Lettura del Giorno

19 aprile (Voices of recovery): "Essere autonomi vuol dire anche che ogni gruppo ha la libertà di commettere degli errori e di imparare dagli sbagli al proprio ritmo."

Sex Addicts Anonymous, p. 178 (p. 83 in inglese)

Arrivo con il mio bagaglio. Mentre rifletto sulla Quarta Tradizione, mi rendo conto di essere parte di un insieme più ampio, qualcosa di più grande di me stesso. I miei comportamenti e le mie decisioni influenzano il mio coniuge, gli amici, la famiglia e la comunità. Al giorno d'oggi, mi comporto in un modo che porta apertura e senso dell'onore, non solo a me stesso, ma anche a coloro che mi conoscono e si associano a me. Non è sempre stato un processo facile. Quando la mia dipendenza era attiva, mi scagliavo, allontanavo le persone, le derubavo persino. Il mio comportamento è stato atroce. Sono fuggito terrorizzato da ogni errore, solo per tornare a ripeterlo.

Quando ho intrapreso la strada del recupero, sono caduto di faccia il più delle volte. Il mio sponsor mi avrebbe gentilmente consigliato delle soluzioni. Inutile dirlo, ho sempre provato per prima cosa a modo mio, di solito a scapito di me stesso e degli altri. Il mio sponsor, onorando la sua e la mia autonomia, disse che ero libero di sbagliare. Ha anche detto che, se fossi rimasto sobrio, il dolore di farlo a modo mio sarebbe diventato abbastanza grande e sarei stato aperto a imparare dagli altri.

Questo è il grande dono della sobrietà e del recupero: quando divento abbastanza infelice provando a fare a modo mio, ho strumenti e supporto per imparare dai miei errori. Nel corso del tempo e degli errori, ho imparato come lasciar andare l'egocentrismo che alimentava la mia dipendenza e come connettermi con gli altri senza paura di allontanarli.

Gli errori sono inevitabili. Ora posso imparare da essi.

18 aprile (Voices of recovery): "Il pericolo che si corre nell'interpretare il ruolo della vittima è la possibilità di sviluppare un senso di diritto ad agire compulsivamente."

Sex Addicts Anonymous, p. 135 (p. 65 in inglese)

Mi sono sempre vantato del mio senso della responsabilità. Pensavo di essere superiore agli altri nell'essere educato e nell'avere ideali nobili. Il problema di essere tutto il tempo ciò che pensavo fosse moralmente retto è che spesso ero escluso da attività divertenti e interessanti con altre persone. Mi sono sentito solo, frustrato e risentito, e ho usato queste emozioni per razionalizzare il mio coinvolgimento in comportamenti discutibili. Ho dovuto rubare quello che pensavo di aver bisogno per sopravvivere.

Ora mi sto assumendo più responsabilità per la mia vita. La mia privazione era il risultato di una visione ristretta e distorta del mondo. Lascio andare la colpa e sto imparando a ricevere amore e sostegno. Non ho più un conto da regolare. Non ho bisogno di approfittare degli altri, non mi devono niente. Il mio Potere Superiore e il programma mi mostrano come soddisfare le mie esigenze.

Prego per avere il coraggio di lasciare andare i vecchi atteggiamenti e abbracciarne nuovi che amino tutto, me compreso.

17 aprile (Voices of recovery): "La maggior parte di noi sa che abbiamo causato danni in un modo o nell'altro, ma in passato abbiamo scelto di sentirci in colpa senza fare nulla per rimediare."

Sex Addicts Anonymous, p. 91 (p. 45 in inglese)

Per secoli, i medici di tutto il mondo hanno prestato il giuramento di Ippocrate. In tempi moderni, si dice che il chirurgo Thomas Inman abbia incoraggiato una versione del giuramento distillata da un chirurgo diversi secoli prima: primum non nocere, "Primo, non nuocere". Mi sembra che questa idea sia incarnata nei Dodici Passi.

Inizia col Primo Passo, quando finalmente decidiamo di scendere dalla giostra e smettere di distruggere le nostre vite e quelle degli altri. Primo, non fare del male. Nei Passi Quarto e Quinto, guardiamo le aree dolorose della nostra vita con l'obiettivo di individuare la nostra parte nella creazione di quel dolore. Da lì prendiamo provvedimenti per smettere di contribuire al ciclo del dolore. Primo, non fare del male.

Nei Passi Ottavo e Nono diventiamo disposti a fare ammenda a chiunque abbiamo danneggiato, e poi facciamo ammenda direttamente ogni volta che ciò è possibile. Ma non dobbiamo fare ammenda diretta alle persone che abbiamo danneggiato se ciò potrebbe ferire loro o altri. Primo, non fare del male.

Nel Decimo Passo, continuiamo a fare l'inventario e, se abbiamo sbagliato, lo ammettiamo prontamente. Facciamo questo inventario perché siamo ancora dipendenti, i confini non sono il nostro forte e faremo errori che possono danneggiare le relazioni. Questo passo ci consente di riparare qualsiasi possibile danno che potrebbe essersi verificato. Primo, non fare del male.

Primo, non fare del male. C'è un principio migliore a cui ispirare le mie azioni?

16 aprile (Voices of recovery): "Man mano che cresciamo nel recupero, molti di noi scelgono di integrare la propria sessualità con la propria spiritualità."

Sex Addicts Anonymous, p. 156 (p. 73 in inglese)

Ho trascorso molti anni tentando di controllare in un modo o nell’altro la mia dipendenza sessuale. Quando mi sono reso conto di essere governato da comportamenti da dipendenza, ho cercato di soffocare, sotterrare o scappare dai sentimenti sessuali e biasimavo me stesso per essere appassionato. Non avevo una chiara idea di cosa fosse una sana sessualità, e avevo paura di essere manipolato o di manipolare gli altri. Non concepivo il sesso come qualcosa di spirituale. Non potevo nemmeno utilizzare la parola “Dio” e “sesso” nella stessa frase, tantomeno chiedere al mio Potere Superiore di aiutarmi a sperimentare il lato spirituale della sessualità.

Ma nel recupero sono giunto a credere che la sessualità è una parte di me, donata da Dio. Come arrendevo la mia dipendenza, ho capito il bisogno di arrendere il controllo sugli altri aspetti dei miei comportamenti sessuali. Ho iniziato ad affidare la mia vita sessuale alle cure di un Dio amorevole. Sto imparando a includere il mio Potere Superiore nella mia sessualità, canalizzando quell’energia nei comportamenti che promuovono intimità e connessione con il mio partner. Quando non utilizzo la mia sessualità per controllare qualcun altro né per controllare me stesso, quando includo Dio nella mia sessualità, diventa un potente dono di cui sia il mio partner sia io possiamo gioire fisicamente, emotivamente e spiritualmente.

Potere Superiore, aiutami ad utilizzare la mia sessualità per esprimere amore, apprezzamento e fede.

15 aprile (Voices of recovery): "Impariamo che il nostro Primo Passo era sia un evento che un continuo processo."

Primo Passo verso il Recupero (First Step to Recovery)

Essere un dipendente sessuale richiede una certa cautela. Ci sono momenti in cui la mia dipendenza sembra essere in remissione. Sono libero dalle urgenze sessuali inappropriate. Penso che forse tutto quel lavoro fatto sui Passi, su me stesso e tutta la terapia mi abbiano guarito. Inizio a sentire di poter andare alle riunioni, ma senza preoccuparmi di scivolare.

Invariabilmente, qualcosa arriva che mi fa sentire stimolato e mi dimostra che mi sbagliavo. E’ sconcertante, ma va bene. Sono un dipendente sessuale.

Ma esiste un salvavita contro questa malattia. Devo prendere consapevolezza ogni giorno di essere un dipendente sessuale, e arrendere la mia dipendenza al mio Potere Superiore. Ho trovato che è molto più facile farlo all’inizio della mia giornata quando mi sveglio, prima di prendere il cellulare o accendere il computer. A volte immagino di confezionare la mia dipendenza e di affidarla al mio Potere Superiore. La mia preghiera è che la mia giornata sia sobria e non controllata dalla mia dipendenza. Per me questa grazia dura un giorno. La mia vita diventerebbe ingovernabile se pensassi altrimenti.

Alla fine del giorno, rivedo la mia giornata e scopro con gratitudine che la mia preghiera è stata esaudita.

Sono consapevole di essere un dipendente sessuale, chiedendo al mio Potere Superiore di aiutarmi a rimanere sobrio, oggi.

14 aprile (Voices of recovery): "Alcuni di noi scrivono una storia sulla propria dipendenza, da quando riescono a ricordarsi fino ad oggi, cercando di non tralasciare niente."

Sex Addicts Anonymous, pag. 40 (p. 23 in inglese)

Avevo paura di affrontare la storia della mia dipendenza. Credevo che sarebbe stata una raccolta dei fatti più brutti mai scritti riguardo ad un essere umano. Tuttavia, questo era esattamente ciò che il mio sponsor e il mio gruppo mi stavano incoraggiando a fare.

Ho protestato, mi sono agitato e mi sono preparato a esplodere dalla vergogna. Alla fine ho iniziato a scrivere. Calcolai approssimativamente quante volte avevo agito compulsivamente. La mia ipotesi era 1.000, ma il numero effettivo era 12.000-15.000. Altre statistiche erano altrettanto significative. Ho scritto fino a quando non ho coperto tutti i vent'anni della mia dipendenza attiva. Poi ho avuto tre sorprese.

In primo luogo, la mia storia non era una lista del peggio dell'umanità, né sono esploso quando l'ho letta. In effetti, era un po’ noiosa. In secondo luogo, pensavo che una raccolta dei fatti mi avrebbe tentato ad agire compulsivamente. In realtà, ha portato sollievo da pensieri e comportamenti che creano dipendenza. Terzo, quando ho condiviso con riluttanza la mia storia con il mio gruppo in una riunione, non mi hanno rifiutato. Mi hanno applaudito, sostenuto e ringraziato per la mia onestà. Era la prima volta che mi sentivo come se appartenessi al gruppo, ad un qualsiasi gruppo, del resto.

Quando hanno detto: "La verità ti renderà libero", non avevo idea che intendessero libertà dall'agire compulsivamente, dall'auto-condanna e dall'isolamento. Ho ricevuto questi doni scrivendo e condividendo la mia storia sessuale.

Con un po 'di coraggio, il mio carico è diventato molto più leggero.

13 aprile (Voices of recovery): "Per la prima volta sentii di avere una casa ed una famiglia che mi supportava, mi capiva e mi lasciava scaricare tutta la mia vergogna."

Sex Addicts Anonymous, pag. 220 (p. 213 in inglese)

Sono malato come i miei segreti. Molte volte l'ho sentito e detto. Tuttavia, non potevo dire a nessuno i miei segreti; erano troppo vergognosi. Ho pensato che se lo avessi fatto, le persone mi avrebbero sicuramente rifiutato.

Dopo essere entrato in SAA e aver iniziato a lavorare sui Passi, ho sentito che dovevo sviluppare una rigorosa onestà e "dichiarare la mia dipendenza". Lentamente ho iniziato ad entrare in contatto con gli altri nel programma e a dire la verità su ciò che stavo pensando e facendo. Ha trasformato la mia vita.

Quando ho iniziato a parlare onestamente con gli altri, soprattutto al telefono tra una riunione e l'altra, è successa una cosa sorprendente: le persone non mi rifiutavano. In effetti, le persone dicevano di ammirare il mio coraggio, di potersi relazionare con quello che dicevo o di avere lo stesso problema. La gente mi ha ringraziato per la condivisione, l'esatto opposto di quello che mi aspettavo. Questo strumento ha avuto un profondo impatto sull'efficacia del mio lavoro sui passi.

La mia vergogna è come un vampiro. Mi risucchia la vita e mi tiene nell'ombra. Ma soprattutto, non tollera la luce del giorno. La mia malattia mentiva quando mi diceva che dovevo mantenere i miei segreti. Forse sapeva che portarli alla luce del giorno avrebbe ucciso il suo potere su di me.

Sono malato quanto i miei segreti. La mia vergogna svanisce quando mi apro.

12 aprile (Voices of recovery): "Avere il desiderio di cambiare la nostra vita non vuol dire essere pronti a farlo. I nostri modelli negativi di comportamento emersi dal nostro inventario, rappresentano un insieme di credi, atteggiamenti, abitudini e comportamenti fortemente radicati in noi."

Sex Addicts Anonymous, pag. 78 (p. 40 in inglese)

Mi ci è voluto un po’ per capire il significato del Sesto Passo. Essere pronto a far rimuovere i miei difetti richiede l'ammissione che io ho dei difetti. Mentre ho creato un inventario nel mio Quarto Passo e ho ammesso la natura dei miei torti nel mio Quinto, è stato solo a questo passo che ho capito di dover accettare veramente che c'erano parti di me che non erano così sane come avrei voluto credere.

Questo è anche un passo delicato in quanto richiede soltanto che io sia disposto a farmi rimuovere questi difetti dal mio Potere Superiore. La sua natura è molto simile al Secondo Passo, riconoscere che Dio ha il potere di aiutarmi in questo compito e poi divenire pronto a provarci. È un passo preparatorio per il lavoro che ne seguirà.

Per me questo passo è stato un altro livello di resa, abbandonando l'idea di avere il controllo o la capacità di cambiare certe cose nella mia vita. Per me era il momento di lasciare andare ancora di più le redini della mia vita e aprirmi a seguire la volontà di Dio come lo intendo.

Sono imperfetto, ma questo fa parte dell'essere umano. Posso accettarlo e prepararmi a lasciare che il mio Potere Superiore rimuova tutti questi difetti di carattere in modo da poter diventare una persona più sana.

11 aprile (Voices of recovery): "Per noi sesso dipendenti il risentimento è uno degli ostacoli più ostinati per la nostra crescita spirituale."

Sex Addicts Anonymous, pag. 64 (p. 34 in inglese)

Ho nutrito per decenni un cupo e amaro risentimento nei confronti di mio padre. Ha occupato tre pagine del mio primo Quarto Passo. Era un collerico, con un temperamento esplosivo. Probabilmente apparteneva al nostro club, avendo avuto relazioni seriali con le amiche di mia madre.

Per quest'ultimo reato l’ho dipinto come il cattivo e ho giurato che non sarei mai stato come lui. Man mano che diventavo sempre più simile a lui a causa della mia dipendenza, iniziai a provare compassione per lui. Durante il mio recupero in SAA, ho iniziato a vedere i nostri schemi comuni e, forse ancora più importante, come il mio risentimento e il silenzio nei suoi confronti avevano guidato la mia vita e mi avevano accecato. Nei Passi successivi, ho iniziato a lasciarmi andare. Alla mia seconda volta attraverso il Quarto Passo, mio padre non è nemmeno comparso sulla lista!

Sono grato per i miracoli del recupero.

10 aprile (Voices of recovery): "La Quinta Tradizione dice che non vi è scopo più grande, o uguale, del diffondere il messaggio di recupero."

Sex Addicts Anonymous, pag. 181 (p. 84 in inglese)

Sette mesi fa, dopo aver scontato dodici anni di una condanna quindicennale, ero detenuto per una richiesta di detenzione per accusa di stupro. Pochi si guadagnano la libertà, e poco meno dell’undici per cento dei detenuti vengono rilasciati.

SAA è stata una parte vitale in questa prospera parte del mio viaggio di vita. Aiuto come posso ad adempiere lo scopo primario (portare il messaggio al dipendente sessuale che ancora soffre). Esiste un posto migliore per fare servizio che nel posto dove mi trovo?

Io porto il messaggio conducendo una vita di sobrietà abbastanza attraente da fare desiderare agli altri dipendenti sessuali ciò che ho. Cerco di comportarmi in modo tale che ognuno sappia che sono impegnato nel recupero. Lavoro per mantenere salde le mie priorità ed essere d’aiuto a coloro che ancora soffrono. Nel mantenere la mia propria sobrietà, e donando ciò che mi è stato donato, sono, a sua volta, ispirato.

Incredibilmente, la mia vita non è mai stata migliore. Non sono mai stato una persona migliore, mai avuto amici migliori o uno scopo così grande. Come arrendo la mia volontà e la mia vita alle cure del Dio come lo intendo, confidando nel piano divino di Dio, e conducendo una vita di servizio un giorno alla volta, la mia vita acquisisce uno scopo e un significato.

Per essere ispirato, sii d’ispirazione

9 aprile (Voices of recovery): "Incapaci di smettere, siamo rimasti davanti al computer alla ricerca di un altro brivido di eccitazione."

"Sobrietà Sessuale e Internet"

Isolato e da solo, alla ricerca di un sollievo personale davanti una serie di tanti zero e uno disposti a formare un’immagine, ho speso ore e soldi anestetizzando la mia anima. Mentre internet mi forniva costantemente le cose di cui la mia dipendenza mi assicurava di aver bisogno, non mi ha mai fornito le cose di cui stavo veramente cercando. Quindi mi sarei ripromesso di nuovo “Non lo farò mai più”, solo per poi ritornare ancora e ancora da quel affidabile “vecchio amico”.

Come sono entrato in SAA e ho iniziato a lavorare i Passi ho trovato che, nella misura in cui mi arrendevo, sono riuscito a quantificare il sollievo che ho ricevuto dai miei comportamenti sessuali compulsivi. Come la luce dell’onestà illuminava i miei comportamenti, quella luce ha anche rivelato una bellissima anima desiderosa di essere libera. La luce non era più emanata da qualche schermo in stanza buia e vuota, ma dall’interno come un riflesso del mio Potere Superiore.

Sono grato che la luce del mio recupero abbia sovrastato la luce di quello schermo e messa all’angolo. Ho fiducia che la luce del mio recupero aiuterà il dipendente che ancora soffre a fare luce sulla bellissima anima che c’è dentro.

Invece che alla luce del mio schermo, mi rivolgerò alla luce del mio Potere Superiore.

8 aprile (Voices of recovery): "Un crescente senso di appartenenza all'interno della fratellanza SAA ed una nuova capacità di vivere nel presente abbandonandosi alle cure di Dio, ci dà il coraggio di andare avanti nel recupero."

Sex Addicts Anonymous, pag. 58 (p. 31 in inglese)

Mi sono sentito egoista e disconnesso per alcuni giorni questa settimana. Non volevo accettare le cose per come sono. Volevo essere in un posto diverso e in un momento diverso. Nulla di ciò è utile per il mio recupero. Pensando troppo, mi perdo e mi impantano in pensieri come: "I comportamenti negativi non sono poi così male".

La mia serenità e il recupero sono le cose buone. Concentrarsi sugli aspetti negativi o evitare i problemi non sono mai stati una soluzione. Quando sono calmo e in quiete, la chiarezza e l'onestà sembrano riemergere. Possa io aprire il mio cuore all'amore e trovare il mio cerchio esterno. Grazie per quei pochi momenti tranquilli. Il silenzio del cielo oggi sostiene il mio cuore. Grazie mille. Amen.

Quando smetto di considerarmi al centro dell'universo e mi concentro su ciò che è buono, riesco a trovare la serenità.

7 aprile (Voices of recovery): "Focalizzarci sul presente ci aiuta ad essere attivi e partecipi nella nostra propria vita, avendo fede nel fatto che le cure di Dio siano sufficienti per il futuro."

Sex Addicts Anonymous, pag. 138 (p. 65 in inglese)

Quanto ci sentiremmo liberi, quanto saremmo liberi dall'ansia e dalla vergogna, se solo potessimo mantenere la nostra attenzione sul momento presente! Come dipendenti, spesso siamo così presi dal tentativo di sfuggire al nostro passato o controllare il nostro futuro che prestiamo poca attenzione a fare semplicemente la prossima cosa giusta. Eppure le visioni del passato e del futuro sono solo pensieri. Questo momento è tutto ciò che è reale.

Uso il mio tempo di meditazione quotidiana come un modo per concentrarmi su ciò che sta accadendo in questo momento, lasciando andare il passato e il futuro. In questo modo, imparo a incontrare il mio Potere Superiore momento per momento. Con la pratica quotidiana, acquisisco, sviluppo e mantengo l'abilità di rimanere nel momento presente. Quando sono nel momento presente, trovo più facile cambiare le cose quando sorgono difficoltà.

Oggi approfondirò il mio contatto cosciente con il mio Potere Superiore rivolgendo la mia attenzione al presente, dove vivo veramente.

6 aprile (Voices of recovery): "Uno spirito di umiltà e un pentimento sincero, per i danni che abbiamo fatto, ci porteranno lontano."

Sex Addicts Anonymous, pag. 100 (p. 49 in inglese)

Nel Nono Passo, le ammende più toste sono quelle rivolte alla mia famiglia, che ha sofferto molto quando sono stato arrestato per aver agito compulsivamente. Nella nostra piccola comunità, la mia attività è stata distrutta, il mio reddito è andato a zero in trenta giorni ei miei figli hanno sopportato il peso maggiore della nostra perdita. Hanno sofferto di un tenore di vita inferiore e la madre ha dovuto tornare a lavorare per mantenere la famiglia.

In preda alla rabbia, mia moglie mi ha lasciato e non ho visto i miei figli per sei anni. La separazione fece molto male e ho perso gli anni dell'adolescenza dei miei due figli. Il mio desiderio di riunirmi con la mia famiglia ha fornito un ulteriore incentivo a fermare i miei comportamenti compulsivi. Il mio sponsor mi ha guidato attraverso i Dodici Passi, che mi hanno cambiato la vita. Tuttavia, quando ho fatto per la prima volta il Nono Passo, ho soltanto potuto fare un'ammenda indiretta ai miei familiari. Li ho ricordati nelle mie preghiere e la loro memoria mi ha motivato nel mio nuovo modo di vivere.

Nel corso di quegli anni, la mia nuova vita ha mostrato gradualmente e visibilmente che il mio lavoro in SAA era sincero e aveva preso piede. Quando hanno visto le mie “ammende viventi”, i miei figli sono lentamente rientrati nella mia vita. Ero diventato responsabile del mio comportamento ed ero diventato una persona migliore, il tipo di padre che volevano rivendicare!

Dio, grazie per avermi mostrato come fare ammende vere alla mia famiglia, ai miei amici ed a me stesso.

5 aprile (Voices of recovery): "Con il passare del tempo, questo disagio viene sostituito da un senso di appartenenza e dal sollievo di sapere che ci sono altre persone come noi."

Sex Addicts Anonymous, pag. 16 (p. 12 in inglese)

Stavo perdendo la testa. Il mio bisogno quotidiano di pornografia al lavoro aveva distrutto la mia carriera e stava per fare lo stesso con il mio matrimonio e la mia famiglia. Sono stato licenziato sommariamente dopo che il mio datore di lavoro ha esaminato il mio computer al lavoro. Ora dovevo spiegare alla mia famiglia perché il nostro reddito e il nostro stile di vita sarebbero venuti meno, e ho pensato di porre fine alla mia vita piuttosto che affrontare il mio coniuge.

Fortunatamente, ho trovato SAA online e ho contattato il segretario del gruppo locale. Mi ha convinto a non fare nulla di avventato e mi ha invitato a visitare il gruppo quella sera prima di tornare a casa. Al mio primo incontro, ho avuto subito la speranza di poter superare la mia dipendenza e ricostruire la mia vita. Altri membri hanno capito la mia vergogna e il mio dolore. Ho ricevuto indicazioni su come approcciare la mia famiglia e i miei amici.

Durante i miei tre anni nel programma, la mia famiglia ha sostenuto la mia guarigione e la ricostruzione della mia vita. Le persone che amo fanno affidamento su di me e ho molto per cui vivere. La cosa più importante è stata scoprire che non sono solo. Altri nella fratellanza hanno avuto problemi simili ai miei e danno speranza.

Dio, grazie per avermi fatto scoprire che non sono solo.

4 aprile (Voices of recovery): "Con azioni piccole ma significative, possiamo portare a termine il Terzo Passo, stabilendo un nostro impegno con il programma."

Sex Addicts Anonymous, pag. 55 (p. 30 in inglese)

Ho scoperto che la fede non è tanto un sentimento ma l'azione. La fede dipende certamente dall’azione. Il mio recupero è come salire su una scala mobile che si muove all’ingiù. Ogni minuto di ogni giorno mi si concede la serenità e la forza di astenermi dai comportamenti compulsivi purché io continui a salire, attraverso l’essere vigile e il lavoro su questo programma. Se metto in pratica i principi che imparo nel recupero, mi viene dato il potere.

So che le sole mie azioni non mi manterranno sobrio; Dio sì. Ma le cose che faccio (leggere la letteratura di SAA, parlare col mio sponsor, lavorare i passi, fare telefonate giornaliere, pregare e meditare) sono come delle strade verso il mio Potere Superiore che portano la serenità e il potere di rimanere sobri. Se mi prendo del tempo per collegarmi a Dio, fornisco al mio Potere Superiore delle opportunità di comunicare con me e aiutarmi.

Quando faccio delle scelte che mi scollegano dal mio Potere Superiore o che mi isolano dagli altri, non sono tanto in grado di recepire la volontà e l’influenza di Dio. La scala mobile della dipendenza dunque mi porterà indietro abbastanza in fretta verso la ingestibilità. Non posso chiedere il potere di Dio, ma posso aprire il mio cuore e la mente, e invitare Dio ad aiutare me a diventare più forte.

Che io possa prendere del tempo e impegnarmi a invitare il potere e l’amore di Dio a entrare nella mia vita.

3 aprile (Voices of recovery): "Una volta liberi dall'arroganza, possiamo riconoscere che abbiamo molto di più di cui essere grati."

Sex Addicts Anonymous, pag. 89 (p. 45 in inglese)

Sono in un ambulatorio del nostro pronto soccorso locale. Mi sono perforato il pollice con il trapano. Nel giro di venti minuti dal mio arrivo sono passato dal triage, mi hanno intervistato, fatto i raggi x e introdotto nell’ambulatorio. Questo due ore fa. La stanza dove mi trovo è fredda, è trascorso un sacco di tempo e il mio pollice fa parecchio male. Ma per lo più sono grato.

Dopo un’ora mi riaffaccio per controllare che non si siano dimenticati di me. Sono stati gentili e si sono scusati assicurandomi che sarebbero arrivati da me al più presto possibile. Poi mi sono guardato attorno. In tutte le stanze c’era qualcuno, e sembravano essere messi molto peggio di me. Una visita veloce del medico; si è scusato raccontandomi di arresti cardiaci e incidenti tra gli altri pazienti.

Secondo round in questa stanza da solo. Ho ancora freddo e sono ancora affamato, e il mio pollice fa male, ma in un attimo sarei ritornato nella mia confortevole casa, avrei mangiato una bella cena e avrei dormito sul mio letto. Potrei essere la persona più fortunata all’interno di questo pronto soccorso. Ho approfittato di questo tempo per chiamare gli amici nel programma e la mia famiglia, e ho persino scritto alcune cose creative. Buone notizie dai raggi x: nessuna frattura o residui metallici, quindi non dovranno aprire per estrarre niente. Un vaccino antitetanica, una prescrizione, un paio di semplici istruzioni e sono libero di tornare a casa.

Non la migliore delle mie giornate ma, grazie al programma di Sex Addicts Anonymous, sono stato in grado di essere grato, e ho trovato molti motivi per cui esserlo.

Ho sempre qualcosa per cui essere grato

2 aprile (Voices of recovery): "Abbiamo trovato utile chiederci: 'Sono disposto a fare di tutto per rimanere sessualmente sobrio e per recuperarmi?'."

"Sobrietà sessuale e internet"

Finalmente avevo avuto un episodio di compulsione abbastanza demoralizzante da portarmi a un incontro. Sapevo di due riunioni e ho partecipato a una pochi giorni dopo. In seguito, guardando la lista dei gruppi, fui angosciato da quanto fossero lontani da dove vivevo. Mi ero appena trasferito e nessuno era vicino. Alcuni erano fino a quindici miglia di distanza.

Dopo un incontro, mi stavo lamentando con qualcuno della distanza e ho espresso dubbi sul fatto che il programma fosse davvero per me. Dopotutto, se fossi arrivato al programma prima di scegliere di trasferirmi, sarei stato più vicino alle riunioni. lui mi ha risposto con alcune delle parole più sagge che avessi mai sentito: "quanta strada hai fatto per assecondare la tua compulsione?"

La mia più recente esperienza di azione compulsiva è stata a circa quaranta miglia da casa. Inoltre, poiché avevo previsto che sarebbe stata l'esperienza perfetta, avevo dedicato molto tempo a organizzarla e speravo di poterla ripetere molte volte.

D'altra parte, gli incontri, per quanto fossero lontani, erano semplicemente lì a disposizione. Non avevo bisogno di organizzare nulla di speciale oltre alla benzina nel serbatoio. Sono diventato un partecipante regolare molto rapidamente e ora ho una cerchia di amici e supporto che non avrei mai potuto immaginare.

Se faccio della mia sobrietà una priorità, apro la porta al recupero e al cambiamento.

1 aprile (Voices of recovery): "Provavamo a nascondere la nostra dipendenza anche a noi stessi, lavorando sodo, essendo perfezionisti o magari anche molto religiosi."

Sex Addicts Anonymous, p. 20 (p. 6 in inglese)

Ero un devoto praticante della mia religione prima di entrare in recupero. Sono andato in scuole religiose, partecipavo a servizi religiosi ogni settimana, pregavo quotidianamente e ho conseguito una laurea in seminario. Quando sono entrato in SAA, pensavo che questa cosa della spiritualità sarebbe stata facile, e avrei potuto semplicemente trasferire tutto ciò che avevo imparato nella mia religione.

All'inizio, infatti, ho resistito alla spiritualità del programma, preferendo la mia versione. Poi un amico nel programma ha abbattuto le mie difese con un commento: "Se le tue pratiche religiose fossero così buone, avrebbero funzionato con la tua dipendenza e non avresti bisogno di SAA ora." Ho dovuto ammettere che aveva ragione.

In verità, gran parte della mia pratica religiosa era malsana. Ero un moralista, rigido e intollerante verso gli altri che non erano devoti come me. Mercanteggiavo con Dio nelle mie preghiere. Mi sono nascosto dietro la mia fede invece di affrontare situazioni difficili. Parlando della mia dipendenza, volevo che Dio risolvesse i miei problemi senza che io dovessi sollevare un dito.

La spiritualità non richiede la religione. Ho avuto bisogno di molti passaggi attraverso i Passi e di imparare a lasciare che il mio Potere Superiore mi liberasse dalle mie rigide opinioni e aspettative. Come ho lavorato il programma spirituale di SAA, la mia vita religiosa è lentamente cambiata e divenuta profonda.

Questo programma rende ogni dimensione della mia vita più sana.

31 marzo (Voices of recovery): "Da questo semplice inizio, la fiducia in un Potere Superiore può crescere."

Sex Addicts Anonymous, p. 48 (p. 27 in inglese)

Molte persone rimangono bloccate nel Secondo Passo per uno o due motivi. Alcuni non ci credono e trovano la cosa doppiamente difficile dopo tutta la miseria che la loro dipendenza ha provocato. Altri, come me, erano credenti sinceri, ma il Dio che credevo di conoscere non aveva messo a posto la mia dipendenza. La mia immagine di Dio era distorta dalla mia dipendenza. Contare sul mio vecchio Dio era come chiedere alla mia dipendenza di provvedere al recupero. Ho cercato un nuovo Dio,ma continuavo a trovare sempre lo stesso.

Nella disperazione ho provato un approccio semplice e pratico: ho raccolto dei contenuti spirituali per trenta giorni. Ho scritto una testimonianza sul programma o sul mio Potere Superiore al lavoro nella mia vita e in quella degli altri nel programma. Ho notato delle date specifiche come un giorno pulito senza provare l’urgenza di agire compulsivamente, fare qualcosa di diverso in risposta a un vecchio stimolo, o una nuova opportunità di crescere o aiutare. Ho notato dei miglioramenti nella vita delle persone in recupero. Non ho letto i miei appunti; mi sono limitato a raccogliere.

Dopo trenta giorni, mi sono seduto con il mio sponsor e i miei appunti. Il percorso generale della dipendenza è verso il basso. I dati mostravano qualcosa di diverso, qualcosa di più grande al lavoro nella mia vita e nella vita delle persone attorno a me. Ho iniziato a vedere che il mio Potere Superiore è sempre stato lì per tutto il tempo.

Prove dell’esistenza di un Potere Superiore sono tutto intorno a me. Se apro il mio cuore e i miei occhi, potrei trovarle.

30 marzo (Voices of recovery): "Quando iniziamo questa fase, spesso siamo pronti ad affrontare una parte della verità che ci riguarda."

Sex Addicts Anonymous, p. 70 (p. 36 in inglese)

A volte i nuovi arrivati hanno l'idea che un inventario completo del Quarto Passo coprirà per sempre tutti i loro difetti di carattere. Per me non è stato così. In oltre vent'anni di dipendenza attiva ho sviluppato molte false credenze su me stesso che solo gradualmente cedettero al recupero. In gran parte perché erano stratificati e ad incastro.

Mentre lavoravo sui Passi, scoprire e abbandonare un difetto alla fine avrebbe rivelato un altro tratto di carattere che non andava neanche tanto bene. Gli strati erano tutti fittizi, credenze basate sulla vergogna che ho sviluppato nel tentativo di far fronte ad altre false credenze. Dopo anni di lavoro nel recupero, ho scoperto che l'origine di tutto questo era nell'essere stato molestato da bambino; è iniziato con gli elementi del dolore e la paura.

Non ho fatto questo pasticcio dall'oggi al domani e non mi sono ripreso in un glorioso lampo di intuizione. Devo essere paziente, lavorare al programma e lasciare che il programma lavori su di me. Significa lavorare molte volte i Passi e cercare aiuto da molte fonti. Ho risolto gradualmente le false credenze che hanno permeato la mia vita. Lungo la strada ho ricevuto forza, sicurezza e un oceano di amore e sostegno dai miei compagni nel recupero. Per la prima volta nella mia vita, non sono solo!

La complessità della mia dipendenza non può competere con la semplice onestà e l'amore del programma quando lo vivo un giorno alla volta.

29 marzo (Voices of recovery): "Magari possiamo pregare e chiedere l'aiuto del nostro Potere Superiore, oppure possiamo contattare un altro sessodipendente. Chimare qualcuno, anche se non c'è nessuno a rispondere al telefono, è una potente azione di resa."

Sex Addicts Anonymous, p. 146 (p. 68 in inglese)

Conosco alcuni degli eventi che mi stimolano e posso stare attento a questi triggers (stimoli) e fissare dei limiti appropriati in modo da non espormi ad essi. Per esempio, ho capito che andare in palestra mi stimolava, quindi ho trovato altri modi di fare esercizi. Evito passati partner di compulsioni sessuali e parti della città dove ero solito agire compulsivamente.

A volte potrei essere stimolato dagli odori o da qualche suono o una giornata estiva, per cui non posso isolarmi completamente da tutti i potenziali triggers. Se mi sedessi da solo in una stanza oscura potrei comunque sentirmi stimolato dalle fantasie. Mi sono reso conto che, per me, lo stimolo è nella mia testa.

La mia difesa contro gli stimoli è il mantenere un sano stato di spiritualità. Ho bisogno di avere un rapporto stretto col mio Potere Superiore, con altri dipendenti in recupero e con il programma di SAA. Ho bisogno di prendermi cura di me stesso e di mettere in pratica i principi spirituali in tutte gli aspetti della mia vita al meglio delle mie capacità. In altre parole, ho bisogno di vivere nel mio cerchio esterno. Così gli stimoli nella mia testa non si innescano a gran voce.

Il Contatto personale e consapevole mi difende dagli stimoli esterni e interni.

28 marzo (Voices of recovery): "Questa totale resa delle nostre vecchie convinzioni, abitudini e comportamenti è qualcosa che impariamo a rinnovare ogni giorno."

Sex Addicts Anonymous, p. 56 (p. 30 in inglese)

Il Terzo Passo è una affermazione della fede radicale che credo sia necessaria per aiutarmi a prosperare nel mio recupero. Nel mio passato c’era molta negatività (abusi, negligenza,abbandono) che ha dato vita ai miei comportamenti compulsivi e che mi ha forzato ad entrare in una modalità di sopravvivenza. Ma col Terzo Passo ho imparato a fidarmi di nuovo. Mi sforzo di ricordare che i mezzi attraverso i quali cercavo di proteggere me stesso nel passato, che si manifestavano con la dipendenza, non hanno mai funzionato e non si applicano più al mio presente.

Non sono sempre sicuro di come o dove trovarmi a mio agio in assenza di compulsione, quindi mi rivolgo al mio Potere Superiore il quale è amorevole e comprensivo. A volte mi innervosisco o mi arrabbio, o innesco una serie di situazioni che sfidano il mio intelletto o le mie emozioni. Ma quando prendo un bel respiro e cerco l’aiuto del mio Potere Superiore, posso trovare la calma in mezzo alla tempesta. Arrendo il mio desiderio di impormi fuori o dentro una situazione, o di controllare i risultati. Invece offro quell’impulso a Dio, e confido che tutto andrà bene quando mi verrà rivelato di più. Quando accetto di non poter vedere tutte le soluzioni delle prove che affronto, le sfide stesse si rimpiccioliscono e diventano gestibili anziché schiaccianti.

Posso assicurarmi che, a prescindere dai risultati, le mie sfide vengono affrontate meglio con la fede che con una testarda forza di volontà.

27 marzo (Voices of recovery): "Coltivare l'auto-accettazione lungo il nostro cammino è uno strumento importante per il recupero."

Strumenti di Recupero "Tools of Recovery", pag. 31

Voglio più sobrietà. Voglio essere un pezzo grosso. Voglio essere apprezzato. Voglio più soldi. Voglio che le cose vadano a modo mio. Lo voglio adesso. Guarda tutti questi pensieri "io" con me al centro dell'universo!

L'accettazione mi porta alla serenità e mi permette di essere in pace, non lussurioso o avido. L'impazienza è un atto egoistico. Volere che le cose siano diverse - questa è un'illusione.

Qual è il costo di fare le cose a modo mio o di imporre la mia volontà alle persone e nelle situazioni della vita? Qual è il costo di non badare a me stesso, di cedere alla paura o di creare per me stesso una prova che non posso superare?

Oggi mi prendo cura di me stesso. Ho a cuore la mia sofferenza e quella degli altri. Non credo alle bugie del passato che mi hanno definito buono o cattivo. Confido che il mio Potere Superiore mi mostri la strada.

Prego di connettermi con la mia sorgente e che la pazienza e l'accettazione riempiano il mio cuore.

26 marzo (Voices of recovery): "Non dobbiamo essere ossessionati dal passato o preoccuparci del futuro. Possiamo aprirci a nuove soluzioni e rivolgere la nostra attenzione al presente, dove viviamo davvero."

Sex Addicts Anonymous, pag. 54 (p. 29 inglese)

Qualcuno ha ammesso in una riunione: "Ho difficoltà a lasciar andare il mio desiderio di un passato migliore".

Cosa faccio quando qualcosa innesca un ricordo doloroso, un rimpianto che sorge spontaneo come una nuvola che copre il sole? A volte devo ammettere che i miei pensieri sono una delle cose su cui sono impotente.

Invece di cercare di distrarmi o di farmi sopraffare da tali pensieri, posso guardarli dalla prospettiva del programma. È qualcosa che posso affidare al mio Potere Superiore? Devo intraprendere un'azione? Ho già affrontato questo problema nel mio Primo o Quarto Passo? Ci sono ammende che devono essere fatte?

Molti dei nostri passati sono pieni di cose che possono essere imbarazzanti o addirittura vergognose da ricordare. Lavorare con il nostro programma non può cambiare il passato, ma può offrire un modo di vivere il presente, libero da vecchi ostacoli. Se i nostri sentimenti non hanno raggiunto il nostro nuovo modo di vivere, il nostro sponsor o i nostri amici nella fratellanza possono ricordarci i cambiamenti che hanno visto.

Non devo cambiare il mio passato, non posso. Aiutami a ricordare che sto vivendo in un posto migliore, nel recupero, nel presente.

25 marzo (Voices of recovery): "Nel fare il Quarto Passo, iniziamo a conoscere il nostro vero io."

Sex Addicts Anonymous, pag. 59 (p. 31 inglese)

Nella mia dipendenza, ho mentito a tutti su tutto. Ho usato il sesso per sfuggire al dolore della mia vita e poi ho mentito per proteggere quella bugia. Sono una brava persona dai buoni valori, ma i comportamenti che ho sviluppato per proteggermi dal dolore mi hanno portato a perdere la connessione con quella brava persona. Attraverso anni di disonestà ed evitando i problemi e i dolori nella mia vita, mi sono allontanato sempre più dal mio vero io.

Nel recupero mi è stata data una seconda possibilità di vivere in accordo con la persona che il mio Potere Superiore vuole che io sia. La mia prima azione da intraprendere per essere più autentico è stata scoprire i miei difetti di carattere. Volevo essere integro e onesto, quindi mi sono unito ad altri dipendenti sessuali per lavorare insieme al Quarto Passo. Mentre esploravo i miei risentimenti, le mie paure e il danno che avevo causato, ho iniziato a vedere comportamenti specifici che causavano molti dei miei problemi.

Sebbene capire la mia parte di responsabilità nei miei problemi sia stato utile, la vera chiave è stata usare le mie nuove conoscenze nella vita. Individuare i miei difetti mi fa vedere quando sono disconnesso da me stesso. Ad esempio, dopo una discussione, posso tornare al mio inventario del Quarto Passo e chiedere quale difetto avrebbe potuto contribuire alla discussione. Prendermi la responsabilità della mia parte del problema mi dà il potere di essere la persona che dovrei essere.

Riconoscendo onestamente e prendendomi la responsabilità dei miei difetti, avanzo nel viaggio per recuperare il mio vero io.

24 marzo (Voices of recovery): "Molti di noi iniziano il loro percorso di recupero convinti di essere privi di valore e di non meritare affetto."

Sex Addicts Anonymous, pag. 20 (p. 14 inglese)

All'inizio del recupero, la mia comprensione subconscia del Secondo Passo era che Dio mi avrebbe riportato alla sanità mentale una volta dimostrato di essere degno. Credevo di non avere alcun valore intrinseco come persona e di dover dimostrare di essere degno di amore. In altre parole, pensavo di dover aggiustare me stesso prima di poter chiedere a Dio di aiutarmi.

Nel recupero ho permesso che un seme fosse piantato quando ho chiesto aiuto per la prima volta, e da allora Dio ha innaffiato il terreno con amore e mi ha illuminato con la sua luce vitale. Sono cresciuto grazie alle cure di Dio, alle cure che lascio entrare un po 'alla volta mentre lavoro i Passi.

Ma non ho ancora finito di crescere. Non è lecito che io mi aspetti di essere una pianta adulta prima di essere cresciuta fino a quel punto. Sono esattamente dove dovrei essere nel mio progresso. Il mio Potere Superiore vuole nutrirmi mentre cresco, non mi vergogno di non essere qualcosa che non sono ancora.

Non devo guadagnarmi l'amore o l'approvazione di Dio. Dio mi conosce e mi aiuta teneramente a crescere. Oggi gioirò dei progressi che ho fatto e accetterò esattamente dove sono nel mio viaggio.

Dio mi verrà incontro proprio dove sono.

23 marzo (Voices of recovery): "Ho finalmente imparato che non devo più rinunciare a me stesso, alla mia identità, alla mia sessualità o ai miei soldi per avere l'amore e l'approvazione che avevo cercato a lungo, in tanti modi dolorosi e in solitudine."

Sex Addicts Anonymous, Storia n. 12, pag. 122 (p. 157 inglese)

In una delle mie prime riunioni telefoniche alla quale ho partecipato, il segretario disse: “Siamo qui per amarci e supportarci gli uni gli altri”. Un pensiero scattò subito nella mia testa: “Vuoi dire senza offrire del sesso?”. Parte di me non sapeva che fosse possibile. Persi lo sguardo mentre consideravo quella possibilità.

Dopo aver sentito parlare una marea di persone nel programma, so di non essere da sola. Sembra che a molti di noi sia stato insegnato a offrire del sesso, o qualcos'altro, per essere amati. Non sono sicura di quanto siamo diversi dai non dipendenti a questo riguardo, ma questo messaggio, spesso accompagnato da abusi sessuali o fisici o negligenza, per me sembrava essere molto più forte e impellente. Ciò che ricevevo quando sacrificavo la vera me stessa non è mai stato amore.

Quando ho raggiunto la sobrietà e ho trovato il recupero, ho scoperto di poter ricevere amore solo per il fatto di essere me stessa. Durante le riunioni, ho sperimentato un amore incondizionato che non avevo mai conosciuto prima. SAA è carica del supporto e dell’amicizia che ho sempre bramato.

Ho anche imparato a dare quello stesso amore agli altri al meglio delle mie capacità. Quella capacità continua a crescere.

Oggi posso essere amato per come sono, e posso amare gli altri per come essi sono.

22 marzo (Voices of recovery): "Possiamo solo fare ammenda al meglio delle nostre capacità e lasciare il resto nelle mani di Dio."

Sex Addicts Anonymous, pag. 104 (p. 51 inglese)

Molte delle persone più vicine a me mi hanno respinto più duramente mentre lavoravo sul mio recupero.Il danno che ho recato loro è stato profondo e, in molti casi, ho avuto difficoltà nel fare ammenda diretta. Per ora, la miglior ammenda che posso fare è continuare a lavorare il mio programma e vivere i Dodici Passi ogni giorno.

In contrasto, è più facile fare ammenda verso le persone a me più lontane: il mio datore di lavoro, i conoscenti, persino alcune persone. Più debole era la connessione emotiva, più facile mi risultava raccontare i modi in cui avevo recato danni e cercare cambiare le cose in meglio. Essere onesto, concentrarmi sul lavoro mentre sono in ufficio, informare le persone dei rischi nei quali li potrei mettere, non flirtare, e altre ammissioni e cambiamenti sono alcune delle ammende che dimostrano che sono sincero nel migliorare i miei comportamenti.

Questo è anche un passo dove ho bisogno di ricordare me stesso. Fare ammenda significa non solo lavorare il mio programma di recupero, ma anche lasciar andare il mio passato. Migliorerò focalizzandomi sulle attività del mio cerchio esterno, Dandomi il permesso di dedicarmi ad attività per cui la mia dipendenza mi aveva sottratto tempo e energie. Riprendere dei passatempi, sport o altre attività sono cose importanti che mi aiutano a mantenermi equilibrato, sano e integro.

Quando “se possibile” si presenta, devo essere pronto. Nel frattempo confido che il mio Potere Superiore mi presenterà le giuste opportunità di avvicinarmi a coloro i quali ho ferito con la mia dipendenza.

21 marzo (Voices of recovery): "Essere autosufficienti in tutto vuol dire essere consapevoli che ogni membro ha la responsabilità di supportare il gruppo."

Sex Addicts Anonymous, pag. 190 (p. 88 inglese)

Prendermi cura di me stesso è vitale per la salute e il benessere delle mie relazioni. Con la mia base di sobrietà, mantengo la mia autostima. Da questo fondamento, posso essere responsabile nelle mie relazioni.

In passato ho usato le persone per soddisfare i miei desideri egoistici indipendentemente dalle conseguenze per gli altri o per me. Nel recupero sono arrivato a riconoscere che non posso farcela da solo. Allo stesso tempo, sono responsabile del mio benessere. Ho anche riconosciuto il pericolo nel pensare che un individuo abbia la capacità di soddisfare ogni mia esigenza. Ad esempio, io sono un appassionato maratoneta, mentre mia moglie è una casalinga che ama il giardinaggio e scatenarsi con i nostri cani. A causa delle nostre diverse esigenze, abbiamo amici diversi per soddisfare tali esigenze. Ha amici tramite il club di giardinaggio, mentre io ho amici tramite il club di corsa. Essendo responsabili di noi stessi, ci prendiamo cura di soddisfare i nostri bisogni senza calpestare i diritti dell'altro.

Siamo individui, entrambi forti nel nostro recupero, autosufficienti, nessuno dei due è il capo. Piuttosto, stiamo camminando fianco a fianco, muovendoci nella stessa direzione. Non c'è niente che dobbiamo affrontare da soli perché entrambi siamo in grado di contribuire.

Assumendomi la responsabilità del mio benessere, in realtà ho qualcosa con cui contribuire nelle mie relazioni: me stesso.

20 marzo (Voices of recovery): "L'onestà è il fondamento sul quale si basa tutto il nostro progresso."

Sex Addicts Anonymous, pag. 39 (p. 23 inglese)

L'onestà e la verità sono cose con cui ho lottato per tutta la vita. Tenere nascosta la verità su chi e cosa sono veramente, anche a chi mi è più vicino, era qualcosa a cui mi aggrappavo con grande paura. Come dipendente ho anche detto bugie per convincere altre persone di essere una persona migliore di quanto credevo di essere.

Chi desidero essere? Posso scegliere di diventare una persona integra, autentica e onesta in ogni momento. Sono arrivato abbastanza lontano da capire che, per diventare questo tipo di persona, ho bisogno di una rigorosa onestà nel mio programma, nel mio recupero e nella mia vita. Per prima cosa, devo essere onesto con il mio Potere Superiore e con me stesso, quindi lasciare che l'onestà del vero me stesso fluisca verso coloro che mi sono più vicini: uno sponsor, amici in recupero e la famiglia.

Senza una rigorosa onestà mi chiudo alla volontà del mio Potere Superiore. Quando dico una bugia od ometto la verità, ricado nell'odio per me stesso e per la malattia, allontanandomi da Dio e da coloro che mi stanno attorno. Questo è sempre il risultato della mia volontà. La volontà di Dio, tuttavia, mi porterà a un senso di pace e contentezza. Più divento consapevole della mia disonestà, più sono motivato e in grado di lavorare con onestà nella mia vita.

Posso vivere il detto "la verità vi renderà liberi", libero di diventare una persona integra che vive la volontà di Dio, un giorno alla volta.

19 marzo (Voices of recovery): "SAA dovrebbe rimanere sempre non professionale, ma i nostri centri di servizio possono assumere degli impiegati specializzati."

Sex Addicts Anonymous, pag. 191 (p. 89 inglese)

L’Ottava Tradizione mi dà la libertà. Nella mia vita professionale ho sviluppato capacità, conoscenze ed esperienza. Sfortunatamente, ho anche sviluppato molto orgoglio nel mio lavoro e mi sento più fiducioso quando vivo quella parte di me stesso. La mia vergogna mi ha portato a nascondermi dietro la mia professionalità, anche quando ero coinvolto in cose che non fanno parte del mio lavoro. Ho legato gran parte della mia identità al mio lavoro.

Volevo nascondermi dietro la mia professionalità anche in SAA. Ovviamente all'inizio non avevo esperienza, conoscenza o abilità reali con il recupero, quindi ho provato a fingere. Volevo essere una persona professionale nel recuperarmi in SAA, qualunque cosa volesse dire.

Attraverso l’Ottava Tradizione, ho capito che il mio approccio era sbagliato. Nascondermi dietro la mia immagine in realtà mi limitava. Avevo bisogno di essere un nuovo venuto e un ricercatore di SAA. Dovevo essere aperto.

Questa tradizione mi ha liberato dalla camicia di forza del mio falso orgoglio. Mi ha anche dato la libertà di vivere in un modo nuovo. Posso essere vulnerabile, posso ammettere che non so tutto e non mi è richiesto, e posso lasciare che altre persone mi facciano strada. Posso lasciare che qualsiasi abilità, conoscenza ed esperienza che io abbia sviluppato serva gli altri piuttosto che servire il mio ego.

La non professionalità del programma mi offre libertà dalla mia falsa identità e libertà di scoprire il vero me stesso.

18 marzo (Voices of recovery): "Il Terzo Passo per me fu un problema. Non conoscevo Dio."

Sex Addicts Anonymous, pag. 367, storia n. 37 (p. 283 inglese)

Ho sempre avuto problemi di fiducia, soprattutto con le figure autoritarie. Avevo quindi seri problemi a fidarmi della massima autorità: Dio. Credevo che il grande piano di Dio per me implicasse il trascinarmi attraverso una foresta di rovi. Quando sono arrivato al Secondo e Terzo Passo, la mia concezione di Dio si è davvero messa di mezzo.

Tuttavia, non c'erano prove reali di qualcosa di cui non mi potessi fidarmi nel piano di Dio per me. Ora credo che Dio mi abbia portato ad azioni che mi hanno recato ansia e persino imbarazzo, ma che si sono dimostrate curative e utili.

Ho sentito il bisogno di parlare nella mia chiesa del mio recupero e a chiedere scusa alle donne della chiesa di averle oggettivizzate. Dopo essermi confrontato con il mio sponsor, ho chiesto il permesso al parroco e lui ha acconsentito. Quando venne il giorno tremavo, ma fui in grado di raccontare apertamente del mio viaggio nei Dodici Passi. Ho descritto la mia compulsione a oggettivizzare e mi sono scusato. Mi aspettavo dello stupore e un silenzio imbarazzante, ma la gente mi applaudì! Trascorsi il resto del servizio nascondendomi sulla balconata, tremante e scosso.

Da allora, i genitori di un alcolizzato e due sessodipendenti della mia chiesa hanno iniziato il recupero nei Dodici Passi perché sono stato disposto ad assecondare la mia spinta. Alla mia vergogna è stato inflitto un duro colpo. Sto giungendo a credere che un Potere più grande di me mi stia amorevolmente riportando alla sanità mentale. Sto lentamente affidando la mia volontà e la mia vita alle cure di Dio.

Con l'aiuto di Dio, posso fidarmi di Dio e trovare il coraggio di cambiare le cose che posso.

17 marzo (Voices of recovery): "Siamo liberi di scoprire che cosa funziona meglio per noi; l'importante è che la meta sia sempre la stessa, mantenere e migliorare il nostro legame con Dio."

Sex Addicts Anonymous, pag. 116 (p. 57 inglese)

Ero da due anni in SAA quando lessi un libro sugli eremiti che vissero nel deserto durante il terzo secolo, che avevano l’abitudine di pregare recitando una breve preghiera nella mente in continuazione.

Ho pensato molto a questo. Potevo farlo? Poi mi sono risposto da solo “Perché no?”, così ho iniziato a farlo una volta dopo l’altra, notte e giorno. Dopo un paio di giorni, mi sono detto “E’ una pazzia. E’ assurdo. Non ha senso.” Poi mi è successa una cosa; forse il punto era che non aveva alcun senso, almeno non per me al momento.

Mi sono reso conto di un’altra cosa. La ripetizione costante della preghiera stava aumentando la mia consapevolezza della presenza del mio Potere Superiore. Stava allargando il mio contatto cosciente con Dio, così come io concepisco Dio. Mi stava riportando verso il mio centro.

Ora, ventun anni dopo, continuo a dirle. Spero di non fermarmi mai.

Ho corso molti rischi agendo compulsivamente. Ho bisogno di correre rischi nel mio recupero, persino di fare cose che all’inizio potrebbero sembrare folli.

16 marzo (Voices of recovery): "Qualunque sia il metodo che usiamo, ci mettiamo a disposizione del nostro Potere Superiore, e ci apriamo a ricevere qualsiasi intuizione possibile."

Sex Addicts Anonymous, pag. 119 (p. 57 inglese)

Amo le definizioni che dà il Libro Verde di preghiera e meditazione, essendo la preghiera una semplice conversazione con il Potere Superiore, il che può essere sia condividere che cosa sta succedendo nella mia vita, le mie lotte e le mie sfide, sia la possibilità di chiedere aiuto. Dunque la meditazione si tratta di ascoltare, di calmarsi e aprirsi alle risposte e alle indicazioni di Dio come posso concepirlo.

Il fulcro della mia preghiera è la Preghiera della Serenità, e mi rivolgo a essa regolarmente per una guida, pazienza e il coraggio di vivere la vita nei termini della vita. Cerco anche di iniziare ogni giornata con una preghiera semplice, affidando la mia giornata al mio Potere Superiore. Cerco di finire ogni giornata cercando di ringraziare per ciò che è avvenuto.

Sto tuttora esplorando modi di meditare. Faccio delle camminate o dei giri in bicicletta, cercando semplicemente di mettermi in sintonia con il mondo attorno a me. A volte si tratta di trovare un momento di quiete a casa. E, certamente, c’è il lavoro del recupero che riguarda le meditazioni scritte, sia quelle che leggo ogni giorno, sia quelle che scrivo, come questa qui. La riflessione mi aiuta a guadagnare una nuova visione della vita e del mio percorso.

La mia connessione spirituale è come qualsiasi altro rapporto: bisogna che mi faccia avanti e partecipi per mantenerla forte, salutare e vivace. Il mio Potere Superiore è sempre lì per aiutarmi.

Mi sarà rivelato di più se mantengo la porta aperta.

15 marzo (Voices of recovery): "La diversità di pensiero ed opinione ci aiuta a rendere il nostro servizio essenziale e creativo. La Prima Tradizione incanala questa energia creativa in un obiettivo comune: il benessere dei dipendenti sessuali in recupero."

Sex Addicts Anonymous, pag. 167 (p. 78 inglese)

A prima vista, questa tradizione può sembrare abbastanza chiara: il principio di unità; essere concordi, armoniosi, indseparabili. Eppure il collegamento implicito alla musica dato da un sinonimo di unità, cioè l'armonia, richiama alla mente non la copia, ma piuttosto la somma di molte voci o di molte parti che si uniscono per creare qualcosa di più grande.

Nella nostra fratellanza, le nostre voci individuali possono scontrarsi l'una con l'altra quando insistiamo sul fatto di conoscere l'unico modo giusto, e questo può diventare restrittivo, disarmonico o monotono. Se avessimo una sola voce, non avremmo una vitale comunità di amicizia in continua crescita. Le nostre voci possono rimanere distinte, ma unirsi per creare qualcosa di complementare ad un messaggio più ampio, la canzone, di SAA. Come con il canto, mettere a strati le nostre distinte esperienze, i punti di forza e le speranze diventano una meravigliosa fusione che trasforma ed eleva il nostro messaggio.

Come posso avere una voce chiara e unica nella nostra fratellanza che elogia e arricchisce il messaggio di Sex Addicts Anonymous?

14 marzo (Voices of recovery): "L'obiettivo o il fine del nostro servizio è di portare il messaggio SAA: che la libertà dai comportamenti sessuali compulsivi è possibile tramite i Dodici Passi di SAA."

Sex Addicts Anonymous, pag. 181 (p. 84 inglese)

Ho avuto il privilegio di portare al Dodicesimo Passo diversi nuovi arrivati ​​in SAA. Questo può essere un compito arduo. I nuovi arrivati ​​sono spesso persone in crisi. Potrebbero aver perso un lavoro o un matrimonio o entrambi. Potrebbero star affrontando un arresto o il carcere. I loro amici e familiari potrebbero non parlare più con loro. Le loro vite sono state distrutte; spesso sono tutto in lacrime.

Cosa posso dire a qualcuno in quella situazione che possa fare la differenza? È qui che la Quinta Tradizione viene in soccorso. Ho bisogno solo di un messaggio per il nuovo arrivato in crisi: che non importa quanto brutte possano essere le cose, c'è speranza. Altri si sono trovati dove loro si trovano ora; in effetti, io sono stato dove loro sono adesso, e hanno continuato a vivere una vita sana e felice durante il recupero. E il veicolo di quella speranza è il programma SAA.

Non è un gran discorso da fare, ma la Quinta Tradizione ci assicura che è tutto ciò di cui abbiamo veramente bisogno per farcela. Questo è sufficiente da dire.

Possa io portare il messaggio di SAA nel mio cuore, in modo da poterlo condividere prontamente con coloro che ancora soffrono

13 marzo (Voices of recovery): "Otteniamo non solo la libertà dalla nostra dipendenza, ma la libertà di sentirci a casa nel mondo."

Sex Addicts Anonymous, pag. 160 (p. 74 inglese)

So di essere impotente davanti la dipendenza sessuale. Sono grato che SAA mi abbia aiutato a trovare un potere attraverso il quale posso cambiare e crescere. C'è un altro tipo di impotenza con cui lotto, e arriva quando il mondo attorno a me sembra impazzire: disastri naturali, violenza umana, ingiustizia, ecc.

I miei tentativi di controllare la mia dipendenza hanno innescato vari difetti di carattere: autocommiserazione, negazione, vergogna e risentimento, solo per citarne alcuni. La mia impotenza di fronte agli eventi mondiali innesca anche difetti: rabbia, negazione e cinismo, solo per citarne alcuni. Voglio fermare la cattiveria e punire chiunque contribuisca ad esse. Sono tentato dall'essere duro di cuore e di mente perché l'amarezza sembra potente. Le tentazioni della rabbia e del cinismo, così come gli impulsi a cercare il potere, sono naturali. Tuttavia, la mia storia mostra che seguire le mie inclinazioni naturali porta quasi sempre a guai. Anche qui devo applicare i Dodici Passi.

Il recupero mi ha insegnato che:

  • Agire seguendo i miei difetti di carattere non fa che peggiorare le cose.

  • La mia area d'azione è sempre e solo qui ed ora.

  • Se mi arrendo, il mio Potere Superiore mi guiderà a quello che dovrei fare nella situazione in cui mi trovo, se davvero devo fare qualcosa.

  • Quando il mio Potere Superiore mi guida, posso agire per amore.

  • Non sono mai completamente impotente. Posso pregare per avere coraggio, forza e guida.


Anche se sono impotente su molte cose, ho sempre delle scelte.

12 marzo (Voices of recovery): "Ciò che otteniamo in questo programma è un progetto per una vita di successo e piena di significato, qualunque cosa possa accadere."

Sex Addicts Anonymous, pag. 128-129 (p. 61 inglese)

La dipendenza dal sesso mi ha tenuto prigioniero dell'eccitazione e della menzogna prodotta dagli intrighi, ossessioni e comportamenti compulsivi. Mi ha isolato dai miei sentimenti dolorosi, ma ha finito per rendermi insensibile a qualunque sentimento. Nel recupero, ho imparato ad abbracciare e ad aprirmi a tutte le mie emozioni.

Tuttavia, è molto difficile per me rimanere presente nel dolore quando le persone non mi trattano con rispetto o amore. È facile per me iniziare a portare risentimento o interpretare le azioni di un altro come una critica su me stesso. Il mio critico interiore vuole dirmi che non merito rispetto o che in qualche modo merito di essere trattato male.

Lavorare sui Passi in una situazione in cui mi sento ferito dagli altri mi aiuta a riconoscere su quali cose sono impotente, come il cattivo comportamento degli altri, e a fare la mia parte. Una frase che amo, "non è il mio circo, non sono le mie scimmie", mi ricorda di lasciare i problemi di qualcun altro dove devono stare, con quell'altra persona. Questo mi porta il prezioso dono della libertà!

Dio, aiutami a lasciare andare ciò che non è mio, così posso occuparmi di questo prezioso dono: la mia vita.

11 marzo (Voices of recovery): "Magari qualcuno di noi ha delle battute d'arresto o dei momenti di difficoltà. Magari soffriamo le conseguenze dolorose delle nostre abitudini passate o proviamo dolore dovuto alla nuova crescita. Ciò che importa è non arrendersi."

Sex Addicts Anonymous, pag. 139 (p. 66 inglese)

La mia vita è come una ruota gigantesca. La parte più alta è nella luce e l’aria fresca; la parte più bassa ruota nel fango. Questa ruota rappresenta gli alti e bassi della vita, e il metodo di vita che ho imparato in SAA è simile a un boccaglio. Quando mi trovo nel fangoso lato della ruota, quando sono stressato e voglio agire compulsivamente, ho a mia disposizione degli strumenti e ci sono persone pronte ad aiutarmi a respirare mentre mi faccio strada dal fango al lato luminoso.

Ora, quando ho l’opportunità di agire compulsivamente, posso chiedere aiuto al mio Potere Superiore, chiamare il mio sponsor, trovare un’altra attività o meditare sul mio recupero. Non devo trattenere più il fiato e soffrire nel basso della ruota, o peggio, tentare di nascondermi e tirarmi su con la dipendenza. Sono giunto a capire che i punti bassi arriveranno, che fanno parte della vita. Ho anche scoperto che prima o poi la ruota girerà di nuovo verso il lato luminoso; e ogni volta che vado nella zona fangosa e rimango sobrio, la parte luminosa sarà una nuova esperienza di vita. Oggi è il giorno in cui non sono più legato dalle catene della dipendenza.

Con gli strumenti di SAA, posso continuare a respirare nei momenti di difficoltà e uscirne fuori dall’altra parte.

10 marzo (Voices of recovery): "Man mano che lasciamo andare le vecchie abitudini che usavamo per affrontare la vita e confidiamo che Dio ci farà vedere nuovi modi per farlo, molti di noi iniziano ad avere una visione più grande di ciò che la nostra vita potrebbe essere nel recupero."

Sex Addicts Anonymous, pag. 85 (p. 43 inglese)

Di recente il mio Potere Superiore mi ha sollevato dal mio difetto di carattere, la paura di essere sola. Mi sono stati dati la forza e il coraggio di finire un malsana relazione. Sono una donna di quarant’anni e, per la prima volta da quando ero una ragazza di vent’anni, sono da sola senza un fidanzato.

Ho accolto dei suggerimenti e ho scritto le mie mete e aspirazioni nella vita: viaggiare, pagare dei prestiti studenteschi, aiutare mia figlia a pagarsi l’università, aprirmi a sane amicizie femminili e trascorrere del tempo con la mia famiglia. Sono rimasta colpita dal fatto che nessuna delle mie aspirazioni coinvolgevano un uomo. Lo scopo primario della mia dipendenza era di cercare a tutti i costi l’apprezzamento e le attenzioni degli uomini.

Questa nuova libertà è un dono del mio Potere Superiore frutto del lavoro sul programma. Ho dei momenti di debolezza, il che mi aiuta a ricordare che sono tutt’ora una dipendente sessuale. Prego il mio Potere Superiore di aiutarmi a rimuovere i miei difetti, perché ora sono in grado di focalizzarmi sulle mie vere mete e aspettative.

Sono disposto a fare i passi nel recupero in modo di essere pronto se e quando Dio rimuoverà i miei difetti di carattere.

9 marzo (Voices of recovery): "Nella nostra dipendenza abbiamo vissuto il sesso come qualcosa di compulsivo. Ci siamo sentiti come se una forza, che ci sembrava irresistibile, ci trascinasse verso comportamenti sessuali, invece di scegliere liberamente di avere rapporti sessuali."

Sex Addicts Anonymous, pag. 149 (p. 70 inglese)

Un problema che prima o poi si presenta per la maggior parte dei dipendenti è che il lavoro in un programma SAA differisce da altri programmi dei Dodici Passi per il fatto che non vogliamo astenerci completamente dal sesso (a differenza del bere in AA). Ciò da cui ci stiamo sforzando di liberarci è un comportamento sessuale compulsivo, malsano o pericoloso.

Nel mio recupero, ho scoperto che il sesso e l'amore si erano in qualche modo separati l'uno dall'altro. Ciò ha portato alla strana realtà in cui, poiché amavo mio marito, non volevo fare sesso con lui. Mio marito non riusciva a comprendere l'idea, anche se i miei fratelli e sorelle in recupero capivano perfettamente.

Alla fine, quello che avevo perso era l'intimità. Avevo perso la capacità di connettermi profondamente con qualcuno, non necessariamente in maniera sessuale, ma in modo da riuscire a vedere l'essenza interiore dell’altro, chi era veramente. E, ugualmente importante, non sono stato in grado di fargli vedere il vero me.

Ritrovare l'intimità era la chiave: l'intimità che non ha nulla a che fare con il sesso, l'intimità che mi permette di connettermi profondamente con un altro. Una volta scoperto questo, la mia sessualità ha iniziato a sembrare sana per la prima volta. Non è stato un cambiamento dall'oggi al domani, ma è valso tutto il mio lavoro e le mie lacrime.

Finalmente capisco cos'è la vera intimità e, per me, non ha nulla a che fare con il sesso.

8 marzo (Voices of recovery): "Lo spirito dell'unità impedisce ai disaccordi di tramutarsi in liti, fazioni o conflitti personali distruttivi. Noi promuoviamo la tolleranza e la benevolenza nei confronti degli altri membri, mantenendo il benessere del gruppo al di sopra delle nostre preferenze personali, desideri o opinioni."

Sex Addicts Anonymous, pag. 168 (p. 78 inglese)

A volte ci sono fratture nella nostra fratellanza. Forse alle persone non piace come viene gestita una riunione, quindi iniziano una nuova riunione. A volte ci sono pettegolezzi, giudizi o critiche tra i nostri membri nonostante i nostri migliori sforzi per evitare questi difetti di carattere.

Mentre non posso controllare le altre persone, posso e devo osservare il mio comportamento. Affinché ci sia unità, devo fare la mia parte. Se mi ritrovo a criticare e a giudicare, faccio un inventario del Decimo Passo. Parlo con il mio sponsor e con altri in programma del mio comportamento, non di quello degli altri. Arrendo umilmente i miei difetti di carattere a Dio per come lo comprendo e faccio del mio meglio per vivere secondo i principi spirituali di amore, tolleranza e gratitudine.

Il mio programma di recupero fa la differenza per la nostra comunità nel suo insieme. Oggi lavoro il miglior programma possibile per la mia sobrietà e l'unità della nostra fratellanza.

7 marzo (Voices of recovery): "Con l'anonimato come nostra base, dedichiamo i nostri sforzi a qualcosa di più grande di noi."

Sex Addicts Anonymous, pag. 208 (p. 96 inglese)

Abbiamo solo uno scopo primario: portare il messaggio del recupero al dipendente che ancora soffre. La dodicesima tradizione consente a ciascuno di noi di mettere da parte la propria identità personale per concentrarsi sui principi spirituali di questo programma. In questo modo, posso svolgere un servizio disinteressato, sapendo che la mia identità è al sicuro e protetta. Oltre a proteggere la mia identità, l'anonimato mi permette di far parte di un processo che è molto più grande dei miei sforzi individuali. Senza i miei desideri e ambizioni personali all'ordine del giorno, posso contribuire con il mio miglior giudizio ed esperienza, e poi aspettare che un Dio amorevole si manifesti nella nostra infirmata coscienza di gruppo.

Paradossalmente, lasciare andare il potere rafforza la mia partecipazione al lavoro del mio gruppo. Sento un più forte senso dello scopo quando lascio andare il controllo. Le nostre decisioni hanno un fondamento spirituale poiché lasciamo che Dio ci guidi verso un bene superiore. La sinergia aumenta i risultati dei nostri sforzi molto meglio di quanto potremmo ottenere individualmente.

Man mano che cresco spiritualmente, cresco nel recupero. Posso dare l'esempio del recupero senza lasciare che il mio "io" si intrometta.

Oggi ringrazio Dio per l'anonimato che mi permette di svolgere un servizio disinteressato in libertà e sicurezza.

6 marzo (Voices of recovery): "Abbiamo ammesso davanti a Dio, a noi stessi e a un altro essere umano l'esatta natura dei nostri torti."

Sex Addicts Anonymous, pag. 34 (p. 21 inglese)

Quando ho letto per la prima volta i Dodici Passi di SAA, il Quarto Passo è stato il primo che mi ha spaventato a morte. Tuttavia, quando ho iniziato a lavorare su quel passo diversi mesi dopo, l'ho trovato più estenuante che spaventoso.

Passando al Quinto Passo, ho ritrovato la paura che pensavo di aver perso durante il Quarto. Scrivere queste cose diventa più facile man mano che lo faccio. Ma non c'è niente di facile nel dire le cose che ho svelato a un altro essere umano. Mi consolai al pensiero che ormai conoscevo abbastanza il mio sponsor e capivo che nulla di ciò che avrei detto l'avrebbe probabilmente sorpresa.

Nel mio caso, una volta che ho effettivamente iniziato, dopo un paio di minuti di lettura, è diventato più facile e veniva quasi naturale. E sempre il mio sponsor è rimasto con me e mi ha offerto supporto durante tutto il processo. Quando ho finito, mi sono sentita svuotata emotivamente. Quella sensazione è passata dopo pochi giorni ed ero semplicemente contenta di progredire, un passo più vicina alla sanità mentale.

Lavorando sui Passi con uno sponsor, ricevo una formazione pratica su qualcosa che non avrei mai immaginato: come fidarmi del processo, del mio sponsor, del mio Potere Superiore e di me stessa.

SAA è un luogo in cui praticare la fiducia. Concedimi il coraggio di lanciarmi.

5 marzo (Voices of recovery): "Sex Addicts Anonymous non ha opinioni su questioni esterne; di conseguenza il nome di SAA non dovrebbe mai essere coinvolto in controversie pubbliche... Quando condividiamo il nostro messaggio, o presentiamo SAA al pubblico, questo è l'unico argomento per cui siamo qualificati nel dare informazioni."

Sex Addicts Anonymous, pag. 199 (p. 92 inglese)

Prima di diventare sobrio, avevo un’opinione su tutto, e credevo che le mie opinioni fossero quelle giuste. Lentamente, col tempo, sto imparando ad applicare questa tradizione alla mia vita personale, focalizzandomi sulle mie esperienze piuttosto che sparando opinioni per sentire parlare il mio ego.

Sono colpito dall’umiltà profonda con cui SAA dice che abbiamo un unico argomento per cui siamo qualificati nell’avere un’opinione, e sono grato per questa tradizione. Ciò significa che, durante una riunione, non sarò soggetto ai punti di vista politici e religiosi delle persone, o persino dai punti di vista delle persone su qualcosa come la ricerca della dipendenza sessuale. Questi sono tutti argomenti esterni. Stiamo tutti insieme condividendo la nostra esperienza, forza e speranza con il dipendente che soffre ancora, il nostro messaggio unificatore che possiamo essere sollevati dalla nostra dipendenza dal sesso un giorno alla volta, a volte un momento alla volta, lavorando i Dodici Passi del recupero.

Oggi smetterò di condividere così tante opinioni e mi focalizzerò su come la mia esperienza, forza e speranza possono beneficiare gli altri.

4 marzo (Voices of recovery): "Ci siamo ritrovati isolati e soli, spesso assediati dalla paura e dalla disperazione."

Sex Addicts Anonymous: A Pathway to Recovery (Sex Addicts Anonymous: Un sentiero per il Recupero)

Ho una malattia che prosciuga la vita e l’anima. Ho speso decenni di isolamento, impaurito persino delle più piccole interazioni con delle persone. Vi erano dei momenti in cui sentivo di non farcela più, che la vita non sarebbe migliorata e che viverla non ne valeva la pena. A volte, il suicidio sembrava essere una via ragionevole.

Conosco altri che la pensavano allo stesso modo. Alcuni si tolsero la vita. Hanno preferito finire con le loro vite piuttosto che prendere il rischio di aprirsi e chiedere aiuto, o sentire il disagio della scoperta di sé e dell’accettazione. Forse non credevano che il proprio recupero fosse possibile. Se provavano a recuperarsi, non sembrava funzionare. Se c’era del miglioramento, era troppo lento o scandito da battute d’arresto. Si sono arresi.

Anche il mio percorso nel recupero sembrava lento. Ho avuto bassi e ancora più bassi. Ho visto molti altri entrare nel recupero attraverso il dono della disperazione. Hanno lavorato il programma e il programma ha lavorato su di loro, eppure io ero lì, che mi sentivo ancora lento. A volte pensavo che non avrebbe mai funzionato per me.

Ma ho continuato a tornare in SAA. Nel mio punto più basso, mi sono reso conto di dover fare qualcosa. Ho rilavorato i passi e ho iniziato ad essere più onesto con me stesso. Mi sono reso conto di avere dei problemi che tenevo nascosto, quindi ho cercato l’aiuto di altri dipendenti sessuali. Alla fine ho fatto dei collegamenti, interni ed esterni, che hanno trasformato la mia vita. Ho iniziato a guarire. Oggi sono grato e felice di essere ancora qui.

Io ne valgo la pena; Tu ne vali la pena, la vita ne vale la pena. Funziona davvero se ci lavori!

3 marzo (Voices of recovery): "Affidiamo la nostra volontà e le nostre vite alla cura di Dio, perchè pensare e agire da soli ci ha portato ad agire compulsivamente, ad avere conseguenze negative e infine alla disperazione."

Sex Addicts Anonymous, p. 53 (p. 29 inglese)

Ho faticato a trovare il recupero nonostante fossi nel programma da più di un anno. Il problema era che mi stavo recuperando principalmente per salvare il mio matrimonio. Attraverso una serie di eventi e nonostante la mia regolare partecipazione ad attività legate al recupero, mia moglie si è separata da me contro la mia volontà. Questo mi ha portato a un nuovo fondo e mi sono trovato a chiedermi se continuare a perseguire il recupero ora che la mia ragione recuperarmi era svanita. Per qualche motivo, ho deciso di rimanere nel programma.

Mi sto rendendo conto che arrendersi significa lasciare andare persone, luoghi e cose e confidare che il mio Potere Superiore si prenda cura di me e di tutti gli altri nel processo. Affidare la mia volontà e la mia vita alle cure del mio Potere Superiore significa tutto questo, non quello che mi va e scelgo; e con ogni piccola resa, creo spazio per la crescita. Devo recuperarmi per me stesso, indipendentemente dai risultati desiderati, dalle circostanze o da qualsiasi diritto che ritengo mi sia dovuto.

Ho dovuto lasciare andare la cosa più importante della mia vita - il mio matrimonio - per imparare finalmente che il mio Potere Superiore si prende cura di me e vuole che io sia felice, gioioso e libero. E sto imparando ad avere rapporti reali con persone reali ora.

Con ogni pezzettino di resa creo spazio per la crescita.

2 marzo (Voices of recovery): "La gentilezza è un modo diverso di agire."

Sex Addicts Anonymous, p. 138 (p. 65 inglese)

Prima del recupero, la vergogna era uno stile di vita che si auto-alimentava. Per anni mi sono odiato consapevolmente e deliberatamente. Sentivo di dover odiare me stesso solo per tenere a freno il mio comportamento. Temevo che se avessi mollato la presa su me stesso, la mia vita sarebbe crollata. E sentivo di meritare di odiare me stesso. Erano solo gli strati coscienti della vergogna, quelli di cui ero consapevole. Ero anche disperatamente solo e terrorizzato dall'intimità.

Quando ho iniziato SAA, sono rimasto sbalordito dall'amore e dalla compassione che ho ricevuto. Mi avete detto che non ero una persona cattiva, ma che soffrivo di una malattia. Mi avete suggerito di essere gentile con me stesso e di lasciarmi alle spalle la vergogna. Come con tante cose nel recupero, l'azione viene prima e l'atteggiamento segue. Ho iniziato a praticare la gentilezza come la vedevo in queste stanze, e quale posto migliore per iniziare se non affrontare il mio dolore e assumermi la responsabilità della mia vita mentre lavoravo sui Passi.

Quando la gentilezza è diventata parte integrante del mio processo di guarigione, è entrata lentamente nel resto della mia vita. Mi sono evoluto dal non fare mai i lavori domestici, a farli occasionalmente perché è necessario, a farlo perché mi dona un bel posto in cui vivere. Non so quando sia arrivata la capacità essere gentile con me stesso, ma è successo in SAA. Non è tutto perfetto, ma continua ad evolversi mentre continuo a lavorare su questo programma. La gentilezza genera gentilezza.

Oggi lascerò andare la vergogna e sarò gentile con me stesso.

1 marzo (Voices of recovery): "Ci rendiamo conto che tutto ciò che abbiamo passato ci aiuta ad essere al servizio degli altri, impariamo che il mondo è un luogo molto più sicuro di quanto avessimo mai pensato prima, perchè siamo nelle mani di un Dio amorevole."

Sex Addicts Anonymous, p. 129 (p. 61 inglese)

Il messaggio che scelgo di portare è di gratitudine e recupero. Per gran parte della mia vita, ho visto il demone della mia dipendenza, sotto il suo controllo e non sono stato capace di riconoscere il danno che mi ha fatto finché non ho perso molte cose che mi erano care. Condivido la mia storia con gli altri nella speranza che possa aiutare qualcuno a salvare cose di cui non si debba pentire di aver perso.

Il mio risveglio spirituale è arrivato gradualmente in molte cose, tuttavia, in altre, è stato improvviso. Dopo aver identificato il mio problema, mi resi subito conto che stava solo coprendo problemi più profondi. Quella consapevolezza mi ha aiutato ad essere aperto a tutti gli strumenti e metodi che ho incontrato per scavare in profondità dentro di me quanto avevo bisogno per iniziare a guarire.

So che Dio è, ed è sempre stato, proprio accanto a me. I Dodici Passi sono stati fondamentali per la mia sobrietà, ma soprattutto sono diventati il ​​fondamento di tutta la mia vita. Il programma non solo mi ha salvato la vita, ma mi ha anche fornito un progetto per una vita migliore di qualsiasi altra avrei potuto immaginare per me stesso.

Sono amato. Sono sano. Sono integro. Il mio Potere Superiore mi ha dato una seconda prospettiva di vita e ho la responsabilità di condividere questo miracolo con altri come me.

28 febbraio (Voices of recovery): "Una sana sessualità è un'esperienza spirituale per cui vale la pena lavorare."

"Astinenza"

In Sex Addicts Anonymous, il cerchio interno consiste soprattutto in “comportamenti sessuali che creano dipendenza” e “comportamenti compulsivi”. Secondo il mio sponsor, per me include la masturbazione e fantasie.

La mia dipendenza è stata irriducibile, i comportamenti compulsivi erano irriducibili, le mie fantasie erano irriducibili. Ho fatto e pensato di fare delle cose (alcune illegali, molte estreme) da quando ero molto, molto giovane.

Ho accettato la definizione del cerchio interno del mio sponsor perché lui sa come funziona la negazione. Per una persona come me non esistevano mezze misure. Se avessi voluto un’amorevole e sana relazione, avrei dovuto accettare il fatto di affidare tutta la mia sessualità ad un Potere Superiore.

Per me, abbandonare le fantasie e la masturbazione, lasciare il porno, le prostitute e gli incontri casuali, mi ha dato dei periodi di sobrietà, anni di sobrietà. Per venticinque anni ho pensato che fosse impossibile. ora si è avverato. La sobrietà mi si spiana davanti solo durante un’onesta astinenza. Non mi intorpidisco più con del sesso. Un giorno riuscirò ad avere degli amorevoli rapporti sessuali con qualcun altro, con impegno e intimità, perché sono ancorato ad un programma stabilito per me da persone che non vogliono controfirmare la mia dipendenza.


Mi attende un cambiamento spirituale profondo che passa da una resa profonda.

L’angoscia è rimpiazzata dall’amore

27 febbraio (Voices of recovery): "Essere umili significa essere vulnerabili, disposti ad imparare e sinceri."

Sex Addicts Anonymous, p. 87 (p. 43 inglese)

Durante la mia giovinezza, credevo di dover sapere tutto e di essere sempre nel giusto su tutto, persino quando non sapevo. Questo includeva discussioni con persone che ne sapevano più di me. Man mano che la mia dipendenza prendeva piede sulla mia vita, non avevo notato di essere diventato ottuso.

Guardandomi indietri, vedo come la mia dipendenza intollerante si era presentata. Dovevo avere ragione. Cercavo di prevedere il futuro. Ero pessimista e vedevo i peggiori risultati possibili. Ignoravo le idee altrui diverse dalle mie. Ero sfacciato e vanaglorioso, e cercavo di apparire informato e saggio. Pensavo di controllare il mio mondo.

Dopo aver iniziato a vivere con i Dodici Passi, mi sono confrontato con la mia intolleranza e su come contrastava con il recupero che vedevo negli altri. Ho dovuto affrontare la verità che la mia intolleranza stava rendendo la mia vita ingestibile; questo era tanto doloroso quanto vedere come la mia dipendenza avesse reso la mia vita ingovernabile. Con mia sorpresa, arrendendo sia la mia dipendenza sia la mia mentalità chiusa ho alleviato molto dolore.

Per la prima volta nella mia vita, andava tutto bene se dicevo “non lo so”. Ammettere di non sapere mi prepara ad imparare dalle esperienze e dalle altre persone. “non lo so” è divenuto una chiave di volta nella mia pratica giornaliera. Ha creato una libertà intellettuale ed emotiva che non avevo mai conosciuto prima.


A volte riconoscere di non sapere apre delle porte.

26 febbraio (Voices of recovery): "D'altra parte per ogni difetto c'è un pregio."

Sex Addicts Anonymous, p. 84 (p. 42 inglese)

Il mio sponsor mi ha chiesto di trovare un punto positivo in ciascuno dei difetti di carattere scoperti durante il mio Quarto Passo. Cosa potrebbe esserci di buono nell'ossessione, l'odio per sé stessi e il ribollente risentimento?

Attraverso il lavoro e la pazienza, ho imparato che la maggior parte dei miei difetti di carattere sono virtù mal indirizzate, attributi progettati per aiutarmi. Alla radice dell'ossessione ho scoperto la passione; alla radice dell'odio di sé ci sono la consapevolezza e il desiderio di essere e di fare del mio meglio; e alla radice di molti risentimenti c'è la necessità di stabilire sani confini nelle relazioni.

Ogni difetto nasce come un buon seme, destinato a crescere e dare frutti. Come dipendente, ho trascurato le piante. Non le nutrivo né potavo i rami. Come molte piante da frutto, se non vengono curate, i tratti della mia personalità cessano di dare buoni frutti.

Nel Settimo Passo, non sto chiedendo a Dio di rimuovere una parte di me. Invece, sto chiedendo a Dio di rimuovere i rami secchi e aggrovigliati. Mentre Dio pota, posso guardare le virtù emergere e vederle portare buoni frutti nella mia vita. Sebbene questa sia una premessa entusiasmante, devo ricordare che la potatura è dolorosa. Ho bisogno di coraggio, compassione, accettazione, pazienza e del supporto amorevole di Dio e della fratellanza di SAA per affrontare questa sfida per tutta la vita, un giorno alla volta.

Per oggi, sono disposto a sopportare la potatura che può trasformare i miei difetti nei doni fruttuosi per cui sono stati progettati.

25 febbraio (Voices of recovery): "A volte abbiamo bisogno di chiamare le persone per iniziare meglio la nostra giornata. Altre volte, potremmo aver bisogno di condividere i nostri pensieri e azioni di oggi. Alcuni suggeriscono di chiamare tre persone ogni giorno per costruire e mantenere un sistema di supporto."

Strumenti di recupero (Tools of recovery) pag. 10

Negli anni ho imparato ad amare gli slogan. Contengono molta saggezza in poche parole e possono essere prontamente richiamati per guidare un'azione o una decisione. Uno di questi slogan è "lascio che inizi da me".

Ero sempre riluttante a iniziare qualcosa di nuovo nel recupero. Le azioni spesso sembravano banali, spaventose o entrambe le cose. Alcuni anni fa, qualcuno in una riunione disse: "Ho bisogno di denunciare il dipendente dentro di me". Sono stato subito colpito dall'importanza di questo concetto. Ho deciso di farlo, il che significava azione. Dopo anni passati a fare pochissime telefonate, ho iniziato a fare telefonate regolari agli amici di programma. Lascio che inizi da me.

Facendo quelle chiamate, non potevo aspettarmi che l'altra persona denunciasse la mia parte dipendente. Di nuovo, ho dovuto lasciare che iniziasse da me. Avevo bisogno di praticare una rigorosa onestà. Ho controllato la mia follia, le sensazioni che stimolavano la mia compulsione, che abbia agito o meno secondo quei sentimenti, perché potrei sentire certi impulsi, ecc. Quelle chiamate hanno cambiato la mia vita. Da allora la mia dipendenza si è affievolita sempre più.

Quando lascio che inizi da me, sono libero di assumermi la responsabilità del mio recupero.

24 febbraio (Voices of recovery): "Ogni volta che chiediamo questo aiuto, stiamo invitando Dio nella nostra vita in un modo nuovo."

Sex Addicts Anonymous, p. 86 (p. 43 inglese)

Non sono molto bravo a ricevere dagli altri. Allo stesso tempo, tendo ad accumulare cose. Nella mia mente vedo le mie mani riempite di spazzatura inutile. Non posso ricevere o tenere nulla di nuovo finché non mi sbarazzo di qualcosa. Allo stesso modo, non posso ricevere completamente l'amore e la guarigione di Dio finché non rinuncio a ciò che mi impedisce di accettarlo.

I Passi mi aiutano a identificare quelle magagne che mi impediscono di guarire e crescere. Ma non posso cambiare il mio modo di essere; tutto quello che posso fare è diventare disposto a permettere a Dio di cambiarlo. Chiedere a Dio di farlo per me non funziona neanche, ma quando invito il mio Potere Superiore a rimuovere il mio risentimento, la mia impazienza, la paura e le altre cose che impediscono il mio recupero, e quando chiedo invece umilmente di essere riempito di amore e luce, percepisco il cambiamento della mia natura.

Quando faccio cose che rafforzano la mia relazione con Dio, quella connessione aumenta il mio senso di autostima. Quando arrendo i miei difetti di carattere al mio Potere Superiore, lascio il cuore aperto a ricevere ciò che Dio vuole darmi.

Dio, per favore, prendi da me tutto ciò che ostacola il mio progresso e dammi ciò di cui ho bisogno per crescere.

23 febbraio (Voices of recovery): "La miglior cosa è che il segreto finalmente è stato rivelato. C'è un qualcosa di liberatorio nel sedersi in una stanza annunciando ad altre persone, [...], che sei un sesso dipendente."

Sex Addicts Anonymous, p. 194 Storia 19: "Una sorgente di luce superiore" (p. 192 inglese)

Recentemente ho fatto la presentazione del mio Primo Passo al mio gruppo per la seconda volta. Il contrasto tra questa e la prima volta non avrebbe potuto essere più drammatico. La prima volta mi sono sentito come se la narrazione fosse radioattiva. È stato difficile costringermi a lavorarci. Era come se il mio computer mi respingesse mentre mi ci sedevo di fronte. Ho tralasciato le parti principali della mia storia di dipendenza dal sesso. E mi sono sentito stimolato per diverse settimane dopo.

In seguito ad aver ascoltato un Primo Passo che andava nei dettagli molto simili a quelli che avevo tralasciato, mi sono sentito incoraggiato a riguardare il mio. Non vedevo l'ora di scrivere i dettagli che avevo omesso. Prima avevo ancora paura, ma non avevo più la sensazione di trigger prima o dopo averci lavorato. Invece, ho provato un enorme senso di sollievo. Mi sono sentito nudo e vulnerabile durante la seconda volta, ma mi sono sentito su una nuvola per giorni dopo averlo fatto.

I muri erano caduti, i segreti vergognosi erano stati svelati, il mio fardello della vergogna più leggero, molto più leggero. Che liberazione! Questo è il miracolo dei Passi.

I miei segreti sono tossici. Far entrare la luce, essere conosciuti per chi siamo e comunque accettati, è guarigione.

22 febbraio (Voices of recovery): "Quando accettiamo che fare a modo nostro non funziona, il Secondo passo apre la porta ad un'alternativa che funziona."

Sex Addicts Anonymous, p. 45 (p. 25 inglese)

Ricordo un periodo del mio recupero in cui credevo che l'astinenza a lungo termine fosse impossibile. Avevo sempre preso sul serio il mio recupero in SAA, ma inevitabilmente, sembrava, sono ricaduta nella disperazione, nella frustrazione e nella vergogna. Una volta, dopo due anni di astinenza, sono ricaduta direttamente in alcuni dei peggiori comportamenti della mia vita. Sentivo che il programma di SAA, i Dodici Passi e Dio mi avevano deluso. Ma poi ho guardato il mio sponsor e altri nei gruppi che frequentavo e ho visto che erano esempi viventi del miracolo della guarigione.

Ho esaminato più da vicino il Secondo Passo e ho scoperto che la quantità dei miei sforzi non era il problema. Era la qualità. Non avevo lasciato spazio al mio Potere Superiore per guidarmi e assistermi nel processo. Mi sono reso conto di aver lavorato freneticamente al programma, credendo che quello che vedevo fosse quello che c'era. La mia volontà tende ad essere miope, egoista, spaventata e alla ricerca del piacere. C’era molto che non comprendevo. Ho imparato invece a concentrarmi sulla mia relazione con il mio Potere Superiore, ascoltando e agendo secondo la volontà di Dio, non la mia. Quando l'ho fatto, l'astinenza a lungo termine e il recupero sono diventati una realtà per me.

Piuttosto che fare affidamento sulla mia mente da dipendente, posso migliorare la qualità delle mie azioni cercando il mio Potere Superiore per trovare una guida e il coraggio.

21 febbraio (Voices of recovery): "Mettere comportamenti scivolosi nel cerchio centrale è un modo per renderci conto che siamo in pericolo di cadere."

Sex Addicts Anonymous, p. 25 Libro Verde (p. 18 inglese)

Questi sono momenti, circostanze, comportamenti e pensieri che potrebbero condurmi facilmente nel mio cerchio interno. Rimandendo sull’orlo con ostinazione mi predispone all’autosabotaggio e ad un ritorno a quel buio che tutti noi conosciamo bene. Ma non sono costretto; non più! Quando la mia mente è ingombrata dell’incertezza, sia che un elemento non è salutare sia che mi mette a rischio, posso trovare sollievo in un semplice strumento.

Scrivo i momenti, comportamenti, circostanze e modi di pensare che compromettono la mia sobrietà e serenità. Poi condivido cosa ho scritto con il mio sponsor. Prima di fare questo, i miei pensieri sono vaghi, rivestiti dalla negazione. Scrivendo la situazione, questa diventa definita, concreta e chiara. La vedo per ciò che è. Inoltre, buttando giù la situazione su carta mi calma la mente immediatamente e alleggerisce le mie emozioni.

Condividendo onestamente con il mio sponsor mi aiuta ulteriormente a identificare questi comportamenti. Poi, se è appropriato, posso inserirlo nel cerchio intermedio.

Oggi ho una scelta, e scelgo di esporre le mie ombre alla luce.

20 febbraio (Voices of recovery): "Il cerchio intermedio è dove mettiamo quei comportamenti di cui non siamo sicuri."

"I Tre Cerchi"

Uno dei punti chiave del mio recupero è spostare la mia attenzione dagli sconosciuti alle persone che conosco. Per tutta la mia vita, l'umanità si trattava di una collezione di persone che avevo visto ma che non conoscevo veramente. Questo includeva i pedoni per le strade, autisti o passeggeri in macchine o autobus e clienti nei negozi, librerie o altri stabilimenti.

Ho interagito largamente con questi sconosciuti attraverso il contatto visivo. Non ho mai fantasticato oltre una relazione. Biasimavo le persone per non essere più aperti, eppure ero io a isolarmi. Ho respinto chiunque sembrasse aprirsi a me.

Nel recupero sto cercando di evitare di fissare negli occhi gli sconosciuti, e l’ho messo nel mio cerchio intermedio. Ma più importante, sto facendo piccoli passi nel rafforzare le amicizie e conoscere nuove persone. L’amorevole fratellanza di SAA mi fornisce delle opportunità splendide per conoscere davvero delle persone.

Guida i miei occhi a vedere coloro che potrebbero essermi amici.

19 febbraio (Voices of recovery): "Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte alla nostra dipendenza sessuale e che le nostre vite erano divenute incontrollabili."

Sex Addicts Anonymous, p. 38 (p. 22 inglese)

È stato solo quando ho iniziato a lavorare il programma di SAA che ho potuto finalmente ammettere di avere un problema. La mia dipendenza dal sesso mi stava distruggendo. Era fuori controllo. Come un animale selvatico in gabbia, il miei comportamenti compulsivi si erano scatenati ed ero completamente incapace di fermarlo. Ho dovuto ammettere la sconfitta e lasciar andare per vedere quanto fossi diventato pazzo. La mia resistenza, però, era forte. La mia dipendenza dal sesso è sempre stata fondata su un bisogno umano fondamentale: la sicurezza.

Reduce da un incesto infantile, non sono mai stato al sicuro. Agendo compulsivamente, il mio istinto principale era quello di ottenere il controllo su persone, luoghi, cose e me stesso. Ho cercato di fare la parte di Dio e di gestire con successo la mia vita sessuale nell'unico modo che conoscevo: vincere. Il Primo Passo mi insegna il paradosso miracoloso del recupero: per vincere veramente, devo ammettere la sconfitta. Solo ammettendo e alla fine accettando che sono impotente al 100% sulla mia dipendenza dal sesso e che la mia vita è ingestibile, posso iniziare il viaggio salvavita dei Dodici Passi. Ora posso accettare che nel momento in cui comincio a praticare il Primo Passo, ho vinto. Ho lasciato andare i miei metodi, che non hanno mai funzionato, e ho permesso al mio Potere Superiore di guarirmi dall'interno.

Il Primo Passo mi garantisce l'umiltà di cui ho bisogno per lasciar andare il controllo e fidarmi del mio Potere Superiore.

18 febbraio (Voices of recovery): "Sebbene le nostre esperienze siano diverse, alcuni aspetti sono comuni per molti di noi."

Sex Addicts Anonymous, p. 123 (p. 59 inglese)

La mia prima impressione dei programmi dei Dodici Passi è stata quella di ricette superficiali fatte con lo stampino per quello che consideravo un problema molto serio. Altrove, avevo sentito guru e sedicenti esperti esporre le loro soluzioni semplicistiche, ed ero diffidente. Invece, ho scoperto che i Dodici Passi sono un potente strumento per scavare in profondità nell'essenza individuale della mia dipendenza: le convinzioni, le azioni e le conseguenze che rendevano la mia vita ingestibile.

Ho imparato che questo è un programma spirituale che cambia la vita per tutta la vita. Sottolineo l’aspetto spirituale perché parte della mia esperienza di vita includeva un contesto religioso violento. Accettare quello che gli altri chiamavano Dio è stata una grande sfida per me. La richiesta e la possibilità di scoprire il mio Potere Superiore mi ha aiutato ad accettare le differenze tra me e gli altri nel programma. Attraverso i passi, il mio sponsor, il mio gruppo e le mie letture, ho trovato il mio Potere Superiore. Condividere il mio inventario con il mio sponsor mi ha aiutato a scoprire e accettare me stesso, con i miei nei e tutto il resto. Ho iniziato a vedere nuove possibilità e fare scelte più sane.

Osservando la vera natura della mia dipendenza e la soluzione, ho trovato un terreno comune e fratellanza con altri membri del programma. Ho imparato a mettere da parte le differenze superficiali e concentrarmi sul messaggio profondo e comune della guarigione attraverso la fratellanza di persone con difficoltà simili e una soluzione comune.

Che io possa continuare a cercare somiglianze, sapendo che facciamo tutti lo stesso viaggio.

17 febbraio (Voices of recovery): "Negli incontri impariamo che possiamo fidarci di mostrarci agli altri per chi siamo veramente, e sentirci comunque accettati."

Sex Addicts Anonymous, p. 17 (p. 11 inglese)

Quando sono entrato per la prima volta nel programma, non mi fidavo di me stesso. Soprattutto, non mi fidavo delle mie emozioni; Le consideravo mie nemiche perché mi avevano tradito. Pensavo che mi rendevano debole, e dovevo essere forte in tutte le circostanze. Stavo sempre in guardia, tenendomi d’occhio. Inoltre non mi fidavo delle altre persone. Credevo che se avessi permesso a qualcuno di avvicinarsi a me, mi avrebbe lasciato o avrebbe sbandierato i miei segreti, quindi stavo sempre in guardia e li tenevo d’occhio. Ero esausto e solo, e mi sentivo intrappolato nella convinzione che fosse proprio questo il modo in cui andasse la vita. Inutile dire che la mia dipendenza prosperava in questo ambiente.

Un punto di svolta nella mia guarigione è iniziato quando ho provato lentamente a fidarmi abbastanza di me stesso da riconoscere le mie emozioni, e poi a fidarmi abbastanza degli altri da condividere le mie emozioni con loro. Quando ho iniziato a riconoscere ed esprimere ciò che stava accadendo dentro di me, ho scoperto che questo stava alleviando la mia solitudine e il dolore. Ho anche imparato che le mie emozioni erano una grande fonte di informazioni su come interpreto il mondo intorno a me.

Nel processo, mi sono reso conto che, fidandomi delle mie emozioni e poi fidandomi del mio gruppo e dei miei amici, mi fidavo anche del mio Potere Superiore.

Riconoscendo semplicemente i miei sentimenti, posso aprire la porta alla fiducia e alla guarigione.

16 febbraio (Voices of recovery): "Man mano che cresce l'umiltà, vediamo la nostra vita e persino i nostri problemi con gratitudine."

Sex Addicts Anonymous, p. 89 (p. 44 inglese)

Quando sono entrato per la prima volta in SAA, la gratitudine era per me qualcosa di insondabile. Mi chiedevo come diamine facessero i membri di SAA a riferirsi a sé stessi come dei grati sessodipendenti in recupero. Come si fa ad essere grati per le vite distrutte che portiamo in queste stanze?

Nel corso del tempo, e probabilmente perché l’ho sentito ripetere più volte, mi sono reso conto che queste persone hanno gratitudine perché praticano la gratitudine. Ho imparato che la gratitudine può essere sviluppata. Se il risentimento è uno dei principali fattori di rischio della nostra malattia, ho trovato la gratitudine come una delle migliori medicine.

Nella mia dipendenza, la mia mentalità era quella dell'autocommiserazione, come se il mondo mi avesse maltrattato o mi dovesse qualcosa. Quando mi sono reso conto che l'universo non fa favoritismi e che non ne ho diritti particolari, ho potuto coltivare la gratitudine per quello che ho. Quando riconosco che alla fine tutte le mie esperienze positive e negative svaniranno, spesso rapidamente, posso sviluppare il distacco e apprezzare la vita per quello che è. Non devo più aggrapparmi al passato o controllare il futuro. Posso solo essere presente.

Che io possa portare consapevolezza, non a tutte le mie aspettative senza risposta, ma a tutti i modi in cui la mia vita è ricca, proprio qui, proprio ora. Che io possa riconoscere la natura passeggera della vita ed essere grato per tutto quello che ho, proprio qui, proprio ora.

15 febbraio (Voices of recovery): "Ogni gruppo di SAA dovrebbe essere completamente autonomo, rifiutando contributi esterni."

Sex Addicts Anonymous, p. 188 (p. 87 inglese)

Nel processo di miglioramento, recupero e infine di crescita in SAA, ho visto crescere e cambiare insieme a me la mia comprensione della Settima Tradizione. Durante le prime volte alle riunioni mi fu detto “I Passi ti terranno lontano dal commettere suicidio, e le Tradizioni dal commettere un omicidio.” In altre parole, se il problema era con me stesso, bisognava trovare il Passo che si applicasse. Se si trattava di una situazione con qualcun altro, dovevo applicare una Tradizione.

Il mio Sponsor mi ha insegnato che potevo mettere il mio nome al posto di ”Ogni gruppo di SAA” e che sarei riuscito a vedere rapidamente come i miei comportamenti compulsivi fossero connessi col volere che gli altri mi supportassero quando in realtà era il mio dovere fare altrettanto.

Man mano che gli anni passano ed io divento sempre più autosufficiente, vedo come migliorano i miei rapporti con gli altri. Oggi capisco che è più di una “Tradizione sui soldi”. E’ un modo di vivere sia indipendente sia interdipendente con gli altri.

Dio, aiutami oggi ad essere ricettivo e disposto a vedere dove posso migliorare nell’essere più autosufficiente. Che io possa vedere dove eccello in questo.

14 febbraio (Voices of recovery): "Abbiamo capito che uno dei motivi per cui questo processo funziona così bene è proprio perché siamo noi a farlo da soli."

Addicts Anonymous, p. 177 (p. 83 inglese)

Quando ho iniziato a partecipare alle riunioni di SAA, mi comportavo passivamente. Non ero sicuro di cosa stesse succedendo, cosa sarebbe successo e cosa ci si aspettava da me. Continuando a tornare, tuttavia, ho iniziato a farmi un'idea di cosa trattano le riunioni, quali sono i ruoli di servizio nei miei gruppi e cosa posso fare per aiutare.

Penso che sia importante ricordare che la Quarta Tradizione non solo libera i nostri gruppi dal controllo esterno, ma pone anche la responsabilità della condotta dei nostri gruppi direttamente su ciascuno di noi. Non esiste gruppo senza il nostro servizio individuale. La passività è una posizione naturale dove un nuovo arrivato comincia, ma non dove deve rimanere. Ci sono riunioni da condurre, riunioni di servizio a cui partecipare, telefonate a cui rispondere, membri da sponsorizzare, conferenze da organizzare. Se lascio fare queste cose agli altri, perdo un elemento vitale del recupero.

Come diciamo in recupero "Funziona se ci lavori". Parte del lavoro significa essere un partecipante attivo nel mio gruppo e in SAA nel suo insieme.


Posso accettare con gratitudine l'autonomia, la libertà e la responsabilità che sono mie perchè membro di SAA

13 febbraio (Voices of recovery): "Non possiamo permetterci di abbassare la guardia e di vivere in modo incosciente."

Sex Addicts Anonymous, p. 130 (p. 62 inglese)

Sono un dipendente dal sesso e se voglio rimanere sobrio, devo essere vigile. Ho un certo numero di mesi di continua sobrietà dai comportamenti del mio cerchio interno e una vita migliore di quanto abbia mai vissuto prima. Se voglio mantenere la mia nuova vita, non posso riposare sugli allori. Devo tenere il passo nelle mie pratiche spirituali, che includono il lavoro sui Passi e l'utilizzo degli strumenti di Sex Addicts Anonymous.

Recentemente ho fatto un ritiro spirituale per una settimana. Onestamente, speravo segretamente di prendermi una vacanza dalla mia rigorosa pratica del programma: le telefonate, le riunioni. Pensavo che andando a un ritiro di meditazione avrei potuto alleggerire il mio lavoro sul programma mentre ero lì.

Fortunatamente, il mio Potere Superiore è intervenuto e due persone che conosco di SAA hanno deciso di portarmi a una riunione. Mi sono venuti a prendere dal mio hotel e mi hanno portato a una riunione di SAA. Sapevo che Dio stava organizzando il tutto e ho sorriso. È stata una bellissima riunione e sono riuscito anche a partecipare a un altro incontro telefonico la stessa settimana.

A causa di questo intervento del mio Potere Superiore, sono stato reso consapevole di come, durante questo ritiro, avrei potuto essere in dipendenza attiva. La mia mente sarebbe stata in un regno completamente diverso. Non sarebbe stato un ritiro di meditazione incentrato su Dio, sarebbe stato invece focalizzato sulla mia malattia. Non posso mai abbassare la guardia o vivere in modo incosciente, anche in mezzo alle circostanze più spirituali.


Ogni nuovo giorno è un giorno in cui essere vigili sulla sobrietà dalla dipendenza sessuale.

12 febbraio (Voices of recovery): "Esercitare nuovi modi di reagire può aprire i nostri cuori ai cambiamenti che Dio vuole per noi."

Sex Addicts Anonymous, p. 84 (p. 42 inglese)

Quando ho elencato i miei difetti nel mio inventario, mi sono scoraggiato. Mi sono sentito sopraffatto. Era già abbastanza difficile affrontare la dipendenza e l'astinenza. È stato doloroso vedere i miei difetti elencati così chiaramente. Quando sono arrivato al Sesto Passo, ho pensato: "Beh, non è un approccio molto pratico. Tutto ciò di cui ho bisogno è essere "completamente pronto"? "

Una risposta parziale è arrivata quando ho studiato la sezione sul Sesto Passo in Sex Addicts Anonymous. Le parole volontà e disponibilità appaiono otto volte. Quando iniziamo il programma di SAA, riconosciamo che siamo disposti a fare tutto il necessario, disposti a cambiare il nostro modo di vivere. Ah! Ora parliamo di azione! Posso permettermi di essere pronto per il cambiamento mentre lascio andare i vecchi modi di affrontare la vita.

Molti dei miei vecchi modi di affrontare la vita ora sono difetti di carattere, ma l’altra faccia di ogni difetto è una risorsa. Ci vorrà del tempo per sostituire i miei difetti e scoprire le mie risorse, ma ci sono cose che posso fare adesso. Posso chiedermi: "Cosa sto facendo adesso: una buona azione o una cattiva azione? La mia mente è lucida, o è piena di desiderio, rabbia o ...? " Man mano che sviluppo la consapevolezza dei miei pensieri e del mio comportamento, comincio a imparare come e quando i miei difetti si attivano. Posso chiedere al mio Potere Superiore azioni alternative e posso crescere nella disponibilità per il Settimo Passo.

Posso essere il cambiamento che voglio vedere, un passo alla volta.

11 febbraio (Voices of recovery): "Ammettendo che l'impotenza si estendeva all'evitamento sessuale compulsivo, abbiamo reso possibile il passaggio da una sorta di astinenza superficiale a una più profonda sobrietà."

"Recupero dall'evitamento sessuale compulsivo"

L'astinenza superficiale mi descriveva davvero quando sono entrato in SAA. Mi astenevo dai comportamenti compulsivi fino ad evitare qualsiasi comportamento di natura sessuale. Ho iniziato a identificarmi come un'anoressica sessuale, conoscendone in qualche modo la descrizione. Non ho capito quanto fosse profondo il problema finché non ho incontrato i membri della fratellanza che comprendevano entrambi gli aspetti della dipendenza: i comportamenti compulsivi e l’evitamento compulsivo.

Perdere l'interesse per il sesso con il proprio partner non era una novità per me. Capire perché ho tradito, mentito e agito compulsivamente con tutti tranne che con il mio partner è stata una rivelazione. Introversa all'estremo, mi ricarico passando del tempo da sola. Ma quando agisco compulsivamente, mi spingo a comportarmi come in modo estroverso e tendo a connettermi sessualmente con gli estroversi. Posso proprio dire di mettermi nei guai da sola, per non parlare della mia disonestà!

Quando ho letto l'opuscolo sull'evitamento, ho potuto dire onestamente di no solo a due delle diciotto domande. Sentire altri membri di SAA descrivere comportamenti simili ha finalmente attirato la mia attenzione. Ho cominciato a riconoscere i miei comportamenti evitanti: mancanza di cura di me stesso, auto sabotaggio, auto mutilazione, isolamento sessuale, sociale ed emotivo. Con una migliore comprensione della mia dipendenza, entrambi gli estremi, sono più in grado di recuperarmi e trovare un equilibrio nella mia vita.

Vuoi dire che il mio Potere Superiore vuole davvero che io goda di una sessualità sana?

10 febbraio (Voices of recovery): "Prendere la decisione del Terzo Passo vuol dire arrendersi. Rinunciamo a credere che il nostro intelletto, la nostra conoscenza, il nostro giudizio e la nostra volontà possano guida con successo le nostre vite."

Sex Addicts Anonymous, p. 56 (p. 30 inglese)

"Ti trovi esattamente dove dovresti essere" era un detto che sentivo spesso nella fratellanza. Queste persone ovviamente non mi capivano se pensavano che mi fosse utile. Mi faceva male. Un sacco. Avevo bisogno di un altro posto dove andare. Il mio veicolo verso quel posto, l’azione compulsiva, non era più un'opzione fattibile, quindi ero infelice, e ovviamente non capivano.

Ma, poiché quelle persone mi hanno detto che avevano una soluzione che avrebbe funzionato, e altro ancora, ho continuato a tornare, anche se continuavo a voler essere qualcun altro piuttosto che me stesso, qui e ora. Facevo ancora le cose a modo mio e continuavo a soffrire. Un sacco. Non mi sentivo eccessivamente entusiasta del Terzo Passo, ero comunque infelice. Sapendo che non potevo gestire la sobrietà o la mia vita, ho dato una possibilità alla resa.

Senza la disperazione e la miseria, non sarei mai rimasto per godere dei miracoli che vengono dall'astinenza e dal cammino spirituale. Ho imparato che quando (forse soprattutto quando) il dolore diventa insopportabile, sto raggiungendo un altro livello di resa, una nuova area di crescita, ancora una volta, mi trovo esattamente dove dovrei essere. Da solo, senza aiuto, faccio pasticci, ma se faccio la mia piccola parte seguendo questo programma e lascio il resto al mio Potere Superiore, il mio Potere Superiore prende quei pasticci e fa miracoli.

In questo momento sono esattamente dove dovrei essere.

9 febbraio (Voices of recovery): "Essere sesso-dipendenti ci faceva sentire intrappolati in infinite contraddizioni. Cercavamo amore e romanticismo, ma quando lo trovavamo, ne eravamo spaventati e fuggivamo dall'intimità."

Sex Addicts Anonymous, p. 13 Libro Verde (p. 6 inglese)

Non ho mai capito perché evito il sesso con la mia amorevole e bellissima partner, ma smanio per il sesso con estranei. Accamperei scuse per non trovarmi in situazioni sessuali, per poi sgattaiolare via per masturbarmi con la pornografia o agire compulsivamente con le prostitute. Mi sono detto che avevo dei bisogni sessuali che gli altri non erano abbastanza evoluti da capire.

Ora vedo la completa follia del mio comportamento e il sistema di credenze dietro di esso. Non ero un essere speciale; Ero un dipendente sessuale che fuggiva disperatamente dall'intimità, terrorizzato dalla vulnerabilità e dai miei stessi sentimenti. Agendo compulsivamente, ho costruito dei muri per mantenere i miei partner e amici a distanza di sicurezza e ho usato il porno e l'ossessione sessuale per intorpidirmi.

Ho scoperto per la prima volta la vera intimità nelle stanze di SAA. Ho trovato un posto sicuro in cui esprimere i miei sentimenti e creare veri legami con gli altri. Potrei condividere dal mio cuore senza paura del giudizio o del ridicolo perché queste persone sono proprio come me: imperfette e belle, e nelle prime connessioni che ho stretto con le mie sorelle e fratelli nel programma, ho trovato il mio Potere Superiore.

La mia dipendenza sessuale è un disturbo dell'intimità, ma in SAA imparo a essere vulnerabile e condividere usando il mio cuore. Sono al sicuro e non sono più solo.

Solo per oggi, prego per avere il coraggio di condividere dal profondo del mio cuore.

8 febbraio (Voices of recovery): "Cosa mi ha dato il recupero? Tutto. Il recupero ha graziato tutti gli aspetti della mia vita."

Sex Addicts Anonymous, Storia di recupero n. 44 Sogni ristabiliti, p. 435 (p. 316 inglese)

Sono così grato di essere un dipendente sessuale! Se pensi che io sia pazzo, lo capirei sicuramente. La mia compulsione stava causando dissonanza cognitiva. Non volevo essere la persona che apparentemente ero quando praticavo questa malattia. Volevo essere una persona amorevole, ma non riuscivo a smettere di agire compulsivamente e mi stava uccidendo dentro. Tuttavia, a causa delle devastazioni della mia dipendenza sessuale, ho iniziato a frequentare le riunioni di SAA, probabilmente la migliore decisione che abbia mai preso.

Non solo sono libero dai comportamenti del cerchio interno da oltre un anno; ho benedizioni che non avrei mai potuto immaginare per me stesso. Sono diventato più onesto con me stesso e con gli altri più di quanto ritenessi possibile. Ho iniziato a essere veramente presente con gli altri e a sperimentare un'intimità sincera. Ho stretto amicizia con persone fantastiche. Sto iniziando ad amare e ad accettare me stesso. Sto diventando coraggioso. Sto imparando a gestire le mie emozioni in modo sano. Sto diventando una persona completa e integrata.

Sono grato a questo programma e alle persone fantastiche in esso, e al mio Potere Superiore che dirige il mio recupero. Niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato abbastanza malato e infelice da oltrepassare con difficoltà, vergognato e stordito, le porte di SAA.

Non mi rendevo conto che il recupero fosse molto di più della semplice sobrietà. Sto guarendo e sto vivendo.

7 febbraio (Voices of recovery): "Per quanto riguarda l'invidia possiamo esaminare i modi in cui paragoniamo noi stessi agli altri."

Sex Addicts Anonymous, p. 68 (p. 35 inglese)

Se mi guardo indietro, vedo come la mia vita si sia trascinata avanti passando da un'infanzia fatta di solitudine e isolamento, attraverso un'adolescenza in cui mi sentivo a disagio, e infine in un'età adulta in cui l'invidia era un passeggero fisso a bordo dell’autobus della vita. Non mi confrontavo con gli altri pensando che fossero più intelligenti, più forti, più belli o più popolari, ma più da quello che ho visto guardando la mia immagine nello specchio della vita. Vedevo uno spaventapasseri allampanato, un ragazzino col moccio al naso che indossava giacche di tweed e un papillon. Avevo imparato a detestare quest’immagine.

Negli anni continuavo ad avere l'impressione di essere ancora il ragazzino che avevo percepito come brutto. In questa prigione ho evitato le amicizie strette, ho sminuito le mie capacità e ho trovato ragioni per fallire. In questo turbine di auto-disapprovazione, il dipendente in me ha trovato la sua casa.

Il mio lavoro in recupero ha portato molti doni, alcuni immediatamente evidenti e altri che crescono piano piano, non visti. Tra i doni meno evidenti, una crescente accettazione di me stesso è sbocciata dall'amore e dall'accettazione dei miei amici nella fratellanza e dall'amore e dalla grazia del mio Potere Superiore. Questa accettazione ha permesso all'amore di sgorgare in superficie. Alla fine, il circo della follia che chiamo la mia percezione negativa di sé è svanito. Ora, l’uso più spiacevole dello specchio è controllare quella fastidiosa macchia sulla mia camicia o vedere se la mia cravatta è dritta.

Sono un prezioso figlio di un Dio amorevole. Non ho bisogno di paragonarmi agli altri.

6 febbraio (Voices of recovery): "Imparare a cercare la volontà del nostro Potere Superiore attraverso la coscienza di gruppo richiede tempo, pazienza e buona volontà. L'amore è la forza che guida la nostra attività di servizio, al contrario dei metodi a noi familiari basati sul potere e controllo."

Sex Addicts Anonymous, p. 171 (p. 80 inglese)

Per me, le riunioni di coscienza di gruppo sono una parte importante di un gruppo. Durante uno dei miei primi incontri di coscienza di gruppo, il nostro gruppo ha discusso un'idea che pensavo avrebbe permesso ai nuovi arrivati ​​di trovare più facilmente le nostre riunioni. Abbiamo votato, ma la mozione non è stata approvata. Mi sentivo deluso e pensavo che stessimo negando ai dipendenti un'opportunità di aiuto, ma sapevo che sarebbe stato tutto a posto.

Inoltre, il mio sponsor mi ha detto che avrebbe continuato a partecipare alla riunione perché aveva bisogno della riunione più di quanto la riunione avesse bisogno di lui. Per me, questo è stato un esempio di resa mettendo prima il gruppo e poi lasciando che Dio operi attraverso i nostri gruppi. È importante per me parlare della mia coscienza e permettere agli altri di fare lo stesso. Se è la cosa giusta da fare, alla fine sarà evidente.

Trovo le coscienze di gruppo gratificanti perché sento anche un legame più profondo con altri dipendenti sessuali ini recupero e con la fratellanza nel suo insieme. Inoltre, sento che un Dio amorevole è la massima autorità.

Concedimi il coraggio di dire la verità come la vedo io e la serenità di lasciare che gli altri facciano lo stesso.

5 febbraio (Voices of recovery): "Quando giudico qualcuno non sento pace, perciò continuo a rimanere concentrato nel compilare il mio inventario invece di farne uno per qualcun altro."

Sex Addicts Anonymous, Storia di recupero n. 45 I passi verso la libertà, p. 455 (p. 326 inglese)

Quando il mio sponsor mi ha incoraggiato a scrivere in un diario i difetti di cui ero meno disposto a sbarazzarmi, ho subito identificato dei pensieri ipercritici. Sono sempre stato fiero di non aver pazienza con le persone che pensano che le regole non si applichino a loro. Il bello di questo erroneo modo di pensare è che sono io l'unico arbitro delle motivazioni altrui.

Un giorno durante il traffico, un conducente davanti a me aveva svoltato a sinistra quando c'era insegna con il divieto di svoltare a sinistra. Ho iniziato subito a giudicare. Sono stato giustamente indignato per giorni. La rabbia e il senso di superiorità tornavano ogni volta che superavo l'incrocio.

Discutendone con il mio sponsor e altri, ho riconosciuto che il conducente dell'auto era probabilmente una brava persona che aveva semplicemente commesso un errore. Lo sa il cielo che non voglio essere giudicato solo per i miei errori!

Se esprimo giudizi e disprezzo gli altri, perdo l'umiltà, mi isolo e non lascio spazio all'empatia, alla comprensione, al perdono o all'amore. Ora ho gli strumenti. La Preghiera della Serenità e il Terzo Passo mi ricordano su cosa ho effettivamente il controllo. Il mio Quinto e Ottavo Passo mi impediscono di diventare troppo ipocrita. La gentilezza e l'accettazione che ho sperimentato in SAA mi ricordano il potere dell'amore.

Grazie per avermi mostrato un altro modo.

4 febbraio (Voices of recovery): "Mentre sono in preda a tensione, ansia o impulsi sessuali insistenti, alcuni trovano utile recitare la Preghiera della Serenità più e più volte."

Strumenti di recupero, p. 17

Ho cominciato a meditare anni prima di diventare sobrio. Ho studiato con discepoli e praticanti, ho partecipato a ritiri di silenzio e spirituali, a sedute di zendo, ashram e capanne sudatorie. Nel frattempo agivo compulsivamente.

Ho usato la meditazione per sfuggire all'ansia e cancellare il fatto che non ero felice della mia vita o a mio agio nella propria pelle. Una volta, seduto davanti a un maestro rispettabile, mi è stato detto: "Ti sforzi eccessivamente, troppo stretto sulla sella". Non sapevo cosa farne, ma sentivo che era vero. È stato solo quando ho toccato il fondo che la via è stata sgombrata e ho scoperto SAA.

Quando sono arrivato alle riunioni, circondato da compagni di sofferenza, ero pronto a imparare e a recitare la Preghiera della Serenità. Ci sono stati dei momenti durante i primi periodi di sobrietà in cui provavo un tale dolore che stentavo a ricordare le parole. Ci sono state volte in cui ho recitato la preghiera dozzine di volte di seguito solo per esorcizzare per la prima volta nella mia vita la paura e la strana sensazione di vivere con l'etichetta di un dipendente in recupero. Ma la preghiera ha un contesto. La compagnia di altri dipendenti e il dirla insieme le conferiscono un potere e un significato oltre i miei sogni più fantastici. Adesso, quasi dodici anni dopo, il potere della serenità è una costante nella mia vita.

Signore, concedimi la serenità.

3 febbraio (Voices of recovery): "Un importante punto di svolta nel mio recupero è avvenuto quando ho affrontato e ho accettato il dolore causato dal vuoto che sentivo dentro di me, un vuoto che avevo cercato di riempire in diversi modi."

Sex Addicts Anonymous, p. 65 (p. 130 inglese)

Ero sicuro che, dopo aver lavorato con difficoltà il Quarto Passo, il Quinto passo sarebbe stato meno doloroso. Una volta ultimato, il Quarto Passo scoprì e portò a galla emozioni sconvolgenti, emozioni che ero riuscito a isolare con successo in un evitamento incondizionato. Ringrazio Dio per il mio sponsor, il quale mi ha guidato attraverso questa personale agitazione con grazia, chiarezza e senso di prospettiva. Non avevo idea che lavorando questi Passi avrei riscoperto me stesso ad un livello di continuo miglioramento dell’integrità e di diminuzione della vergogna.

Molti anni di dipendenza e autolesionismo mi hanno portato a crogiolarmi nell’autocommiserazione, nella presunzione e un cerchio senza fine di autocritica. Ironicamente, sono i riflessi e i ricordi dei miei comportamenti più spregevoli e vergognosi che mi hanno permesso di diventare più gentile con me stesso. Confidare questi particolari terribili del mio passato con altri ha aperto la porta verso un percorso onesto e vigile. Non vivo più nella vergogna. Sono amato e accettato dal mio sponsor e dai miei fratelli e sorelle nel recupero. Posso abbracciare la volontà di Dio con una fede rinnovata che ogni giorno porta l’opportunità di scoprire un nuovo passato.

Mentre guardo indietro il mio passato da quando sono entrato in SAA, mi sento orgoglioso della persona che sono diventato ed emozionato delle nuove relazioni che ho creato. Non c’è nulla di più importante del rapporto con Dio.

Che tu possa trovare Dio adesso!

2 febbraio (Voices of recovery): "I confini possono anche essere dei limiti che fissiamo e manteniamo con altre persone nella nostra vita. Impariamo a far sapere agli altri come desideriamo essere trattati e quali tipi di comportamenti noi possiamo accettare e quali no. Se non accettiamo la nostra responsabilità personale nello stabilire e mantenere dei limiti sani nelle nostre relazioni, corriamo il rischio di nutrire risentimenti o di assumere il ruolo della vittima."

Sex Addicts Anonymous, p. 135 (p. 64 inglese)

Non è facile per me superare i miei limiti. Da quel doloroso primo momento in cui mi fu detto di no, il mio mondo sembrava più piccolo, limitato. Non mi sentivo più pienamente libero o completamente responsabile.

Col tempo anch’io ho imparato ad essere in grado di stabilire dei limiti. Dicendo di no, definisco ciò che mi piace e ciò che non mi piace, i miei principi, i miei valori, me stesso. Paradossalmente, è soltanto quando dico di no che posso dire liberamente sì. Dei sani limiti e restrizioni mi rendono libero di esplorare il mondo in sicurezza.

Che io possa rispettare i miei propri limiti e quelli degli altri. Che io possa trovare una nuova libertà e sicurezza.

1 febbraio (Voices of recovery): "So di essere spiritualmente stabile quando sono in grado di essere me stessa ed essere presente sia con i miei sentimenti sia con ciò che mi si presenta, non importa che cosa sia."

Sex Addicts Anonymous, p. 66 Storia di recupero n. 5 I suoi sogni diventano realtà (p. 130 inglese)

I sentimenti sono reali, ma non sono necessariamente conseguenza della verità. Questo promemoria è stato utile quando emozioni potenti come risentimento, paura, solitudine, vergogna o disprezzo per me stesso mi hanno portato nella direzione di agire compulsivamente. Eppure agire compulsivamente non è mai un'opzione valida.

In questo momento, qualsiasi sensazione può essere così intensa e pervasiva che sembra essere tutto il mio mondo, la mia intera percezione della realtà. Uno slogan familiare dei programmi dei Dodici Passi mi ricorda che "Anche questo passerà". Se posso fermarmi un momento e chiedere la grazia di Dio, allora posso scegliere la sobrietà e il recupero.

I Passi Dieci, Undici e Dodici mi sostengono durante l'assalto di emozioni forti. Fare l'inventario personale mi aiuta a mantenere le cose in equilibrio. Immergermi nella presenza del mio Potere Superiore attraverso la preghiera e la meditazione mi ricentra. Impegnarmi nel servizio sposta la mia attenzione verso l'esterno. Soprattutto, ogni passo mi mantiene sano e sobrio.

Posso fare un regalo a me stesso e al mondo praticando il mio recupero oggi.

31 gennaio (Voices of recovery): "Chiediamo e accettiamo aiuto, ci rivolgiamo regolarmente ad altri dipendenti in recupero, invece di vivere nel segreto."

Sex Addicts Anonymous, p. 58 (p. 31 inglese)

I segreti possono essere devastanti per la mia sobrietà sessuale e relazionale. Possono essere una porta di servizio attraverso la quale possono passare i mali della mia dipendenza. Quando comincio a essere selettivo sulle informazioni che condivido con il mio sponsor, mi preparo per la ricaduta.

Un dipendente sa vedere quando un altro sta perdendo la via. Quando comincio a sparire dalla circolazione e isolarmi, non c'è alcuna possibilità di prendere consapevolezza o fermare la progressione o il ciclo della dipendenza. Ammettere i miei pensieri e comportamenti ad un altro dipendente in recupero può fermare la spirale discendente.

Ho imparato che i pensieri e i comportamenti che cerco di mantenere segreti sono basati sulla vergogna. Il fatto che cerco di nasconderli è un chiaro messaggio che non sono sicuri e possono provocare il caos nella mia vita. Portarli alla luce li espone per quello che sono: fantasmi senza sostanza. Mi aiuta anche a rendere conto a me stesso e alla vita.

Oggi mi impegno a condividere pensieri e comportamenti segreti con un altro dipendente in recupero.

30 gennaio (Voices of recovery): "Cambiare le vecchie routine associate alla nostra dipendenza è uno strumento importante per rimanere sobri."

Strumenti di recupero, pag. 13

Mi sono subito sentito a casa in SAA, ma temevo che non mi avreste accettato. Ero sposato con una donna ma agivo compulsivamente con gli uomini. Ho aiutato gli altri ma non ho potuto aiutare me stesso. Mi avete accolto; nessuno mi ha fatto vergognare; mi sentivo di appartenere al gruppo. Ho seguito i vostri suggerimenti: sono andato alle riunioni, ho trovato uno sponsor, ho fatto telefonate e ho iniziato i Passi.

Nella dipendenza, sessualizzavo i sentimenti di disagio in carburante per la mia compulsione. Un mese fa ero al lavoro, un venerdì, il mio tradizionale giorno di comportamenti compulsivi. Era una giornata lenta. Mi sentivo a disagio e tutto il vecchio dolore e la paura sono tornati. Mi sono tuffato in quello che io e il mio sponsor chiamiamo richiamo disforico: rimpianto, vergogna e disperazione.

Ma questa volta potevo scegliere come affrontare quei sentimenti e quei ricordi spiacevoli. Ho fatto telefonate e mandato messaggi ai miei amici in programma e al mio sponsor. Ho anche avuto il coraggio di dire a mia moglie cosa stava succedendo. Ha apprezzato la mia fiducia in lei. Il giorno finì come era iniziato e io rimasi sobrio.

Sono ancora me stesso e posso ancora lottare con discorsi interiori negativi come "Non merito la grazia, il perdono o l'appartenenza". Quando riparte il vecchio disco, è un indizio che potrebbe succedere qualcosa in me, e ho bisogno di mettermi in contatto con qualcuno. Con gli strumenti di recupero, posso riconoscere quei sentimenti di disagio per quello che sono e lasciarli passare come sempre passano.

Questa sensazione passerà che io agisca compulsivamente o meno. Oggi posso scegliere.

29 gennaio (Voices of recovery): "Spesso eravamo depressi e insoddisfatti delle nostre vite; eravamo irascibili. Davamo agli altri la responsabilità della nostra infelicità."

Sex Addicts Anonymous, capitolo 1: La Nostra Dipendenza (p. 7 inglese)

Cosa buffa dei miei risentimenti: li apprezzavo perché mi facevano sentire potente, e li negavo perché mi vergognavo che qualcuno sapesse che li nutrivo. Li amavo e allo stesso tempo mi sentivo in colpa per averli. Quindi li ho mascherati dietro un sorriso finto, un finto calore e manipolando e ignorando le persone.

Ho velato i miei risentimenti con sarcasmo, prese in giro, pettegolezzi, scherni e "critiche costruttive". Li nascosi dietro azioni non verbali come incrociare le braccia, roteare gli occhi e sospirare. Ho anche provato ad ammorbidire i risentimenti rinominandoli come rancore, dolore o delusione. Questi sono solo alcuni dei modi in cui ho evitato di affrontare quanto fossi profondamente risentito.

Quando è arrivato il momento di fare l'inventario dei miei risentimenti nel Quarto Passo, ho dovuto affrontare i travestimenti, i veli, i nascondigli e le etichette fuorvianti. Ho dovuto rinunciare a sentirmi potente per essere sincero. Delicatamente e onestamente, ho iniziato ad affrontare tutta la rabbia, il dolore e la gelosia che avevo cercato di evitare. I miei risentimenti erano stati una copertura per queste emozioni più personali e vulnerabili.

Forse per la prima volta nella mia vita adulta, stavo consapevolmente cercando di essere emotivamente onesto con me stesso e con gli altri. Mentre analizzavo i miei risentimenti e i sentimenti correlati, accadde un'altra cosa divertente. Ne è uscita una persona più genuina. Il vero me ha iniziato a emergere.

I miei risentimenti nascondono il vero me. Mentre ci lavoro, il mio sé migliore appare.

28 gennaio (Voices of recovery): "Forse non avremmo mai una tale comprensione di ciò che hanno provato coloro che abbiamo ferito, ma possiamo chiedere di arrivare ad essere disposti a comprenderlo, nei tempi stabiliti da Dio."

Sex Addicts Anonymous, p. 97 (p. 48 inglese)

Faccio fatica a capire quale danno posso aver causato ad alcune persone del mio passato. Nel corso degli anni, alcune persone hanno interrotto i contatti con me, ma non riesco a ricordare cosa ho fatto per causare questo. Qualcosa aleggia nella mia memoria: un senso di colpa e rimorso, forse preciso, forse no.

Potrei non essere in grado di entrare nelle loro teste per capire se ho fatto qualcosa per influenzarli, ma mi viene ricordato che il mio Potere Superiore può aiutarmi se sono disposto a chiedere. Potrebbe volerci del tempo e molta pazienza, ma credo che ne valga la pena. Se è destinato a succedere, l'opportunità si presenterà. Devo solo essere pronto e disponibile.

Nel frattempo, posso continuare a riconoscere i danni che ricordo di aver causato agli altri. Durante il processo di identificazione di coloro che ho danneggiato e nell'essere specifico su quei danni, sono in grado di andare avanti con l’Ottavo Passo. Con ogni persona che identifico e con ogni azione che mi attribuisco, arrivo molto più vicino alla guarigione dal mio passato. Facendo appello al mio Potere Superiore e con il supporto del mio sponsor e dei miei fratelli in SAA, scopro la volontà di fare ammenda a coloro che ho danneggiato.

Posso fare quello che posso fare. Oggi, questo è sufficiente.

27 gennaio (Voices of recovery): "Devo essere solo abbastanza attento per notarlo, oppure devo essere abbastanza furbo da ricordarmi di rivolgermi a Dio quando ho bisogno di aiuto, o anche per ringraziarlo."

Sex Addicts Anonymous, p. 380 Storia di recupero n. 38 "Una delle persone elette" (p. 289 inglese)

L'elettricità in casa mia è stata interrotta per un breve periodo mentre la linea veniva riparata. Ero nel seminterrato senza finestre quando l'elettricità si è spenta e sono rimasto immerso nell'oscurità. Tuttavia, sono andato al piano di sopra dove la luce filtrava e le cose sembravano così normali che mi sono subito dimenticato di non avere l'elettricità. Me ne sono ricordato solo quando ho aperto il frigo al buio o ho provato inutilmente il microonde. Mi sentivo sciocco e frustrato mentre continuavo a fallire in cose che pensavo avrei dovuto essere in grado di fare. Non riuscivo a far accadere le cose.

Sebbene mi sia stata concessa, per grazia di Dio, una remissione dai miei comportamenti compulsivi un giorno alla volta per un po 'di tempo, ho bisogno di ricordarmi che sono anche impotente sui miei comportamenti di evitamento dell'intimità. Posso ancora presumere che, con la sola forza di volontà, dovrei essere in grado di lasciar andare il mio bisogno di controllare tutto e tutti, di aprirmi e condividere i miei sentimenti e di permettere al mio partner di nutrirmi emotivamente e fisicamente.

Ma Dio mi lascia stringere il volante finché i miei fallimenti non mi mostrano, di nuovo, dove sono impotente. Poi prego per avere comprensione, forza e aiuto; e cerco incoraggiamento e sostegno dagli amici del programma. La grande differenza ora è che sono aperto ai segnali e disposto a cambiare.

Dio, dammi il coraggio di amare più pienamente oggi.

26 gennaio (Voices of recovery): "Per la maggior parte di noi il Primo Passo era diametralmente opposto ad una delle nostre convinzioni fondamentali: che avevamo il controllo e se ci fossimo sforzati un po' di più o ci avessimo provato ancora una volta ce l'avremmo fatta."

"Primo Passo per il recupero" (First Step to Recovery)

Alla fine ho capito che la mia vita era ingestibile mentre fissavo un paio di calzini gialli che sembrava che qualcuno avesse scuoiato una certa spugna di un cartone animato. Ero sotto sorveglianza per prevenire che mi suicidassi all'ospedale locale. Nessuno sapeva dove fossi. Ero stato preso da un agente di polizia e internato contro la mia volontà. Avevano preso tutto: il mio telefono, il mio computer, persino i miei calzini. Ero diventato una non persona.

Fino a quel momento potevo spiegarmi ogni conseguenza della mia dipendenza. Non c'era modo di spiegare questo. Senza dubbio la mia compulsione sessuale mi aveva portato qui, ad indossare calzini gialli, chiuso a chiave in un reparto psichiatrico.

Avevo bisogno di questa esperienza per affrontare finalmente il fallimento totale delle mie capacità e idee. Forse non ero mai stato abbastanza presente o abbastanza onesto da riconoscerlo. Questo momento doloroso è diventato la pietra miliare del mio recupero.

Conservo i calzini gialli per ricordarmelo. La mia ammissione di impotenza e ingestibilità ha aperto la porta al cambiamento e mi fa ritornare agli incontri e lavorare sul programma. Non ho il controllo della mia malattia. Fortunatamente, posso affidarla al mio Potere Superiore e agli strumenti e alla fratellanza di SAA che si prendono sapientemente cura di me.

Per oggi, offro la mia dipendenza e la mia vita alle cure amorevoli di qualcuno più qualificato.

25 gennaio (Voices of recovery): "Allo stesso tempo, non pretendiamo che il nostro programma sia l'unica strada per il recupero nè siamo in contrasto con coloro che hanno un punto di vista diverso dal nostro. Il nostro unico interesse è far conoscere alla gente il programma di SAA, al meglio delle nostre capacità, non quello di litigare o convincere."

Sex Addicts Anonymous, pag. 200 (pag. 93 inglese)

Questo passaggio dalla Decima Tradizione di SAA è attraente e rinfrescante. Agli albori dei programmi dei Dodici Passi, quando stavano assistendo a prodigiosi successi laddove altri avevano fallito, quei fondatori furono i primi a dire che la colpa non era nell’approccio degli altri, ma nella natura della malattia.

Anche se non sono religioso, posso ricevere aiuto e imparare da persone religiose. Se ho problemi che dovrebbero essere trattati dal punto di vista medico, è probabile che sia saggio perseguire soluzioni mediche, purché mi consulti con il mio sponsor, la mia coscienza e il mio Potere Superiore prima di intraprendere qualsiasi azione drastica. Molte volte durante il mio recupero ho trovato molto utile la guida e il supporto di un terapista professionista.

L'idea che un qualsiasi approccio contenga tutte le risposte manca della stessa umiltà che cerco come fonte di guarigione nel mio recupero. Quando porto il programma di SAA ad altri dipendenti dal sesso, non ho bisogno di rifiutare o sminuire l'idea che possano anche trovare aiuto con un terapeuta, una medicina o la religione di loro scelta. Fare questo potrebbe scoraggiare gli altri dal trovare una soluzione al problema incredibilmente complesso della dipendenza sessuale e anche portare un messaggio di intolleranza e presunzione.

Rispetterò le scelte degli altri in SAA mentre perseguono il loro recupero.

24 gennaio (Voices of recovery): "Osserviamo i modi in cui abbiamo trascurato i nostri bisogni fisici, emotivi, mentali e spirituali. Esaminiamo i modi in cui abbiamo permesso ad altri di maltrattarci."

Sex Addicts Anonymous, pag. 69 (pag. 36 inglese)

Perdonare significa lasciare andare la speranza o l'aspettativa di poter cambiare il passato. Oggi posso accettarlo, ed è tutto ciò che sono chiamato ad accettare pronunciando la parola perdonare. Farlo porta un enorme senso di pace.

In passato, mi sentivo costretto a perdonare come parte dell'essere una brava persona, ma spesso significava permettere ad altre persone di possedere il mio potere. Mi ha messo in condizione di essere vittima di bullismo e di vittimismo, e ha creato la falsa convinzione che fosse ciò che meritavo e ciò che la vita aveva da offrirmi.

Il perdono non significa che aggiusterò o cambierò la persona, il suo comportamento o la nostra relazione. Inoltre, il perdono non significa rinunciare ai miei confini o essere aperto e vulnerabile con persone che non meritano la mia fiducia.

Ora, perdono significa amare me stesso abbastanza da lasciar andare il passato e la sua presa su di me, scegliere di concentrarmi sull'oggi e su tutte le cose meravigliose che ha da offrirmi, inclusi i Passi e tutti gli strumenti e i doni del recupero. Perdonare significa onorare e prendersi cura del mio più grande dono e responsabilità: la mia vita. Oggi ho una scelta.

Dio, ti ringrazio per il recupero, per il perdono e per la mia capacità di essere aperto a un regalo meraviglioso.

23 gennaio (Voices of recovery): "Eravamo soli e isolati. Ci sentivamo spiritualmente vuoti."

Sex Addicts Anonymous, pag. 12 (pag. 4 inglese)

Quell'anno non ho giocato a baseball perché riuscivo a vedere la palla finché non mi ha colpito. Abbattuto e indesiderato in quinta elementare, mi sono isolato dai compagni di classe, mi sono ritirato e sono stato deriso dai miei compagni. Infine, ho avuto la possibilità di farmi visitare da un oculista. L'esame ha portato alla diagnosi di cecità. Ma era correggibile con occhiali speciali. Riuscivo a vedere! Il primo giorno di ritorno a scuola con i miei occhiali nuovi, mi sono accorto che l'insegnante stava scrivendo sulla lavagna e potevo leggerlo dal fondo della stanza! Ho giocato a baseball e ho preso una palla alta sulla fascia sinistra. Sono riuscito a lanciare la palla in terza base eliminando due avversari. Non ero più indesiderato, non più isolato e non più deriso; la mia vita era cambiata.

Nella mia dipendenza ero cieco alla realtà della mia vita: il dolore che stavo provando e il dolore che stavo causando. Vite danneggiate erano tutto quello che conoscevo. Mi sono sentito indesiderato e in disparte dalle persone che amo di più. Non provavo alcuna speranza nella mia scarsa consapevolezza che qualcosa non andava in me.

Un'altra forma di cecità viene curata lavorando il programma di SAA. Ora sono in grado di partecipare insieme agli altri, riconoscere le mie emozioni e quelle degli altri e so come fare ammenda e mantenere le relazioni. Sono in grado di vivere la vita con una nuova libertà.

Un nuovo universo si apre a me attraverso la lente dei Dodici Passi.

22 gennaio (Voices of recovery): "Ma con altri come noi, scopriamo un nuovo coraggio e una nuova fede."

Sex Addicts Anonymous, pag. 17 (pag. 13 inglese)

Mi sono sentito molto solo per molti anni. Isolato nella dipendenza, ero convinto di essere unico, diverso e da solo. Ero convinto di essere l’unica persona a combattere contro un comportamento sessuale compulsivo. Perso in questo mondo, è molto facile arrendersi e lasciarsi andare alla compulsione e all’ossessione. Ed è ciò che ho fatto per anni: solo arrendermi.

Quando ho sentito per la prima volta di SAA, ero sorpreso. Essendo convinto di essere da solo, mi risultava difficile da credere che ci fosse un’intera fratellanza che si dedicasse a questo argomento. Per me, essere in mezzo ad altri come me, significava due cose: La prima è che tutti noi nella fratellanza di SAA conosciamo la malattia della dipendenza sessuale. Ogni viso al quale mi rivolgo durante una riunione conosce il dolore, la sofferenza e il tormento che reca questa malattia. Non sono da solo; non siamo soli.

Il secondo punto è che ognuno di noi è disposto a cercare un risveglio spirituale e porre una fine alla dipendenza sessuale attiva. Ogni volta che mi siedo in una riunione, so che le facce che vedo condividono una soluzione in comune. Quando condivido questa soluzione comune, frequentando le riunioni e lavorando i Dodici Passi, usufruisco della coscienza collettiva di migliaia di fratelli. Non sono d’aiuto se non scopro il coraggio e la fede sotto questa luce.

Ho scoperto la fede in una soluzione comune e il coraggio di lavorare i Passi?

21 gennaio (Voices of recovery): "A causa della natura della nostra dipendenza, facciamo attenzione a non toccare o abbracciare gli altri membri della comunità senza il loro permesso."

Sex Addicts Anonymous, pag. 18 (pag. 12 inglese)

Da bambino ho vissuto in un mondo senza confini. Nella casa dove sono cresciuto avevamo regole del tipo “niente porte a chiavi nei bagni” o “nessuna conversazione telefonica privata”. Da dipendente sessuale attivo il mio mondo sessuale senza regole sembrava eccitante e divertente. In realtà era spaventoso e definitivamente non sicuro.

Ero terrorizzato. Un giorno mi sentivo spaventato dalle persone; il giorno seguente cercavo disperatamente il contatto umano; l’indomani, non volevo essere toccato. La mia vita era un continuo via vai tra il terrore estremo e il bisogno. Infatti, quando sono arrivato in SAA ero così spaventato da essere venuto solo con un amico, cercando di nascondermi nella sua ombra.

Ero molto sollevato di trovarmi in un posto dove altri dipendenti sessuali in recupero erano fisicamente rispettosi nei miei confronti. Molti mi parlarono con cordialità e gentilezza senza farsi avanti verso di me. Molti mi chiesero se potevano abbracciarmi, facendo capire che potevo scegliere. E altri mi diedero gli abbracci più belli che abbia mai ricevuto perché ora ero libero dall’agire compulsivamente. Quegli abbracci mi hanno fatto sentire strano all’inizio ma, più importante di tutto, mi facevano sentire al sicuro.

Sono grato dei numerosi tipi di rapporti che oggi posso avere nella mia vita, e delle varie tipologie di connessioni fisiche che questi mi offrono.

20 gennaio (Voices of recovery): "La Sesta Tradizione identifica saggiamente i soldi, le proprietà e il prestigio come potenziali ostacoli per una diffusione efficace del nostro messaggio."

Sex Addicts Anonymous, pag. 108 (pag. 185 Libro Verde con Storie di recupero; pag. 86 inglese)

Prima di entrare in SAA, molti di noi definivano sè stessi e il proprio valore in termini di denaro, proprietà e prestigio. Molti di noi, se sono onesti con loro stessi, lo fanno ancora. La nostra tendenza a giudicare noi stessi e gli altri in base a ciò che hanno, invece che in base a chi sono, ci mantiene nell'ansia e nell'isolamento, preoccupandoci se stiamo "andando avanti" o chiedendoci se la nostra prossima interazione umana ci farà sentire in vantaggio o in difetto.

Com'è curativo, quindi, venire a una riunione di SAA - un gruppo che non possiede proprietà e di solito pochissimi soldi. Il prestigio, almeno come lo definisce il mondo esterno, qui non significa nulla. Eppure è nei nostri incontri che iniziamo a capire chi siamo veramente e ad apprezzare il nostro vero valore. Apprezziamo anche gli altri membri del nostro gruppo, anche se spesso non abbiamo idea di cosa possiedono o cosa fanno quando lasciano la stanza.

La nuova vita che scopriamo in SAA porta con sé nuovi valori. La cosa più importante è che impariamo ad apprezzare noi stessi e le persone nella nostra vita, senza riguardo allo status sociale o alla ricchezza. Impariamo a vedere e ad amare la persona che sta dentro.

Possa io imparare a vedere gli altri e me stesso in termini di valori spirituali.

19 gennaio (Voices of recovery): "Essere disposti a cambiare le abitudini che minacciano la nostra sobrietà ci aiuta a rimanere fuori dal nostro cerchio interno."

Strumenti di Recupero, pagina 14

Anche prima di entrare in recupero, ero consapevole di molte abitudini che alimentavano la mia dipendenza. Per ottenere l'astinenza, dovevo essere disposto a cambiare le mie azioni. Con l'aiuto del mio sponsor, ho fatto un elenco di quelle routines e poi ho preso provvedimenti per introdurre nuove abitudini ed eliminare quelle vecchie. La prima nuova routine è stata quella di iniziare la mia giornata mettendomi in ginocchio e chiedendo al mio Potere Superiore la volontà e la capacità di vivere questa giornata sobrio.

La maggior parte, se non tutte, le abitudini su cui ho lavorato all'inizio erano fisiche: persone, luoghi e comportamenti. Modificando queste routines, sono stato in grado di raggiungere l'astinenza.

Ma il vero recupero è l'astinenza unita alla crescita spirituale. Quando l’ossessione sessuale cominciò a svanire con l'astinenza, scoprii routine mentali ed emotive che minacciavano questa sobrietà. Le mie critiche mentali agli altri riflettevano aspri giudizi su me stesso, lasciandomi isolato, solo e vulnerabile agli errori. Per mantenere la sobrietà, ho dovuto cambiare anche queste routine, prima identificandole attraverso i miei risentimenti (Passi Quarto e Quinto), e poi lavorando il Sesto e il Settimo Passo su questi difetti di carattere.

Oggi sono più consapevole dei miei atteggiamenti verso me stesso e gli altri, e sono disposto a cambiare quelle routine del cuore e della mente che minacciano la mia sobrietà e serenità.

Questo è un programma d'azione. Concedimi di essere disposto a intraprendere nuove azioni, azioni che riflettono salute, coraggio e amore.

18 gennaio (Voices of recovery): "Il messaggio non è che ci sediamo passivamente ad aspettare che le cose accadano. Piuttosto è un cambiamento nel nostro atteggiamento in cui ammettiamo che non sempre sappiamo dove dovremmo andare o come dovremmo arrivarci."

Strumenti di Recupero, pagina 19

Da dipendente attivo, sentivo un bisogno compulsivo di decidere tutto e di controllare i risultati. I frutti inevitabili sono stati frustrazione e alienazione. Alla fine, questa mania del controllo nasce dalla paura che i miei bisogni possano non essere soddisfatti. Ammettere di non saper sempre cosa fare o come rispondere è un grande passo verso una vita serena e reale.

Nella mia esperienza, le forze in gioco in ogni situazione sono varie e potenti come una tempesta invernale, e posso gestire queste forze più o meno come potrei gestire una bufera di neve.

Nel recupero sono libero di lasciare andare la mia paura e il mio bisogno (di provare) di controllare situazioni che sono al di là del mio potere. Quindi posso permettere alla vita di andare a modo suo sapendo che i miei bisogni saranno soddisfatti. Forse ancora più importante, posso impegnare ulteriormente le mie energie in quelle cose su cui ho il controllo, come il mio benessere, le mie responsabilità e la mia vita.

Consentire alle cose di essere come sono non è necessariamente un segno di debolezza o passività. Può anche essere un segno di forza e di fiducia nel mio Potere Superiore.

Potere superiore, aiutami a capire di cosa devo prendermi cura e concedimi il coraggio di agire con grazia.

17 gennaio (Voices of recovery): "Nell'intraprendere il Decimo Passo, ci impegniamo a mantenere la casa in ordine, nel caso i vecchi fallimenti riappaiono o ne sorgono di nuovi, come inevitabilmente succederà."

Sex Addicts Anonymous, pagina 66 (p. 107 Libro Verde con Storie di recupero; p. 52 in inglese)

L'altro giorno in una riunione, il segretario è stato un po' invadente nel distribuire le letture. Un altro membro ha risposto un po' bruscamente; il membro era arrabbiato e il segretario era ferito, quindi uno di loro ne ha parlato come argomento dell'incontro. È stato un ottimo incontro.

La maggior parte di coloro che hanno parlato hanno ammesso di essere stati spesso su entrambi i fronti di questa esperienza, arrabbiati e feriti per molte piccole cose della vita quotidiana. Alcuni hanno notato che, se non stanno attenti, queste ferite e rabbia possono esplodere e rovinarci l'intera giornata. Uno ha detto che era come se una parte di lui stesse solo aspettando qualcosa per cui avrebbe potuto agitarsi. Lo chiamava la spazzatura in testa.

Sono rimasto sbalordito. Queste persone, molte con un decennio o più di solido recupero, raccontavano la storia della mia vita quotidiana. Sono stato sorpreso dal fatto che non sono l'unico che reagisce in modo eccessivo alle più piccole provocazioni.

Allora la saggezza del programma è venuta a galla. Faccio un inventario quotidiano per affrontare questa mia tendenza. La mia mente da dipendente può trovare cose per cui essere emotivamente turbata in ogni giornata. Il Decimo Passo è un modo quotidiano per eliminare ogni accumulo di spazzatura in testa.

Metto in ordine i miei pensieri ogni giorno, così posso rimuovere ciò che non funziona e mantenere la mia serenità.

16 gennaio (Voices of recovery): "In spirito di gratitudine, cerchiamo opportunità per servire Dio e altri membri della fratellanza. Il nostro percorso continua con il Dodicesimo Passo."

Sex Addicts Anonymous, pagina 73 (p. 122 Libro Verde con Storie di recupero; p. 58 in inglese)

Dopo un anno di sobrietà ho affrontato un periodo di ansia molto intensa. Non ero pronto. La mia malattia mi aveva stravolto e dilaniato per sei mesi. Continuavo a frequentare le riunioni, parlando apertamente con il mio sponsor e con gli altri. Ho preso talmente tante batoste che alla fine mi sono arreso. Riconoscendo l’ansia apertamente, ho realizzato che non era basata sulla realtà presente. Questo mi ha aiutato a viverla così com’era, senza cercare di nascondermi o fuggire. Ho letto la letteratura, ho pregato e meditato. A volte, emotivamente prosciugato, la preghiera mi ha tirato fuori dal mio straziante senso di inadeguatezza. Man mano che continuo ad aprirmi, si apre una piccola crepa nella mia armatura di odio per me stesso. Ho iniziato a praticare la gratitudine, specialmente la gratitudine di aprire la mia anima agli altri senza essere rifiutato.

Ho cercato di fare servizio, condividendo sinceramente con coloro che soffrono. Durante questo periodo, ho realizzato una verità fondamentale nel programma dei Dodici Passi: La miglior cura che posso offrire a me stesso è offrire la guarigione agli altri. Ho iniziato a fare servizio più spesso che potevo e, ogni volta che l’ho fatto, ho sperimentato l’amore. Ricevo sempre più di quanto io dia. Ora sono sobrio da un po', e lo devo alla lezione imparata dalla mia più grande angoscia.

Quando dono, vivo.

15 gennaio (Voices of recovery): "Possiamo anche fare una lista delle cose per cui ci sentiamo in colpa. Esaminiamo le cose che abbiamo fatto anche se sapevamo essere sbagliate, e che ora ci fanno provare rimorso."

Sex Addicts Anonymous, pagina 47 (pagina 36 inglese)

Confondevo la colpa con la vergogna, ma ora so che il senso di colpa, o il riconoscere un misfatto, può essere una cosa buona. La vergogna, il senso di sentirsi in difetto o di non essere all’altezza, non è salutare. Il senso di colpa è il segno che qualcosa dev’essere affrontato, come una spia del quadro strumenti della macchina. Così come il lasciar persistere un problema nel veicolo può causare danni costosi o perfino irreparabili, allo stesso modo rimandare il lavoro sui passi può recare sgradevoli conseguenze.

Lavorare i passi per i sensi di colpa mi tiene lontano dalla disperazione della vergogna, e mi fa entrare nella luce trasformatrice della grazia e dell’auto-accettazione. Rendermi responsabile delle mie azioni potenzia me e tutti gli altri. Smetto di essere una vittima man mano che ammetto la mia parte di responsabilità e faccio ammenda. Con l’aiuto, accetto ciò che non posso cambiare, e mi viene dato il coraggio di lasciare andare. Chiedo anche a Dio di guarire le mie ferite che si aggiungono al problema, e di aiutarmi a trovare la forza e il coraggio di fare la cosa giusta. Attraverso questo processo la mia colpa è rimossa e rimpiazzata con il perdono.

Dio, aiutami a non temere il senso di colpa, ma di riconoscerlo come un segnale di dover lavorare i passi.

14 gennaio (Voices of recovery): "Scopriamo che i principi spirituali possono guidarci nelle sfide quotidiane della vita e possono aiutarci ad affrontare anche la perdita, il dolore e la morte con forza e grazia."

Sex Addicts Anonymous, pagina 77 (pagina 61 inglese)

Mio padre è morto tre anni fa. La scelta delle foto per il suo servizio funebre è stato straziante, conoscendo la verità dietro ai momenti immortalati dalla macchina fotografica. Adesso mia madre sta morendo e la sua malattia manifesta sintomi che ricordano la mia dolorosa infanzia. Sento il mio stomaco rivoltarsi, come se la gravità non esistesse.

Il mio dolore spesso viene fuori come rabbia. Sorge dalla parte più profonda del mio stomaco, ansioso di essere sentito. Quando raggiunge il mio cuore, sento che devo buttarlo fuori o scomparirò. Lasciarlo uscire spesso lascia in giro macerie catastrofiche nelle mie relazioni. Come mi prendo cura di me stesso mentre mi prendo cura del mio genitore malato? Come posso essere la figlia modello per mio figlio? Prego: "Per favore, tieni il mio cuore aperto e aiutami a vedere la mia vera natura: gentile, amorevole, vulnerabile, premurosa".

Condivido il mio dolore negli incontri di SAA, credendo che le vostre vite siano più felici della mia. Vi dico che voglio che qualcuno si prenda cura di me o il potere di controllare le cose. Annuite e sorridete, mi invitate a prendere un caffè e vi assicurate che io abbia i numeri di telefono. Lavoro i passi con il mio sponsor e mantengo uno stretto contatto con Dio e la fratellanza di SAA. In mezzo al dolore e alla confusione, i miei piedi possono ancora trovare un terreno solido.

Dio, aiutami a provare le emozioni contrastanti dei cambiamenti della vita senza perdere il mio vero io. Aiutami a rimanere vulnerabile in modo che, quando sarà passato il dolore, io possa provare la gioia vera.

13 gennaio (Voices of recovery): "Posso fare un passo alla volta e avanzare gradualmente verso la salute spirituale"

Sex Addicts Anonymous, Personal stories n. 46 ‘Steps to freedom’, pagina 324 inglese (Storie di recupero n. 45 ‘ I passi verso la libertà’, pagina 451)

La religione della mia gioventù dava descrizioni molto precise di Dio e di come pregare. Dio era personificato nei leader della religione e io ho vissuto Dio come un abuso. Di conseguenza, il Terzo Passo è stato molto difficile da accettare e da lavorare. Anche se dice "come posso concepirlo", la mia concezione non era accettabile per me.

Lavorando con il mio sponsor, sono stato in grado di accettare l'idea di un Potere Superiore riconoscendo prima che molti poteri sono più grandi di me e ricordando momenti di impotenza anche prima di entrare in SAA. Ma avevo bisogno di trovare un potere che fosse amorevole, che permettesse un contatto cosciente e che fosse utile per il mio recupero.

Ho imparato che la spiritualità di solito è un'azione che mi connette a qualcosa di più grande. Ho scoperto che posso stabilire un contatto cosciente con i miei valori più elevati di onestà, gentilezza, servizio e compassione. Ho imparato che stare fermo e osservare la natura mi connette con qualcosa di più grande. Ho imparato il potere della gratitudine e ho sviluppato una pratica per migliorare la mia capacità di gratitudine. Una delle più grandi fonti di comprensione e sperimentazione del mio Potere Superiore è essere testimone dell'esperienza, della forza e della speranza delle mie sorelle e dei miei fratelli in recupero. Cerco di connettermi con gli amici del programma ogni giorno.

Sono grato per questo continuo risveglio spirituale.

12 gennaio (Voices of recovery): "Aprirsi agli altri è più facile per noi quando possiamo fidarci che la nostra stessa presenza e ciò che condividiamo saranno ascoltati in confidenza"

Strumenti di recupero, pagina 4

Al mio primo incontro di SAA, ero terrorizzato e sospettoso. L'anonimato mi ha assicurato che non ci sarebbe stata nessuna punizione e il rifiuto che associavo a qualsiasi discussione sulla sessualità. Ho ascoltato le storie di altri dipendenti dal sesso e ho capito che il giudizio più duro era il mio. I membri del gruppo non mi denunciano né tentano di mettermi in imbarazzo pubblicamente. Sono arrivato a vedere le mie paure sia come espressioni della mia vergogna per i miei comportamenti compulsivi, sia della mia grandiosità nel pensare di essere abbastanza importante da far sì che gli altri volessero farmi del male.

Parte della mia paura della punizione era giustificata, sia per il mio comportamento da molestatatore sessuale, sia come artefatto del background morale dei miei anni formativi. Non sapevo cosa fosse la sessualità sana e sto ancora imparando. L'anonimato mi ha fornito un ambiente emotivamente sicuro per ascoltare gli altri ed eventualmente porre le mie domande. Sono stato in grado di identificare coloro con cui ho potuto praticare il dono più raro: la fiducia. Sono stato in grado di chiedere aiuto.

La sicurezza creata dal principio spirituale dell'anonimato è stata fondamentale per il mio primo periodo in recupero, mi ha permesso di chiedere aiuto senza il timore di punizione o rifiuto. Mi ha permesso di iniziare ad avere la capacità di fidarmi degli altri, delle persone appropriate, e di essere aperto e onesto nel mio recupero.

L'anonimato fornisce la sicurezza di cui ho bisogno per praticare la fiducia e l'onestà.

11 gennaio (Voices of recovery): "Un motto che esprime una delle verità fondamentali del programma è 'Un Giorno alla Volta'"

Sex Addicts Anonymous, pagina 83 (pagina 65 in inglese)

C'è una specie di bambù che impiega quattro anni per germogliare dal momento in cui viene piantato. Tuttavia, deve essere annaffiato e curato regolarmente. Pensa ad alzarti ogni mattina per annaffiare un punto nel terreno contrassegnato da questo bambù, nemmeno un germoglio o un monticello di terra, sempre uguale senza segni di movimento o crescita anno dopo anno. Dopo cinque anni, un piccolo germoglio spunta dalla terra. Quindi, nelle sei settimane successive può raggiungere la maturità e arrivare fino a trenta metri di altezza.

Il mio viaggio attraverso i Dodici Passi è stato simile. Se sono disposto a fare tutto il necessario per rimanere sobrio, se ho la pazienza di mantenere le mie attività quotidiane, se lavoro sui Passi con il mio sponsor, se partecipo alle riunioni e condivido con la fratellanza arriverò a rendermi conto che le radici si sono formate e possono supportare un nuovo me. Potrei non notare nulla per molto tempo e, nel mio caso, non mi accorgo sempre dei germogli subito dopo la loro comparsa. Ma mi ritrovo gradualmente a crescere in una nuova vita.

Chiedi ai più anziani nel recupero come hanno ottenuto la loro medaglia dei cinque, dieci o venti anni di sobrietà. Ti diranno: "Un giorno alla volta".

Che io possa camminare oggi in sobrietà un giorno alla volta.

10 gennaio (Voices of recovery): "Spesso possiamo aver bisogno dell'aiuto di altri membri... un altro dipendente sessuale può riportarci sulla terra."

Sex Addicts Anonymous, pagina 81 (pagina 63 in inglese)

Di recente mi sono resa conto che più sono disposta a farmi guidare dal mio Potere Superiore e più porte mi si aprono di fronte. Sono grata di tutte le opportunità che ho avuto durante il recupero. Comunque la porta più importante è stata quella che ho varcato per partecipare alla mia prima riunione e non so se sarei riuscita a farcela da sola. Sono rimasta davanti la porta per quel che mi sembrò essere un'eternità. Ero catturata da una paura che in quel momento non riuscivo a capire.

Soltanto quando un uomo si fece avanti carico di scatoloni pieni di prelibatezze e mi chiese se stessi cercando AA, ho scosso la testa per dissentire. Stavo piangendo. Lui si avvicinò e chiese in un sussurro "SAA?"

Riuscivo a malapena a muovermi, ma io annuii con la testa e lui mi disse che era dietro quella porta, gesticolando con le spalle. Poi mi chiese se potessi aprirgli la porta. Era una richiesta semplice, quindi lo feci. E una volta che la porta fu aperta, dovevo solo entrare. All'inizio la paura mi impedì di sentire qualsiasi cosa. La paura si intensificò quando mi resi conto che ero l'unica donna nella stanza. Un uomo si sedette di fianco a me e mi dette il benvenuto porgendomi qualche opuscolo. Quel semplice gesto mi aiutò a placare la paura e ad aprire le mie orecchie.

Sapevo di essere a casa subito dopo aver sentito la prima testimonianza. So che il mio Potere Superiore aveva scelto quella riunione per me. Sono stata accolta a braccia aperte e non ho mai smesso di sentire l'amore e l'interesse genuino che quegli uomini nel mio gruppo condivisero con me.

Grazie, Dio, per tutte le porte che apri per me. Continua a guidarmi attraverso di esse.

9 gennaio (Voices of recovery): "Le saette di terrore che percepivo in quel momento, le riconobbi come scariche del Potere Superiore che riportavano il mio cuore in vita."

Sex Addicts Anonymous, Personal Stories n. 2: A phone call saved her life (Una telefonata le salvò la vita, pagina 33), pagina 114 inglese

Come medico ho assistito alla miracolosa capacità delle scariche elettriche di ridare la vita a pazienti che altrimenti potevano essere considerati morti. In quanto dipendente, sforzandomi compulsivamente di evitare il dolore a tutti i costi, ho progressivamente affievolito questa forza vitale. Alla fine Dio poteva raggiungermi solo attraverso i violenti shock che comprendevano il mio fondo e il mio punto di svolta.

La mia esperienza da quando sono entrato nel recupero è che l'amore del mio Potere Superiore è una corrente che permea ogni cosa. Con ogni incontro, ammissione, ammenda, preghiera e atto di servizio raschio via la ruggine che blocca questa corrente dal mio cuore. Stabilendo una pratica quotidiana di meditazione invito coscientemente la corrente del mio Potere Superiore come un flusso più continuo di vita e amore attraverso il mio cuore. È sempre qui, gratis, per tutti e per tutto. Non giudica. Tutto quello che devo fare è stare fermo, essere come e chi sono adesso ed essere aperto. Dio può gestire il resto.

Connettendomi con l'energia curativa del mio Potere Superiore posso accogliere con favore le ondate di energia (gioia, dolore, compassione, pace) che scaturiscono da questa connessione vivificante.

8 gennaio (Voices of recovery): "Quando mettiamo in pratica nuovi modi di agire e pensare, mostriamo che il programma funziona e offriamo speranzaa agli altri che cercano una nuova vita."

Sex Addicts Anonymous, pagina 76 (pagina 60 in inglese)

Quando sono entrato in SAA, non era per aumentare la mia autostima. Stavo pensando agli scontri con la legge e alla volta in cui sono corso fuori dalla porta perché il mio compagno di atti sessuali compulsivi, spinto dai rimorsi, stava cercando di uccidermi. Sono cresciuto pensando a me stesso nei termini della mia dipendenza. Credevo che tutto quello che avevo da offrire fosse il mio repertorio sessuale, sebbene si rivelasse continuamente insufficiente per mantenere le mie relazioni.

Quando ho creato i miei cerchi, per quelli interno e l’intermedio è stato facile, ma il cerchio esterno mi ha dato da pensare. Riuscivo a pensare solo ad attività che fossero espressamente legate al recupero: riunioni, preghiera, meditazione, servizio, ecc.

Il mio sponsor mi ha suggerito di ripensare al periodo precedente alla manifestazione della mia dipendenza. Questo mi ha aperto una porta. Ho passato in rassegna le attività creative della mia giovinezza e in seguito ho aggiunto nuove pratiche come l'esercizio fisico. Presto apparvero altre nuove attività, come adottare un animale domestico e tenere pulita la casa. Il mio cerchio esterno continua ad espandersi.

Dopo aver ottenuto un po 'di recupero e costruito il mio cerchio esterno, ho scoperto di avere molto di più che il sesso da offrire. Ho iniziato a scoprire i miei veri doni e a usarli. Prima pensavo di poter offrire solo comportamenti che mi mettessero realmente a rischio, ora ho la sensazione appagante di poter offrire il mio vero sé.

Gran parte della serenità e della felicità che provo ora nasce dall'essere in grado di offrire il mio vero sé agli altri.

7 gennaio (Voices of recovery): "Una parte importante del mio recupero è condividere la mia esperienza con altri sessodipendenti che stanno cercando di trovare una via per scappare dalla pazzia."

Sex Addicts Anonymous, Personal Stories n. 42 “Il dono della sobrietà” pagina 408 (The gift of sobriety, pagina 302 in inglese)

All'inizio del recupero, non potevo immaginare il giorno in cui avrei portato questo messaggio agli altri come suggerito nel Dodicesimo Passo. Oggi, tuttavia, se sono aperto, le opportunità di un Dodicesimo Passo si presentano abbastanza spesso. Devo essere disposto a ingoiare il mio orgoglio e la mia timidezza e ad agire. Dopo aver visto persone morire per la dipendenza, inclusa la dipendenza dal sesso, ho giurato che non avrei perso un'altra opportunità per portare il messaggio di recupero. Questo aumenta la mia determinazione.

Le persone sofferenti sono ovunque. Ho parlato del recupero attraverso i Dodici Passi a lavoro, in chiesa e in altre riunioni di recupero se penso che la nostra fratellanza possa aiutare qualcuno che ha problemi di sesso o intimità.

Dichiaro raramente di essere un dipendente dal sesso o un membro di SAA, ma parlo della mia paura dell'intimità e del suo effetto distruttivo nella mia vita. Dico di aver trovato utile parlare delle mie difficoltà con persone che hanno problemi simili e stanno trovando soluzioni. Condivido alcuni dei miei pensieri folli, quelli meno delicati. Credo di piantare semi ogni volta che sono disposto ad aprirmi.

Condividere il messaggio del recupero non è sempre comodo, ma mi connette sempre al mio Potere Superiore e agli altri. Donare guarigione è l’attività che più cura me. Ci vogliono coraggio e umiltà, ma credo che Dio me li fornirà se sono aperto e disponibile.

Le persone sofferenti sono ovunque. Aiutami a vedere e a cogliere le opportunità per piantare semi di guarigione.

6 gennaio (Voices of recovery): "Insieme alla consapevolezza spirituale arriva la responsabilità, il desiderio e la necessità di aiutare altri dipendenti che soffrono, nello stesso modo in cui noi siamo stati aiutati."

Sex Addicts Anonymous, pagina 74 (pagina 59 inglese)

Prima di iniziare il mio percorso di recupero ho dedicato poco tempo a qualcuno o a qualcosa che non fosse la mia dipendenza. Ho acquisito una nuova spiritualità e una nuova libertà rimanendo sobrio e lavorando sui Dodici Passi. All'improvviso, tutto il tempo speso per la mia dipendenza è diventato disponibile per la crescita spirituale e per lavorare con gli altri.

Il mio sponsor ha sottolineato fin dall'inizio che qualsiasi dipendenza indica una menomazione spirituale e che solo una soluzione spirituale può rimediare a un difetto spirituale. Mi ha insegnato a interiorizzare un atteggiamento di gratitudine mentre offrivo la mia esperienza e speranza agli altri partecipanti del programma.

Poiché gli altri mi hanno guidato disinteressatamente nella mia crescita spirituale, mi sforzo allo stesso modo di rendermi disponibile a coloro che cercano questa soluzione spirituale. Sono stato in grado di essere un po' meno egoista ed egocentrico uscendo da me stesso e rendendomi disponibile agli altri il che, a sua volta, mi permette di progredire nel mio percorso di recupero. Il miglior modo che ho per dimostrare gratitudine è semplicemente rendermi disponibile agli altri e condividere onestamente le difficoltà e le gioie che il recupero dalla dipendenza sessuale ha creato nella mia vita.

Sobrietà e recupero sono sinonimo di libertà. Quando sono veramente grato per questo dono posso essere un canale in cui il mio Potere Superiore può funzionare attraverso di me a beneficio di altre persone dipendenti dal sesso.

Dio, permettimi di dimostrare la mia gratitudine per il recupero condividendo ciò che mi è stato dato gratuitamente.

5 gennaio (Voices of recovery): "... il recupero non significa che smetti di avere problemi. Piuttosto, puoi avere problemi che non sono di natura sessuale."

Sex Addicts Anonymous, pagina 113 (inglese) - Personal Stories n. 1: Non voleva stare da solo (He did not want to be alone)

Quando agivo compulsivamente e la vita era difficile mi rivolgevo alla dipendenza come cura per mali che letteralmente non sapevo di avere. Non ha mai funzionato. Quando smettevo di agire compulsivamente i miei problemi erano ancora lì, a volte aggravati dalla mia compulsione.

Quando sono entrato nel programma il problema più grande che avevo era la mia dipendenza. Diventare sobrio è stato molto difficile. Ho imparato dopo un po' a fare affidamento su pratiche spirituali invece che su sballi sessuali. Sono anche arrivato a credere che, non importa quanto fosse difficile una situazione, il mio Potere Superiore era lì per me.

Una volta stabilite le pratiche per mantenere la mia sobrietà, sono venuti a galla altri problemi che non avevo ancora affrontato. Ho iniziato ad occuparmi della realtà sulle mie finanze e ho trovato un impiego dopo diciotto anni di lavoro autonomo. E quando ho avuto problemi a trovare un abito della mia taglia, ho capito che era ora di perdere peso. Non è che non avessi questi problemi prima, ma tra l'agire compulsivamente e il diventare sobrio avevo distolto completamente l'attenzione da essi. Ora che sono sobrio posso finalmente prendermi cura di me stesso in altri modi.

Oggi sono grato per i problemi della mia vita. Sembrano essere una nobile forma di grazia progettata per accrescere la mia accettazione, responsabilità e serenità. La mia sobrietà cresce ogni volta che scelgo i principi spirituali.

Non importa quanto sia difficile la situazione, il mio Potere Superiore è lì per me.

4 gennaio (Voices of recovery): "Prendere in considerazione le cose incontrollabili della nostra vita può aiutarci a riconoscere i nostri difetti quando capiamo quali sono le nostre responsabilità negli eventi dolorosi e fuori controllo."

Sex Addicts Anonymous, pagina 53 (pagina 41 inglese)

Mi sentivo veramente superiore quando ho iniziato il mio recupero. Credevo di essere al di sopra della media e stentavo a credere che anche io potessi avere dei difetti di carattere. L’arroganza e la superbia hanno formato una corazza protettiva contro il mio senso interiore di vergogna.

La mia vita era un disastro sotto molti aspetti. Tutto attorno a me era ingestibile e anche la mia più testarda negazione non serviva più a niente. Identificare gli eventi dolorosi della mia vita, ammettere la mia parte di colpa, e far emergere alla luce i miei difetti di carattere era tutto tranne che divertente. Ma in realtà era la prima volta che capivo cosa fosse veramente l’umiltà positiva, quanto onesti ci si sente.

Ho compreso la gioia nel capire il significato del “tutto” e cosa rappresentava per me l’essere “onesto verso me stesso e gli altri”. Accettare i miei sbagli e i miei difetti mi ha permesso di provare la felicità di essere umano.

Oggi ricorderò che essere pienamente disposti ad accettare l’aiuto di Dio mi permette di essere completamente umano e imperfetto.

3 gennaio (Voices of recovery): "Passavamo sempre più tempo tra le nostre fantasie, il che ci alienava dagli altri, e dalla percezione reale di noi stessi."

Sex Addicts Anonymous, pagina 88 (pagina 70 inglese)

Sembra che molte delle mie fantasie e intrighi, così come il mio agire compulsivo, servissero a soffocare un dolore che non comprendevo. Ho paura di scoprire chi sono veramente. I miei comportamenti e le mie fantasie hanno altrettanto nascosto agli altri qualcosa. E’ così orribile da doverlo nascondere ad ogni costo? Provo terrore al solo pensiero di dare un’occhiata sotto la maschera. Condividere con le persone dalle quali mi fido mi aiuta a vincere la paura. Cercare di comunicare con un Potere più grande di me mi spinge ad immaginare un’alternativa all’oscurità.

Il percorso a me familiare mi porta soltanto più solitudine, frustrazione e alienazione dagli altri. Ogni giorno divento un po’ più vecchio e un po’ più isolato. E se lasciassi da parte le distrazioni, se abbandonassi la bolla? Ho molto da guadagnare lavorando il programma: inclusione in una fratellanza che sostiene e, infine, in una società nel suo complesso. Potrei uscirne scioccato (nel senso buono del termine) scoprendo ciò che si cela nel profondo di me stesso.

Mi sforzerò di scoprire il vero me togliendo gli strati un passo alla volta.

2 gennaio (Voices of recovery): "Onestà, disponibilità, coraggio, umiltà, perdono, responsabilità, gratitudine e fede sono solo alcuni dei nomi che diamo ai principi spirituali che gradualmente guidano la nostra vita. Man mano che progrediamo nel programma, stabilendo un contatto cosciente con il Dio della nostra comprensione, diventiamo consapevoli di questi nostri principi interni, che sono come dei doni che sono sempre stati lì, ma che non sono mai stati aperti perchè non eravamo pronti a riceverli."

Sex Addicts Anonymous, pagina 76 (pagina 61 inglese)

Dopo una ricaduta, ho contattato diversi membri di SAA per essere onesto sulla mia situazione e per riconnettermi alla fratellanza e al programma. Un membro mi ha inviato un'e-mail con un messaggio breve ma profondo: ti voglio bene.

Come facciamo a sapere cosa è bene per noi? Non avevo mai desiderato essere un dipendente dal sesso. Durante il recupero, non ho mai desiderato una ricaduta. Eppure, nella peggiore delle mie paure, ho trovato la mia più grande forza e coraggio. E quando ho ammesso la spaventosa verità, ho trovato un amorevole Potere Superiore. In questo caso, si è espresso attraverso l'amore e la comprensione di altri dipendenti sessuali in recupero. Persino i miei dubbi sono diventati segnali del fatto che Dio, come io lo concepisco, è vicino. Quando ammettevo i miei dubbi, quella voce piccola, ma ferma, diceva: "Va tutto bene, sono qui".

Ci siamo tutti seduti nella paura e abbiamo rivelato la verità su ciò che abbiamo fatto. Nelle nostre convinzioni sconnesse, ci aspettavamo odio e rifiuto quando ci siamo rivelati. Invece, in mezzo alla fratellanza di Sex Addicts Anonymous, sperimentiamo amore e accettazione.

Il mio Potere Superiore mi ha fornito un luogo sicuro in cui praticare l'onestà: le stanze di SAA.

1 gennaio (Voices of recovery): "Continuando ad applicarli quotidianamente, ci manteniamo spiritualmente in forma e cresciamo nel recupero."

Sex Addicts Anonymous, pagina 76 (pagina 61 inglese)

Quanto segue è stato attribuito a molti musicisti diversi: “Devo esercitarmi quotidianamente. Se perdo un giorno, posso sentirlo nel mio modo di suonare. Se perdo due giorni, la band può sentirlo. E se perdo tre giorni, il pubblico può sentirlo ".

La mia pratica di recupero include: partecipare alle riunioni, pregare, leggere la letteratura, chiamare gli altri durante il recupero, lavorare sui Passi (incluso il mio inventario quotidiano del Decimo Passo) e impegnarmi nel mio cerchio esterno. Se salto la mia pratica di recupero per un giorno, posso sentirlo. Sono più vulnerabile a piccole irritazioni e tentazioni, semplicemente non sto bene. Se salto due giorni, sono incline all'impazienza e alla fantasia. Se salto tre giorni, comincio a sviluppare risentimenti e sono fuori di testa con piani e schemi compulsivi. Non sono mai sicuro di quanto gli altri notino, ma in tutti i casi, sono più lontano dalle persone della mia vita, non vivo più in serenità e torno al caos della mia vita di dipendenza.

Per me il recupero è un dono artistico per il mondo. Mi permette di creare una bellissima musica dal vivo. Rendo il mondo migliore praticando il mio piano di recupero quotidiano.

Posso fare un regalo a me stesso e al mondo praticando il mio recupero oggi.

31 dicembre (Voices of recovery): "Oggi hai fatto un passo coraggioso varcando la soglia e sosteniamo la tua ricerca del recupero"

"Un benvenuto speciale alla nuova arrivata donna"

Quando avevo paura il mio sponsor diceva: "Il coraggio è la paura che ha detto le sue preghiere". Io mi arrabbiavo. Pregare non sembrava aiutare e io volevo sollievo! Per me il coraggio significava assenza di paura e non vedevo come avrei potuto continuare ad andare avanti se ero così spaventata.

Di recente ho sentito un discorso che mi ha aiutato a mettere le cose nella giusta prospettiva. Per il relatore il Sesto Passo è un passo d’azione; lui prega per essere libero e per avere il coraggio (quello che il mio sponsor stava cercando di dirmi!), e poi fa l'opposto di quello che faceva prima, quando i suoi difetti di carattere erano presenti. In questo modo dimostra di averli rimossi completamente.

Io soffro di ansia sociale, una profonda manifestazione della mia paura egocentrica. Ho il terrore di trovarmi in conversazioni, riunioni o altre situazioni sociali. La mia vergogna mi dice che sono un imbroglione e temo che anche gli altri lo scoprano e ci credano.

La mia soluzione è pregare per essere liberata dalla mia paura egocentrica, quindi mettermi in situazioni che la mia paura mi farebbe evitare. Ciò significa pregare molto e vivere al di fuori della mia zona di comfort per lunghi periodi di tempo. La cosa sta diventando gradualmente più facile e sono cresciuta enormemente. E a quanto pare è questo il coraggio, anche se spesso non ci si sente coraggiosi.

Prego per avere il sollievo dai miei difetti di carattere e per avere il coraggio di trasformare le mie preghiere in azioni.

30 dicembre (Voices of recovery): "Vediamo che stiamo diventando persone migliori e iniziamo a sperimentare un nuovo senso di autostima. Ci sentiamo liberi di vivere nel presente e goderci le nostre vite, non dovendo più portare un carico di disperazione, risentimento e paura."

Sex Addicts Anonymous, pagina 65 (pagina 51 in inglese)

Mi piace guardare un programma televisivo in cui le persone portano degli oggetti per essere valutati da esperti. Qualcuno porta un oggetto non conoscendone il valore e talvolta credendo che valga poco o niente. Potrebbe essere stato tramandato per generazioni o acquistato in un mercatino delle pulci. I periti indagano sull'oggetto e comunicano al proprietario ciò che hanno appreso. Di solito il proprietario è sorpreso dalle informazioni ricevute e spesso è sbalordito dal valore attribuito al proprio tesoro. La loro gioia e le loro lacrime mi commuovono.

Attraverso i Dodici Passi di SAA ho portato il mio oggetto polveroso, consumato e graffiato (la mia vita) al massimo estimatore: Dio. Sentivo che la mia vita era inutile e volevo abbandonarla. Dio l'ha presa e mi ha parlato delle sue origini e del suo vero scopo. Queste rivelazioni mi hanno sbalordito. Sono stato ulteriormente scioccato dal valore dato alla mia vita: Dio mi ha definito impagabile!

Vedo il mio valore anche negli occhi dei miei fratelli e sorelle SAA. La loro gioia nel rivedermi mi sbalordisce. Provo sentimenti di umiltà dallo stupore quando ascoltano attentamente ciò che condivido. La loro amicizia non ha prezzo. Ho un valore. Questa è la serendipità al suo meglio.

Quando dicono: “Continua a tornare! Il programma funziona se lo lavori, e ce lo meritiamo! "- è la verità.

29 dicembre (Voices of recovery): "In sostanza, è importante che la nostra esperienza comune con questo Potere, sia l'amore e la cura."

Sex Addicts Anonymous, pagina 37 (pagina 27 in inglese)

Dopo molti anni di sobrietà e recupero, quando sento “la cura di Dio” mi viene da pensare al “controllo di Dio”. Quando arreco danni a causa del risentimento, dell’autocommiserazione, o di altri difetti di carattere, a volte tentenno prima di ammettere la colpa perché sento di dover fare così per piacere a Dio. Questa situazione nasce dalla vergogna, dal credere di dovermi guadagnare l’amore di Dio e dal credere di non meritarmelo così come sono. E’ la vecchia credenza che Dio sia un genitore controllore da appagare in modo da mantenere la pace in casa.

Un giorno, il mio sponsor mi disse che lei pensava a questo come affidare la sua volontà e la sua vita all’amore. Ad un tratto tutto cambiò per me. Mentre la parola di Dio può far scattare in me vecchi sentimenti come vergogna e paura, l’amore è qualcosa di cui posso fidarmi. L’amore è sicurezza e interesse, gentilezza e forza.

Inizio a comprendere e accettare che affidare la mia vita a un Potere Superiore, fare l'inventario e fare le ammende non sono cose che devo fare per guadagnarmi l’amore, ma azioni amorevoli che faccio per me stessa perché mi portano molta pace e gioia in questa vita. Dio mi accetta e mi ama così come sono, che io faccia o meno le azioni descritte nei Dodici Passi, ma Dio mi incoraggia con gentilezza a seguire questo percorso di recupero perché è l’atto di amore più grande che io possa fare.

Solo per oggi posso affidare la mia volontà e la mia vita all’amore.

28 dicembre (Voices of recovery): "Successivamente rivediamo la lista dei rancori, esaminiamo ogni episodio, e ci domandiamo come abbiamo contribuito alla situazione. Dobbiamo assumerci la nostra parte di responsabilità, per quanto essa sia piccola. In alcuni casi, come i risentimenti sviluppati durante l'infanzia, concludiamo che non vi è nessuna responsabilità da parte nostra."

Sex Addicts Anonymous, pagina 45 (pagina 34 in inglese)

Ho scritto i risentimenti che nutrivo verso mio padre durante il Quarto Passo. Si trattavano di tutti gli abusi verbali, fisici e sessuali che ho dovuto subire da lui nella mia infanzia. Ho lasciato vuote le caselle relative alla mia parte di responsabilità; come avrei potuto avere una parte di responsabilità se ero una bambina?

Durante una riunione ho condiviso i miei traumi infantili e i miei sentimenti di vittima. Non avevo realizzato il potere che ancora avevano su di me. Poi un’altra persona condivise i propri traumi infantili subiti da un suo genitore e i risentimenti che ne scaturirono. Lei condivise come percepiva la sua parte di responsabilità nel non aver superato il trauma da grande.

La violenza c’è stata, mi ha ferito nel profondo e ha influenzato negativamente il resto della mia vita. Ma oggi posso fare delle scelte. Sono tornata al mio Quarto Passo e ho aggiunto “mancanza di accettazione” nella mia parte di responsabilità nei risentimenti. Mi sentivo incoraggiata a rendermi responsabile per le mie azioni. Posso reclamare la mia infanzia e la mia vita arrendendomi al trauma senza cedere al vittimismo da adulto.

Oggi sono disposta a capire che, tenendosi stretti i traumi vissuti, si diventa prigionieri del passato. Con la resa, sto imparando a lasciar andare e ad andare avanti.

Oggi la mia vita mi appartiene. Posso fare delle scelte.

27 dicembre (Voices of recovery): "Eravamo così abituati alla sconfitta e alla disperazione che avevamo perso ogni speranza."

Sex Addicts Anonymous, pagina 38 (pagina 28 in inglese)

Entrando in SAA, sapevo di essere malato e avevo i documenti per dimostrarlo. Sono rimasto sobrio per molto tempo in un'altra fratellanza, lavorando sui passi più volte ma senza mai trovare la trasformazione sperata. Nel Secondo Passo, ho detto: "Bene, Dio può fare qualsiasi cosa, quindi immagino che Dio possa farlo", mentre pensavo, "No. La sanità mentale non è un'opzione; miseria e disperazione sono il mio destino. "

In SAA, questo approccio al Secondo Passo si è concluso con una ricaduta. La volta successiva, il mio sponsor mi ha fatto scavare in profondità. Nel Primo Passo ho capito che ero anche impotente su Dio. Avevo cercato di manipolare Dio per riportarmi alla mia definizione di sanità mentale, alle mie condizioni.

Allo stesso tempo, scrivevo lettere a Dio e scrivevo risposte da Dio. Una sorella sobria ha osservato che sembravo arrabbiato con Dio. Mi ha suggerito una lettera arrabbiata, così ho lasciato che fluisse. Ho inveito contro Dio per tutto quello che avevo fatto per diventare sano di mente, finendo con "Che succede Dio ?!" La semplice risposta del mio Potere Superiore mi fece tacere e mi cambiò la vita: "Chi sei tu per definire la felicità?"

In quel momento, ho capito. Riconoscendo e accettando che non so cosa sia sano o felice, non ho più dovuto forzare un costrutto artificiale. Mi sono arreso alla mia sanità mentale e alle mie definizioni di sanità mentale. Quando ho lasciato che Dio stabilisse le condizioni, la mia sanità mentale è stata rapidamente ripristinata, molto più di quanto avessi mai sperato o immaginato.

Lasciar andare le mie vecchie idee impraticabili apre la strada a una nuova vita.

26 dicembre (Voices of recovery): "Molti di noi hanno scoperto che nei momenti difficli, se guardiamo cosa sta succedendo attorno a noi e come ci comportiamo, di solito possiamo constatare una crescita positiva."

Strumenti di recupero (Tools of recovery), pagina 31

Una volta ero a una riunione in cui l'argomento era "Progresso, non perfezione". È stato un grande incontro condotto con un formato a rotazione (round robin). Quando è arrivato il mio turno, ho parlato dei cambiamenti positivi che il programma aveva operato nella mia vita e di alcune delle difficoltà che stavo avendo con i Passi e con la vita. Ho concluso dicendo: "La maggior parte delle sere ora, quando vado a letto, i piatti sono lavati".

La condivisione andò avanti nel giro intorno al grande tavolo finché non arrivò a una donna che non conoscevo. Ha condiviso i suoi progressi e le sue difficoltà e ha concluso dicendo: "E alcune notti, quando vado a letto, i piatti non sono lavati".

Non credo di aver riso ad alta voce, ma so di essere rimasto seduto lì a ridacchiare in silenzio per il resto della riunione. Questo bellissimo programma non definisce il nostro recupero da specifiche circostanze esterne. Non esiste un quadro unico del progresso. Il progresso sta nel modo in cui tratto me stesso e coloro che mi circondano. Come dicono i veterani, è un lavoro interiore.

Lavare i piatti, non lavare i piatti: il progresso è nel mio cuore.

25 dicembre (Voices of recovery): "La nostra volontà di entrare in contatto con un Potere più grande di noi e il desiderio di lasciare che Dio si prenda cura della nostra vita, sono più importanti delle parole esatte che usiamo nelle preghiere."

Sex Addicts Anonymous pagina 41 (pagina 30 in inglese)

Nel chiedere aiuto al mio Potere Superiore mi immagino in una piccola barca a vela, usando un remo invece della vela. Posso fare progressi con molto impegno e persino provare un senso di controllo, ma faccio costantemente fatica a rimanere sulla rotta privandomi di una risorsa illimitata a mia disposizione. Tutto quello che devo fare è issare la vela e il vento è lì.

Quando chiedo aiuto al mio Potere Superiore dimostro disponibilità e mente aperta. Sto attingendo a una forza enormemente più potente di qualsiasi altra cosa io abbia. Quella risorsa è sempre lì, ma devo impegnarmi nel chiedere aiuto o il vento scivola via. Sono comunque ancora responsabile dei miei pensieri, parole e azioni, ma ogni vela che isso apre direzioni e possibilità oltre la mia visione limitata e l'influenza del mio piccolo remo.

Prego per il desiderio di chiedere aiuto, di accettare e utilizzare quell'aiuto con grazia.

24 dicembre (Voices of recovery): "Possiamo cominciare ad aprirci a questa idea considerando le forze chiaramente più potenti di noi, quali la natura, la società o addirittura la nostra dipendenza. Quando riconosciamo che il nostro potere è limitato, possiamo più facilmente riconoscere la possibile esistenza di un Potere Superiore."

Sex Addicts Anonymous pagina 36 (pagina 26 in inglese)

Quando ho letto questo passaggio i Passi Uno e Due sono diventati perfettamente chiari. Esiste un potere più grande di me? O