviene raramente dall'oggi al domani. Ci vuole pazienza, una qualità spesso scarsa per noi."

Strumenti del Recupero (Tools of Recovery), pagina 11

Tra tutti gli utili slogan che ho imparato nel recupero in SAA, "Un giorno alla volta" è stato sia il più utile che il più difficile da applicare nella mia vita.

Quando, all'età di 66 anni, mi resi finalmente conto di essere stato un dipendente dal sesso per la maggior parte della mia vita, ero ansioso di avanzare il prima possibile nel mio recupero. Niente mi avrebbe fermato.

Ma poi la realtà del Primo Passo mi ha frenato, ho fatto davvero molta fatica ad accettare la mia impotenza e ingestibilità. Trascorsero giorni e settimane mentre leggevo, pregavo, meditavo, partecipavo alle riunioni e incontravo il mio sponsor. Fortunatamente, il mio sponsor ha dettato il passo, mi ha mantenuto responsabile e non mi ha permesso di affrettarmi attraverso il Primo Passo o i Passi successivi.

Sono arrivato ad accettare la mia impotenza e, con quell'accettazione, la consapevolezza che il mio recupero era un compito quotidiano, se non addirittura di ogni ora. Ogni giorno devo dedicarmi nuovamente a ogni aspetto del mio recupero. Per ciò che riguarda il recupero, il domani non esiste. Vivere un giorno alla volta è una sfida per me, ma il mio recupero dipende dall'imparare a essere paziente.

Oggi è l'unico giorno che conta per il mio recupero. Aiutami a renderlo un buon giorno.

1 maggio (Voices of recovery): "L'unico requisito per essere membri di SAA è desiderare di smettere comportamenti sessuali compulsivi."

Sex Addicts Anonymous p. 165 (p. 77 versione inglese)

Spesso mi trovo in difficoltà nel credere che le altre persone mi accetteranno così come sono. Questo perché ho difficoltà ad accettarmi come sono. Queste convinzioni mi inducono a provare vergogna e a preferire l'isolamento, proprio ciò che alimenta la mia dipendenza dal sesso.

Credo che gli incontri SAA siano la strada principale con cui il mio Potere Superiore mi insegna a dare e ricevere accettazione. La Terza Tradizione spalanca la porta, accogliendo tutti i dipendenti dal sesso a prescindere dal sesso, razza, classe, orientamento sessuale o credenze religiose. Accoglie particolarmente coloro che non hanno ancora raggiunto la sobrietà sessuale e coloro che sono scivolati o ricaduti. Assolutamente chiunque desideri la libertà dall'agire compulsivo, qualunque cosa abbia fatto, ha un posto al nostro tavolo.

Prima di andare al mio primo incontro SAA, avevo timore di alcune delle persone che potevo incontrare. Ho tracciato una netta distinzione tra il mio agire compulsivo, che era "normale" o almeno non così male, e il comportamento sessuale degli altri. Tuttavia, mentre ascolto le storie dei miei fratelli e sorelle SAA, mi riconosco in esse. Questo riconoscimento dà naturalmente origine alla compassione e all'accettazione. E mentre provo calore e accettazione verso i miei fratelli e sorelle dipendenti sessuali, mi rendo conto gradualmente che posso accettare anche me stesso.

Non importa dove mi trovo nella mia dipendenza dal sesso, posso sempre trovare supporto e accettazione a una riunione di SAA.

30 aprile (Voices of recovery): "Cerca il prima possibile uno sponsor temporaneo o permanente che ti guidi nel tuo inizio."

Sex Addicts Anonymous: La Via del Recupero (A Pathway to Recovery)

Ho passato tutta la mia vita fondamentalmente da solo. Ho avuto uno o due amici nel corso degli anni, ma quei rapporti erano insoddisfacenti. Normalmente e inconsciamente ho scelto persone con le quali avrei potuto avere relazioni disfunzionali e isolanti, che rispecchiassero la mia vita adolescenziale.

Quindi, quando sono entrato in SAA, ho resistito ai suggerimenti che coinvolgessero altre persone, come fare telefonate, prendere uno sponsor o persino uscire per un caffè. Ero più attratto da quegli aspetti del programma che potevo svolgere da solo, come leggere la lettura del programma. Fedele alla forma, ho cercato di far funzionare il programma nello stesso modo solitario in cui avevo agito nella mia dipendenza.

Anche se ho lasciato che il mio sponsor mi aiutasse tecnicamente con il primo passo, l'ho fatto essenzialmente da solo. Di conseguenza, non ero soddisfatto del risultato e ho lasciato il programma cercando il mio vero fondo. L'ho trovato.

Dopo un anno, sono tornato e ho colto al volo l'opportunità di trovare uno sponsor. Sebbene all'inizio fosse difficile, ho iniziato a fare affidamento su quello sponsor. Fare chiamate giornaliere ai fratelli nel recupero ed essere piacevolmente sorpreso dal fatto che la maggior parte dei membri mi abbia effettivamente richiamato ha rafforzato l'idea che, insieme al mio sponsor e ad altri, avrei potuto lavorare effettivamente al programma e migliorare. Non proverei mai più a farlo da solo.

Non posso farcela da solo. Grazie, Dio, per il mio sponsor e i miei amici nel recupero.

29 aprile (Voices of recovery): "Per poter continuare a vivere con me stesso ho dovuto assumermi le responsabilità per ciò che avevo fatto in passato."

Sex Addicts Anonymous, p. 453, Storia 45 "I passi verso la libertà" (p. 325 versione inglese)

Non ho idea di dove siano molte persone della mia lista dell'Ottavo Passo. Non fanno più parte nella mia vita. Sono disposto a fare ammenda nei loro confronti come suggerito dal Nono Passo, ma come posso fare ammenda con le persone se non so dove si trovano?

Uno dei miei comportamenti sessuali compulsivi è l'oggettivazione, nel mio caso, delle donne. Mette le persone a disagio, mi fa procurare degli sguardi disgustati, ma di solito è tutto in termini di conseguenze immediate. Non so quali siano le conseguenze a lungo termine. Ci sono così tante persone in questa categoria. Come si fa un'ammenda appropriata?

Per me una forma di ammenda è il servizio al tipo di persona che ho oggettivato. Se posso essere utile agli altri nello stesso gruppo, è almeno un inizio verso il restituire ciò che ho preso in tutti quegli anni.

Mi offro volontario per rispondere alle chiamate dal numero verde locale e alle e-mail tramite il sito web dell’area. Alcune di esse provengono da donne. Faccio loro sapere che il recupero dalla dipendenza sessuale è possibile e faccio uno sforzo speciale per dire loro che sono benvenute nella fratellanza locale. Mi rallegro quando una di loro risponde positivamente. Quando una donna appena arrivata partecipa a una delle mie riunioni, desidero darle il benvenuto in modo gentile e sicuro.

Posso fare ammende viventi con i miei atti di servizio.

28 aprile (Voices of recovery): "In SAA impariamo ad essere responsabili dei nostri sentimenti e comportamenti, e a lasciar andare la poco sana abitudine di sentirci responsabili per gli altri."

"A Special Welcome to the Woman Newcomer" - Un Benvenuto Speciale alla Donna Nuova Arrivata

Oggi, attraverso le mie preghiere e la meditazione, la riunione telefonica per le donne e le chiamate giornaliere, ho realizzato di portare dei fardelli che il mio Potere superiore non ha mai voluto che avessi. Sto lavorando il Terzo Passo, e l’invito di affidarli al Dio di mia comprensione è proprio davanti a me. Ottimo! Allora, li ho affidati, giusto? No. Perché è così difficile lasciare andare, soprattutto quando mi sento responsabile dei sentimenti e dei comportamenti altrui?

Da donna, penso che il sopportare pesi sia una responsabilità precisa. Le pressioni culturali e familiari incoraggiano questa cosa. Sono stata sollevata dal fatto di non ricevere quel messaggio dalle persone in recupero, specialmente dagli uomini. Loro non biasimano me o altre donne per le loro reazioni verso di noi.

Per me il recupero è un dono artistico al mondo. Mi consente di fare della vita una bellissima musica. Faccio del mondo un posto migliore lavorando il mio programma giornaliero di recupero.

Ma ho bisogno di prendermi la responsabilità delle mie azioni durante le riunioni: non è un luogo adatto all’esibizionismo, alla seduzione, alla ricerca di attenzioni o giochi. All’inizio alcuni uomini mi avevano richiamato dopo le riunioni per il mio comportamento inopportuno, quando cercavo di adattarmi facendo delle battute sessuali. Ero sorpresa e non me ne ero neanche accorta di quel che facevo. Eppure ho apprezzato il loro riscontro rispettoso. Difatti mi sono sentita più sicura e accettata per via della loro sincerità e onestà. Sto imparando a fidarmi di uomini e donne nel recupero, e ad essere più affidabile.

Mi prendo la responsabilità delle mie reazioni, sentimenti e comportamenti. Lascio andare la malsana responsabilità per gli altri. Lascio andare e lascio fare a Dio.

27 aprile (Voices of recovery): "La sessualità fa parte della nostra identità, una parte che avevamo perso e distorto con la nostra dipendenza. Quando rivendichiamo la nostra possibilità di avere una sessualità più sana, riconquistiamo un aspetto vitale del nostro essere."

Sex Addicts Anonymous, p. 155 (p. 73 in inglese)

Sono un dipendente sessuale e un anoressico sessuale. Dopo decenni di comportamenti sessuali compulsivi, sono entrato in un lungo anno di anoressia sessuale prima di conoscere SAA. Durante quell’anno non solo mi privavo di una sana sessualità con mio marito, ma pure dall’affetto fisico non sessuale e dalla connessione in tutti i rapporti. Mi sentivo come asessuale, un robot senza emozioni, morto dal collo in giù.

Man mano che lavoravo i Dodici Passi di SAA sull’anoressia sessuale, il mio corpo riacquistò di nuovo la vita. In passato agivo sempre compulsivamente attorno a quei sentimenti, in modo che non sapevo cosa farmene di loro. Questo mi terrificava, e pregavo il mio Potere Superiore di togliermi i sentimenti sessuali.

Presto, il mio Potere Superiore mi parlò molto chiaramente. Quei sentimenti sono una parte naturale degli esseri umani. Come altri aspetti del mio essere, non sono lì per essere repressi o abusati; sono lì per essere nutriti e curati. Con gli anni, le emozioni e le associazioni che provavo con quei sentimenti erano stati deturpati e deformati dal loro scopo originario e dalla gioia e la connessione che erano in grado di fornire. Il sentiero della guarigione inizia con l’essere emotivamente connessa con me stessa, poi muovendomi nell’ottica che la mia sessualità può far parte di una connessione più grande con il mio partner e con la vita.

Per favore, insegnami a nutrire la mia sessualità in un modo più sano.

26 aprile (Voices of recovery): "Possiamo vivere l'astinenza dai nostri comportamenti sessuali (quelli del cerchio interno) come un dono del nostro Potere Superiore, piuttosto che come il risultato dei nostri propri sforzi."

Sex Addicts Anonymous, p. 58 (p. 31 in inglese)

So che è forte la tentazione per alcuni di rimandare il totale impegno nel programma fino a quando non ne avranno una migliore comprensione, ma ho scoperto che non devo sapere tutto perfettamente prima di passare all’azione. In effetti, non posso.

I fondatori del recupero in Dodici Passi e il nostro Libro verde affermano entrambi che, per progredire, dobbiamo essere disposti a fare tutto il necessario per essere sobri. Questo programma spirituale mi chiede di iniziare a camminare in avanti anche quando non so dove sto andando o come ci arriverò. Posso solo scegliere di fidarmi del mio Potere Superiore e di coloro che hanno intrapreso questa strada, coloro che capiscono che è attraverso l'esercizio della volontà e della fede che otteniamo la forza per crescere oltre ciò che siamo attualmente.

L'astinenza da comportamenti sessuali che creano dipendenza ha permesso al mio corpo di resettarsi e alla fine ha fatto sì che il mio pensiero diventasse più chiaro. Un giorno alla volta, in volontà e fede, mi viene data la forza di astenermi dai comportamenti del mio cerchio interno.

Oggi scelgo di fidarmi del mio Potere Superiore e dell'esperienza di coloro che mi hanno aperto la strada.

25 aprile (Voices of recovery): "Anche se l'esercizio fisico è chiaramente un'attività del cerchio esterno, riteniamo che meriti un'attenzione speciale perchè tante persone lo hanno trovato un valido supporto per mantenere la sobrietà."

Strumenti di Recupero (Tools of Recovery), pag. 40

A volte non riesco a identificare i miei sentimenti o mi sento così travolto dagli stimoli da non riuscire a parlare con qualcuno senza essere tossico e pentirmi di quello che dico. Altre volte mi sento svuotato, insensibile, piatto.

Muovere il mio corpo può aiutare a rompere la situazione di stallo nella mia mente. Non devo essere un atleta per usare questo strumento. Il solo fatto di uscire per camminare o mettere i piedi nell'erba è spesso un modo veloce per sbloccarmi. Vedere la vastità cielo o ascoltare gli uccelli può ricordarmi immediatamente che c'è molto, molto di più in questa vita rispetto al disco rotto che si fa rumore per spaventarmi e debilitarmi. Inoltre, fare qualcosa con le mie mani come mettere a posto in garage, curare il giardino, fare alcuni lavori domestici o costruire qualcosa può aiutare a interrompere il ciclo.

Qualsiasi azione fisica può essere meditativa. Mentre mi muovo, la mia mente rallenta a un ritmo gestibile. Riesco a ricordare e ripetere uno slogan, un'affermazione, una preghiera o un mantra del programma. Posso esplorare i miei sentimenti e creare spazio tra i miei pensieri e le mie azioni. Sotto il guscio del caos, scopro spesso dolore, solitudine o vulnerabilità.

Posso chiedermi di cosa ho bisogno. Forse chiamerò uno sponsor o un amico, andrò a una riunione o scriverò nel mio diario. Forse preparerò del cibo prelibato o farò qualcosa di creativo. Forse mi rilasserò semplicemente e mi godrò la bellezza di questa giornata.

Quando la mia mente si blocca, muovere il mio corpo può cambiare il panorama.

24 aprile (Voices of recovery): "Abbiamo deciso di affidare la nostra volontà e la nostra vita a Dio, così come noi possiamo concepirlo."

Sex Addicts Anonymous, p. 52 (p. 28 in inglese)

Dio, secondo me, fa ricorso a tutte le persone, credenze e pratiche spirituali. La mia concezione di Dio è che Dio è ovunque: nel maestoso cielo di notte, in ogni animale e pianta, in ogni granello di sabbia sulla spiaggia. Dio è in me. Tutto è Dio: Dio è uno.

Riguardo alla dipendenza sessuale, per me era possibile agire compulsivamente solo quando avevo perso la cognizione del fatto che Dio si prendeva cura di me, come un uccello che mi prende sotto la sua ala. Non mi importava. Volevo soltanto quella soluzione rapida, quell’estasi. Non aveva niente a che fare con la pazienza o la buona volontà. Avevo abbandonato Dio.

Come affido la mia volontà e la mia vita alla cura di Dio? Facendo quell’atto di fede che lascia il controllo a Dio, avendo fede che le cose stiano funzionando nei tempi di Dio, nei suoi modi, non nei miei. Faccio parte del mondo di Dio, ma quel mondo non gira intorno a me. Dopo il Terzo Passo, posso considerarmi parte di uno: Dio è uno.

La mia comprensione è che Dio è per sempre. Ho affidato la mia vita alla cura di Dio.

23 aprile (Voices of recovery): "Abbiamo trovato nell'altro quello che non abbiamo potuto trovare altrove, ovvero persone che conoscono la profondità del nostro dolore."

Sex Addicts Anonymous, p. 8 (p. 2 in inglese)

Come potrebbe qualcuno capire il dolore di volere stare con tutto il cuore con la mia famiglia e i miei amici pur ricadendo nei comportamenti sessuali che distruggono le mie relazioni? O il dolore di sentirsi un pervertito? O il dolore dell’astinenza all’inizio del recupero?

In poche parole, solo un fratello dipendente lo sa. E aiutarci a vicenda a passare attraverso un tale dolore verso una vita migliore crea un legame che, francamente, raramente trovo al di fuori della nostra fratellanza. Che si tratti dei cenni di intesa mentre parlo della verità del mio dolore durante le riunioni, dei sospiri di identificazione degli anziani mentre ascoltano un primo passo, o delle conversazioni telefoniche individuali tra dipendenti in difficoltà, il nostro dolore comune ci lega in una comunità che ci rende liberi.

Con il supporto di coloro che conoscono la profondità del mio dolore, posso accettare quel dolore come un insegnante prezioso.

22 aprile (Voices of recovery): "Siamo dipendenti sessuali."

Sex Addicts Anonymous, p. 6 (p. 1 in inglese)

Come leggo questa audace e forte dichiarazione introduttiva all’inizio di ogni riunione, mi sento sia messo a nudo che incoraggiato. Voglio soffermarmi su quella prima dichiarazione e riflettere, magari anche pregare… concedimi la serenità di accettare di essere un dipendente sessuale, che non posso cambiare questo fatto. Di recente, mentre facevo l’inventario, mi sono reso conto di avere ancora dell’orgoglio nelle mie conquiste sessuali, le stesse che mi avevano recato dolore, umiliazione, vergogna e distruzione. Cerco il mio atteggiamento anche adesso mentre leggo quella dichiarazione (non voglio compiacermi mai più dei comportamenti e atteggiamenti distruttivi).

Tuttavia, sento vergogna intensa, che in qualche modo sono troppo spezzato e indegno a causa di questa realtà? No. Questo programma mi muove dalla vergogna alla grazia. Dov’è quindi la grazia in questa dichiarazione?

Ho trovato la grazia in “noi”: non sono da solo. Sono conosciuto e accettato. Ci sono finalmente altri nel mondo che mi capiscono. “Noi siamo”: io sono chi sono. Sono un uomo con delle limitazioni che includono una dipendenza sessuale e dei difetti di carattere associati ad essa. Posso accettare me stesso così come sono.

“Sessuale”: è un aspetto potente della mia umanità. Può aiutarmi a vedere i miei bisogni e desideri più profondi, collegandomi con la spiritualità.

“Dipendente”: non ho il controllo. Ho bisogno di un Potere più grande di me. Ho anche bisogno dei miei compagni nel recupero per fare una musica di vita bellissima. Faccio del mondo un posto migliore quando lavoro il programma quotidianamente.

Trovo la serenità di accettare la mia condizione oggi. Sperimento la grazia in questa fratellanza di sessodipendenti.

21 aprile (Voices of recovery): "Per troppo tempo, molti di noi l'hanno trovato familiare, quasi confortevole rimanere nel cerchio della compulsività, demoralizzati, spergiurare di smettere per poi agire compulsivamente ancora."

"I Tre Cerchi"

Avevo stabilito i miei cerchi prima della sobrietà e ho notato di aver speso molto più tempo nel mio cerchio intermedio che in quello interno. Se potessi rimanere nel mio cerchio intermedio, pensavo, non mi sarei dovuto sentire così demoralizzato. Ma il cerchio intermedio porta in una direzione sola.

Uno dei posti migliori per agire compulsivamente distava trenta miglia da casa mia. Guidavo spesso lì intorno alle undici di sera. Potevo sentire dei cambiamenti fisici dati dall’anticipazione. La mia macchina aveva una mente propria e io ci stavo per il passaggio.

Dicevo a me stesso che sarei rimasto fino a una certa ora, ma prima che me ne rendessi conto, sarebbero diventate le sei del mattino e sarei andato di corsa a casa per andare al lavoro senza aver chiuso occhio. Mi sarei detto mai più, eppure, dopo un paio d’ore di riposo quel pomeriggio, sarei tornato nel meccanismo.

Consapevole che il mio cerchio porta comunque delle conseguenze, ho iniziato a tornare presto a casa. Poi una notte, mentre guidavo compulsivamente, in un barlume di chiarezza, mi sono detto “veramente non voglio fare questo”. Ho svoltato e sono tornato a casa. La mia macchina e il mio nascente recupero stavano entrambi raggiungendo un punto di svolta. Un cerchio intermedio ben definito mi aiuta a individuare il meccanismo, ed eventualmente mi fa stare alla larga dal mio cerchio interno.

Quando li uso, questi strumenti fanno miracoli. In quale cerchio mi trovo ora?

20 aprile (Voices of recovery): "Questo passo richiede anche gentilezza per potersi prendere cura di sè stessi. Completando questo passo dimostriamo quanto siamo determinati a proseguire il nostro percorso di guarigione e a vivere nella realtà."

Sex Addicts Anonymous, p. 70 (p. 37 in inglese)

Il Quarto Passo è stato il primo passo che mi ha spaventato. Anche con il supporto del mio sponsor, del gruppo di studio dei passi e della fratellanza, non mi sentivo pronto ad approfondire ed esaminare tutti i miei difetti. Ho procrastinato a causa di due paure fino a quando un paio di messaggi non sono finalmente arrivati. Innanzitutto, pensavo di dover produrre un inventario perfetto. No, in nessun modo, per niente. Come ogni cosa nel programma, il Quarto Passo è pensato per essere eseguito al meglio delle mie capacità in quel momento. Avrò molte possibilità di farlo di nuovo, per imparare di più la prossima volta.

In secondo luogo, temevo che concentrarmi su tutte quelle parti negative avrebbe solo accumulato vergogna e mi avrebbe riportato al mio pensiero che crea dipendenza. Fortunatamente, la guida al lavoro dei passi che il nostro gruppo aveva scelto deliberatamente alternava aspetti negativi e positivi, permettendomi di ritrarre un quadro più completo di me stesso.

Alla fine, l'esercizio non riguarda il giudicare me stesso. Questo compito consiste nell'ampliare la mia consapevolezza - vedere veramente chi sono, sia i nei che i punti di forza. È solo acquisendo questa conoscenza che posso rivendicare un punto di partenza per il cambiamento.

Fare il punto su chi sono mi dà una prospettiva, non solo su quelle parti che hanno dominato la mia vita e hanno spinto la mia dipendenza, vergogna e solitudine, ma sul pacchetto completo. Come dice la canzone, conoscermi è amarmi.

Con questo sguardo onesto, inizierò a guarire.

19 aprile (Voices of recovery): "Essere autonomi vuol dire anche che ogni gruppo ha la libertà di commettere degli errori e di imparare dagli sbagli al proprio ritmo."

Sex Addicts Anonymous, p. 178 (p. 83 in inglese)

Arrivo con il mio bagaglio. Mentre rifletto sulla Quarta Tradizione, mi rendo conto di essere parte di un insieme più ampio, qualcosa di più grande di me stesso. I miei comportamenti e le mie decisioni influenzano il mio coniuge, gli amici, la famiglia e la comunità. Al giorno d'oggi, mi comporto in un modo che porta apertura e senso dell'onore, non solo a me stesso, ma anche a coloro che mi conoscono e si associano a me. Non è sempre stato un processo facile. Quando la mia dipendenza era attiva, mi scagliavo, allontanavo le persone, le derubavo persino. Il mio comportamento è stato atroce. Sono fuggito terrorizzato da ogni errore, solo per tornare a ripeterlo.

Quando ho intrapreso la strada del recupero, sono caduto di faccia il più delle volte. Il mio sponsor mi avrebbe gentilmente consigliato delle soluzioni. Inutile dirlo, ho sempre provato per prima cosa a modo mio, di solito a scapito di me stesso e degli altri. Il mio sponsor, onorando la sua e la mia autonomia, disse che ero libero di sbagliare. Ha anche detto che, se fossi rimasto sobrio, il dolore di farlo a modo mio sarebbe diventato abbastanza grande e sarei stato aperto a imparare dagli altri.

Questo è il grande dono della sobrietà e del recupero: quando divento abbastanza infelice provando a fare a modo mio, ho strumenti e supporto per imparare dai miei errori. Nel corso del tempo e degli errori, ho imparato come lasciar andare l'egocentrismo che alimentava la mia dipendenza e come connettermi con gli altri senza paura di allontanarli.

Gli errori sono inevitabili. Ora posso imparare da essi.

18 aprile (Voices of recovery): "Il pericolo che si corre nell'interpretare il ruolo della vittima è la possibilità di sviluppare un senso di diritto ad agire compulsivamente."

Sex Addicts Anonymous, p. 135 (p. 65 in inglese)

Mi sono sempre vantato del mio senso della responsabilità. Pensavo di essere superiore agli altri nell'essere educato e nell'avere ideali nobili. Il problema di essere tutto il tempo ciò che pensavo fosse moralmente retto è che spesso ero escluso da attività divertenti e interessanti con altre persone. Mi sono sentito solo, frustrato e risentito, e ho usato queste emozioni per razionalizzare il mio coinvolgimento in comportamenti discutibili. Ho dovuto rubare quello che pensavo di aver bisogno per sopravvivere.

Ora mi sto assumendo più responsabilità per la mia vita. La mia privazione era il risultato di una visione ristretta e distorta del mondo. Lascio andare la colpa e sto imparando a ricevere amore e sostegno. Non ho più un conto da regolare. Non ho bisogno di approfittare degli altri, non mi devono niente. Il mio Potere Superiore e il programma mi mostrano come soddisfare le mie esigenze.

Prego per avere il coraggio di lasciare andare i vecchi atteggiamenti e abbracciarne nuovi che amino tutto, me compreso.

17 aprile (Voices of recovery): "La maggior parte di noi sa che abbiamo causato danni in un modo o nell'altro, ma in passato abbiamo scelto di sentirci in colpa senza fare nulla per rimediare."

Sex Addicts Anonymous, p. 91 (p. 45 in inglese)

Per secoli, i medici di tutto il mondo hanno prestato il giuramento di Ippocrate. In tempi moderni, si dice che il chirurgo Thomas Inman abbia incoraggiato una versione del giuramento distillata da un chirurgo diversi secoli prima: primum non nocere, "Primo, non nuocere". Mi sembra che questa idea sia incarnata nei Dodici Passi.

Inizia col Primo Passo, quando finalmente decidiamo di scendere dalla giostra e smettere di distruggere le nostre vite e quelle degli altri. Primo, non fare del male. Nei Passi Quarto e Quinto, guardiamo le aree dolorose della nostra vita con l'obiettivo di individuare la nostra parte nella creazione di quel dolore. Da lì prendiamo provvedimenti per smettere di contribuire al ciclo del dolore. Primo, non fare del male.

Nei Passi Ottavo e Nono diventiamo disposti a fare ammenda a chiunque abbiamo danneggiato, e poi facciamo ammenda direttamente ogni volta che ciò è possibile. Ma non dobbiamo fare ammenda diretta alle persone che abbiamo danneggiato se ciò potrebbe ferire loro o altri. Primo, non fare del male.

Nel Decimo Passo, continuiamo a fare l'inventario e, se abbiamo sbagliato, lo ammettiamo prontamente. Facciamo questo inventario perché siamo ancora dipendenti, i confini non sono il nostro forte e faremo errori che possono danneggiare le relazioni. Questo passo ci consente di riparare qualsiasi possibile danno che potrebbe essersi verificato. Primo, non fare del male.

Primo, non fare del male. C'è un principio migliore a cui ispirare le mie azioni?

16 aprile (Voices of recovery): "Man mano che cresciamo nel recupero, molti di noi scelgono di integrare la propria sessualità con la propria spiritualità."

Sex Addicts Anonymous, p. 156 (p. 73 in inglese)

Ho trascorso molti anni tentando di controllare in un modo o nell’altro la mia dipendenza sessuale. Quando mi sono reso conto di essere governato da comportamenti da dipendenza, ho cercato di soffocare, sotterrare o scappare dai sentimenti sessuali e biasimavo me stesso per essere appassionato. Non avevo una chiara idea di cosa fosse una sana sessualità, e avevo paura di essere manipolato o di manipolare gli altri. Non concepivo il sesso come qualcosa di spirituale. Non potevo nemmeno utilizzare la parola “Dio” e “sesso” nella stessa frase, tantomeno chiedere al mio Potere Superiore di aiutarmi a sperimentare il lato spirituale della sessualità.

Ma nel recupero sono giunto a credere che la sessualità è una parte di me, donata da Dio. Come arrendevo la mia dipendenza, ho capito il bisogno di arrendere il controllo sugli altri aspetti dei miei comportamenti sessuali. Ho iniziato ad affidare la mia vita sessuale alle cure di un Dio amorevole. Sto imparando a includere il mio Potere Superiore nella mia sessualità, canalizzando quell’energia nei comportamenti che promuovono intimità e connessione con il mio partner. Quando non utilizzo la mia sessualità per controllare qualcun altro né per controllare me stesso, quando includo Dio nella mia sessualità, diventa un potente dono di cui sia il mio partner sia io possiamo gioire fisicamente, emotivamente e spiritualmente.

Potere Superiore, aiutami ad utilizzare la mia sessualità per esprimere amore, apprezzamento e fede.

15 aprile (Voices of recovery): "Impariamo che il nostro Primo Passo era sia un evento che un continuo processo."

Primo Passo verso il Recupero (First Step to Recovery)

Essere un dipendente sessuale richiede una certa cautela. Ci sono momenti in cui la mia dipendenza sembra essere in remissione. Sono libero dalle urgenze sessuali inappropriate. Penso che forse tutto quel lavoro fatto sui Passi, su me stesso e tutta la terapia mi abbiano guarito. Inizio a sentire di poter andare alle riunioni, ma senza preoccuparmi di scivolare.

Invariabilmente, qualcosa arriva che mi fa sentire stimolato e mi dimostra che mi sbagliavo. E’ sconcertante, ma va bene. Sono un dipendente sessuale.

Ma esiste un salvavita contro questa malattia. Devo prendere consapevolezza ogni giorno di essere un dipendente sessuale, e arrendere la mia dipendenza al mio Potere Superiore. Ho trovato che è molto più facile farlo all’inizio della mia giornata quando mi sveglio, prima di prendere il cellulare o accendere il computer. A volte immagino di confezionare la mia dipendenza e di affidarla al mio Potere Superiore. La mia preghiera è che la mia giornata sia sobria e non controllata dalla mia dipendenza. Per me questa grazia dura un giorno. La mia vita diventerebbe ingovernabile se pensassi altrimenti.

Alla fine del giorno, rivedo la mia giornata e scopro con gratitudine che la mia preghiera è stata esaudita.

Sono consapevole di essere un dipendente sessuale, chiedendo al mio Potere Superiore di aiutarmi a rimanere sobrio, oggi.

14 aprile (Voices of recovery): "Alcuni di noi scrivono una storia sulla propria dipendenza, da quando riescono a ricordarsi fino ad oggi, cercando di non tralasciare niente."

Sex Addicts Anonymous, pag. 40 (p. 23 in inglese)

Avevo paura di affrontare la storia della mia dipendenza. Credevo che sarebbe stata una raccolta dei fatti più brutti mai scritti riguardo ad un essere umano. Tuttavia, questo era esattamente ciò che il mio sponsor e il mio gruppo mi stavano incoraggiando a fare.

Ho protestato, mi sono agitato e mi sono preparato a esplodere dalla vergogna. Alla fine ho iniziato a scrivere. Calcolai approssimativamente quante volte avevo agito compulsivamente. La mia ipotesi era 1.000, ma il numero effettivo era 12.000-15.000. Altre statistiche erano altrettanto significative. Ho scritto fino a quando non ho coperto tutti i vent'anni della mia dipendenza attiva. Poi ho avuto tre sorprese.

In primo luogo, la mia storia non era una lista del peggio dell'umanità, né sono esploso quando l'ho letta. In effetti, era un po’ noiosa. In secondo luogo, pensavo che una raccolta dei fatti mi avrebbe tentato ad agire compulsivamente. In realtà, ha portato sollievo da pensieri e comportamenti che creano dipendenza. Terzo, quando ho condiviso con riluttanza la mia storia con il mio gruppo in una riunione, non mi hanno rifiutato. Mi hanno applaudito, sostenuto e ringraziato per la mia onestà. Era la prima volta che mi sentivo come se appartenessi al gruppo, ad un qualsiasi gruppo, del resto.

Quando hanno detto: "La verità ti renderà libero", non avevo idea che intendessero libertà dall'agire compulsivamente, dall'auto-condanna e dall'isolamento. Ho ricevuto questi doni scrivendo e condividendo la mia storia sessuale.

Con un po 'di coraggio, il mio carico è diventato molto più leggero.

13 aprile (Voices of recovery): "Per la prima volta sentii di avere una casa ed una famiglia che mi supportava, mi capiva e mi lasciava scaricare tutta la mia vergogna."

Sex Addicts Anonymous, pag. 220 (p. 213 in inglese)

Sono malato come i miei segreti. Molte volte l'ho sentito e detto. Tuttavia, non potevo dire a nessuno i miei segreti; erano troppo vergognosi. Ho pensato che se lo avessi fatto, le persone mi avrebbero sicuramente rifiutato.

Dopo essere entrato in SAA e aver iniziato a lavorare sui Passi, ho sentito che dovevo sviluppare una rigorosa onestà e "dichiarare la mia dipendenza". Lentamente ho iniziato ad entrare in contatto con gli altri nel programma e a dire la verità su ciò che stavo pensando e facendo. Ha trasformato la mia vita.

Quando ho iniziato a parlare onestamente con gli altri, soprattutto al telefono tra una riunione e l'altra, è successa una cosa sorprendente: le persone non mi rifiutavano. In effetti, le persone dicevano di ammirare il mio coraggio, di potersi relazionare con quello che dicevo o di avere lo stesso problema. La gente mi ha ringraziato per la condivisione, l'esatto opposto di quello che mi aspettavo. Questo strumento ha avuto un profondo impatto sull'efficacia del mio lavoro sui passi.

La mia vergogna è come un vampiro. Mi risucchia la vita e mi tiene nell'ombra. Ma soprattutto, non tollera la luce del giorno. La mia malattia mentiva quando mi diceva che dovevo mantenere i miei segreti. Forse sapeva che portarli alla luce del giorno avrebbe ucciso il suo potere su di me.

Sono malato quanto i miei segreti. La mia vergogna svanisce quando mi apro.

12 aprile (Voices of recovery): "Avere il desiderio di cambiare la nostra vita non vuol dire essere pronti a farlo. I nostri modelli negativi di comportamento emersi dal nostro inventario, rappresentano un insieme di credi, atteggiamenti, abitudini e comportamenti fortemente radicati in noi."

Sex Addicts Anonymous, pag. 78 (p. 40 in inglese)

Mi ci è voluto un po’ per capire il significato del Sesto Passo. Essere pronto a far rimuovere i miei difetti richiede l'ammissione che io ho dei difetti. Mentre ho creato un inventario nel mio Quarto Passo e ho ammesso la natura dei miei torti nel mio Quinto, è stato solo a questo passo che ho capito di dover accettare veramente che c'erano parti di me che non erano così sane come avrei voluto credere.

Questo è anche un passo delicato in quanto richiede soltanto che io sia disposto a farmi rimuovere questi difetti dal mio Potere Superiore. La sua natura è molto simile al Secondo Passo, riconoscere che Dio ha il potere di aiutarmi in questo compito e poi divenire pronto a provarci. È un passo preparatorio per il lavoro che ne seguirà.

Per me questo passo è stato un altro livello di resa, abbandonando l'idea di avere il controllo o la capacità di cambiare certe cose nella mia vita. Per me era il momento di lasciare andare ancora di più le redini della mia vita e aprirmi a seguire la volontà di Dio come lo intendo.

Sono imperfetto, ma questo fa parte dell'essere umano. Posso accettarlo e prepararmi a lasciare che il mio Potere Superiore rimuova tutti questi difetti di carattere in modo da poter diventare una persona più sana.

11 aprile (Voices of recovery): "Per noi sesso dipendenti il risentimento è uno degli ostacoli più ostinati per la nostra crescita spirituale."

Sex Addicts Anonymous, pag. 64 (p. 34 in inglese)

Ho nutrito per decenni un cupo e amaro risentimento nei confronti di mio padre. Ha occupato tre pagine del mio primo Quarto Passo. Era un collerico, con un temperamento esplosivo. Probabilmente apparteneva al nostro club, avendo avuto relazioni seriali con le amiche di mia madre.

Per quest'ultimo reato l’ho dipinto come il cattivo e ho giurato che non sarei mai stato come lui. Man mano che diventavo sempre più simile a lui a causa della mia dipendenza, iniziai a provare compassione per lui. Durante il mio recupero in SAA, ho iniziato a vedere i nostri schemi comuni e, forse ancora più importante, come il mio risentimento e il silenzio nei suoi confronti avevano guidato la mia vita e mi avevano accecato. Nei Passi successivi, ho iniziato a lasciarmi andare. Alla mia seconda volta attraverso il Quarto Passo, mio padre non è nemmeno comparso sulla lista!

Sono grato per i miracoli del recupero.

10 aprile (Voices of recovery): "La Quinta Tradizione dice che non vi è scopo più grande, o uguale, del diffondere il messaggio di recupero."

Sex Addicts Anonymous, pag. 181 (p. 84 in inglese)

Sette mesi fa, dopo aver scontato dodici anni di una condanna quindicennale, ero detenuto per una richiesta di detenzione per accusa di stupro. Pochi si guadagnano la libertà, e poco meno dell’undici per cento dei detenuti vengono rilasciati.

SAA è stata una parte vitale in questa prospera parte del mio viaggio di vita. Aiuto come posso ad adempiere lo scopo primario (portare il messaggio al dipendente sessuale che ancora soffre). Esiste un posto migliore per fare servizio che nel posto dove mi trovo?

Io porto il messaggio conducendo una vita di sobrietà abbastanza attraente da fare desiderare agli altri dipendenti sessuali ciò che ho. Cerco di comportarmi in modo tale che ognuno sappia che sono impegnato nel recupero. Lavoro per mantenere salde le mie priorità ed essere d’aiuto a coloro che ancora soffrono. Nel mantenere la mia propria sobrietà, e donando ciò che mi è stato donato, sono, a sua volta, ispirato.

Incredibilmente, la mia vita non è mai stata migliore. Non sono mai stato una persona migliore, mai avuto amici migliori o uno scopo così grande. Come arrendo la mia volontà e la mia vita alle cure del Dio come lo intendo, confidando nel piano divino di Dio, e conducendo una vita di servizio un giorno alla volta, la mia vita acquisisce uno scopo e un significato.

Per essere ispirato, sii d’ispirazione

9 aprile (Voices of recovery): "Incapaci di smettere, siamo rimasti davanti al computer alla ricerca di un altro brivido di eccitazione."

"Sobrietà Sessuale e Internet"

Isolato e da solo, alla ricerca di un sollievo personale davanti una serie di tanti zero e uno disposti a formare un’immagine, ho speso ore e soldi anestetizzando la mia anima. Mentre internet mi forniva costantemente le cose di cui la mia dipendenza mi assicurava di aver bisogno, non mi ha mai fornito le cose di cui stavo veramente cercando. Quindi mi sarei ripromesso di nuovo “Non lo farò mai più”, solo per poi ritornare ancora e ancora da quel affidabile “vecchio amico”.

Come sono entrato in SAA e ho iniziato a lavorare i Passi ho trovato che, nella misura in cui mi arrendevo, sono riuscito a quantificare il sollievo che ho ricevuto dai miei comportamenti sessuali compulsivi. Come la luce dell’onestà illuminava i miei comportamenti, quella luce ha anche rivelato una bellissima anima desiderosa di essere libera. La luce non era più emanata da qualche schermo in stanza buia e vuota, ma dall’interno come un riflesso del mio Potere Superiore.

Sono grato che la luce del mio recupero abbia sovrastato la luce di quello schermo e messa all’angolo. Ho fiducia che la luce del mio recupero aiuterà il dipendente che ancora soffre a fare luce sulla bellissima anima che c’è dentro.

Invece che alla luce del mio schermo, mi rivolgerò alla luce del mio Potere Superiore.

8 aprile (Voices of recovery): "Un crescente senso di appartenenza all'interno della fratellanza SAA ed una nuova capacità di vivere nel presente abbandonandosi alle cure di Dio, ci dà il coraggio di andare avanti nel recupero."

Sex Addicts Anonymous, pag. 58 (p. 31 in inglese)

Mi sono sentito egoista e disconnesso per alcuni giorni questa settimana. Non volevo accettare le cose per come sono. Volevo essere in un posto diverso e in un momento diverso. Nulla di ciò è utile per il mio recupero. Pensando troppo, mi perdo e mi impantano in pensieri come: "I comportamenti negativi non sono poi così male".

La mia serenità e il recupero sono le cose buone. Concentrarsi sugli aspetti negativi o evitare i problemi non sono mai stati una soluzione. Quando sono calmo e in quiete, la chiarezza e l'onestà sembrano riemergere. Possa io aprire il mio cuore all'amore e trovare il mio cerchio esterno. Grazie per quei pochi momenti tranquilli. Il silenzio del cielo oggi sostiene il mio cuore. Grazie mille. Amen.

Quando smetto di considerarmi al centro dell'universo e mi concentro su ciò che è buono, riesco a trovare la serenità.

7 aprile (Voices of recovery): "Focalizzarci sul presente ci aiuta ad essere attivi e partecipi nella nostra propria vita, avendo fede nel fatto che le cure di Dio siano sufficienti per il futuro."

Sex Addicts Anonymous, pag. 138 (p. 65 in inglese)

Quanto ci sentiremmo liberi, quanto saremmo liberi dall'ansia e dalla vergogna, se solo potessimo mantenere la nostra attenzione sul momento presente! Come dipendenti, spesso siamo così presi dal tentativo di sfuggire al nostro passato o controllare il nostro futuro che prestiamo poca attenzione a fare semplicemente la prossima cosa giusta. Eppure le visioni del passato e del futuro sono solo pensieri. Questo momento è tutto ciò che è reale.

Uso il mio tempo di meditazione quotidiana come un modo per concentrarmi su ciò che sta accadendo in questo momento, lasciando andare il passato e il futuro. In questo modo, imparo a incontrare il mio Potere Superiore momento per momento. Con la pratica quotidiana, acquisisco, sviluppo e mantengo l'abilità di rimanere nel momento presente. Quando sono nel momento presente, trovo più facile cambiare le cose quando sorgono difficoltà.

Oggi approfondirò il mio contatto cosciente con il mio Potere Superiore rivolgendo la mia attenzione al presente, dove vivo veramente.

6 aprile (Voices of recovery): "Uno spirito di umiltà e un pentimento sincero, per i danni che abbiamo fatto, ci porteranno lontano."

Sex Addicts Anonymous, pag. 100 (p. 49 in inglese)

Nel Nono Passo, le ammende più toste sono quelle rivolte alla mia famiglia, che ha sofferto molto quando sono stato arrestato per aver agito compulsivamente. Nella nostra piccola comunità, la mia attività è stata distrutta, il mio reddito è andato a zero in trenta giorni ei miei figli hanno sopportato il peso maggiore della nostra perdita. Hanno sofferto di un tenore di vita inferiore e la madre ha dovuto tornare a lavorare per mantenere la famiglia.

In preda alla rabbia, mia moglie mi ha lasciato e non ho visto i miei figli per sei anni. La separazione fece molto male e ho perso gli anni dell'adolescenza dei miei due figli. Il mio desiderio di riunirmi con la mia famiglia ha fornito un ulteriore incentivo a fermare i miei comportamenti compulsivi. Il mio sponsor mi ha guidato attraverso i Dodici Passi, che mi hanno cambiato la vita. Tuttavia, quando ho fatto per la prima volta il Nono Passo, ho soltanto potuto fare un'ammenda indiretta ai miei familiari. Li ho ricordati nelle mie preghiere e la loro memoria mi ha motivato nel mio nuovo modo di vivere.

Nel corso di quegli anni, la mia nuova vita ha mostrato gradualmente e visibilmente che il mio lavoro in SAA era sincero e aveva preso piede. Quando hanno visto le mie “ammende viventi”, i miei figli sono lentamente rientrati nella mia vita. Ero diventato responsabile del mio comportamento ed ero diventato una persona migliore, il tipo di padre che volevano rivendicare!

Dio, grazie per avermi mostrato come fare ammende vere alla mia famiglia, ai miei amici ed a me stesso.

5 aprile (Voices of recovery): "Con il passare del tempo, questo disagio viene sostituito da un senso di appartenenza e dal sollievo di sapere che ci sono altre persone come noi."

Sex Addicts Anonymous, pag. 16 (p. 12 in inglese)

Stavo perdendo la testa. Il mio bisogno quotidiano di pornografia al lavoro aveva distrutto la mia carriera e stava per fare lo stesso con il mio matrimonio e la mia famiglia. Sono stato licenziato sommariamente dopo che il mio datore di lavoro ha esaminato il mio computer al lavoro. Ora dovevo spiegare alla mia famiglia perché il nostro reddito e il nostro stile di vita sarebbero venuti meno, e ho pensato di porre fine alla mia vita piuttosto che affrontare il mio coniuge.

Fortunatamente, ho trovato SAA online e ho contattato il segretario del gruppo locale. Mi ha convinto a non fare nulla di avventato e mi ha invitato a visitare il gruppo quella sera prima di tornare a casa. Al mio primo incontro, ho avuto subito la speranza di poter superare la mia dipendenza e ricostruire la mia vita. Altri membri hanno capito la mia vergogna e il mio dolore. Ho ricevuto indicazioni su come approcciare la mia famiglia e i miei amici.

Durante i miei tre anni nel programma, la mia famiglia ha sostenuto la mia guarigione e la ricostruzione della mia vita. Le persone che amo fanno affidamento su di me e ho molto per cui vivere. La cosa più importante è stata scoprire che non sono solo. Altri nella fratellanza hanno avuto problemi simili ai miei e danno speranza.

Dio, grazie per avermi fatto scoprire che non sono solo.

4 aprile (Voices of recovery): "Con azioni piccole ma significative, possiamo portare a termine il Terzo Passo, stabilendo un nostro impegno con il programma."

Sex Addicts Anonymous, pag. 55 (p. 30 in inglese)

Ho scoperto che la fede non è tanto un sentimento ma l'azione. La fede dipende certamente dall’azione. Il mio recupero è come salire su una scala mobile che si muove all’ingiù. Ogni minuto di ogni giorno mi si concede la serenità e la forza di astenermi dai comportamenti compulsivi purché io continui a salire, attraverso l’essere vigile e il lavoro su questo programma. Se metto in pratica i principi che imparo nel recupero, mi viene dato il potere.

So che le sole mie azioni non mi manterranno sobrio; Dio sì. Ma le cose che faccio (leggere la letteratura di SAA, parlare col mio sponsor, lavorare i passi, fare telefonate giornaliere, pregare e meditare) sono come delle strade verso il mio Potere Superiore che portano la serenità e il potere di rimanere sobri. Se mi prendo del tempo per collegarmi a Dio, fornisco al mio Potere Superiore delle opportunità di comunicare con me e aiutarmi.

Quando faccio delle scelte che mi scollegano dal mio Potere Superiore o che mi isolano dagli altri, non sono tanto in grado di recepire la volontà e l’influenza di Dio. La scala mobile della dipendenza dunque mi porterà indietro abbastanza in fretta verso la ingestibilità. Non posso chiedere il potere di Dio, ma posso aprire il mio cuore e la mente, e invitare Dio ad aiutare me a diventare più forte.

Che io possa prendere del tempo e impegnarmi a invitare il potere e l’amore di Dio a entrare nella mia vita.

3 aprile (Voices of recovery): "Una volta liberi dall'arroganza, possiamo riconoscere che abbiamo molto di più di cui essere grati."

Sex Addicts Anonymous, pag. 89 (p. 45 in inglese)

Sono in un ambulatorio del nostro pronto soccorso locale. Mi sono perforato il pollice con il trapano. Nel giro di venti minuti dal mio arrivo sono passato dal triage, mi hanno intervistato, fatto i raggi x e introdotto nell’ambulatorio. Questo due ore fa. La stanza dove mi trovo è fredda, è trascorso un sacco di tempo e il mio pollice fa parecchio male. Ma per lo più sono grato.

Dopo un’ora mi riaffaccio per controllare che non si siano dimenticati di me. Sono stati gentili e si sono scusati assicurandomi che sarebbero arrivati da me al più presto possibile. Poi mi sono guardato attorno. In tutte le stanze c’era qualcuno, e sembravano essere messi molto peggio di me. Una visita veloce del medico; si è scusato raccontandomi di arresti cardiaci e incidenti tra gli altri pazienti.

Secondo round in questa stanza da solo. Ho ancora freddo e sono ancora affamato, e il mio pollice fa male, ma in un attimo sarei ritornato nella mia confortevole casa, avrei mangiato una bella cena e avrei dormito sul mio letto. Potrei essere la persona più fortunata all’interno di questo pronto soccorso. Ho approfittato di questo tempo per chiamare gli amici nel programma e la mia famiglia, e ho persino scritto alcune cose creative. Buone notizie dai raggi x: nessuna frattura o residui metallici, quindi non dovranno aprire per estrarre niente. Un vaccino antitetanica, una prescrizione, un paio di semplici istruzioni e sono libero di tornare a casa.

Non la migliore delle mie giornate ma, grazie al programma di Sex Addicts Anonymous, sono stato in grado di essere grato, e ho trovato molti motivi per cui esserlo.

Ho sempre qualcosa per cui essere grato

2 aprile (Voices of recovery): "Abbiamo trovato utile chiederci: 'Sono disposto a fare di tutto per rimanere sessualmente sobrio e per recuperarmi?'."

"Sobrietà sessuale e internet"

Finalmente avevo avuto un episodio di compulsione abbastanza demoralizzante da portarmi a un incontro. Sapevo di due riunioni e ho partecipato a una pochi giorni dopo. In seguito, guardando la lista dei gruppi, fui angosciato da quanto fossero lontani da dove vivevo. Mi ero appena trasferito e nessuno era vicino. Alcuni erano fino a quindici miglia di distanza.

Dopo un incontro, mi stavo lamentando con qualcuno della distanza e ho espresso dubbi sul fatto che il programma fosse davvero per me. Dopotutto, se fossi arrivato al programma prima di scegliere di trasferirmi, sarei stato più vicino alle riunioni. lui mi ha risposto con alcune delle parole più sagge che avessi mai sentito: "quanta strada hai fatto per assecondare la tua compulsione?"

La mia più recente esperienza di azione compulsiva è stata a circa quaranta miglia da casa. Inoltre, poiché avevo previsto che sarebbe stata l'esperienza perfetta, avevo dedicato molto tempo a organizzarla e speravo di poterla ripetere molte volte.

D'altra parte, gli incontri, per quanto fossero lontani, erano semplicemente lì a disposizione. Non avevo bisogno di organizzare nulla di speciale oltre alla benzina nel serbatoio. Sono diventato un partecipante regolare molto rapidamente e ora ho una cerchia di amici e supporto che non avrei mai potuto immaginare.

Se faccio della mia sobrietà una priorità, apro la porta al recupero e al cambiamento.

1 aprile (Voices of recovery): "Provavamo a nascondere la nostra dipendenza anche a noi stessi, lavorando sodo, essendo perfezionisti o magari anche molto religiosi."

Sex Addicts Anonymous, p. 20 (p. 6 in inglese)

Ero un devoto praticante della mia religione prima di entrare in recupero. Sono andato in scuole religiose, partecipavo a servizi religiosi ogni settimana, pregavo quotidianamente e ho conseguito una laurea in seminario. Quando sono entrato in SAA, pensavo che questa cosa della spiritualità sarebbe stata facile, e avrei potuto semplicemente trasferire tutto ciò che avevo imparato nella mia religione.

All'inizio, infatti, ho resistito alla spiritualità del programma, preferendo la mia versione. Poi un amico nel programma ha abbattuto le mie difese con un commento: "Se le tue pratiche religiose fossero così buone, avrebbero funzionato con la tua dipendenza e non avresti bisogno di SAA ora." Ho dovuto ammettere che aveva ragione.

In verità, gran parte della mia pratica religiosa era malsana. Ero un moralista, rigido e intollerante verso gli altri che non erano devoti come me. Mercanteggiavo con Dio nelle mie preghiere. Mi sono nascosto dietro la mia fede invece di affrontare situazioni difficili. Parlando della mia dipendenza, volevo che Dio risolvesse i miei problemi senza che io dovessi sollevare un dito.

La spiritualità non richiede la religione. Ho avuto bisogno di molti passaggi attraverso i Passi e di imparare a lasciare che il mio Potere Superiore mi liberasse dalle mie rigide opinioni e aspettative. Come ho lavorato il programma spirituale di SAA, la mia vita religiosa è lentamente cambiata e divenuta profonda.

Questo programma rende ogni dimensione della mia vita più sana.

31 marzo (Voices of recovery): "Da questo semplice inizio, la fiducia in un Potere Superiore può crescere."

Sex Addicts Anonymous, p. 48 (p. 27 in inglese)

Molte persone rimangono bloccate nel Secondo Passo per uno o due motivi. Alcuni non ci credono e trovano la cosa doppiamente difficile dopo tutta la miseria che la loro dipendenza ha provocato. Altri, come me, erano credenti sinceri, ma il Dio che credevo di conoscere non aveva messo a posto la mia dipendenza. La mia immagine di Dio era distorta dalla mia dipendenza. Contare sul mio vecchio Dio era come chiedere alla mia dipendenza di provvedere al recupero. Ho cercato un nuovo Dio,ma continuavo a trovare sempre lo stesso.

Nella disperazione ho provato un approccio semplice e pratico: ho raccolto dei contenuti spirituali per trenta giorni. Ho scritto una testimonianza sul programma o sul mio Potere Superiore al lavoro nella mia vita e in quella degli altri nel programma. Ho notato delle date specifiche come un giorno pulito senza provare l’urgenza di agire compulsivamente, fare qualcosa di diverso in risposta a un vecchio stimolo, o una nuova opportunità di crescere o aiutare. Ho notato dei miglioramenti nella vita delle persone in recupero. Non ho letto i miei appunti; mi sono limitato a raccogliere.

Dopo trenta giorni, mi sono seduto con il mio sponsor e i miei appunti. Il percorso generale della dipendenza è verso il basso. I dati mostravano qualcosa di diverso, qualcosa di più grande al lavoro nella mia vita e nella vita delle persone attorno a me. Ho iniziato a vedere che il mio Potere Superiore è sempre stato lì per tutto il tempo.

Prove dell’esistenza di un Potere Superiore sono tutto intorno a me. Se apro il mio cuore e i miei occhi, potrei trovarle.

30 marzo (Voices of recovery): "Quando iniziamo questa fase, spesso siamo pronti ad affrontare una parte della verità che ci riguarda."

Sex Addicts Anonymous, p. 70 (p. 36 in inglese)

A volte i nuovi arrivati hanno l'idea che un inventario completo del Quarto Passo coprirà per sempre tutti i loro difetti di carattere. Per me non è stato così. In oltre vent'anni di dipendenza attiva ho sviluppato molte false credenze su me stesso che solo gradualmente cedettero al recupero. In gran parte perché erano stratificati e ad incastro.

Mentre lavoravo sui Passi, scoprire e abbandonare un difetto alla fine avrebbe rivelato un altro tratto di carattere che non andava neanche tanto bene. Gli strati erano tutti fittizi, credenze basate sulla vergogna che ho sviluppato nel tentativo di far fronte ad altre false credenze. Dopo anni di lavoro nel recupero, ho scoperto che l'origine di tutto questo era nell'essere stato molestato da bambino; è iniziato con gli elementi del dolore e la paura.

Non ho fatto questo pasticcio dall'oggi al domani e non mi sono ripreso in un glorioso lampo di intuizione. Devo essere paziente, lavorare al programma e lasciare che il programma lavori su di me. Significa lavorare molte volte i Passi e cercare aiuto da molte fonti. Ho risolto gradualmente le false credenze che hanno permeato la mia vita. Lungo la strada ho ricevuto forza, sicurezza e un oceano di amore e sostegno dai miei compagni nel recupero. Per la prima volta nella mia vita, non sono solo!

La complessità della mia dipendenza non può competere con la semplice onestà e l'amore del programma quando lo vivo un giorno alla volta.

29 marzo (Voices of recovery): "Magari possiamo pregare e chiedere l'aiuto del nostro Potere Superiore, oppure possiamo contattare un altro sessodipendente. Chimare qualcuno, anche se non c'è nessuno a rispondere al telefono, è una potente azione di resa."

Sex Addicts Anonymous, p. 146 (p. 68 in inglese)

Conosco alcuni degli eventi che mi stimolano e posso stare attento a questi triggers (stimoli) e fissare dei limiti appropriati in modo da non espormi ad essi. Per esempio, ho capito che andare in palestra mi stimolava, quindi ho trovato altri modi di fare esercizi. Evito passati partner di compulsioni sessuali e parti della città dove ero solito agire compulsivamente.

A volte potrei essere stimolato dagli odori o da qualche suono o una giornata estiva, per cui non posso isolarmi completamente da tutti i potenziali triggers. Se mi sedessi da solo in una stanza oscura potrei comunque sentirmi stimolato dalle fantasie. Mi sono reso conto che, per me, lo stimolo è nella mia testa.

La mia difesa contro gli stimoli è il mantenere un sano stato di spiritualità. Ho bisogno di avere un rapporto stretto col mio Potere Superiore, con altri dipendenti in recupero e con il programma di SAA. Ho bisogno di prendermi cura di me stesso e di mettere in pratica i principi spirituali in tutte gli aspetti della mia vita al meglio delle mie capacità. In altre parole, ho bisogno di vivere nel mio cerchio esterno. Così gli stimoli nella mia testa non si innescano a gran voce.

Il Contatto personale e consapevole mi difende dagli stimoli esterni e interni.

28 marzo (Voices of recovery): "Questa totale resa delle nostre vecchie convinzioni, abitudini e comportamenti è qualcosa che impariamo a rinnovare ogni giorno."

Sex Addicts Anonymous, p. 56 (p. 30 in inglese)

Il Terzo Passo è una affermazione della fede radicale che credo sia necessaria per aiutarmi a prosperare nel mio recupero. Nel mio passato c’era molta negatività (abusi, negligenza,abbandono) che ha dato vita ai miei comportamenti compulsivi e che mi ha forzato ad entrare in una modalità di sopravvivenza. Ma col Terzo Passo ho imparato a fidarmi di nuovo. Mi sforzo di ricordare che i mezzi attraverso i quali cercavo di proteggere me stesso nel passato, che si manifestavano con la dipendenza, non hanno mai funzionato e non si applicano più al mio presente.

Non sono sempre sicuro di come o dove trovarmi a mio agio in assenza di compulsione, quindi mi rivolgo al mio Potere Superiore il quale è amorevole e comprensivo. A volte mi innervosisco o mi arrabbio, o innesco una serie di situazioni che sfidano il mio intelletto o le mie emozioni. Ma quando prendo un bel respiro e cerco l’aiuto del mio Potere Superiore, posso trovare la calma in mezzo alla tempesta. Arrendo il mio desiderio di impormi fuori o dentro una situazione, o di controllare i risultati. Invece offro quell’impulso a Dio, e confido che tutto andrà bene quando mi verrà rivelato di più. Quando accetto di non poter vedere tutte le soluzioni delle prove che affronto, le sfide stesse si rimpiccioliscono e diventano gestibili anziché schiaccianti.

Posso assicurarmi che, a prescindere dai risultati, le mie sfide vengono affrontate meglio con la fede che con una testarda forza di volontà.

27 marzo (Voices of recovery): "Coltivare l'auto-accettazione lungo il nostro cammino è uno strumento importante per il recupero."

Strumenti di Recupero "Tools of Recovery", pag. 31

Voglio più sobrietà. Voglio essere un pezzo grosso. Voglio essere apprezzato. Voglio più soldi. Voglio che le cose vadano a modo mio. Lo voglio adesso. Guarda tutti questi pensieri "io" con me al centro dell'universo!

L'accettazione mi porta alla serenità e mi permette di essere in pace, non lussurioso o avido. L'impazienza è un atto egoistico. Volere che le cose siano diverse - questa è un'illusione.

Qual è il costo di fare le cose a modo mio o di imporre la mia volontà alle persone e nelle situazioni della vita? Qual è il costo di non badare a me stesso, di cedere alla paura o di creare per me stesso una prova che non posso superare?

Oggi mi prendo cura di me stesso. Ho a cuore la mia sofferenza e quella degli altri. Non credo alle bugie del passato che mi hanno definito buono o cattivo. Confido che il mio Potere Superiore mi mostri la strada.

Prego di connettermi con la mia sorgente e che la pazienza e l'accettazione riempiano il mio cuore.

26 marzo (Voices of recovery): "Non dobbiamo essere ossessionati dal passato o preoccuparci del futuro. Possiamo aprirci a nuove soluzioni e rivolgere la nostra attenzione al presente, dove viviamo davvero."

Sex Addicts Anonymous, pag. 54 (p. 29 inglese)

Qualcuno ha ammesso in una riunione: "Ho difficoltà a lasciar andare il mio desiderio di un passato migliore".

Cosa faccio quando qualcosa innesca un ricordo doloroso, un rimpianto che sorge spontaneo come una nuvola che copre il sole? A volte devo ammettere che i miei pensieri sono una delle cose su cui sono impotente.

Invece di cercare di distrarmi o di farmi sopraffare da tali pensieri, posso guardarli dalla prospettiva del programma. È qualcosa che posso affidare al mio Potere Superiore? Devo intraprendere un'azione? Ho già affrontato questo problema nel mio Primo o Quarto Passo? Ci sono ammende che devono essere fatte?

Molti dei nostri passati sono pieni di cose che possono essere imbarazzanti o addirittura vergognose da ricordare. Lavorare con il nostro programma non può cambiare il passato, ma può offrire un modo di vivere il presente, libero da vecchi ostacoli. Se i nostri sentimenti non hanno raggiunto il nostro nuovo modo di vivere, il nostro sponsor o i nostri amici nella fratellanza possono ricordarci i cambiamenti che hanno visto.

Non devo cambiare il mio passato, non posso. Aiutami a ricordare che sto vivendo in un posto migliore, nel recupero, nel presente.

25 marzo (Voices of recovery): "Nel fare il Quarto Passo, iniziamo a conoscere il nostro vero io."

Sex Addicts Anonymous, pag. 59 (p. 31 inglese)

Nella mia dipendenza, ho mentito a tutti su tutto. Ho usato il sesso per sfuggire al dolore della mia vita e poi ho mentito per proteggere quella bugia. Sono una brava persona dai buoni valori, ma i comportamenti che ho sviluppato per proteggermi dal dolore mi hanno portato a perdere la connessione con quella brava persona. Attraverso anni di disonestà ed evitando i problemi e i dolori nella mia vita, mi sono allontanato sempre più dal mio vero io.

Nel recupero mi è stata data una seconda possibilità di vivere in accordo con la persona che il mio Potere Superiore vuole che io sia. La mia prima azione da intraprendere per essere più autentico è stata scoprire i miei difetti di carattere. Volevo essere integro e onesto, quindi mi sono unito ad altri dipendenti sessuali per lavorare insieme al Quarto Passo. Mentre esploravo i miei risentimenti, le mie paure e il danno che avevo causato, ho iniziato a vedere comportamenti specifici che causavano molti dei miei problemi.

Sebbene capire la mia parte di responsabilità nei miei problemi sia stato utile, la vera chiave è stata usare le mie nuove conoscenze nella vita. Individuare i miei difetti mi fa vedere quando sono disconnesso da me stesso. Ad esempio, dopo una discussione, posso tornare al mio inventario del Quarto Passo e chiedere quale difetto avrebbe potuto contribuire alla discussione. Prendermi la responsabilità della mia parte del problema mi dà il potere di essere la persona che dovrei essere.

Riconoscendo onestamente e prendendomi la responsabilità dei miei difetti, avanzo nel viaggio per recuperare il mio vero io.

24 marzo (Voices of recovery): "Molti di noi iniziano il loro percorso di recupero convinti di essere privi di valore e di non meritare affetto."

Sex Addicts Anonymous, pag. 20 (p. 14 inglese)

All'inizio del recupero, la mia comprensione subconscia del Secondo Passo era che Dio mi avrebbe riportato alla sanità mentale una volta dimostrato di essere degno. Credevo di non avere alcun valore intrinseco come persona e di dover dimostrare di essere degno di amore. In altre parole, pensavo di dover aggiustare me stesso prima di poter chiedere a Dio di aiutarmi.

Nel recupero ho permesso che un seme fosse piantato quando ho chiesto aiuto per la prima volta, e da allora Dio ha innaffiato il terreno con amore e mi ha illuminato con la sua luce vitale. Sono cresciuto grazie alle cure di Dio, alle cure che lascio entrare un po 'alla volta mentre lavoro i Passi.

Ma non ho ancora finito di crescere. Non è lecito che io mi aspetti di essere una pianta adulta prima di essere cresciuta fino a quel punto. Sono esattamente dove dovrei essere nel mio progresso. Il mio Potere Superiore vuole nutrirmi mentre cresco, non mi vergogno di non essere qualcosa che non sono ancora.

Non devo guadagnarmi l'amore o l'approvazione di Dio. Dio mi conosce e mi aiuta teneramente a crescere. Oggi gioirò dei progressi che ho fatto e accetterò esattamente dove sono nel mio viaggio.

Dio mi verrà incontro proprio dove sono.

23 marzo (Voices of recovery): "Ho finalmente imparato che non devo più rinunciare a me stesso, alla mia identità, alla mia sessualità o ai miei soldi per avere l'amore e l'approvazione che avevo cercato a lungo, in tanti modi dolorosi e in solitudine."

Sex Addicts Anonymous, Storia n. 12, pag. 122 (p. 157 inglese)

In una delle mie prime riunioni telefoniche alla quale ho partecipato, il segretario disse: “Siamo qui per amarci e supportarci gli uni gli altri”. Un pensiero scattò subito nella mia testa: “Vuoi dire senza offrire del sesso?”. Parte di me non sapeva che fosse possibile. Persi lo sguardo mentre consideravo quella possibilità.

Dopo aver sentito parlare una marea di persone nel programma, so di non essere da sola. Sembra che a molti di noi sia stato insegnato a offrire del sesso, o qualcos'altro, per essere amati. Non sono sicura di quanto siamo diversi dai non dipendenti a questo riguardo, ma questo messaggio, spesso accompagnato da abusi sessuali o fisici o negligenza, per me sembrava essere molto più forte e impellente. Ciò che ricevevo quando sacrificavo la vera me stessa non è mai stato amore.

Quando ho raggiunto la sobrietà e ho trovato il recupero, ho scoperto di poter ricevere amore solo per il fatto di essere me stessa. Durante le riunioni, ho sperimentato un amore incondizionato che non avevo mai conosciuto prima. SAA è carica del supporto e dell’amicizia che ho sempre bramato.

Ho anche imparato a dare quello stesso amore agli altri al meglio delle mie capacità. Quella capacità continua a crescere.

Oggi posso essere amato per come sono, e posso amare gli altri per come essi sono.

22 marzo (Voices of recovery): "Possiamo solo fare ammenda al meglio delle nostre capacità e lasciare il resto nelle mani di Dio."

Sex Addicts Anonymous, pag. 104 (p. 51 inglese)

Molte delle persone più vicine a me mi hanno respinto più duramente mentre lavoravo sul mio recupero.Il danno che ho recato loro è stato profondo e, in molti casi, ho avuto difficoltà nel fare ammenda diretta. Per ora, la miglior ammenda che posso fare è continuare a lavorare il mio programma e vivere i Dodici Passi ogni giorno.

In contrasto, è più facile fare ammenda verso le persone a me più lontane: il mio datore di lavoro, i conoscenti, persino alcune persone. Più debole era la connessione emotiva, più facile mi risultava raccontare i modi in cui avevo recato danni e cercare cambiare le cose in meglio. Essere onesto, concentrarmi sul lavoro mentre sono in ufficio, informare le persone dei rischi nei quali li potrei mettere, non flirtare, e altre ammissioni e cambiamenti sono alcune delle ammende che dimostrano che sono sincero nel migliorare i miei comportamenti.

Questo è anche un passo dove ho bisogno di ricordare me stesso. Fare ammenda significa non solo lavorare il mio programma di recupero, ma anche lasciar andare il mio passato. Migliorerò focalizzandomi sulle attività del mio cerchio esterno, Dandomi il permesso di dedicarmi ad attività per cui la mia dipendenza mi aveva sottratto tempo e energie. Riprendere dei passatempi, sport o altre attività sono cose importanti che mi aiutano a mantenermi equilibrato, sano e integro.

Quando “se possibile” si presenta, devo essere pronto. Nel frattempo confido che il mio Potere Superiore mi presenterà le giuste opportunità di avvicinarmi a coloro i quali ho ferito con la mia dipendenza.

21 marzo (Voices of recovery): "Essere autosufficienti in tutto vuol dire essere consapevoli che ogni membro ha la responsabilità di supportare il gruppo."

Sex Addicts Anonymous, pag. 190 (p. 88 inglese)

Prendermi cura di me stesso è vitale per la salute e il benessere delle mie relazioni. Con la mia base di sobrietà, mantengo la mia autostima. Da questo fondamento, posso essere responsabile nelle mie relazioni.

In passato ho usato le persone per soddisfare i miei desideri egoistici indipendentemente dalle conseguenze per gli altri o per me. Nel recupero sono arrivato a riconoscere che non posso farcela da solo. Allo stesso tempo, sono responsabile del mio benessere. Ho anche riconosciuto il pericolo nel pensare che un individuo abbia la capacità di soddisfare ogni mia esigenza. Ad esempio, io sono un appassionato maratoneta, mentre mia moglie è una casalinga che ama il giardinaggio e scatenarsi con i nostri cani. A causa delle nostre diverse esigenze, abbiamo amici diversi per soddisfare tali esigenze. Ha amici tramite il club di giardinaggio, mentre io ho amici tramite il club di corsa. Essendo responsabili di noi stessi, ci prendiamo cura di soddisfare i nostri bisogni senza calpestare i diritti dell'altro.

Siamo individui, entrambi forti nel nostro recupero, autosufficienti, nessuno dei due è il capo. Piuttosto, stiamo camminando fianco a fianco, muovendoci nella stessa direzione. Non c'è niente che dobbiamo affrontare da soli perché entrambi siamo in grado di contribuire.

Assumendomi la responsabilità del mio benessere, in realtà ho qualcosa con cui contribuire nelle mie relazioni: me stesso.

20 marzo (Voices of recovery): "L'onestà è il fondamento sul quale si basa tutto il nostro progresso."

Sex Addicts Anonymous, pag. 39 (p. 23 inglese)

L'onestà e la verità sono cose con cui ho lottato per tutta la vita. Tenere nascosta la verità su chi e cosa sono veramente, anche a chi mi è più vicino, era qualcosa a cui mi aggrappavo con grande paura. Come dipendente ho anche detto bugie per convincere altre persone di essere una persona migliore di quanto credevo di essere.

Chi desidero essere? Posso scegliere di diventare una persona integra, autentica e onesta in ogni momento. Sono arrivato abbastanza lontano da capire che, per diventare questo tipo di persona, ho bisogno di una rigorosa onestà nel mio programma, nel mio recupero e nella mia vita. Per prima cosa, devo essere onesto con il mio Potere Superiore e con me stesso, quindi lasciare che l'onestà del vero me stesso fluisca verso coloro che mi sono più vicini: uno sponsor, amici in recupero e la famiglia.

Senza una rigorosa onestà mi chiudo alla volontà del mio Potere Superiore. Quando dico una bugia od ometto la verità, ricado nell'odio per me stesso e per la malattia, allontanandomi da Dio e da coloro che mi stanno attorno. Questo è sempre il risultato della mia volontà. La volontà di Dio, tuttavia, mi porterà a un senso di pace e contentezza. Più divento consapevole della mia disonestà, più sono motivato e in grado di lavorare con onestà nella mia vita.

Posso vivere il detto "la verità vi renderà liberi", libero di diventare una persona integra che vive la volontà di Dio, un giorno alla volta.

19 marzo (Voices of recovery): "SAA dovrebbe rimanere sempre non professionale, ma i nostri centri di servizio possono assumere degli impiegati specializzati."

Sex Addicts Anonymous, pag. 191 (p. 89 inglese)

L’Ottava Tradizione mi dà la libertà. Nella mia vita professionale ho sviluppato capacità, conoscenze ed esperienza. Sfortunatamente, ho anche sviluppato molto orgoglio nel mio lavoro e mi sento più fiducioso quando vivo quella parte di me stesso. La mia vergogna mi ha portato a nascondermi dietro la mia professionalità, anche quando ero coinvolto in cose che non fanno parte del mio lavoro. Ho legato gran parte della mia identità al mio lavoro.

Volevo nascondermi dietro la mia professionalità anche in SAA. Ovviamente all'inizio non avevo esperienza, conoscenza o abilità reali con il recupero, quindi ho provato a fingere. Volevo essere una persona professionale nel recuperarmi in SAA, qualunque cosa volesse dire.

Attraverso l’Ottava Tradizione, ho capito che il mio approccio era sbagliato. Nascondermi dietro la mia immagine in realtà mi limitava. Avevo bisogno di essere un nuovo venuto e un ricercatore di SAA. Dovevo essere aperto.

Questa tradizione mi ha liberato dalla camicia di forza del mio falso orgoglio. Mi ha anche dato la libertà di vivere in un modo nuovo. Posso essere vulnerabile, posso ammettere che non so tutto e non mi è richiesto, e posso lasciare che altre persone mi facciano strada. Posso lasciare che qualsiasi abilità, conoscenza ed esperienza che io abbia sviluppato serva gli altri piuttosto che servire il mio ego.

La non professionalità del programma mi offre libertà dalla mia falsa identità e libertà di scoprire il vero me stesso.

18 marzo (Voices of recovery): "Il Terzo Passo per me fu un problema. Non conoscevo Dio."

Sex Addicts Anonymous, pag. 367, storia n. 37 (p. 283 inglese)

Ho sempre avuto problemi di fiducia, soprattutto con le figure autoritarie. Avevo quindi seri problemi a fidarmi della massima autorità: Dio. Credevo che il grande piano di Dio per me implicasse il trascinarmi attraverso una foresta di rovi. Quando sono arrivato al Secondo e Terzo Passo, la mia concezione di Dio si è davvero messa di mezzo.

Tuttavia, non c'erano prove reali di qualcosa di cui non mi potessi fidarmi nel piano di Dio per me. Ora credo che Dio mi abbia portato ad azioni che mi hanno recato ansia e persino imbarazzo, ma che si sono dimostrate curative e utili.

Ho sentito il bisogno di parlare nella mia chiesa del mio recupero e a chiedere scusa alle donne della chiesa di averle oggettivizzate. Dopo essermi confrontato con il mio sponsor, ho chiesto il permesso al parroco e lui ha acconsentito. Quando venne il giorno tremavo, ma fui in grado di raccontare apertamente del mio viaggio nei Dodici Passi. Ho descritto la mia compulsione a oggettivizzare e mi sono scusato. Mi aspettavo dello stupore e un silenzio imbarazzante, ma la gente mi applaudì! Trascorsi il resto del servizio nascondendomi sulla balconata, tremante e scosso.

Da allora, i genitori di un alcolizzato e due sessodipendenti della mia chiesa hanno iniziato il recupero nei Dodici Passi perché sono stato disposto ad assecondare la mia spinta. Alla mia vergogna è stato inflitto un duro colpo. Sto giungendo a credere che un Potere più grande di me mi stia amorevolmente riportando alla sanità mentale. Sto lentamente affidando la mia volontà e la mia vita alle cure di Dio.

Con l'aiuto di Dio, posso fidarmi di Dio e trovare il coraggio di cambiare le cose che posso.

17 marzo (Voices of recovery): "Siamo liberi di scoprire che cosa funziona meglio per noi; l'importante è che la meta sia sempre la stessa, mantenere e migliorare il nostro legame con Dio."

Sex Addicts Anonymous, pag. 116 (p. 57 inglese)

Ero da due anni in SAA quando lessi un libro sugli eremiti che vissero nel deserto durante il terzo secolo, che avevano l’abitudine di pregare recitando una breve preghiera nella mente in continuazione.

Ho pensato molto a questo. Potevo farlo? Poi mi sono risposto da solo “Perché no?”, così ho iniziato a farlo una volta dopo l’altra, notte e giorno. Dopo un paio di giorni, mi sono detto “E’ una pazzia. E’ assurdo. Non ha senso.” Poi mi è successa una cosa; forse il punto era che non aveva alcun senso, almeno non per me al momento.

Mi sono reso conto di un’altra cosa. La ripetizione costante della preghiera stava aumentando la mia consapevolezza della presenza del mio Potere Superiore. Stava allargando il mio contatto cosciente con Dio, così come io concepisco Dio. Mi stava riportando verso il mio centro.

Ora, ventun anni dopo, continuo a dirle. Spero di non fermarmi mai.

Ho corso molti rischi agendo compulsivamente. Ho bisogno di correre rischi nel mio recupero, persino di fare cose che all’inizio potrebbero sembrare folli.

16 marzo (Voices of recovery): "Qualunque sia il metodo che usiamo, ci mettiamo a disposizione del nostro Potere Superiore, e ci apriamo a ricevere qualsiasi intuizione possibile."

Sex Addicts Anonymous, pag. 119 (p. 57 inglese)

Amo le definizioni che dà il Libro Verde di preghiera e meditazione, essendo la preghiera una semplice conversazione con il Potere Superiore, il che può essere sia condividere che cosa sta succedendo nella mia vita, le mie lotte e le mie sfide, sia la possibilità di chiedere aiuto. Dunque la meditazione si tratta di ascoltare, di calmarsi e aprirsi alle risposte e alle indicazioni di Dio come posso concepirlo.

Il fulcro della mia preghiera è la Preghiera della Serenità, e mi rivolgo a essa regolarmente per una guida, pazienza e il coraggio di vivere la vita nei termini della vita. Cerco anche di iniziare ogni giornata con una preghiera semplice, affidando la mia giornata al mio Potere Superiore. Cerco di finire ogni giornata cercando di ringraziare per ciò che è avvenuto.

Sto tuttora esplorando modi di meditare. Faccio delle camminate o dei giri in bicicletta, cercando semplicemente di mettermi in sintonia con il mondo attorno a me. A volte si tratta di trovare un momento di quiete a casa. E, certamente, c’è il lavoro del recupero che riguarda le meditazioni scritte, sia quelle che leggo ogni giorno, sia quelle che scrivo, come questa qui. La riflessione mi aiuta a guadagnare una nuova visione della vita e del mio percorso.

La mia connessione spirituale è come qualsiasi altro rapporto: bisogna che mi faccia avanti e partecipi per mantenerla forte, salutare e vivace. Il mio Potere Superiore è sempre lì per aiutarmi.

Mi sarà rivelato di più se mantengo la porta aperta.

15 marzo (Voices of recovery): "La diversità di pensiero ed opinione ci aiuta a rendere il nostro servizio essenziale e creativo. La Prima Tradizione incanala questa energia creativa in un obiettivo comune: il benessere dei dipendenti sessuali in recupero."

Sex Addicts Anonymous, pag. 167 (p. 78 inglese)

A prima vista, questa tradizione può sembrare abbastanza chiara: il principio di unità; essere concordi, armoniosi, indseparabili. Eppure il collegamento implicito alla musica dato da un sinonimo di unità, cioè l'armonia, richiama alla mente non la copia, ma piuttosto la somma di molte voci o di molte parti che si uniscono per creare qualcosa di più grande.

Nella nostra fratellanza, le nostre voci individuali possono scontrarsi l'una con l'altra quando insistiamo sul fatto di conoscere l'unico modo giusto, e questo può diventare restrittivo, disarmonico o monotono. Se avessimo una sola voce, non avremmo una vitale comunità di amicizia in continua crescita. Le nostre voci possono rimanere distinte, ma unirsi per creare qualcosa di complementare ad un messaggio più ampio, la canzone, di SAA. Come con il canto, mettere a strati le nostre distinte esperienze, i punti di forza e le speranze diventano una meravigliosa fusione che trasforma ed eleva il nostro messaggio.

Come posso avere una voce chiara e unica nella nostra fratellanza che elogia e arricchisce il messaggio di Sex Addicts Anonymous?

14 marzo (Voices of recovery): "L'obiettivo o il fine del nostro servizio è di portare il messaggio SAA: che la libertà dai comportamenti sessuali compulsivi è possibile tramite i Dodici Passi di SAA."

Sex Addicts Anonymous, pag. 181 (p. 84 inglese)

Ho avuto il privilegio di portare al Dodicesimo Passo diversi nuovi arrivati ​​in SAA. Questo può essere un compito arduo. I nuovi arrivati ​​sono spesso persone in crisi. Potrebbero aver perso un lavoro o un matrimonio o entrambi. Potrebbero star affrontando un arresto o il carcere. I loro amici e familiari potrebbero non parlare più con loro. Le loro vite sono state distrutte; spesso sono tutto in lacrime.

Cosa posso dire a qualcuno in quella situazione che possa fare la differenza? È qui che la Quinta Tradizione viene in soccorso. Ho bisogno solo di un messaggio per il nuovo arrivato in crisi: che non importa quanto brutte possano essere le cose, c'è speranza. Altri si sono trovati dove loro si trovano ora; in effetti, io sono stato dove loro sono adesso, e hanno continuato a vivere una vita sana e felice durante il recupero. E il veicolo di quella speranza è il programma SAA.

Non è un gran discorso da fare, ma la Quinta Tradizione ci assicura che è tutto ciò di cui abbiamo veramente bisogno per farcela. Questo è sufficiente da dire.

Possa io portare il messaggio di SAA nel mio cuore, in modo da poterlo condividere prontamente con coloro che ancora soffrono

13 marzo (Voices of recovery): "Otteniamo non solo la libertà dalla nostra dipendenza, ma la libertà di sentirci a casa nel mondo."

Sex Addicts Anonymous, pag. 160 (p. 74 inglese)

So di essere impotente davanti la dipendenza sessuale. Sono grato che SAA mi abbia aiutato a trovare un potere attraverso il quale posso cambiare e crescere. C'è un altro tipo di impotenza con cui lotto, e arriva quando il mondo attorno a me sembra impazzire: disastri naturali, violenza umana, ingiustizia, ecc.

I miei tentativi di controllare la mia dipendenza hanno innescato vari difetti di carattere: autocommiserazione, negazione, vergogna e risentimento, solo per citarne alcuni. La mia impotenza di fronte agli eventi mondiali innesca anche difetti: rabbia, negazione e cinismo, solo per citarne alcuni. Voglio fermare la cattiveria e punire chiunque contribuisca ad esse. Sono tentato dall'essere duro di cuore e di mente perché l'amarezza sembra potente. Le tentazioni della rabbia e del cinismo, così come gli impulsi a cercare il potere, sono naturali. Tuttavia, la mia storia mostra che seguire le mie inclinazioni naturali porta quasi sempre a guai. Anche qui devo applicare i Dodici Passi.

Il recupero mi ha insegnato che:

  • Agire seguendo i miei difetti di carattere non fa che peggiorare le cose.

  • La mia area d'azione è sempre e solo qui ed ora.

  • Se mi arrendo, il mio Potere Superiore mi guiderà a quello che dovrei fare nella situazione in cui mi trovo, se davvero devo fare qualcosa.

  • Quando il mio Potere Superiore mi guida, posso agire per amore.

  • Non sono mai completamente impotente. Posso pregare per avere coraggio, forza e guida.


Anche se sono impotente su molte cose, ho sempre delle scelte.

12 marzo (Voices of recovery): "Ciò che otteniamo in questo programma è un progetto per una vita di successo e piena di significato, qualunque cosa possa accadere."

Sex Addicts Anonymous, pag. 128-129 (p. 61 inglese)

La dipendenza dal sesso mi ha tenuto prigioniero dell'eccitazione e della menzogna prodotta dagli intrighi, ossessioni e comportamenti compulsivi. Mi ha isolato dai miei sentimenti dolorosi, ma ha finito per rendermi insensibile a qualunque sentimento. Nel recupero, ho imparato ad abbracciare e ad aprirmi a tutte le mie emozioni.

Tuttavia, è molto difficile per me rimanere presente nel dolore quando le persone non mi trattano con rispetto o amore. È facile per me iniziare a portare risentimento o interpretare le azioni di un altro come una critica su me stesso. Il mio critico interiore vuole dirmi che non merito rispetto o che in qualche modo merito di essere trattato male.

Lavorare sui Passi in una situazione in cui mi sento ferito dagli altri mi aiuta a riconoscere su quali cose sono impotente, come il cattivo comportamento degli altri, e a fare la mia parte. Una frase che amo, "non è il mio circo, non sono le mie scimmie", mi ricorda di lasciare i problemi di qualcun altro dove devono stare, con quell'altra persona. Questo mi porta il prezioso dono della libertà!

Dio, aiutami a lasciare andare ciò che non è mio, così posso occuparmi di questo prezioso dono: la mia vita.

11 marzo (Voices of recovery): "Magari qualcuno di noi ha delle battute d'arresto o dei momenti di difficoltà. Magari soffriamo le conseguenze dolorose delle nostre abitudini passate o proviamo dolore dovuto alla nuova crescita. Ciò che importa è non arrendersi."

Sex Addicts Anonymous, pag. 139 (p. 66 inglese)

La mia vita è come una ruota gigantesca. La parte più alta è nella luce e l’aria fresca; la parte più bassa ruota nel fango. Questa ruota rappresenta gli alti e bassi della vita, e il metodo di vita che ho imparato in SAA è simile a un boccaglio. Quando mi trovo nel fangoso lato della ruota, quando sono stressato e voglio agire compulsivamente, ho a mia disposizione degli strumenti e ci sono persone pronte ad aiutarmi a respirare mentre mi faccio strada dal fango al lato luminoso.

Ora, quando ho l’opportunità di agire compulsivamente, posso chiedere aiuto al mio Potere Superiore, chiamare il mio sponsor, trovare un’altra attività o meditare sul mio recupero. Non devo trattenere più il fiato e soffrire nel basso della ruota, o peggio, tentare di nascondermi e tirarmi su con la dipendenza. Sono giunto a capire che i punti bassi arriveranno, che fanno parte della vita. Ho anche scoperto che prima o poi la ruota girerà di nuovo verso il lato luminoso; e ogni volta che vado nella zona fangosa e rimango sobrio, la parte luminosa sarà una nuova esperienza di vita. Oggi è il giorno in cui non sono più legato dalle catene della dipendenza.

Con gli strumenti di SAA, posso continuare a respirare nei momenti di difficoltà e uscirne fuori dall’altra parte.

10 marzo (Voices of recovery): "Man mano che lasciamo andare le vecchie abitudini che usavamo per affrontare la vita e confidiamo che Dio ci farà vedere nuovi modi per farlo, molti di noi iniziano ad avere una visione più grande di ciò che la nostra vita potrebbe essere nel recupero."

Sex Addicts Anonymous, pag. 85 (p. 43 inglese)

Di recente il mio Potere Superiore mi ha sollevato dal mio difetto di carattere, la paura di essere sola. Mi sono stati dati la forza e il coraggio di finire un malsana relazione. Sono una donna di quarant’anni e, per la prima volta da quando ero una ragazza di vent’anni, sono da sola senza un fidanzato.

Ho accolto dei suggerimenti e ho scritto le mie mete e aspirazioni nella vita: viaggiare, pagare dei prestiti studenteschi, aiutare mia figlia a pagarsi l’università, aprirmi a sane amicizie femminili e trascorrere del tempo con la mia famiglia. Sono rimasta colpita dal fatto che nessuna delle mie aspirazioni coinvolgevano un uomo. Lo scopo primario della mia dipendenza era di cercare a tutti i costi l’apprezzamento e le attenzioni degli uomini.

Questa nuova libertà è un dono del mio Potere Superiore frutto del lavoro sul programma. Ho dei momenti di debolezza, il che mi aiuta a ricordare che sono tutt’ora una dipendente sessuale. Prego il mio Potere Superiore di aiutarmi a rimuovere i miei difetti, perché ora sono in grado di focalizzarmi sulle mie vere mete e aspettative.

Sono disposto a fare i passi nel recupero in modo di essere pronto se e quando Dio rimuoverà i miei difetti di carattere.

9 marzo (Voices of recovery): "Nella nostra dipendenza abbiamo vissuto il sesso come qualcosa di compulsivo. Ci siamo sentiti come se una forza, che ci sembrava irresistibile, ci trascinasse verso comportamenti sessuali, invece di scegliere liberamente di avere rapporti sessuali."

Sex Addicts Anonymous, pag. 149 (p. 70 inglese)

Un problema che prima o poi si presenta per la maggior parte dei dipendenti è che il lavoro in un programma SAA differisce da altri programmi dei Dodici Passi per il fatto che non vogliamo astenerci completamente dal sesso (a differenza del bere in AA). Ciò da cui ci stiamo sforzando di liberarci è un comportamento sessuale compulsivo, malsano o pericoloso.

Nel mio recupero, ho scoperto che il sesso e l'amore si erano in qualche modo separati l'uno dall'altro. Ciò ha portato alla strana realtà in cui, poiché amavo mio marito, non volevo fare sesso con lui. Mio marito non riusciva a comprendere l'idea, anche se i miei fratelli e sorelle in recupero capivano perfettamente.

Alla fine, quello che avevo perso era l'intimità. Avevo perso la capacità di connettermi profondamente con qualcuno, non necessariamente in maniera sessuale, ma in modo da riuscire a vedere l'essenza interiore dell’altro, chi era veramente. E, ugualmente importante, non sono stato in grado di fargli vedere il vero me.

Ritrovare l'intimità era la chiave: l'intimità che non ha nulla a che fare con il sesso, l'intimità che mi permette di connettermi profondamente con un altro. Una volta scoperto questo, la mia sessualità ha iniziato a sembrare sana per la prima volta. Non è stato un cambiamento dall'oggi al domani, ma è valso tutto il mio lavoro e le mie lacrime.

Finalmente capisco cos'è la vera intimità e, per me, non ha nulla a che fare con il sesso.

8 marzo (Voices of recovery): "Lo spirito dell'unità impedisce ai disaccordi di tramutarsi in liti, fazioni o conflitti personali distruttivi. Noi promuoviamo la tolleranza e la benevolenza nei confronti degli altri membri, mantenendo il benessere del gruppo al di sopra delle nostre preferenze personali, desideri o opinioni."

Sex Addicts Anonymous, pag. 168 (p. 78 inglese)

A volte ci sono fratture nella nostra fratellanza. Forse alle persone non piace come viene gestita una riunione, quindi iniziano una nuova riunione. A volte ci sono pettegolezzi, giudizi o critiche tra i nostri membri nonostante i nostri migliori sforzi per evitare questi difetti di carattere.

Mentre non posso controllare le altre persone, posso e devo osservare il mio comportamento. Affinché ci sia unità, devo fare la mia parte. Se mi ritrovo a criticare e a giudicare, faccio un inventario del Decimo Passo. Parlo con il mio sponsor e con altri in programma del mio comportamento, non di quello degli altri. Arrendo umilmente i miei difetti di carattere a Dio per come lo comprendo e faccio del mio meglio per vivere secondo i principi spirituali di amore, tolleranza e gratitudine.

Il mio programma di recupero fa la differenza per la nostra comunità nel suo insieme. Oggi lavoro il miglior programma possibile per la mia sobrietà e l'unità della nostra fratellanza.

7 marzo (Voices of recovery): "Con l'anonimato come nostra base, dedichiamo i nostri sforzi a qualcosa di più grande di noi."

Sex Addicts Anonymous, pag. 208 (p. 96 inglese)

Abbiamo solo uno scopo primario: portare il messaggio del recupero al dipendente che ancora soffre. La dodicesima tradizione consente a ciascuno di noi di mettere da parte la propria identità personale per concentrarsi sui principi spirituali di questo programma. In questo modo, posso svolgere un servizio disinteressato, sapendo che la mia identità è al sicuro e protetta. Oltre a proteggere la mia identità, l'anonimato mi permette di far parte di un processo che è molto più grande dei miei sforzi individuali. Senza i miei desideri e ambizioni personali all'ordine del giorno, posso contribuire con il mio miglior giudizio ed esperienza, e poi aspettare che un Dio amorevole si manifesti nella nostra infirmata coscienza di gruppo.

Paradossalmente, lasciare andare il potere rafforza la mia partecipazione al lavoro del mio gruppo. Sento un più forte senso dello scopo quando lascio andare il controllo. Le nostre decisioni hanno un fondamento spirituale poiché lasciamo che Dio ci guidi verso un bene superiore. La sinergia aumenta i risultati dei nostri sforzi molto meglio di quanto potremmo ottenere individualmente.

Man mano che cresco spiritualmente, cresco nel recupero. Posso dare l'esempio del recupero senza lasciare che il mio "io" si intrometta.

Oggi ringrazio Dio per l'anonimato che mi permette di svolgere un servizio disinteressato in libertà e sicurezza.

6 marzo (Voices of recovery): "Abbiamo ammesso davanti a Dio, a noi stessi e a un altro essere umano l'esatta natura dei nostri torti."

Sex Addicts Anonymous, pag. 34 (p. 21 inglese)

Quando ho letto per la prima volta i Dodici Passi di SAA, il Quarto Passo è stato il primo che mi ha spaventato a morte. Tuttavia, quando ho iniziato a lavorare su quel passo diversi mesi dopo, l'ho trovato più estenuante che spaventoso.

Passando al Quinto Passo, ho ritrovato la paura che pensavo di aver perso durante il Quarto. Scrivere queste cose diventa più facile man mano che lo faccio. Ma non c'è niente di facile nel dire le cose che ho svelato a un altro essere umano. Mi consolai al pensiero che ormai conoscevo abbastanza il mio sponsor e capivo che nulla di ciò che avrei detto l'avrebbe probabilmente sorpresa.

Nel mio caso, una volta che ho effettivamente iniziato, dopo un paio di minuti di lettura, è diventato più facile e veniva quasi naturale. E sempre il mio sponsor è rimasto con me e mi ha offerto supporto durante tutto il processo. Quando ho finito, mi sono sentita svuotata emotivamente. Quella sensazione è passata dopo pochi giorni ed ero semplicemente contenta di progredire, un passo più vicina alla sanità mentale.

Lavorando sui Passi con uno sponsor, ricevo una formazione pratica su qualcosa che non avrei mai immaginato: come fidarmi del processo, del mio sponsor, del mio Potere Superiore e di me stessa.

SAA è un luogo in cui praticare la fiducia. Concedimi il coraggio di lanciarmi.

5 marzo (Voices of recovery): "Sex Addicts Anonymous non ha opinioni su questioni esterne; di conseguenza il nome di SAA non dovrebbe mai essere coinvolto in controversie pubbliche... Quando condividiamo il nostro messaggio, o presentiamo SAA al pubblico, questo è l'unico argomento per cui siamo qualificati nel dare informazioni."

Sex Addicts Anonymous, pag. 199 (p. 92 inglese)

Prima di diventare sobrio, avevo un’opinione su tutto, e credevo che le mie opinioni fossero quelle giuste. Lentamente, col tempo, sto imparando ad applicare questa tradizione alla mia vita personale, focalizzandomi sulle mie esperienze piuttosto che sparando opinioni per sentire parlare il mio ego.

Sono colpito dall’umiltà profonda con cui SAA dice che abbiamo un unico argomento per cui siamo qualificati nell’avere un’opinione, e sono grato per questa tradizione. Ciò significa che, durante una riunione, non sarò soggetto ai punti di vista politici e religiosi delle persone, o persino dai punti di vista delle persone su qualcosa come la ricerca della dipendenza sessuale. Questi sono tutti argomenti esterni. Stiamo tutti insieme condividendo la nostra esperienza, forza e speranza con il dipendente che soffre ancora, il nostro messaggio unificatore che possiamo essere sollevati dalla nostra dipendenza dal sesso un giorno alla volta, a volte un momento alla volta, lavorando i Dodici Passi del recupero.

Oggi smetterò di condividere così tante opinioni e mi focalizzerò su come la mia esperienza, forza e speranza possono beneficiare gli altri.

4 marzo (Voices of recovery): "Ci siamo ritrovati isolati e soli, spesso assediati dalla paura e dalla disperazione."

Sex Addicts Anonymous: A Pathway to Recovery (Sex Addicts Anonymous: Un sentiero per il Recupero)

Ho una malattia che prosciuga la vita e l’anima. Ho speso decenni di isolamento, impaurito persino delle più piccole interazioni con delle persone. Vi erano dei momenti in cui sentivo di non farcela più, che la vita non sarebbe migliorata e che viverla non ne valeva la pena. A volte, il suicidio sembrava essere una via ragionevole.

Conosco altri che la pensavano allo stesso modo. Alcuni si tolsero la vita. Hanno preferito finire con le loro vite piuttosto che prendere il rischio di aprirsi e chiedere aiuto, o sentire il disagio della scoperta di sé e dell’accettazione. Forse non credevano che il proprio recupero fosse possibile. Se provavano a recuperarsi, non sembrava funzionare. Se c’era del miglioramento, era troppo lento o scandito da battute d’arresto. Si sono arresi.

Anche il mio percorso nel recupero sembrava lento. Ho avuto bassi e ancora più bassi. Ho visto molti altri entrare nel recupero attraverso il dono della disperazione. Hanno lavorato il programma e il programma ha lavorato su di loro, eppure io ero lì, che mi sentivo ancora lento. A volte pensavo che non avrebbe mai funzionato per me.

Ma ho continuato a tornare in SAA. Nel mio punto più basso, mi sono reso conto di dover fare qualcosa. Ho rilavorato i passi e ho iniziato ad essere più onesto con me stesso. Mi sono reso conto di avere dei problemi che tenevo nascosto, quindi ho cercato l’aiuto di altri dipendenti sessuali. Alla fine ho fatto dei collegamenti, interni ed esterni, che hanno trasformato la mia vita. Ho iniziato a guarire. Oggi sono grato e felice di essere ancora qui.

Io ne valgo la pena; Tu ne vali la pena, la vita ne vale la pena. Funziona davvero se ci lavori!

3 marzo (Voices of recovery): "Affidiamo la nostra volontà e le nostre vite alla cura di Dio, perchè pensare e agire da soli ci ha portato ad agire compulsivamente, ad avere conseguenze negative e infine alla disperazione."

Sex Addicts Anonymous, p. 53 (p. 29 inglese)

Ho faticato a trovare il recupero nonostante fossi nel programma da più di un anno. Il problema era che mi stavo recuperando principalmente per salvare il mio matrimonio. Attraverso una serie di eventi e nonostante la mia regolare partecipazione ad attività legate al recupero, mia moglie si è separata da me contro la mia volontà. Questo mi ha portato a un nuovo fondo e mi sono trovato a chiedermi se continuare a perseguire il recupero ora che la mia ragione recuperarmi era svanita. Per qualche motivo, ho deciso di rimanere nel programma.

Mi sto rendendo conto che arrendersi significa lasciare andare persone, luoghi e cose e confidare che il mio Potere Superiore si prenda cura di me e di tutti gli altri nel processo. Affidare la mia volontà e la mia vita alle cure del mio Potere Superiore significa tutto questo, non quello che mi va e scelgo; e con ogni piccola resa, creo spazio per la crescita. Devo recuperarmi per me stesso, indipendentemente dai risultati desiderati, dalle circostanze o da qualsiasi diritto che ritengo mi sia dovuto.

Ho dovuto lasciare andare la cosa più importante della mia vita - il mio matrimonio - per imparare finalmente che il mio Potere Superiore si prende cura di me e vuole che io sia felice, gioioso e libero. E sto imparando ad avere rapporti reali con persone reali ora.

Con ogni pezzettino di resa creo spazio per la crescita.

2 marzo (Voices of recovery): "La gentilezza è un modo diverso di agire."

Sex Addicts Anonymous, p. 138 (p. 65 inglese)

Prima del recupero, la vergogna era uno stile di vita che si auto-alimentava. Per anni mi sono odiato consapevolmente e deliberatamente. Sentivo di dover odiare me stesso solo per tenere a freno il mio comportamento. Temevo che se avessi mollato la presa su me stesso, la mia vita sarebbe crollata. E sentivo di meritare di odiare me stesso. Erano solo gli strati coscienti della vergogna, quelli di cui ero consapevole. Ero anche disperatamente solo e terrorizzato dall'intimità.

Quando ho iniziato SAA, sono rimasto sbalordito dall'amore e dalla compassione che ho ricevuto. Mi avete detto che non ero una persona cattiva, ma che soffrivo di una malattia. Mi avete suggerito di essere gentile con me stesso e di lasciarmi alle spalle la vergogna. Come con tante cose nel recupero, l'azione viene prima e l'atteggiamento segue. Ho iniziato a praticare la gentilezza come la vedevo in queste stanze, e quale posto migliore per iniziare se non affrontare il mio dolore e assumermi la responsabilità della mia vita mentre lavoravo sui Passi.

Quando la gentilezza è diventata parte integrante del mio processo di guarigione, è entrata lentamente nel resto della mia vita. Mi sono evoluto dal non fare mai i lavori domestici, a farli occasionalmente perché è necessario, a farlo perché mi dona un bel posto in cui vivere. Non so quando sia arrivata la capacità essere gentile con me stesso, ma è successo in SAA. Non è tutto perfetto, ma continua ad evolversi mentre continuo a lavorare su questo programma. La gentilezza genera gentilezza.

Oggi lascerò andare la vergogna e sarò gentile con me stesso.

1 marzo (Voices of recovery): "Ci rendiamo conto che tutto ciò che abbiamo passato ci aiuta ad essere al servizio degli altri, impariamo che il mondo è un luogo molto più sicuro di quanto avessimo mai pensato prima, perchè siamo nelle mani di un Dio amorevole."

Sex Addicts Anonymous, p. 129 (p. 61 inglese)

Il messaggio che scelgo di portare è di gratitudine e recupero. Per gran parte della mia vita, ho visto il demone della mia dipendenza, sotto il suo controllo e non sono stato capace di riconoscere il danno che mi ha fatto finché non ho perso molte cose che mi erano care. Condivido la mia storia con gli altri nella speranza che possa aiutare qualcuno a salvare cose di cui non si debba pentire di aver perso.

Il mio risveglio spirituale è arrivato gradualmente in molte cose, tuttavia, in altre, è stato improvviso. Dopo aver identificato il mio problema, mi resi subito conto che stava solo coprendo problemi più profondi. Quella consapevolezza mi ha aiutato ad essere aperto a tutti gli strumenti e metodi che ho incontrato per scavare in profondità dentro di me quanto avevo bisogno per iniziare a guarire.

So che Dio è, ed è sempre stato, proprio accanto a me. I Dodici Passi sono stati fondamentali per la mia sobrietà, ma soprattutto sono diventati il ​​fondamento di tutta la mia vita. Il programma non solo mi ha salvato la vita, ma mi ha anche fornito un progetto per una vita migliore di qualsiasi altra avrei potuto immaginare per me stesso.

Sono amato. Sono sano. Sono integro. Il mio Potere Superiore mi ha dato una seconda prospettiva di vita e ho la responsabilità di condividere questo miracolo con altri come me.

28 febbraio (Voices of recovery): "Una sana sessualità è un'esperienza spirituale per cui vale la pena lavorare."

"Astinenza"

In Sex Addicts Anonymous, il cerchio interno consiste soprattutto in “comportamenti sessuali che creano dipendenza” e “comportamenti compulsivi”. Secondo il mio sponsor, per me include la masturbazione e fantasie.

La mia dipendenza è stata irriducibile, i comportamenti compulsivi erano irriducibili, le mie fantasie erano irriducibili. Ho fatto e pensato di fare delle cose (alcune illegali, molte estreme) da quando ero molto, molto giovane.

Ho accettato la definizione del cerchio interno del mio sponsor perché lui sa come funziona la negazione. Per una persona come me non esistevano mezze misure. Se avessi voluto un’amorevole e sana relazione, avrei dovuto accettare il fatto di affidare tutta la mia sessualità ad un Potere Superiore.

Per me, abbandonare le fantasie e la masturbazione, lasciare il porno, le prostitute e gli incontri casuali, mi ha dato dei periodi di sobrietà, anni di sobrietà. Per venticinque anni ho pensato che fosse impossibile. ora si è avverato. La sobrietà mi si spiana davanti solo durante un’onesta astinenza. Non mi intorpidisco più con del sesso. Un giorno riuscirò ad avere degli amorevoli rapporti sessuali con qualcun altro, con impegno e intimità, perché sono ancorato ad un programma stabilito per me da persone che non vogliono controfirmare la mia dipendenza.


Mi attende un cambiamento spirituale profondo che passa da una resa profonda.

L’angoscia è rimpiazzata dall’amore

27 febbraio (Voices of recovery): "Essere umili significa essere vulnerabili, disposti ad imparare e sinceri."

Sex Addicts Anonymous, p. 87 (p. 43 inglese)

Durante la mia giovinezza, credevo di dover sapere tutto e di essere sempre nel giusto su tutto, persino quando non sapevo. Questo includeva discussioni con persone che ne sapevano più di me. Man mano che la mia dipendenza prendeva piede sulla mia vita, non avevo notato di essere diventato ottuso.

Guardandomi indietri, vedo come la mia dipendenza intollerante si era presentata. Dovevo avere ragione. Cercavo di prevedere il futuro. Ero pessimista e vedevo i peggiori risultati possibili. Ignoravo le idee altrui diverse dalle mie. Ero sfacciato e vanaglorioso, e cercavo di apparire informato e saggio. Pensavo di controllare il mio mondo.

Dopo aver iniziato a vivere con i Dodici Passi, mi sono confrontato con la mia intolleranza e su come contrastava con il recupero che vedevo negli altri. Ho dovuto affrontare la verità che la mia intolleranza stava rendendo la mia vita ingestibile; questo era tanto doloroso quanto vedere come la mia dipendenza avesse reso la mia vita ingovernabile. Con mia sorpresa, arrendendo sia la mia dipendenza sia la mia mentalità chiusa ho alleviato molto dolore.

Per la prima volta nella mia vita, andava tutto bene se dicevo “non lo so”. Ammettere di non sapere mi prepara ad imparare dalle esperienze e dalle altre persone. “non lo so” è divenuto una chiave di volta nella mia pratica giornaliera. Ha creato una libertà intellettuale ed emotiva che non avevo mai conosciuto prima.


A volte riconoscere di non sapere apre delle porte.

26 febbraio (Voices of recovery): "D'altra parte per ogni difetto c'è un pregio."

Sex Addicts Anonymous, p. 84 (p. 42 inglese)

Il mio sponsor mi ha chiesto di trovare un punto positivo in ciascuno dei difetti di carattere scoperti durante il mio Quarto Passo. Cosa potrebbe esserci di buono nell'ossessione, l'odio per sé stessi e il ribollente risentimento?

Attraverso il lavoro e la pazienza, ho imparato che la maggior parte dei miei difetti di carattere sono virtù mal indirizzate, attributi progettati per aiutarmi. Alla radice dell'ossessione ho scoperto la passione; alla radice dell'odio di sé ci sono la consapevolezza e il desiderio di essere e di fare del mio meglio; e alla radice di molti risentimenti c'è la necessità di stabilire sani confini nelle relazioni.

Ogni difetto nasce come un buon seme, destinato a crescere e dare frutti. Come dipendente, ho trascurato le piante. Non le nutrivo né potavo i rami. Come molte piante da frutto, se non vengono curate, i tratti della mia personalità cessano di dare buoni frutti.

Nel Settimo Passo, non sto chiedendo a Dio di rimuovere una parte di me. Invece, sto chiedendo a Dio di rimuovere i rami secchi e aggrovigliati. Mentre Dio pota, posso guardare le virtù emergere e vederle portare buoni frutti nella mia vita. Sebbene questa sia una premessa entusiasmante, devo ricordare che la potatura è dolorosa. Ho bisogno di coraggio, compassione, accettazione, pazienza e del supporto amorevole di Dio e della fratellanza di SAA per affrontare questa sfida per tutta la vita, un giorno alla volta.

Per oggi, sono disposto a sopportare la potatura che può trasformare i miei difetti nei doni fruttuosi per cui sono stati progettati.

25 febbraio (Voices of recovery): "A volte abbiamo bisogno di chiamare le persone per iniziare meglio la nostra giornata. Altre volte, potremmo aver bisogno di condividere i nostri pensieri e azioni di oggi. Alcuni suggeriscono di chiamare tre persone ogni giorno per costruire e mantenere un sistema di supporto."

Strumenti di recupero (Tools of recovery) pag. 10

Negli anni ho imparato ad amare gli slogan. Contengono molta saggezza in poche parole e possono essere prontamente richiamati per guidare un'azione o una decisione. Uno di questi slogan è "lascio che inizi da me".

Ero sempre riluttante a iniziare qualcosa di nuovo nel recupero. Le azioni spesso sembravano banali, spaventose o entrambe le cose. Alcuni anni fa, qualcuno in una riunione disse: "Ho bisogno di denunciare il dipendente dentro di me". Sono stato subito colpito dall'importanza di questo concetto. Ho deciso di farlo, il che significava azione. Dopo anni passati a fare pochissime telefonate, ho iniziato a fare telefonate regolari agli amici di programma. Lascio che inizi da me.

Facendo quelle chiamate, non potevo aspettarmi che l'altra persona denunciasse la mia parte dipendente. Di nuovo, ho dovuto lasciare che iniziasse da me. Avevo bisogno di praticare una rigorosa onestà. Ho controllato la mia follia, le sensazioni che stimolavano la mia compulsione, che abbia agito o meno secondo quei sentimenti, perché potrei sentire certi impulsi, ecc. Quelle chiamate hanno cambiato la mia vita. Da allora la mia dipendenza si è affievolita sempre più.

Quando lascio che inizi da me, sono libero di assumermi la responsabilità del mio recupero.

24 febbraio (Voices of recovery): "Ogni volta che chiediamo questo aiuto, stiamo invitando Dio nella nostra vita in un modo nuovo."

Sex Addicts Anonymous, p. 86 (p. 43 inglese)

Non sono molto bravo a ricevere dagli altri. Allo stesso tempo, tendo ad accumulare cose. Nella mia mente vedo le mie mani riempite di spazzatura inutile. Non posso ricevere o tenere nulla di nuovo finché non mi sbarazzo di qualcosa. Allo stesso modo, non posso ricevere completamente l'amore e la guarigione di Dio finché non rinuncio a ciò che mi impedisce di accettarlo.

I Passi mi aiutano a identificare quelle magagne che mi impediscono di guarire e crescere. Ma non posso cambiare il mio modo di essere; tutto quello che posso fare è diventare disposto a permettere a Dio di cambiarlo. Chiedere a Dio di farlo per me non funziona neanche, ma quando invito il mio Potere Superiore a rimuovere il mio risentimento, la mia impazienza, la paura e le altre cose che impediscono il mio recupero, e quando chiedo invece umilmente di essere riempito di amore e luce, percepisco il cambiamento della mia natura.

Quando faccio cose che rafforzano la mia relazione con Dio, quella connessione aumenta il mio senso di autostima. Quando arrendo i miei difetti di carattere al mio Potere Superiore, lascio il cuore aperto a ricevere ciò che Dio vuole darmi.

Dio, per favore, prendi da me tutto ciò che ostacola il mio progresso e dammi ciò di cui ho bisogno per crescere.

23 febbraio (Voices of recovery): "La miglior cosa è che il segreto finalmente è stato rivelato. C'è un qualcosa di liberatorio nel sedersi in una stanza annunciando ad altre persone, [...], che sei un sesso dipendente."

Sex Addicts Anonymous, p. 194 Storia 19: "Una sorgente di luce superiore" (p. 192 inglese)

Recentemente ho fatto la presentazione del mio Primo Passo al mio gruppo per la seconda volta. Il contrasto tra questa e la prima volta non avrebbe potuto essere più drammatico. La prima volta mi sono sentito come se la narrazione fosse radioattiva. È stato difficile costringermi a lavorarci. Era come se il mio computer mi respingesse mentre mi ci sedevo di fronte. Ho tralasciato le parti principali della mia storia di dipendenza dal sesso. E mi sono sentito stimolato per diverse settimane dopo.

In seguito ad aver ascoltato un Primo Passo che andava nei dettagli molto simili a quelli che avevo tralasciato, mi sono sentito incoraggiato a riguardare il mio. Non vedevo l'ora di scrivere i dettagli che avevo omesso. Prima avevo ancora paura, ma non avevo più la sensazione di trigger prima o dopo averci lavorato. Invece, ho provato un enorme senso di sollievo. Mi sono sentito nudo e vulnerabile durante la seconda volta, ma mi sono sentito su una nuvola per giorni dopo averlo fatto.

I muri erano caduti, i segreti vergognosi erano stati svelati, il mio fardello della vergogna più leggero, molto più leggero. Che liberazione! Questo è il miracolo dei Passi.

I miei segreti sono tossici. Far entrare la luce, essere conosciuti per chi siamo e comunque accettati, è guarigione.

22 febbraio (Voices of recovery): "Quando accettiamo che fare a modo nostro non funziona, il Secondo passo apre la porta ad un'alternativa che funziona."

Sex Addicts Anonymous, p. 45 (p. 25 inglese)

Ricordo un periodo del mio recupero in cui credevo che l'astinenza a lungo termine fosse impossibile. Avevo sempre preso sul serio il mio recupero in SAA, ma inevitabilmente, sembrava, sono ricaduta nella disperazione, nella frustrazione e nella vergogna. Una volta, dopo due anni di astinenza, sono ricaduta direttamente in alcuni dei peggiori comportamenti della mia vita. Sentivo che il programma di SAA, i Dodici Passi e Dio mi avevano deluso. Ma poi ho guardato il mio sponsor e altri nei gruppi che frequentavo e ho visto che erano esempi viventi del miracolo della guarigione.

Ho esaminato più da vicino il Secondo Passo e ho scoperto che la quantità dei miei sforzi non era il problema. Era la qualità. Non avevo lasciato spazio al mio Potere Superiore per guidarmi e assistermi nel processo. Mi sono reso conto di aver lavorato freneticamente al programma, credendo che quello che vedevo fosse quello che c'era. La mia volontà tende ad essere miope, egoista, spaventata e alla ricerca del piacere. C’era molto che non comprendevo. Ho imparato invece a concentrarmi sulla mia relazione con il mio Potere Superiore, ascoltando e agendo secondo la volontà di Dio, non la mia. Quando l'ho fatto, l'astinenza a lungo termine e il recupero sono diventati una realtà per me.

Piuttosto che fare affidamento sulla mia mente da dipendente, posso migliorare la qualità delle mie azioni cercando il mio Potere Superiore per trovare una guida e il coraggio.

21 febbraio (Voices of recovery): "Mettere comportamenti scivolosi nel cerchio centrale è un modo per renderci conto che siamo in pericolo di cadere."

Sex Addicts Anonymous, p. 25 Libro Verde (p. 18 inglese)

Questi sono momenti, circostanze, comportamenti e pensieri che potrebbero condurmi facilmente nel mio cerchio interno. Rimandendo sull’orlo con ostinazione mi predispone all’autosabotaggio e ad un ritorno a quel buio che tutti noi conosciamo bene. Ma non sono costretto; non più! Quando la mia mente è ingombrata dell’incertezza, sia che un elemento non è salutare sia che mi mette a rischio, posso trovare sollievo in un semplice strumento.

Scrivo i momenti, comportamenti, circostanze e modi di pensare che compromettono la mia sobrietà e serenità. Poi condivido cosa ho scritto con il mio sponsor. Prima di fare questo, i miei pensieri sono vaghi, rivestiti dalla negazione. Scrivendo la situazione, questa diventa definita, concreta e chiara. La vedo per ciò che è. Inoltre, buttando giù la situazione su carta mi calma la mente immediatamente e alleggerisce le mie emozioni.

Condividendo onestamente con il mio sponsor mi aiuta ulteriormente a identificare questi comportamenti. Poi, se è appropriato, posso inserirlo nel cerchio intermedio.

Oggi ho una scelta, e scelgo di esporre le mie ombre alla luce.

20 febbraio (Voices of recovery): "Il cerchio intermedio è dove mettiamo quei comportamenti di cui non siamo sicuri."

"I Tre Cerchi"

Uno dei punti chiave del mio recupero è spostare la mia attenzione dagli sconosciuti alle persone che conosco. Per tutta la mia vita, l'umanità si trattava di una collezione di persone che avevo visto ma che non conoscevo veramente. Questo includeva i pedoni per le strade, autisti o passeggeri in macchine o autobus e clienti nei negozi, librerie o altri stabilimenti.

Ho interagito largamente con questi sconosciuti attraverso il contatto visivo. Non ho mai fantasticato oltre una relazione. Biasimavo le persone per non essere più aperti, eppure ero io a isolarmi. Ho respinto chiunque sembrasse aprirsi a me.

Nel recupero sto cercando di evitare di fissare negli occhi gli sconosciuti, e l’ho messo nel mio cerchio intermedio. Ma più importante, sto facendo piccoli passi nel rafforzare le amicizie e conoscere nuove persone. L’amorevole fratellanza di SAA mi fornisce delle opportunità splendide per conoscere davvero delle persone.

Guida i miei occhi a vedere coloro che potrebbero essermi amici.

19 febbraio (Voices of recovery): "Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte alla nostra dipendenza sessuale e che le nostre vite erano divenute incontrollabili."

Sex Addicts Anonymous, p. 38 (p. 22 inglese)

È stato solo quando ho iniziato a lavorare il programma di SAA che ho potuto finalmente ammettere di avere un problema. La mia dipendenza dal sesso mi stava distruggendo. Era fuori controllo. Come un animale selvatico in gabbia, il miei comportamenti compulsivi si erano scatenati ed ero completamente incapace di fermarlo. Ho dovuto ammettere la sconfitta e lasciar andare per vedere quanto fossi diventato pazzo. La mia resistenza, però, era forte. La mia dipendenza dal sesso è sempre stata fondata su un bisogno umano fondamentale: la sicurezza.

Reduce da un incesto infantile, non sono mai stato al sicuro. Agendo compulsivamente, il mio istinto principale era quello di ottenere il controllo su persone, luoghi, cose e me stesso. Ho cercato di fare la parte di Dio e di gestire con successo la mia vita sessuale nell'unico modo che conoscevo: vincere. Il Primo Passo mi insegna il paradosso miracoloso del recupero: per vincere veramente, devo ammettere la sconfitta. Solo ammettendo e alla fine accettando che sono impotente al 100% sulla mia dipendenza dal sesso e che la mia vita è ingestibile, posso iniziare il viaggio salvavita dei Dodici Passi. Ora posso accettare che nel momento in cui comincio a praticare il Primo Passo, ho vinto. Ho lasciato andare i miei metodi, che non hanno mai funzionato, e ho permesso al mio Potere Superiore di guarirmi dall'interno.

Il Primo Passo mi garantisce l'umiltà di cui ho bisogno per lasciar andare il controllo e fidarmi del mio Potere Superiore.

18 febbraio (Voices of recovery): "Sebbene le nostre esperienze siano diverse, alcuni aspetti sono comuni per molti di noi."

Sex Addicts Anonymous, p. 123 (p. 59 inglese)

La mia prima impressione dei programmi dei Dodici Passi è stata quella di ricette superficiali fatte con lo stampino per quello che consideravo un problema molto serio. Altrove, avevo sentito guru e sedicenti esperti esporre le loro soluzioni semplicistiche, ed ero diffidente. Invece, ho scoperto che i Dodici Passi sono un potente strumento per scavare in profondità nell'essenza individuale della mia dipendenza: le convinzioni, le azioni e le conseguenze che rendevano la mia vita ingestibile.

Ho imparato che questo è un programma spirituale che cambia la vita per tutta la vita. Sottolineo l’aspetto spirituale perché parte della mia esperienza di vita includeva un contesto religioso violento. Accettare quello che gli altri chiamavano Dio è stata una grande sfida per me. La richiesta e la possibilità di scoprire il mio Potere Superiore mi ha aiutato ad accettare le differenze tra me e gli altri nel programma. Attraverso i passi, il mio sponsor, il mio gruppo e le mie letture, ho trovato il mio Potere Superiore. Condividere il mio inventario con il mio sponsor mi ha aiutato a scoprire e accettare me stesso, con i miei nei e tutto il resto. Ho iniziato a vedere nuove possibilità e fare scelte più sane.

Osservando la vera natura della mia dipendenza e la soluzione, ho trovato un terreno comune e fratellanza con altri membri del programma. Ho imparato a mettere da parte le differenze superficiali e concentrarmi sul messaggio profondo e comune della guarigione attraverso la fratellanza di persone con difficoltà simili e una soluzione comune.

Che io possa continuare a cercare somiglianze, sapendo che facciamo tutti lo stesso viaggio.

17 febbraio (Voices of recovery): "Negli incontri impariamo che possiamo fidarci di mostrarci agli altri per chi siamo veramente, e sentirci comunque accettati."

Sex Addicts Anonymous, p. 17 (p. 11 inglese)

Quando sono entrato per la prima volta nel programma, non mi fidavo di me stesso. Soprattutto, non mi fidavo delle mie emozioni; Le consideravo mie nemiche perché mi avevano tradito. Pensavo che mi rendevano debole, e dovevo essere forte in tutte le circostanze. Stavo sempre in guardia, tenendomi d’occhio. Inoltre non mi fidavo delle altre persone. Credevo che se avessi permesso a qualcuno di avvicinarsi a me, mi avrebbe lasciato o avrebbe sbandierato i miei segreti, quindi stavo sempre in guardia e li tenevo d’occhio. Ero esausto e solo, e mi sentivo intrappolato nella convinzione che fosse proprio questo il modo in cui andasse la vita. Inutile dire che la mia dipendenza prosperava in questo ambiente.

Un punto di svolta nella mia guarigione è iniziato quando ho provato lentamente a fidarmi abbastanza di me stesso da riconoscere le mie emozioni, e poi a fidarmi abbastanza degli altri da condividere le mie emozioni con loro. Quando ho iniziato a riconoscere ed esprimere ciò che stava accadendo dentro di me, ho scoperto che questo stava alleviando la mia solitudine e il dolore. Ho anche imparato che le mie emozioni erano una grande fonte di informazioni su come interpreto il mondo intorno a me.

Nel processo, mi sono reso conto che, fidandomi delle mie emozioni e poi fidandomi del mio gruppo e dei miei amici, mi fidavo anche del mio Potere Superiore.

Riconoscendo semplicemente i miei sentimenti, posso aprire la porta alla fiducia e alla guarigione.

16 febbraio (Voices of recovery): "Man mano che cresce l'umiltà, vediamo la nostra vita e persino i nostri problemi con gratitudine."

Sex Addicts Anonymous, p. 89 (p. 44 inglese)

Quando sono entrato per la prima volta in SAA, la gratitudine era per me qualcosa di insondabile. Mi chiedevo come diamine facessero i membri di SAA a riferirsi a sé stessi come dei grati sessodipendenti in recupero. Come si fa ad essere grati per le vite distrutte che portiamo in queste stanze?

Nel corso del tempo, e probabilmente perché l’ho sentito ripetere più volte, mi sono reso conto che queste persone hanno gratitudine perché praticano la gratitudine. Ho imparato che la gratitudine può essere sviluppata. Se il risentimento è uno dei principali fattori di rischio della nostra malattia, ho trovato la gratitudine come una delle migliori medicine.

Nella mia dipendenza, la mia mentalità era quella dell'autocommiserazione, come se il mondo mi avesse maltrattato o mi dovesse qualcosa. Quando mi sono reso conto che l'universo non fa favoritismi e che non ne ho diritti particolari, ho potuto coltivare la gratitudine per quello che ho. Quando riconosco che alla fine tutte le mie esperienze positive e negative svaniranno, spesso rapidamente, posso sviluppare il distacco e apprezzare la vita per quello che è. Non devo più aggrapparmi al passato o controllare il futuro. Posso solo essere presente.

Che io possa portare consapevolezza, non a tutte le mie aspettative senza risposta, ma a tutti i modi in cui la mia vita è ricca, proprio qui, proprio ora. Che io possa riconoscere la natura passeggera della vita ed essere grato per tutto quello che ho, proprio qui, proprio ora.

15 febbraio (Voices of recovery): "Ogni gruppo di SAA dovrebbe essere completamente autonomo, rifiutando contributi esterni."

Sex Addicts Anonymous, p. 188 (p. 87 inglese)

Nel processo di miglioramento, recupero e infine di crescita in SAA, ho visto crescere e cambiare insieme a me la mia comprensione della Settima Tradizione. Durante le prime volte alle riunioni mi fu detto “I Passi ti terranno lontano dal commettere suicidio, e le Tradizioni dal commettere un omicidio.” In altre parole, se il problema era con me stesso, bisognava trovare il Passo che si applicasse. Se si trattava di una situazione con qualcun altro, dovevo applicare una Tradizione.

Il mio Sponsor mi ha insegnato che potevo mettere il mio nome al posto di ”Ogni gruppo di SAA” e che sarei riuscito a vedere rapidamente come i miei comportamenti compulsivi fossero connessi col volere che gli altri mi supportassero quando in realtà era il mio dovere fare altrettanto.

Man mano che gli anni passano ed io divento sempre più autosufficiente, vedo come migliorano i miei rapporti con gli altri. Oggi capisco che è più di una “Tradizione sui soldi”. E’ un modo di vivere sia indipendente sia interdipendente con gli altri.

Dio, aiutami oggi ad essere ricettivo e disposto a vedere dove posso migliorare nell’essere più autosufficiente. Che io possa vedere dove eccello in questo.

14 febbraio (Voices of recovery): "Abbiamo capito che uno dei motivi per cui questo processo funziona così bene è proprio perché siamo noi a farlo da soli."

Addicts Anonymous, p. 177 (p. 83 inglese)

Quando ho iniziato a partecipare alle riunioni di SAA, mi comportavo passivamente. Non ero sicuro di cosa stesse succedendo, cosa sarebbe successo e cosa ci si aspettava da me. Continuando a tornare, tuttavia, ho iniziato a farmi un'idea di cosa trattano le riunioni, quali sono i ruoli di servizio nei miei gruppi e cosa posso fare per aiutare.

Penso che sia importante ricordare che la Quarta Tradizione non solo libera i nostri gruppi dal controllo esterno, ma pone anche la responsabilità della condotta dei nostri gruppi direttamente su ciascuno di noi. Non esiste gruppo senza il nostro servizio individuale. La passività è una posizione naturale dove un nuovo arrivato comincia, ma non dove deve rimanere. Ci sono riunioni da condurre, riunioni di servizio a cui partecipare, telefonate a cui rispondere, membri da sponsorizzare, conferenze da organizzare. Se lascio fare queste cose agli altri, perdo un elemento vitale del recupero.

Come diciamo in recupero "Funziona se ci lavori". Parte del lavoro significa essere un partecipante attivo nel mio gruppo e in SAA nel suo insieme.


Posso accettare con gratitudine l'autonomia, la libertà e la responsabilità che sono mie perchè membro di SAA

13 febbraio (Voices of recovery): "Non possiamo permetterci di abbassare la guardia e di vivere in modo incosciente."

Sex Addicts Anonymous, p. 130 (p. 62 inglese)

Sono un dipendente dal sesso e se voglio rimanere sobrio, devo essere vigile. Ho un certo numero di mesi di continua sobrietà dai comportamenti del mio cerchio interno e una vita migliore di quanto abbia mai vissuto prima. Se voglio mantenere la mia nuova vita, non posso riposare sugli allori. Devo tenere il passo nelle mie pratiche spirituali, che includono il lavoro sui Passi e l'utilizzo degli strumenti di Sex Addicts Anonymous.

Recentemente ho fatto un ritiro spirituale per una settimana. Onestamente, speravo segretamente di prendermi una vacanza dalla mia rigorosa pratica del programma: le telefonate, le riunioni. Pensavo che andando a un ritiro di meditazione avrei potuto alleggerire il mio lavoro sul programma mentre ero lì.